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lunedì 4 aprile 2011

Ich Bin a Lampedusano. Però Gheddafi non me lo maltrattate troppo...

Lampedusa, esterno giorno. Il grande imbonitore circondato da sindaci e presidenti di regione, si autoqualifica "Ich Bin a lampedusano". Ha comprato villa quindi il problema immigrati è risolto. In più risolve un'altra decina di problemi, giacchè c'è: dal Casinò al campo da golf, passando per la riverniciatura delle case, l'abolizione delle tasse e... "perchè eravamo quì, ah si, gli immigrati. Tutti via in 48 ore."
Alla scadenza delle 48 ore, implacabile come sempre, arriva Pasquino con i suoi strali al curaro. Ecco la sua nuova composizione che ci ricorda chi è Berlusconi, chi è Gheddafi, e quale sia stato il trascorso comune. Prima che in questo mondo approssimativo e superficiale la storia venga ricostruita in senso opposto a quelle nel quale i fatti si sono realmente svolti, arte nella quale il nostro Premier eccelle.

TENTENNA

Prima come compagno di merenda
nel centro Roma gli allestì la tenda;
assoldò centinaia di belle fanciulle
dalle procaci forme sotto il tulle.
A queste Gheddaffi il Corano spiegò
e a farsi maomettane le incitò.
Poi come se fosse un papa musulmano
al rais-libico Berlusca baciò la mano.
Ma poi in Libia giovin schiere
si ribellarono al dittatore petroliere,
che invece di prendere la via del confine,
con ferro e fuoco volle mettere fine
alla giovanile gloriosa rivoluzione,
accesa per cacciare il bestial padrone.
A questo punto nostro italico re,
mentre insorgono il Tamigi e la Senna,
da vile e pavido coniglio, tentenna.
Si nasconde e ammutolisce;
sfugge all’ardire come le bisce.
Di contro agli sdegni levatisi in coro,
è convinto che il silenzio è d’oro.
Questo metallo ha sempre cercato
con colpi di mano e scorretto mercato.
Non vuole guerreggiare contro il compare,
con il quale ha fatto affare su affare
e dal quale il bunga bunga ha imparato.
Non vuole che il rais sia condannato.
Ora due possono essere le soluzioni,
dopo tante incredibili distruzioni:
se Gheddaffi soccombe all’istante
Lui:” Non sono mica stato esitante
di mandare in guerra navi ed aeroplani
per combattere mercenari disumani;
se il rais a questa guerra mette fine,
Lui:” Solo io l’ho indotto infine”.
In questi giorni fa il teatrante;
ci manca poco per fare il cantante
nell’isola dove approdan cittadini
libici, somali, eritrei, tunisini.
E da bugiardo fa la solita cosa:
promette illusori benefici a iosa.
E’ andato per sanare altrui pena?
No!. Per recitare su reale scena.
Così ha fatto per i rifiuti abbandonati.
Così ha fatto per i poveri terremotati.
Così fece Nerone con Roma incendiata
per farsi su scena reale una cantata
e incolpò per ciò tanti poveri Cristi
come Berlusca inventa i Comunisti.
Stia a casa questo nano micidiale
che di tutto e ovunque fa carnevale.


Pasquino, aprile 2011

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