venerdì 31 maggio 2019

Orwell a Brindisi


È stupefacente dover prendere atto che il sindaco di Brindisi é giunto alle posizioni di Enel con 15 anni di ritardo. 
Per tenere in vita il cadavere dell'energia fossile, lui sta usando argomenti che i lobbisti di Enel e di Euroelectric usavano per impedire l'approvazione del pacchetto clima energia 20 20 20 a livello europeo nel 2004/2005. Menarcela ancora col gas nel 2019 significa rimanere intrappolati in una visione superata dell'energia, in un momento in cui l'Unione Europea ha approvato le otto

direttive del Pacchetto "CLEAN ENERGY FOR ALL EUROPEANS", che introducono il modello distribuito basato sulla figura del "prosumer"- cittadino consumatore ma anche produttore di energia, conferendo riconoscimento ufficiale alle comunità dell'Energia di cui Livio de Santoli parlava già dieci anni fa con
un libro dal profetico titolo omonimo che proprio l'attuale sindaco di brindisi presentò con grande enfasi in una affollata manifestazione presso la sede di no al Carbone Brindisi prima di iniziare la sua attuale deriva gasista. Oggi siamo in un nuovo millennio e il gas con i suoi altissimi costi iniziali e marginali (per non parlare delle emissioni climalteranti) non é più proponibile perché quei costi non sarebbero ammortizzabili se non a lungo
Presentazione de Le Comunità dell'Energia a Brindisi con Rossi e de Santoli
termine e quindi per definizione non sarebbero "di transizione". Inoltre il protagonismo dell'Europa in materia di clima energia e innovazione ambientale non si limita alle 8 direttive del pacchetto "Clean Energy" ma si estende anche ai carburanti alternativi, per i quali esiste una apposita Direttiva (la D.A.F.I. o Directive on Alternative Fuels Infrastructure) che comprende anche l'idrogeno e che è già stata trasposta nella legislazione nazionale senza però grandi entusiasmi da parte del governo italiano che infatti non sta investendo in queste tecnologie, mentre i tedeschi con la loro NOW, hanno già investito 26 miliardi di euro nelle tecnologie dell'Idrogeno fin dal 2006 e ne investiranno ancora 14 entro il 2026 (vedi https://www.now-gmbh.de/en/about-now).

Questi sono gli investimenti, da fare oggi, non il gas...  Investire nel gas oggi è pura follia. Chi lo ha fatto negli anni 90 si é indebitato in modo insostenibile (vedi Sorgenia) e ha fatto bancarotta, avendo le centrali praticamente ferme perché il fenomeno del "merit order effect" indotto dalle rinnovabili ha reso antieconomica la produzione energetica con il turbogas.
La transizione verso le rinnovabili oggi può avvenire solo attraverso le ... rinnovabili! E pianificando quella moderna internet dell'energia fatta di sistemi di accumulo a idrogeno, smart grid, efficienza energetica, sensoristica etc che Paesi più intelligenti stanno già sviluppando da anni a questo riguardo, (chi conosce il francese può gettare uno sguardo al sito dell'assessorato francese alla terza Rivoluzione Industriale e la transizione energetica a questo link 
https://rev3.fr/ )
.

Le argomentazioni a vantaggio della riconversione a gas sono vecchie e di comodo. I presunti limiti delle rinnovabili possono essere superati con le moderne tecnologie di accumulo e smart grid in grado di ovviare alla discontinuità produttiva delle rinnovabili e di garantire la transizione energetica verso un modello 100% rinnovabile. Si sarebbe sperato che un sindaco votato al cambiamento, avrebbe preso in considerazione, se non il progetto BEST, proposto dal CETRI per la riconversione formativa e produttiva di Brindisi, (http://cetri-tires.org/press/2017/brindisi-il-peggio-e-passato-adesso-ci-aspetta-il-b-e-s-t/) almeno l'idea di prendere consulenti del calibro del prof. Livio de Santoli, oppure del prof. Vincenzo Balzani, coordinatore del Comitato di Scienziati per il Clima e l'Energia per l'Italia, che ha demolito il Piano Integrato per Clima e Energia del governo con una circostanziata analisi. (https://www.qualenergia.it/articoli/clima-perche-il-piano-dellitalia-e-inadeguato/?platform=hootsuite&fbclid=IwAR0WF8Sxx_Xd-VeqEyZO5VVVRUWn1YM_4HEbqdu_ixCf8CBiv9ImWlANAW0 ).
Invece il nostro sindaco, quello che avrebbe dovuto "cambiare 'sta storia", ce lo ritroviamo alleato di ENEL... 
È stupefacente che chiunque vada a sedersi su quella poltrona di sindaco a Brindisi venga inevitabilmente condizionato e improvvisamente cambi faccia come i maiali della fattoria di Orwell che, dopo aver duramente contestato gli uomini che li governavano, subiscono una metamorfosi che li trasforma in uomini essi stessi... Oink oink...


Per approfondire:

Sulle strategie energetiche europee
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-4009_it.htm

https://www.carbonbrief.org/eu-energy-package-what-it-means-coal-renewables-efficiency

https://ec.europa.eu/energy/en/topics/energy-strategy-and-energy-union/clean-energy-all-europeans

Sul "Merit order effect" ecco l'analisi del MEF
 http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/analisi_progammazione/working_papers/WP_N_9_-2014.pdf

questa invece è un'analisi in italiano che lo spiega in modo comprensibile anche ai non addetti ai lavori 

https://www.ecquologia.com/images/documenti/meritordereffect.pdf

Per quello che riguarda i sistemi di accumulo e di continuità per impianti da fonti rinnovabili, sia di piccola che di media e grande dimensione, si può approfondire a questi link a cominciare dal primo che non è di Greenpeace ma del Sole 24 ore! :


https://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-08-10/pannello-solare-estrae-idrogeno-151805.shtml?uuid=AazQBJvD

https://www.qualenergia.it/articoli/fotovoltaico-batterie-idrogeno-tutto-in-un-solo-impianto-economicamente-sostenibile/

http://www.ste-pignotti.com/prodotti/pannelli_fotovoltaici/tutto_fotovoltaico/idrogeno-da-fotovoltaico.asp

http://www.rinnovabilandia.it/fotovoltaico-con-accumulo-ad-idrogeno/

http://www.rinnovabili.it/evento/focus-rinnovabili-smart-building/

http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/il-pannello-ibrido-idrogeno-solare.html

https://www.labelab.it/site/wp-content/uploads/sites/5/atti/WD-Ancona.pdf

http://www.fotovoltaicosulweb.it/guida/il-pannello-ibrido-idrogeno-solare.html 

http://www.scienzaverde.it/energia-solare-blog/pannelli-solari-idrogeno/

Per quello che riguarda la Direttiva DAFI eccone il testo e un paio di articoli a commento;

https://ec.europa.eu/transport/themes/urban/cpt_en

https://www.acea.be/uploads/publications/ACEA_position_paper-Action_plan_Alternative_fuels_infrastructure.pdf

https://www.tecnolario.it/news/item/299-il-dafi-e-in-vigore-nuove-infrastrutture-per-mobilita-elettrica-e-combustibili-alternativi.html

mercoledì 13 marzo 2019

Fridays for future: le opportunità e i rischi del Movimento di Greta.

Emerge in questi giorni in modo prorompente e sicuramente ben diretto mediaticamente, il movimento dei Fridays for Future, ispirato dalla ormai celeberrima Greta Turnberg, la ragazzina svedese che ha sconvolto il dibattito mondiale sul clima e le politiche ambientali. 
Questo movimento che è certamente nuovo e animato da grande freschezza ma anche difficile da orientare su obiettivi concreti, è visto con un certo sospetto da molti ambientalisti tradizionali (e anche di una certa età, diciamolo!) e dichiaro preliminarmente che io non sono fra questi.  Non mi sento minacciato nelle mie battaglie dall'emergere di nuovi compagni di strada nella lotta per proteggere la razza umana sul pianeta, ma piuttosto, ho molta paura del silenzio che ha circondato il dibattito ambientale e climatico a tutti i livelli, e anche dal sempre più diffuso e ben appoggiato  negazionismo climatico. Per cui ho accolto con una soddisfzione immensa l'improovvisa esplosione sulla scena mediatica internazionale di questa ragazzina terribile che va in giro a prendere a sberle i vecchi politici incapaci di rendersi conto che stanno segando il tamo su cui sono (e siamo tutti) seduti. 

martedì 5 marzo 2019

L'UNICA ILVA "ECOCOMPATIBILE" E' L'ILVA CHIUSA!

Ha fatto il giro del web l'immagine delle mamme di Taranto che vanno a chiudere l'ILVA. 
Ebbene si l'hanno proprio chiusa materialmente mettendo dei bei lucchetti al cancello di uscita del settore dirigenti. 

Ma per capire l'esasperazione dei genitori di Taranto bisogna fare qualche passo indietro.


Innanzitutto bisogna contestualizzare l'ILVA nel suo tessuto urbano: un vero e proprio stupro alla città. 

Da decenni è stato imposto ai tarantini di sopportare malattia e morte in nome della strategicità della siderurgia e dello stipendio di chi ci lavora. 
Immancabilmente gli industrialisti, i sindacati e il mondo confindustriale che sull'acciaio e le sue laute sovvenzioni pubbliche ci marciano, hanno risposto per anni a chi domandava la chiusura del "mostro" (come lo ha chiamato Federico nel suo commovente disegno prima di morire)  "si chiudiamo l'ILVA e poi veniamo a mangiare a casa tua..." dimenticando che l'ILVA è un carrozzone assistito ormai incapace di produrre utili ma solo perdite poi ripianate dallo Stato con i Decreti Salva ILVA, per cui, in realtà già mangiate a casa nostra cari "ILVISTI", perchè i vostri salari li paghiamo noi con i soldi delle tasse visto che l'ILVA non  in grado di stare sul  (famoso) mercato. 
Il disegno di Federico


Infatti il lavoro è in perdita per cui ogni anno da ben 11 anni è lo stato che deve intervenire per iniettare liquidità in una impresa che, più che strategica, a me pare in rianimazione. Sono ben 11 infatti i decreti salva ILVA costati una media di 1 miliardo di euro l'uno all'erario (altro che strategicità dell'acciaio!) che hanno permesso di tenere aperta l'ILVA a Taranto. E' molto interessante al riguardo lo studio condotto dalla Associazione Giustizia per Taranto, che rivela i costi reali sopportati dalla collettività per tenere aperto il "mostro" ILVA.

https://www.scribd.com/document/377124680/Piano-Taranto

Ma il dramma non è solo economico. Anzi è principalmente ambientale e sanitario. Le statistiche sono da brivido. 800 bambini morti negli ultimi 10 anni per malattie soprattutto polmonari e oncologiche e decine di migliaia di persone malate. L'ILVA ha trasformato Taranto in un immenso ospedale con annesso obitorio.

Questo è stato riconosciuto due settimane fa anche dalla

Corte Europea per i Diritti dell'UOMO (CEDU) di Strasburgo, che ha decretato che lo Stato Italiano autorizzando le emissioni dell'ILVA ha violato i diritti umani dei tarantini  


Lo Stato secondo la CEDU, non ha predisposto un quadro normativo ed amministrativo “idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva, nonché, la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare per aver tenuto − grazie ai ripetuti decreti c.d. “salva Ilva” − “l’impianto in funzione sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura volte a sospendere l’attività del siderurgico e per aver omesso di informare la popolazione locale dei rischi derivanti dall’esposizione prolungata agli agenti inquinanti emessi dall’Ilva”.
Lina Ambrogi Melle
Il Governo italiano, consentendo all’Ilva di proseguire l’attività industriale, ha determinato la perdurante situazione di grave inquinamento delle aree limitrofe al siderurgico e subordinato la tutela della vita e della salute dei residenti ad asserite esigenze produttive.
Ma le iniziative dei cittadini non si sono fermate a Strasburgo, ma sono arrivate fino a Mattarella: Infatti è stato presentato un ricorso straordinario al presidente della Repubblica, con la richiesta di sospensiva, avverso il DPCM del 29 settembre 2017 che contiene il piano ambientale dell'Ilva. Gli stessi cittadini sempre per iniziativa della instancabile professoressa  Ambrogi Melle, avevano già presentato un atto di intervento «ad adiuvandum» nei giudizi promossi, dinanzi al Tar Puglia di Lecce, dalla Regione Puglia e dal Comune di Taranto, avverso lo stesso Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a cui hanno aderito anche Giustizia per Taranto, Peacelink e Fondo Antidiossina, .
Nel frattempo, bisogna saper che si sono inventati anche i Wind Days: infatti nei giorni in cui il vento tira da Nord spargendo sulla città polveri pericolose e di nuovo scuole chiuse al quartiere Tamburi, il più vicino all'Ilva.  il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ordina di chiudere le scuole per evitare di esporre i più piccoli a sostanze pericolose contenute nelle polveri sollevate dal vento. Questo è già successo un centinaio di volte dal 2016, e ormai sta esasperando i cittadini perchè blocca le loro vite!

Mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio al Tamburi scuole chiuse e genitori arrabbiati. "E' la decima volta dall'inizio dell'anno scolastico che il diritto allo studio viene negato - scrive una mamma su Facebook - perché i bambini del Tamburi devono essere diversi da tutti gli altri?".
 

Nei giorni in cui il vento soffia da Nord, Nord-Ovest, oltre alle
limitazioni del traffico l'Asl suggerisce alcune prescrizioni per la tutela della salute, come tenere chiuse le finestre e limitare le attività all'aperto negli orari ritenuti più pericolosi, cioè tra le 12 e le 18. Suggerimenti indicati soprattutto per le fasce più a rischio, soggetti asmatici, cardiopatici, anziani e bambini, da proteggere, secondo Arpa e Asl che hanno elaborato il piano, non si può aprire le finestre, non si può andare a scuola, non si può giocare nei parchi, non si può neanche uscire di casa.

Insomma non volendo chiudere l'ILVA, si chiude TARANTO!



Eppure le cose sarebbero andate molto diversamente se fossero state seguite le prescrizioni della Commissione AIA
del 2007 voluta dall'allora Ministro Alfonso Pecoraro Scanio e presieduta dall'avvocato Maurizio Rizzo Striano e dal prof. Erasmo Venosi, che prevedeva la copertura e anche la pavimentazione dei parchi minerari, il divieto di utilizzo del petcoke perche' l'uso di questa sostanza al posto del carbone produce il benzo(a)pirene,
L'avvocato Maurizio Rizzo Striano

il monitoraggio in continuo della qualità dell'aria nelle cokerie, il divieto di discarica illegale ( la famosa Mater Gratiae)
e il contenimento delle emissioni in limiti talmente stringenti che l'ILVA per rispettarli avrebbe dovuto spendere più soldi di quanto guadagnava, e quindi avrebbe chiuso. Proprio per questo le lobby industriali fecero fiamme e fuoco contro questa AIA e contro i Ministro Pecoraro Scanio e tutto il governo Prodi.

Il fisico Erasmo Venosi
Che infatti cadde anche per questi "eccessi ambientalisti" (come venivano definiti in quel periodo le giuste posizioni di tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini posti al centro dall'azione del Ministero di Pecoraro).
Dopo il ritorno al potere del centro destra di Berlusconi, (che invece di ambizioni ambientaliste non ne aveva alcuna,  tanto che tentò perfino di reintrodurre il nucleare e venne sonoramente sconfitto dal referendum del giugno 2011)  e dopo che si fu insediata al Ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, uno dei primi atti della ministra berlusconiana fu l'annullamento dell'AIA del precedente Ministro (che non era ancora conclusa) e la richiesta di una nuova AIA (di comodo) a personaggi che poi sono stati inquisiti tanto che l'Espresso il 7 novembre 2008 vi ha dedicato un intero servizio intitolato "GIOCHI DI PRESTIGIACOMO" (vedere articolo in fine pagina).
in cui si afferma che la nuova Ministra riempì la Commissione AIA di pregiudicati e personaggi sotto inchiesta dai curriculum discutibilissimi e infarciti di rapporti con le lobby e che nel frattempo. 

Infatti (ci ricorda l'ESPRESSO) "21 membri della Commissione IPPC (Direttiva Europea per la prevenzione e il controllo integrati dell'inquinamento (Integrated Pollution Prevention and Control Directive), a suo tempo nominata da Prodi, e che in meno di un anno avevano chiuso 78 istruttorie, hanno fatto ricorso al TAR contro la loro estromissione decisa dal ministro Prestigiacomo. I membri dell'ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama". 
Quest'AIA della Prestigiacomo non prevedeva nulla di tutto ciò ma prevedeva ancora prescrizioni ambientali che all'ILVA non piacevano, e che vennero progressivamente eliminate fino ad arrivare  all'attuale accordo ambientale che è stato predisposto da Calenda e che prevede perfino l'immunità penale per l'ILVA (il che renderebbe impossibile oggi inchieste come "Ambiente Svenduto" della Giudice Todisco).
Patrizia Todisco

In più, come se non bastasse, Calenda previde (e Di Maio ha scandalosamente confermato), oltre all'immunità penale anche una specie di immunità civile. 

In altre parole, l'accordo che aggiudicava ILVA alla Arcelor Mittal prevedeva che in caso di disaccordo sulle prescrizioni ambientali, invece di andare dal Giudice ordinario, ci si sarebbe affidati a un arbitrato, di un certo Maurizio  Onofrio, un professore torinese  
il consulente ILVA Maurizio Onofrio
che aveva condotto nel periodo compreso tra l’agosto 2013 e il febbraio 2015 una ricerca per l'ILVA sui picchi di diossine a Taranto, e aveva concluso che tutta la diossina di Taranto" non ha nulla a che vedere con l'ILVA ma che probabilmente è dovuta all'eccesso di traffico e di caldaie domestiche a carbone." 

Si legge infatti nel suo studio “si può affermare che quanto riscontrato in Tamburi è conseguenza di apporti di origine diversa da quelli riferibili all’area Ilva. Possibili sorgenti alternative pr spiegare i picchi di diossina possono essere i gas di scarico di veicoli diesel e la benzina verde, le caldaie industriali a combustibile liquido, gli inceneritori di rifiuti, oltre alla combustione di legno e caldaie a carbone”.
UN VERO SCANDALO!
(vedere in fine articolo per i link)
Tutto questo sarebbe passato sotto silenzio se l'ex direttore
Giorgio Assennatto
dell'ARPA Puglia, Giorgio Assennato, non avesse sollevato un putiferio a proposito della nomina a arbitro di Onofrio che conosceva bene perchè l'ARPA sotto la sua direzione, aveva scritto nel rapporto sulla diossina che "La concentrazione di diossine ha raggiunto livelli così elevati da essere confrontabile solo con materiali polverulenti contaminati in misura estremamente alta, quali le polveri di abbattimento dell’impianto di sinterizzazione dello stabilimento siderurgico” . 


Il caso è stato portato in parlamento dal deputato del PD Ubaldo Pagano e adesso indiscrezioni non confermate affermano che pare che Onofrio
Ubaldo Pagano
verrà rimosso essendo venuta alla luce la sua condizione di plateale conflitto di interessi.
E qui veniamo ai fatti dei giorni nostri. Mentre la Ministra per il SUD Barbara Lezzi definiva il mostruoso impianto "ecocompatibile" (che è uno sforzo semantico per non dover usare il termine  "ambientalizzazione" contro cui i grillini hanno
sparato a alzo zero quando peroravano la chiusura del sidrurgico), e il Sindaco di Taranto emetteva l'ennesima ordinanza Wind Days, di chiusura delle scuole e di divieto di circolazione all'aria aperta, la cittadinanza si mobilitava per ricordare i piccoli angeli che non ci sono più.



E così ieri, solo 3 giorni dopo che migliaia di persone hanno partecipato a una fiaccolata in memoria dei bambini di Taranto che non ci sono più, "uccisi" dall'ILVA, i genitori di Tamburi sono
insorti e al grido di "La chiudiamo noi l'ILVA!!!" e sono andati a compiere il plateale gesto dimostrativo della apposizione di un catenaccio al cancello dirigenti. 
Il loro gesto rappresenta plasticamente quello che i sostenitori della Terza Rivoluzione Industriale vanno dicendo da anni: l'ILVA rappresenta un modello industriale passato, superato finito e volerlo tenere in piedi a tutti i costi nell'interesse di pochissimi gruppi industriali è CRIMINALE. Ma chiudere l'ILVA non è solo un fatto di giustizia umana, ma anche di convenienza economica e progresso. Infatti non ha nessun senso spendere decine di miliardi per rendere "ecocompatibili" degli impianti atti a produrre acciaio, quando questo materiale serve principalmente per i gasdotti e l'industria fossile (peggio mi sento: una porcheria che giustifica un'altra porcheria!). La maggior parte delle auto, degli aerei, degli elettrodomestici e di tutto quello che negli anni 60/70 si faceva con l'acciaio oggi si fa con nuovi materiali (fibra di carbonio, bio polimeri, leghe conduttive, canapa etc) e nuovi processi (stampa 3D, manifattura additiva, processi digitali etc). L'ILVA è, come diceva il povero Federico, un mostro. 


E per essere più precisi, un dinosauro che non vuole estinguersi, anche se l'asteroide già illumina il suo campo visivo. Facciamo in modo che il dinosauro non faccia altre vittime prima di soccombere al progresso e inginocchiarsi al futuro. 
Uccidiamo il mostro, chiudiamo l'ILVA e lanciamo Taranto verso un futuro post carbon digitale, sharing, circolare. 

Questo ci dicono quei genitori di Taranto che mettono lucchetti alla gabbia del mostro! 

Che l'unica ILVA ... "ecocompatibile" è l'ILVA ... CHIUSA!


Ulteriori riferimenti:

SULLA PROTESTA CON CHIUSURA ILVA:
(vedi https://foto.quotidianodipuglia.it/taranto/ex_ilva_i_genitori_tarantini_chiudono_lo_stabilimento-4339416.html?idArticolo=4339407&_ga=2.86089880.106160412.1551781016-797464669.1551781015 )


https://www.studio100.it/vi-chiudiamo-gesto-simbolico-cittadini-del-rione-tamburi/

SU PRESTIGIACOMO:
http://espresso.repubblica.it/archivio/rubriche/2008/11/07/news/giochi-di-prestigiacomo-1.10766

SULL'ARBITRO GIOCATORE 
https://energiaoltre.it/ilva-arbitro-ambientale-e-un-giocatore-in-campo/?fbclid=IwAR3Vi8w1aHuDxyK-uH_IXIAI3e4HQ-8gwCRkiuLPPQcb9q5Nw4BQNJsrv3o

https://www.tarantobuonasera.it/news/cronaca/760701/larbitro-ambientale-e-la-perizia-pro-ilva-il-caso-in-parlamento
SULLA FIACCOLATA
http://www.inchiostroverde.it/2019/02/25/ex-ilva-a-taranto-una-fiaccolata-per-i-bambini-che-dovevano-vivere/

SULL'ILVA ECOCOMPATIBILE DELLA LEZZI
https://www.corriereditaranto.it/2019/03/02/ex-ilva-ministro-lezzi-pue-essere-ecocompatibile-toglieremo-immunita-penale/


SUL RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

http://www.inchiostroverde.it/2019/01/24/ex-ilva-ambrogi-melle-sentenza-cedu-accerta-le-violazioni-dei-diritti-fondamentali-alla-vita-ed-alla-salute/

https://www.radioradicale.it/scheda/563893/caso-ilva-la-sentenza-della-corte-europea-dei-diritti-delluomo?fbclid=IwAR0vuZamN1yROW0tzQADy0nfn3XWquP1GakZNhGEvxpWruSmAApoMpd8Qak

SUI WIND DAYS
https://bari.repubblica.it/cronaca/2018/01/17/news/taranto_wind_day_chiusura_scuole-186657949/




giovedì 28 febbraio 2019

The end of the Trump Age is coming. This is my prophecy.




I say it now and I won't say it again: the trumpist madness inside and outside the US borders will end bad. Very bad. Extremely bad. 
It will end in shame and mud. Mud from which Trump should have never gone out. 
Now in the best informed milieux, the King is naked. 
The United States has elected to the highest political office in the world a psychopath, idiot, unpresentable, rotten inside up to the most hidden parts of his being. 
Someone has succeeded in the incredible trick of electing, with the votes of the angry anti-élite voters, the highest representative of that financial fossil real-estate élite who rules the world. 

But Trump's White House time is now up. 
His election stands on a castle of lies, corruption, silence, common and financial crime, moral and human rot, and the graves are beginning to open up. 
When all the crap comes out Trump will be swept away, the impechment will be voted bipartizanly by Democrats and Republicans, and at the end of the entire trumpian era only  shame, horror and disbelief will remain. 
It will be a tsunami that will overwhelm not only the American trumpist elites, but also those low-level politicians from around the world who have jumped on a cheap photo opportunity (be that for mental shortness, congenital idiocy or empty vanity) with the despicable candidate with a squirrel on his head

And I think all this will happen soon. Very soon. The cracks in the wall supporting the Trumpian wormscan begins to widen up and become permanent. Am I too optimistic? I do not believe. Do you?"



Here is a few links to Cohen's testimony before the Congress opening a large crack on Trump's credability; 

https://www.nytimes.com/2019/02/27/us/politics/trump-cohen-history.html

https://www.youtube.com/watch?v=bwhY2Xj_kuI

https://www.youtube.com/watch?v=dV2JYZYwLU8

https://www.youtube.com/watch?v=jM5Q9S8IVQM

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-02-28/le-accuse-cohen-trump-che-cosa-puo-succedere-ora-124825.shtml?uuid=ABFN7BZB





sabato 23 febbraio 2019

Salvini in Sardegna. Poche idee e confuse sull'energia.

Il Ministro Salvini, in Sardegna da diversi giorni per sostenere il candidato di centrodestra, Christian Solinas, alle elezioni regionali di domenica 24 febbraio, ha tenuto un comizio a Cagliari in piazza del Carmine.  Tra una battuta e l’altra, il Ministro dell’Interno ha toccato i punti caldi della politica italiana, ponendo l’accento più su alcuni temi a lui cari, come quello dell’immigrazione e le questioni energetiche, citando il metano, il gas e anche il nucleare.
Matteo Salvini dal palco di piazza del Carmine ha detto testualmente:”Per il lavoro occorre dire dei SI. Domenica c'è una sola scelta, o la Lega o la sinistra. Perchè qualcuno che dice solo NO non aiuta la Sardegna. Una terra dove non c'è il metano, dove l'energia per le famiglie e le imprese costa un occhio della testa. Non si può sempre dire no a tutto. E no al metano, e no al petrolio e no al carbone, e no al gas, e no al nucleare, cominciamo a dire dei sì”.
Dopo l'inevitabile strascico polemico, lo staff del segretario della Lega  ha diffuso una nota di chiarimenti in cui si afferma che Matteo Salvini intendeva solo affermare che “In Sardegna serve il metano, punto. Nessuno pensa al nucleare. Il mio era un discorso sui NO passati e presenti”.
Spiegazione poco tempestiva e ancor meno credibile. Salvini rivela sempre la sua mentalità da troglodita. Tale termine he va inteso in senso figurativo ma ancor di più in senso etimologico, perchè continuare a fare riferimento all'energia fossile creatasi in epoche geologiche distanti centinaia di milioni di anni, o addirittura all'energia fillile, creatasi in epoche distanti miliardi di anni, è un pensiero degno di un uomo delle caverne, (un troglodita, appunto), e cioà una persona incapace di pensare solare e di vedere un fattore di sviluppo (anzi, l'unico fattore di sviluppo= del territorio e dell'economia locale, nella decarbonizzazione del territorio e nella transizione dall'energia fossile e fissile del passato all'energia basata su fonti solari
Con questa proposta Salvini getta la maschera e dimostra definitivamente la sua infinita ignoranza. 
L'ignoranza battuta già due volte nelle urne dagli italiani, nel 1987 e nel 2011. 
L'ignoranza di chi rimuove la catastrofe di Chernobil, quella di Fukuschima, e soprttutto la catastrofe economica e finanziaria del  modello nucleare, ben descritta nel libro della ex ministra francese dell'ecologia Corinne Lepage La veritè sur le nucleaire. https://www.lemonde.fr/livres/article/2011/07/07/la-verite-sur-le-nucleaire-de-corinne-lepage_1545956_3260.html
L'ignoranza di chi finge di non sapere che per costruire e attivare una centrale nucleare ci vogliono miliardi e decenni e che non se ne fanno più da anni perchè non si trova nessuna società di assicurazione disposta ad assicurarle (vedi Olkiluoto in Finlandia, Flemanville in Francia e Hinckley Point in Inghilterra). 
L'ignoranza di chi dovrebbe sapere che anche al netto di tutti i problemi provocati da eventuali incidenti o dalle scorie (problema terrificante e non eventuale, ma sicuro!), la Sardegna (e l'Italia) non possiedono uranio e quindi diventerebbero dipendenti da quei pochi paesi che lo hanno! 
L'ignoranza di questo soggetto è abissale! Ma ancor peggio dell'ignoranza c'è una visione del Paese, della sua economia, della sua società, basata sulla dipendenza da fonti energetiche devastanti che creano dipendenza e non danno alcuna sovranità energetica (la vera sovranità per un Paese, oltre a quella alimentare.

La visione trogloditica secondo cui per lo sviluppo economico di un Paese bisogna pagare degli inevitabili prezzi sul piano ambientale e umano (che poi era la stessa logica che ha portato un altro grande troglodita a imporre undecreto come lo "Sblocca Italia"). 
Un visione che non tiene conto dello sviuluppo impetuoso dell'efficienza delle tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale, le rinnovabili, l'idrogeno, le smart grid, la sensoristica, l'internet delle cose, della digitalizzazione della produzione e distribuzione dell'energia, della logistica della comunicazione, dei trasporti.
Salvini ripete a pappagallo le teorie ormai superte dei vecchi monopoli fossili sconfitti dalla storia e dalle leggi econoiche del costo marginale zero.
Come spiega Rifkin, gli impianti fossili e fissili sono meno convenienti di quelli rinnovabili per i loro alti costi marginali. L'uranio e il petrolio si pagano. Sole e vento no!
L'unica cosa che puo rendere competitiva l'economia sarda, è la decarbonizzazione del sistema produttivo e la conseguente sovranità energetica delle proprie aziende. In sardegna non c'è il gas? E chi se ne frega, Salvini! In Sardegna c'è il sole. E il sole non è solo la base dell'industria del turismo o dell'agricoltura, ma anche la principale fonte energetica. 

Il fabbisogno di energia elettrica della Sardegna è di 12 000 GWh/anno. La Sardegna ha una superficie di 24000 km² Dalle mappe del 
PVGIS risulta che l’energia solare che arriva su 1 metroquadro di superficie orizzontale in un anno è circa 1500 kWh/m². Perciò 24 * 109 m² * 1500 kWh/m² = 36 000 * 109 kWh = 36 000 000 GWh, cioè è tremila volte più grande del consumo elettrico dell’isola. In altre parole basterebbe 
intercettare un tremillesimo della radiazione solare sull'isola per renderla completamente
autosufficiente, energeticamente sovrana e post carbon.
Affrontiamo il problema con un altro punto di vista: calcoliamo la potenza di un impianto fotovoltaico che produca energia suffuciente a soddisfare interamente il fabbisogno di energia elettrica. 
La producibilità elettrica del fotovoltaico, dai dati statistici del PVGIS e del GSE è, con un approccio molto conservativo, 1400 kWh/kW (kilowattora a kilowatt installato). Ne consegue che la potenza dell’impianto ipotetico è: 12000*103 MWh / 1400 MWh/MW = 8.57*103 MW= 8570 MW.
Per dare una dimensione a questo numero, pensate che in sardegna sono attualmente installati 600 MW di impianti fotovoltaici, 950 MW di impianti eolici, 3000 MW di impianti termoelettrici e il picco di consumo è di 1400 MW.
1 kW di pannelli fotovoltaici corrisponde a una superficie di 7 m², ma per evitare che le varie file di pannelli si facciano ombra occorre distanziarle, quindi ci vogliono circa 12 m² di terreno per ogni kW di pannelli fotovoltaici. 
La superficie necessaria per un impianto fotovoltaico da 8570 MW è 8,75*106 kW * 12 m²/kW ? 100 km², che rispetto ai 24 mila km² sono appena lo 0.4% della superficie, cioè il quadratino rosso della figura sottostante. Questo basterebbe a fornire alla Sardegna il 100% dell’energia elettrica dal sole. E si tratta di una superfice inferiore a uella utilizzata dai vari impianti fossili. 

In termini più concreti, coprendo soltanto il 5% del terreno già impermeabilizzato dell'isola (capannoni agricoli e industriali, parcheggi, condomini eccetera) si riuscirebbe a fare fronte all'intero fabbisogno energetico e quindi a decarbonizzare totalmente la produzione di energia senza dover fare ricorso tecnologie da trogloditi come il carbone i fossili il nucleare. 
C'è qualcuno che è in grado di spiegarlo a Salvini? 
Mi auguro che glielo spieghino gli elettori dandogli un bel calcione in culo a queste regionali!


Per approfondire:
http://www.ingdemurtas.it/solare/risorsa-sardegna/
https://www.cagliaripad.it/370518/salvini-dal-palco-di-cagliari-nucleare-cominciamo-a-dire-dei-si-poi-chiarisce-discorso-sui-no-passati-e-presenti