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martedì 26 giugno 2018

Aiuto ci stanno bombardando! (e il governo assiste impotente!)


La professoressa D'Orsogna nel suo ultimo post (leggibile per intero al link in fondo pagina) ci informa che compagnie petrolifere straniere stanno bombardando i fondali di Puglia con la controversa e dannosissima tecnica dell'Airgun (un vero e proprio bombardamento dei fondali marini con potentissimi cannoni ad aria compressa che serve ad ottenere delle immagini sottomarine tridimensionali per scoprire se ci siano giacimenti di idrocarburi, che comunque l'Italia non vedrà mai perchè se li trovassero, li terrebbero per se e li venderebbero sui mercati internazionali non certo all'Italia!).
Riproduco qui sotto un ampio estratto del suddetto articolo ma prima vorrei fare alcune piccole considerazioni preliminari per poi offrire un consiglio gratuito e non richiesto al "governo del cambiamento". 
Innanzitutto le considerazioni preliminari:  per ritirare le autorizzazioni a queste prospezioni petrolifere a mezzo airgun scelleratamente concesse da Renzi, Guidi e Calenda è sufficiente un atto amministrativo di secondo grado. Basta il tempo di un caffè: una firma ed è fatta.
Un po' più complessa è la cancellazione del decreto c.d. "Sblocca Italia" (che, anch'esso deve essere revocato!), e la maggioranza parlamentare per farlo c'è. 

E mi sembra assolutamente sorprendente che la componente grillina del governo non si immoli su questa sacrosanta battaglia che è totalmente nei suoi programmi e nelle corde di chi li ha votati, visto che Salvini non si sta facend scrupolo di  immolarsi su quello che è il suo cavallo di battaglia: la lotta all'immigrazione. 

Il consiglio non richiesto al "Governo del cambiamento" : ritirate immediatamente le concessioni autorizzazioni alle esplorazioni petrolifere concesse dal governo Renzi sulla base dell'immondo decreto sblocca Italia! Immediatamente! Si può sapere cosa state aspettando? 
Noi ci abbiamo provato in tutti i modi: 
Ci abbiamo provato con gli emendamenti, (ma Renzi ha messo la fiducia e i suoi super miracolati deputati hanno votato qualsiasi schifezza pur di non andare a casa -che poi quando gli ricapitava?). 
Ci abbiamo provato con i referendum regionali (ma metà li ha segati la Corte Costituzionale sempre pronta a fare regali ai petrolieri, e metà non hanno raggiunto il quorum anche se il 92% dei votanti ha votato contro le trivellazioni!).
Ci abbiamo provato coi referendum popolari, (ma non siamo riusciti a raccogliere le 500.000 firme necessarie). 
Adesso che c'è il "governo del cambiamento", basta un decreto! Si può fare in 20 minuti. Si può sapere cosa state aspettando? Ogni giorno che passa la Edison Francese e la Petroceltic Irlandese bombardano i nostri mari e la nostra fauna con i loro maledetti airgun grazie a Renzi (potesse strozzarsi alla buvette del Senato con una oliva del Martini!!!) perchè a casa loro non è permesso! Ritirare lo Sblocca Italia non è complicato come abolire la Fornero o modificare il regime fiscale. E' un provedimento a costo zero! Che state aspettando ?!?


Tratto da "Petrolieri francesi e irlandesi “bombardano” il mare di Puglia: grazie a Renzi hanno ottenuto concessioni su 14 miglia che interessa anche aree protette.

di Maria Rita Dorsogna 



"Si chiama Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

In piu' di dieci anni della mia personale esperienza, questo ministero, quali che siano stati i colori politici dei suoi rappresentanti, di tutela del mare ne ha fatta poca.

Anzi, questo ministero ha spesso fatto la tutela di affaristi e speculatori, petrolieri da ogni dove in primis.

E' questa volta il turno di due ditte che da tempo hanno preso di mira l'Italia e che ora ci riprovano con l'intento di fare airgun in Puglia.

La Edison SPA ha sede a Milano ed e' al 99.4% di proprieta' della Electrite' de France.

La Petroceltic ha sede a Dublino e fra le sue sussidiarie c'e' la Petroceltic Italia che ha varie concessioni in giro per l'Italia, inclusa Elsa fra l'Abruzzo e le isole Tremiti.

In questi giorni il duo Edison-Petroceltic di cui sopra deposita istanza per eseguire indagini geofisiche con airgun in tre dimensioni su un area di circa 300 chilometri quadrati nel permesso di ricerca di idrocarburi "d 84F.R-EL".

La concessione e' a 14 miglia da Santa Maria di Leuca e interessa due aree protette. A 14 miglia sorge infatti il Parco Naturale Regionale “Costa Otranto-S.Maria di Leuca e Bosco di Tricase” con zona di Bird Watching e caratterizzata da numerose specie migratrici, e a 29 miglia c'e' invece il Sito di Interesse Comunitario marino “Posidonieto Capo San Gregorio - Punta Ristola”. 


Notare che i posidonieti sono (o dovrebbero essere!) fra le strutture marine piu' protette del mondo, per la loro unicita' e perche' garantiscono la biodiversita' e la salute del mare.

In queste acque vivono (per ora) la stenella striata, la balenottera comune, il capodoglio, e lo zifio.

Passano per di qui il tonno rosso, l’alalunga e il pesce spada. Numerosi il gambero viola, il gambero rosso, lo scampo, il totano e la seppietta.

Ci sono pure le tartarughe Caretta caretta, anche questa in teoria super protetta, e le specie Chelonia mydas (tartaruga verde) e Dermochelys coriacea (tartaruga liuto).

Le tecniche sono le stesse di sempre, spari violenti ad aria compressa ogni 10-15 secondi ad alta intensita' per avere immagini del sottosuolo grazie ai segnali riflessi dalle strutture geologiche presenti sottoterra.

Il fatto che questo airgun sia per ottenere rilievi in tre dimensioni signfica che i lavori saranno molto piu' intensi rispetto alla presa in due dimensioni perche', ovviamente, ci vogliono piu' dati per visualizzare in tre dimensioni.
E infatti parlano di lavori fra i 15 e i 25 giorni, ventiquattro ore su ventiquattro, anche se dopo scrivono che faranno sedici giorni di spari diretti con 33 airgun attivi.
Ce ne hanno pure 3 di riserva, che non si sa mai, eh?
Tra una linea e l’altra dell’area che spazzoleranno ci saranno 500 metri.
Facciamo allora sedici giorni, facciamo ogni 15 secondi, facciamo 33 airgun attivi.
Cosa significa?
Significano la bellezza di circa 3 milioni di spari.
Tre milioni di spari nel mare.
Purtroppo nessuno potra’ avvisare le strenelle, i balenotteri, i capodogli e gli zifi che vivono nel mare di Puglia che stanno per arrivare tre milioni di spari, ventiquattro ore su ventiquattro, da 33 sorgenti di airgun che li avvolgeranno da ogni dove.
E allora leggiamo la valutazione d’impatto ambientale.
Come sempre un sacco di panzane!
La prima e’ che l’opzione zero non si puo’ fare, perche’ non sarebbe coerente con “l’attuale politica energetica italiana”.
Io non so quale sia davvero la politica energetica italiana, visto che qui tutti parlano di tutto, ma alla fine non esiste una vera strada. Tutti fanno un po’ quello che vogliono, a casaccio, senza mai pensare alle conseguenze. Si parla, parla, parla, ma alla fine tutto e’ fatto a casaccio.
Nel 2018 e stiamo ancora cercando petrolio lungo le coste pugliesi?
Ma ci sono o ci fanno?
Quanti accordi abbiamo firmato da Kyoto in giu’?
Quante volte i poltici italiani si sono riempiti la bocca di promesse di energia green?
Di economia sostenibile? Di difesa dell’ambiente?
Me lo ricordo ancora Renzi che facevi proclami in California.
Quanto abbiamo preso in giro Trump perche’ si e’ ritirato dagli accordi di Parigi?
Quanto inchiostro e’ stato speso per dire che l’Italia lottera’ contro i cambiamenti climatici?
Quante ne abbiamo dette alla Croazia che voleva trivellare dal suo lato?
E noi siamo qui a fare air gun, l’anticamera delle trivelle, a pochi chilometri dalle coste di Puglia?
Se glielo lasciamo fare sara’ tutto una presa in giro.
Un po’ di vergogna almeno? No, eh?
-

Andiamo a leggere ancora.
Dicono l’area e’ caratterizzata da colonie di coralli bianchi, alcuni noti, altre invece della cui esistenza non si e’ certi al 100%. Ovviamente la presenza di coralli significa anche la presenza di vita marina. Nella concessione ci sono anche zone di ripopolamento ittico, che loro chiamano “nursery” e zone di “spawning” per non far spaventare nessuno.
In inglese suona tutto un po’ piu’ asettico, vero?
Perche’ non parlare in italiano e dire che vogliono sparare nelle zone dove i pesci vanno a riprodursi e a depositare le uova? Mia risposta: perche’ pensano che la gente sia stupida.
Ma che vuoi che importi. Neanche sappiamo cosa c’e’ nei nostri mari, ma gli spariamo lo stesso.
Dicono che “al bordo” della loro concessione
sono presenti delle colonie di coralli bianchi. Si tratta di specie ritenute di grande importanza per la biodiversità che sono in grado di promuovere lo sviluppo di una ricca fauna bentonica. 
Notare che loro stessi, i petrolieri, dicono che evitano le zone con piu’ coralli e piu’ fauna ittica per preauzione. Quindi lo sanno anche loro che certo non e’ carino andare a sparare ai coralli e ai pesci che li vivono.
Ma e… le altre zone? Se ci spostiamo un pochino dai coralli noti, va bene invece?
E le balenottere? I zifi? I capidogli? E i tonni? E le tartarughe?
Per i cetacei dicono che secondo i loro studi, potrebbero esserci disturbi fino a 5,800 metri dal punto di emissione, se usano gli airgun piu’ potenti che hanno.
Bonta’ loro pero’ in alcuni punti useranno airgun meno potente, che si potra’ sentire “solo” a 1,700 metri di distanza.
Ovviamente questi sono tutti numeri di petrolieri, per cui, occorre verificarli, e potrebbero esser molti di piu’.
Ad ogni modo, considerato che faranno airgun in un area di 300kmq, tutta l’area (e anche un po’ di piu’) diventera’ una specie di sassaiola contro i cetacei, che non sapranno dove andare, confusi dagli spari che arriveranno senza sosta. Che vergogna.
Leggiamo ancora.
Viene fuori che questa istanza della Edison e della Petroceltic si trova all’interno dell’area D15, definito “spazio aereo pericoloso dalla superficie sino a 5500 piedi (circa 1650 m) per intensa attività aerea militare, attiva con preavviso a mezzo NOTAM”.
Ci sono qui pure “ordigni inesplosi”.
Ehh? Cioe’ ci sara’ attivita’ militare dall’alto, ci sono ordigni inesplosi, e facciamo airgun ai pesci.
Altro che far west! Qui e’ tutta una sparatoria.
Come in tutti i progetti di Valutazione di Impatto Ambientale si tende sempre a minimizzare, e a dare al colpa ad altri, a dire che e’ tutto nell’interesse nazionale, che gli effetti negativi sono tutti trascurabile e nulli e che e’ tutto “tuttapposto”, sempre.
Infatti quelli della Edison-Petroceltic dicono che le piu’ importanti minacce per i pesci sono la pesca, l’inquinamento e lo sviluppo antropico costiero. Non possono dire pero’ che l’airgun faccia bene e quindi aggiungono che l’esplorazione sismica, puo’ “comunque determinare un impatto negativo sulla comunità ittica”
La parola trascurabile appare … ben 22 volte nel loro documento!
Un altra cosa che veramente fa male al cuore e’ leggere che, per qualche miracolo divino, la zona in questione e’ esclusa dalle “autostrade del mare”, cioe’ passano qui un enorme numero di navi merci e da crociera, pescherecci e altre imbarcazioni. Ma per puro caso, il rettangolo scelto dalla Edison-Petroceltic e’ fuori da tali tratte.
Forse e’ per questo che i pesci vanno qui a depositare le uova? A riprodursi? Perche’ e’ l’unica zona di pace che gli resta?
Non lo so, fatto sta che adesso andranno a bombardare anche questo posto qui.
La cosa vergognosa e’ che hanno collaborato con l’Istituto “Tethys onlus” di Milano per gli studi sui mammiferi marini.
Vergognoso per la Petroceltic e per la Edison, ma vergognoso anche per la Tethys onlus di Milano che ha deciso di lavorare con ditte che certo non faranno il bene dei mammiferi, ma porteranno loro altra possibile morte e distruzione.
E’ come dire che un medico oncologo collabora con la Marlboro!
Tethys: salvare i cetacei con i soldi dei petrolieri che le uccidono
Eccoci qui alla fine.
Che dire.
Adesso siamo tutti indignati, e arrabbiati e schifati. Ma e’ molto probabile che metteremo dei likes e che domani ce ne dimenticheremo. E invece no, occorre mettere pressione ai politici, rompere le scatole, e voler fermarli ogni santo giorno.
A tutti piace gingillarsi con le copertine e le immagini di CNN o del New York Times che osannano i mari di Puglia. Ma tutto questo non e’ gratis. Tutto questo, tutta questa bellezza, richiede lavoro, impegno, vigilanza, volonta’ di salvare e magari migliorare che abbiamo.
Nulla e’ per scontato, mai. Specie quando in giro ci sono rapaci come appunto la Edison o la Petroceltic che dalla lontana Francia, dalla lontana Irlanda pensano di poter venire qui e fare quello che vogliono.
Mi ci e’ voluto un sacco di tempo per mettere assieme tutte queste informazioni. Spero che si crei una maggior coscienza civile, non solo per lo scandalo, ma per combatterli e svergognarli ogni giorno.
Tornatevene in Francia, tornatevene in Irlanda e lasciate l’Italia in santa pace."
Per leggere tutto l'articolo: http://dorsogna.blogspot.com/2018/03/nuovo-airgun-petroceltic-edison-3d-su.html


venerdì 1 giugno 2018

Gas, fracking e terremoti


In USA le lobby fossili hanno il dominio totale e assoluto della politica. I petrolieri sono padroni della destra trumpista. I gasisti e sostenitori dello shale gas/oil, sono padroni della cosiddetta sinistra (obamiana). Infatti il fracking, tecnologia estremamente invasiva per ricavare gas dalle rocce, ha avuto nascita e massima espaznsione con conseguenze devastanti per tutto il midwest americano, proprio in epoca Obama.

Per chi volesse informarsi sulle conseguenze devastanti di questa nuova diavoleria estrattiva consiglio la visione del film Gasland (liberamente scaricabile in rete all'indirizzo web che trovate in fine articolo) di Josh Fox, boicottato attivamente da tutte le lobby fossili ma vincitore del permio speciale della Giuria come miglior documentario originale degli USA al Festival del cinema indipendente SUNDANCE del 2010 e menzione speciale al Festival di Cannes del 2010. A questo link c'è il trailer. https://www.youtube.com/watch?v=dZe1AeH0Qz8
Anche noi in Italia non siamo al sicuro. Per esempio ci sono forti sospetti che il terremoto in Emilia sia stato provocato dalle prospezioni geologiche condotte nel sottosuolo dove vengono fatte brillare delle cariche alla ricerca di idrocarburi. Il governo di Mario Morti ha stipulato un accordo con multinazionali texane per queste prospezioni. 

La tecnica è relativamente nuova, ma si hanno già dati a sufficienza per capire di quanto possa essere deleteria. Il fracking consiste, fondamentalmente, in perforazioni idrauliche le quali una volta arrivate in profondità piegano e corrono parallelamente al terreno; nei buchi creati, viene pompato ad alta pressione un po' di tutto, a seconda della "ricetta" del perforatore, che, essendo segreto commerciale, non si può sapere.

Nonostante ciò, si è venuti lo stesso a conoscenza dell'elenco degli elementi delle sostanze iniettate insieme all'acqua (almeno quattro milioni di litri per pozzo) e alla CO2 ed è impressionante: un elenco di sostanze pericolose da smaltire, normalmente in maniera rigorosissima, che in questo caso sono iniettate a fiumi nel suolo.

Prospezioni gasistiche e terremoti in Emilia Romagna
Tutta roba che finisce nelle falde sottostanti, mentre nelle case vicine ai giacimenti può capitare che esca il gas dal rubinetto dell'acqua e molto altro si liberi in atmosfera. Tutte sostanze che rimangono alla collettività insieme all'acqua contaminata una volta che le compagnie avranno chiuso i pozzi e raccolto i profitti. Per non parlare delle voragini nel sottosuolo e della loro influenza sull'assetto idro-geologico e dei piccoli terremoti causati dal fracking.

Da centinaia di casi di terremoto dovuti a prospezioni geologiche alla ricerca di Gas e Petrolio in Usa, traiamo conferma della dolosità dei terremoti in Italia, dovuti alla pratica estremamente inquinante del fracking, che dopo aver devastato il bacino del Mississipi ora è ciecamente accettata ed anzi auspicata dai nostri venduti politici d'accatto che tutto fanno meno che gli interessi dei cittadini e dell'ambiente in cui gli stessi vivono. E la responsabilità di chi è? Dei Governi, come sempre.














Per vedere il film Gasland:
https://www.youtube.com/watch?v=Gy-Sew3N-s8

http://www.stampalibera.com/?p=39806

Ecco la zona del fracking: il giacimento di Medicina, tra Ferrara e ravenna.

http://maps.google.com/maps?q=medicina&hl=en&ll=44.43378,11.723785&am...

Il fracking causa terremoti
http://petrolio.blogosfere.it/2011/11/clamoroso-il-nostro-fracking-causa-terr...

Per chi si fosse perso alcune precisazioni:

Video delle perforazioni:
http://www.aleannaresources.com/it/operazioni-di-perforazione

Stoccaggio di CO2:
http://www.romagnagazzette.com/2012/04/12/emilia-romagna-energia-stoccaggio-d...

Concessione di Coltivazione MIRANDOLA:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/dettaglio.asp?cod=915

Concessione di Stoccaggio SABBIONCELLO STOCCAGGIO:
http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/titoli/dettaglio.asp?cod=2921

I politici tedeschi, l'Euro, e la finanza fossile internazionale

Il Commissario Europeo tedesco Guenther Oettinger  si è espresso senza

Guenter Oettinger
mezzi termini e in modo molto poco diplomatico contro gli elettori italiani, auspicando che il loro trend populista venga adeguatamente castigato dai mercati. Prima di lui il Presidente dell'Eurogruppo, l'Olandese Jeroen Dijsselbloem, aveva dichiarato ceh i nord europei
Jeroen Dijsselbloem
erano stanchi di prestare soldi ai cittadini del sud Europa che se li sputtanano tutti in alcool e donne https://www.nextquotidiano.it/dijsselbloem-vino-donne/.

Subito dopo di lui, lo stesso Presidente Jean-Claude Juncker, uno che di alcool se ne intende pur non essendo del sud Europa ma lussemburghese (e quindi responsabile di una
Jean Claude Juncker
architettura fiscale ad uso e consumo delle grandi multinazionali in una specie di paradiso fiscale autorizzato e legalizzato) ha osato dire: "
gli italiani hanno bisogno di lavorare di più, essere meno corrotti, e smettere di rivolgersi all’Unione europea per salvare le regioni povere del paese".
http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-05-31/offese-all-italia-juncker-oettinger-europa-lost-translation-213155.shtml?uuid=AEz2qNyE
Allora viene spontaneo chiedersi: ma i politici tedeschi e nord europei sono tutti dei rincoglioniti terminali venduti alla finanza speculativa?
La risposta è NO!!
 Ad esempio Grigory Gysi, deputato del Bundestag per Die Linke intervenendo

al Bundestag contro il governo tedesco per le agghiaccianti condizioni anti sociali imposte alla Grecia in cambio di un pacchetto di aiuti finanziari per i quali, contrariamente alla falsa credenza popolare, la Germania non ha sborsato neanche un Euro, propone una visione completamente opposta secondo la quale il problema dell'Europa e dell'Euro non sono i "populismi" ma i politici come herr Schäuble di qualunque nazionalità essi siano e le lobby finanziarie speculative nel cui interesse fanno politiche che schiacciano i diritti sociali e del lavoro in Grecia ma anche in Germania.
Il problema è che l'Euro ha delle folli regole di Governance che vanno cambiate radicalmente a cominciare dalla follia di non permettere alla BCE di essere prestatrice di ultima istanza per i Paesi Euro che impone un gioco sl massacro speculativo tramite società finanziarie private che fanno una cresta mostruosa sul debito dei paesi europei differentemente dalla FED americana o le Banche centrali di Gran Bretagna, Russia, Giappone, Brasile etc. Perché nessuno ne parla mai da nessuna parte politica? E perchè nessuno diffonde mai i video della Linke che mostrano una Germania diversa da quella degli Oettinger e degli Schauble? Ascoltare Gysi aiuta a capire!

Questo video denuncia una cosa molto importante: Il sogno europeo è stato scippato da una elite finanziaria ultraliberista di formazione Miltonfriedmaniana (Chicago boys) secondo cui la competitività di un sistema economico è data dalla compressione dei salari e dei diritti della forza lavoro, dall'espandersi dei profitti e dal divario fra mercato interno e esportazioni. E' esattamente quello che ha fatto la Germania (anche se con l'Hartz 04 poi hanno messo una pezza che se evita la rivoluzione non per questo è un modo umano di fare politiche sociali anzi (vvedere questo mitico numero di Presa Diretta 
https://www.raiplay.it/.../Linferno-della-Hartz-4... ). Quello che Schauble pretende dalla Grecia non è nulla di differente da quello che hanno fatto alla loro classe lavoratrice. E' questo che Gysi si sforza di far capire con il suo appassionato intervento. In questo senso non c'entra niente prendersela con l'Euro, in quanto si può fare perfettamente maceleria sociale con qualunque moneta. L'Euro, come spiega benissimo Gysi (e prima di lui questo ragionamento appartenne a Jaques Delors), va benissimo ma come culmine di una serie di politiche di convergenza sul piano sociale, culturale ed economico. Una integrazione monetaria senza tutto il resto apre la porta alla speculazione (come poi è successo in effetti) e mette l'Europa in mano alle grandi banche d'affari così (sempre Gysi) che lucrano su regole assurde come il divieto per la BCE di fare da Prestatrice di ultima istanza. Tutto questo è stato conseguenza dell'arresto dell'integrazione europea successivo al referendum francese del 2003 che bocciò la Costituzione europea elaborata dalla Convenzione

Valery Giscard D'Estaing
Giscard. Da allora è rimasta in piedi solo l'Europa monetaria (e alcune sporadiche eccezioni si politiche ambientali e energetiche avanzate) Mentre su tutto il resto hanno preso il sopravvento le forze della restaurazione generando
Paolo Savona
quell'ondata anti europea che spiriti primitivi chiamano populismo (e in un cereto senso lo è, ma bisogna capirne le cause). Insomma Gysi ci illumina su un lato oscurissimo della nostra storia.

In questo senso si tratta di una considerazione estremamente utile per il moemnto che stiamo vivendo in cui uno stimato professore di Economia, Paolo Savona, viene messo sulla graticola per aver espresso in modo equilibrato, esattamente le stesse critiche, non contro l'idea dell'Euro, ma contro le folli regole della sua governance.
Altiero Spinelli

L'Euro non va bene così come non perchè faccia gli interessi della Germania a discapito dell'Italia (quest'analisi pecca di generalismo ed eccesso di semplificazione) ma perchè tali regole sono scritte nell'interesse delle grandi multinazionali private della finanza speculativa fossile, e non nell'interesse dei cittadini. Quest'EURO fa gli interessi delle elites dominanti di TUTTI i Peasi, Grecia, Germania e Italia) contro i loro cittadini e le loro classi lavoratrici (di Grecia come di Germania come d' Italia).
Jacques Delors
E' questa l'Europa che vogliamo? L'Europa della finanza e delle banche? Che fine ha fatto il sogno Spinelliano promosso dal grande Presidente Jacques Delors nei primi anni novanta, quando io trascorrevo i miei primi tempi a Bruxelles, di una entusiasmante Europa dei diritti e della prosperità dei popoli, oltre che della Pace? 
C'è nessuna forza politica a livello italiano che abbia il coraggio di dire le cose che dice Gysi e gli altri grandissimi deputati tedeschi (che io conosco personalmente) della Linke come Sarah Wagenknecht, Oskar Lafontaine, Helmut Markov?
Se c'è batta un colpo. Dentro e anche fuori dal governo in via di insediamento. 
Helmut Markov

Lafontaine e Wagenknecht












Qui l'intervento integrale di Gysi al Bundestag:

https://www.youtube.com/watch?v=0H-SdIuYuKk

Qui, per chi fosse interessato a approfondire, un intervento della aggueritissima Sarah Wagenknecht:
https://www.youtube.com/watch?v=TEX0nBm09GM

giovedì 31 maggio 2018

AGLI EUROPEAN BUSINESS AWARDS VINCE LA SOSTENIBILITA'

Quando Alfonso Pecoraro Scanio mi chiamò per domandarmi se potevo andare a sostituirlo come  giudice della categoria RESPONSABILITA' SOCIALE E COSCIENZA AMBIENTALE dell'European Business Award a Varsavia, accettai più per curiosità che per effettiva convinzione.
Adesso che è tutto finito e sono appena tornato da Varsavia, devo confessare che è stata una esperienza massacrante ma che mi ha arricchito  in tutti i sensi.

Prima di illustrare chi ha vinto la sezione Sociale ambientale nella quale sono stato membro di giuria ci tengo a dire che a questi European Business Awards ho notato che l'innovazione ambientale e energetica era completamente trasversale a tutti i settori. Ad esempio nella categoria: COMPAGNIA PIU' INNOVATIVA ha vinto l'azienda norvegese Aker Bio Marine, (http://www.akerbiomarine.com/) una azienda che impiega 300 persone di 25 nazionalità diverse con un giro d'affari di 120 milioni di dollari e 35 milioni di profitti pre tassazione, per produrre  in modo totalmente integratori alimentari a base di omega 3 per alimentazione umana e anche animale attraverso lo sfruttamento totalmente sostenibile di un tipo particolare di plancton chiamato Krill.

Il krill è una delle biomasse più grandi del nostro pianeta. Questo minuscolo crostaceo, presente in tutti gli oceani, occupa una posizione vitale nella catena alimentare marina. Attraverso milioni di anni di evoluzione, i componenti e le molecole bioattivi di Krill hanno sostenuto le diverse specie della Natura.

Aker BioMarine sviluppa ingredienti a base di krill, ricchi di acidi grassi omega-3 EPA e DHA, per applicazioni nutraceutiche, di acquacoltura e di alimentazione animale.
La maggior parte della popolazione mondiale è carente di omega-3, mentre tre dei quattro principali tipi di malattie non trasmissibili (NCD) sono associati a carenza di omega-3. La Aker Bio porta circa un miliardo di dosi giornaliere di integratori alimentari estratti dalla Superba Krill sul mercato ogni anno, migliorando la salute di milioni di persone.
Nutrire la crescente popolazione mondiale richiede sempre più sistemi di produzione alimentare a basse emissioni di carbonio efficienti in termini di risorse. Solo nel 2016, gli allevatori di pesce che utilizzavano la farina di krill della Aker Bio hanno prodotto ulteriori 175 milioni di porzioni di salmone, senza aumentare la quantità di mangime che utilizzavano.
Katrin Berntsen della Aker Biomarine mostra l'EBA Award
La pesca del krill antartico è una delle attività di pesca più sostenibili al mondo. Infatti la capacità di rigenerazione del Krill è di gran lunga superiore alle quantità che vengono catturate con operazioni di pesca comunque pienamente trasparenti e certificate dal Consiglio di gestione delle risorse marine (MSC), secondo i più alti standard per la pesca sostenibile. Nel 2016, la pesca al krill ha ricevuto un rating "A" dal partenariato per la pesca sostenibile come l'unica riduzione di pesca al mondo con una biomassa che è classificata "in ottime condizioni".
Il premio nella categoria LA MIGLIORE COMPAGNIA DELL'ANNO è stato vinto da un'altra azienda norvegese TOMRA, che si basa su quella che loro chiamano "La Rivoluzione delle risorse",
che parte dalla considerazione che "è venuto il momento della ribellione contro il vergognoso consumismo e il modo scellerato in cui noi produciamo rifiuti e scarti". Detto fatto. La ribellione di TOMRA è stata una ribellione economica. L'azienda ha cominciato a installare sistemi aziendali per ridurre gli sprichi in vari settori, come ad esempio quello del cibo, con l'utilizzo di modernissime tecnologie ottiche digitali per la selezione rapida di  prodotti freschi deperibili in modo da selezionarli e dividerli secondo prima seconda e terza scelta senza perdere tempo prezioso che ne determinerebbe il
Tomra Norway
deperimento o la perdita di qualità. Ma non basta: con i loro prodotti reverse vending (distributori inversi) permettono la raccolta di imballaggi su cauzione (laddove ci sia una politica che non vede con il fumo negli occhi lo "Pfand" di tedesca memoria). Poi hanno soluzioni integrate per il recupero di materia (material recovery) che vendono anche in Nord America, per cui plastica, PET e cartone vengono processati direttamente ion azienda e diventano materie prime sul posto con un incremento di valore del 20% rispetto al tradizionale riciclo fatto dai soloni dei consorzi del riciclo. In altre parole applicano i principi del modello distribuito anche al riciclo!
E che dire del gruppo spagnolo Clicars che in meno di un anno fattira già 5 milioni di euro vendendo auto usate esclusivamente on line e favorendo al tempo stesso il car sharing fra i suoi clienti, che ha vinto nella sezione della START UP PIU' INNOVATIVA?
Insomma soluzioni ambientali e socialmente sostenibili sono state premiate in tutte le categorie e non solo in quella nella quale io ero giurato, "SOCIAL RESPONSIBILITY AND ENVIRNOMENTAL AWARENESS. Inutile dire che i finalisti di questa categoria avrei voluto pèremiarli TUTTI.
Ho avuto modo infatti di conoscere persone molto interessanti in una altissima concentrazione di imprese meritevoli, e davvero, fuor da ogni retorica, posso dire che tutte le imprese che ho intervistato e valutato avrebbero meritato la vittoria.
I greci del gruppo di distribuzione commericale  Vassilopoulos che fanno programmi di educazione alimentare per  i bambini contro lo spreco alimentare nei loro supermercati; i trentini di Menz & Gasser che producono marmellate e conserve a emissioni zero comprando la frutta direttamente da produttori locali e dando all'economia del territorio una chance in più; i tedeschi di Neudorff GmbH che producono da 150 anni con una impresa familiare di soli 250 operai prodotti organici per sostituire i pesticidi chimici che non hanno nessun impatto sulla salute umana e che non alterano i cicli biologici della terra e che si sono impegnati in una campagnapolitica per vietare i neo nicotinoidi che uccidono le api; Il gruppo di hotel croato Milenj hoteli  che portano turisti nella bonboniera della città costiera di Opatjia di cui sono orgogliosi, a fare turismo esperienziale con gli agricoltori e le massaie locali senza rinunciare al confort di resort a 5 stelle (quelle vere); i norvegesi di Q-Free che stanno dgitalizzando tutti gli spazi della mobilità e ti fanno ritrovare la tua auto rubata o anche solo dispersa per distrazione in un parcheggio in pochi minuti; Gli svedesi di Polarbrod che fanno prodotti da forno con ingredienti di imprese locali e hanno raggiunto quest'anno emissioni zero grazie a un mix di energie rinnovabili; i finlandesi di Q-Lock che hanno inventato e commercializzato serrature elettroniche senza batteria che funzionano solo grazie all'energia dallo sfregamento della chiave nella serratura e sistemi di apertura digitale con apps sullo smartphone; i britannici di Nurture che riducono l'impronta carbonica "vendendo" vermi, api, insetti insieme ai fiori e alle piante; i belgi di AR Metallizing che producono imballaggi totalmente riciclabili per prodotti alimentari senza plastiche o metalli pur avendo l'effetto glitter tanto amato dai clienti; gli slovacchi di di GO4 srl che hanno introdotto i taxi elettrici e altri mezzi di trasporto a emissioni zero hanno esteso il concetto di emissioni zero anche alla logistica e al trasporto merci con una varietà di mezzi dal risciò al camion elettrico in un progetto dall'immaginifico nome si ZEUS (Zero Emission Urban Services, mostrando anche un sottile senso dell'umorismo a sfondo storico; i danesi del BC Hospitality group che hanno acquisito tutti gli hotel di lusso della capitale e li hanno portati rapidamente verso uno scenario emissioni zero, minimizzando l'impatto delle loro operazioni commerciali secondo  i Sustainable Development Goals, gli obiettivi che l'ONU si è dato nel 2105 e che spesso sono ignorati anche dai governi, e qui li ritroviamo affissi come la propria bibbia da un'azienda commericale che li  recupera in chiave anche di comunicazione commerciale e di argomento competitivo. Insomma tutti avrebbero meritato l'Award Social Responsibility e Environmental Awareness... ma devomdire che quelli che l'hanno vinto mi hanno davvero sorpreso ed entusiasmato...Perchè si tratta di un gruppo mondiale con un fatturato milirario che ha deciso di fare la guerra contro l'obsolescenza programmata  e una vera e propria rivoluzione contro gli elettrodomestici che si rompono. Per cui si sono inventati una garanzia decennale non di sostituzione (udite udite!!) ma di RIPARABILITA'. In pratica recuperano la riparabilità come valore commerciale su cui costruire campagne di fidelizzazione della clientela. si tratta del Groupe SEB France.
Groupe SEB

Il gruppo SEB produce piccoli dispositivi elettrodomestici in 28 stabilimenti in tutto il mondo e ha sedi in 150 paesi con Marchi come Moulinex, Lagostina, Rowenta, Tefal, Krups e ha 33.000 dipendenti e un giro d'affari di 5 miliardi di euro. Il gruppo SEB fin dal 2008 ha intrapreso una strategia di durabilità dei propri apparati attraverso una garanzia decennalke di RIPARAZIONE e non di SOSTITUZIONE.
Ha introdotto officine di riparazione creando migliaia di posti di lavoro locali e guidato cmapagne contro l'obsolescenza programmata sia dirette al pubblico e alla clientela, per far capire il valore della riparabilità degli apparati, sia verso la politica, arrivando all'incredibile successo
della introduzione del reato di Obsolescenza programmata nella legislazione francese da parte del Ministro per l'ecologia, Sègolène Royale, lo scorso anno.
La spiegazione della strategia e della struttura del programma di riparazione dei loro apparati da parte del Gruppo SEB è molto articolata e viene riprodotta in inglese (in attesa di traduzione, qui sotto).
Il Presidente del gruppo nel suo discorso di accettazione dell'Award, ha detto che tutta l'azienda, dai lavoratori alla clientela, si sente personalmente e moralmente obbligato a farla finita con la civiltà consumistica dello spreco in cui si facevano profitti grazie alla rottura anticipata e qualche volta perfino programmata degli apparati (= obsolescenza programmata) a spese dell'economia e anche dell'ambiente, per impegnarsi in questa campagna per la quale hanno creato anche un marchio di garanzia di riparabilità dei prodotti che è open source e disponibile per tutte le aziende, anche

competitrici, che vogliano abbandonare il consumismo della rottura programmata in favore della "riparabilità" dei prodotti. Una scelta di grande coraggio per un gruppo che ormai fattura 5 miliardi in tutto il mondo, cosa che non gli impedisce di mantenere una forte base etica che dice "noi non abbiamo il diritto di continuare come industria in questo consumismo sprecone che distrugge l'ambiente e l'economia!".
TANTO DI CAPPELLO!
Questa è la spiegazione in inglese della loro strategia.
Groupe SEB has forged over the years a leadership position as the world reference in Small Domestic Equipment. This sector covers cookware and small electrical appliances, accounting respectively for approximately 30% and 70% of its sales. Its mission is making consumers’ everyday lives easier and more enjoyable and contributing to better living all around the world.
“Repairing rather than throwing away”: this is the leitmotiv that guides the innovative repairing policy of Group SEB, a pioneer in this field. This action is beneficial for the consumer (economic interest), for the environment (reduction of resources consumed and waste) and for the Group (new brand content and cost reductions). Therefore, Groupe SEB did not wait for the vote of the French law against planned obsolescence to work in favour of extending the use phase of its products. After a test phase carried out on two brands in 2015, the Group extended its 10-year repairability policy in September 2016 to all its brands, in all countries (Tefal, Rowenta, Krups, Moulinex, Lagostina, All-Clad,...). The Group SEB became the European leader on repairability with remarkable figures. In 2016, 95.4% of the total volume of electrical appliances sold were at least mostly repairable and, above all, 74% were fully repairable. The 10-year repairability policy came to life through an innovative approach, which took around 7 years to make our range of products repairable by putting eco-design into practice, by re-thinking our spare parts network and by implementing a worldwide network of repair centers. Our commitment is transparent to our consumers thanks to: the “10-year repairable product” logo on most of our products’ packaging, the communication on our brands’ websites, the list of our 6.500 approved repair centers. This gives to the Group a competitive advantage in the short-term, by answering new consumers trends on repairability and, at the same time enhances consumer loyalty, giving a long-term competitive advantage to Groupe SEB. The Group keeps developing, in a pro-active way, this approach by improving its spare parts management, while no competitor provides a similar service and no laws against planned obsolescence have been implemented in the European Union yet. This innovative strategy exceeds legislative requirements, prevents anthropogenic damages and gives at the same time strong competitive advantages to the Group. Now, the Group wants to gain recognition on the fight against planned obsolescence. Groupe SEB works closely with the WWF to improve its sustainable development strategy and makes part of different conventions, with “Les amis de la Terre” (Friends of the Earth), Zero Waste France, or “Halte à l’obsolescence programmée”(Stop planned obsolescence). By winning this category, the Group aims at becoming a European influencer on this field in order to inspire other companies to develop similar practices.
Repairability definitions:
- Mostly repairable: one or two parts at most are not available or cost more than half of the product’s price, and this/these part(s) account for less than 20% of the risk of faults. - Fully repairable: 100% of faults are repairable, all the components that can be replaced are available and none cost more than half the price of the product.
The leadership identified a triple opportunity. Firstly, they noticed that the suspicion of planned obsolescence in the small domestic appliances market was reducing consumer’s confidence in all the brands, this was the occasion to regain their trust. Indeed, today repairability is a criterion of choice for 78% of French consumers*. Secondly, there were no laws against planned obsolescence, and this was the opportunity for the Group to differentiate itself from its competitors. Finally providing repairable products allows to cut down after sales service costs: instead of exchanging products under warranty (which often only have minor defects) for a new product, the Group repairs them, which is, on average, a cheaper solution. This policy is backed by the highest levels of management since 2008. It was implemented by the Consumer Satisfaction Department which was the cornerstone of this project that involved the whole Group.
2 b) The key benefits that have been delivered to existing customers and the potential growth available from new or expanded segments. This policy answers the increasing desire of consumers to repair. By reducing the price of spare parts by 30%, the Group increased the number of products out of warranty repaired in certified centers by 24% in Europe since 2014, allowing more consumers to save money by repairing instead of buying. This first kind of multi-brand policy (Krups, Moulinex, Tefal, Rowenta, SEB…), has strong impacts: - In the short run, the “10-year repairable product” logo gives to the products a strong competitive advantage: an internal survey carried out in 2016 found that 8% of consumers were likely to change their minds and opt for a repairable product before buying** - In the long run, the policy enhances customer loyalty. This leads our consumers to buy other products with the repairability logo and to increase the re-purchase rate of our products after their end of life. 2 c) How the people in the organisation, other stakeholders and the community in which the organisation operates benefitted.
Inside the organisation the repairability project gave the opportunity to the innovation teams to learn new skills on eco-design. The purchasing department saved money thanks to the standardization of spare parts and the marketing department benefits from a new brand content. The reorganisation of the activity to develop repairability contributes to local employment and has a positive social impact: - Group SEB estimates that 10.000 full-time equivalent jobs have been created within the network of 6500 repair centers. - In India, a specific mobile application was created to allow customers to book a repair time slot at home. - In France, Groupe SEB signed a partnership with Envie, an association of the Social and Solidarity Economy which promotes social inclusion through work. The association now repairs returned products under warranty and sell them at discounted prices to low-income consumers.
2 d) The key innovations that have delivered your success. A thorough work on eco-design was carried out with all the different departments of the company to make this project come true. The research on eco-design allowed to manufacture easy to dissemble and to reassemble products, and to implement a cross-product standardization of parts. These two key innovations reduced reparation costs. At the same time Group SEB rethought its spare-parts management. The cost of parts was cut down by 30% in 2012, the group has a dedicated warehouse that stocks 6 million of spare parts for the entire world. In order to improve the management of spare parts, the Group invested in 3D printing, and efficient and economical solution. All these processes allow Group SEB to propose a mature repairability policy which aims at making reparation cheaper than replacement.
2 e) The scale and scope of future opportunities that are envisaged. Today the first objective is to increase public awareness about the possibility and the advantages of repairability. Beyond classic communication, the Group considers involving different stakeholders. - With the distributors, organizing in-store repair workshops is a win-win solution: for the Group, which communicates on repairability, for the distributor, which increases in-store traffic, and for the client who saves time. - Directly with our consumers, the Group increases the number of auto-reparation tutorial videos available on our brands websites, which allows consumers to repair at home their own appliances. - With the Repair Café movement, which promotes repairability. Nevertheless, the Group keeps improving its spare parts management, by expanding the 3D printing technology to 2500 potential references, and by creating a new network of warehouses to stock spare-parts in Europe, Asia and Latin America. The Group considers involving more NGOs in its environmental initiative, as he does with WWF. 2 f) Outline the organisations environmental strategies and how they contribute to the social environment in which it operates. Repairability is one of the focal points of the Group’s eco-design guide which aims at reducing the environmental footprint of Groupe SEB products throughout their life cycle. This guide is composed of 7 eco-design areas chosen by Groupe SEB: Potential recyclability, Use of recycled materials, Use of biobased polymers, Unpopular substances/materials, Repairability, Energy efficiency, Reducing the transport carbon footprint. The eco-design guide is a key tool in meeting the 2020 environmental targets set in 2013: • 20% less energy consumption by electrical goods. Progress: the Group has identified the product families with the greatest impact in terms of energy consumption. • 20% less energy consumption by the production sites. Progress: 13% reduction at constant scope; • at least 20% recycled materials in new products. Progress: 37% for the products manufactured by the Group; • 20% fewer greenhouse gas emissions from product transport (per sold product). Progress: 24% reduction. ***
Il vostro devoto corrispondente dall'European Business Awards Angelo Consoli da Varsavia
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