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martedì 31 maggio 2011


Pasquino, commosso dai risultati elettorali, mi manda una poesia dal forte sapore risorgimentale.

La vittoria

E’ libera Napoli. E’ libera Milano.
Il riscatto non è più lontano.
Esulta il giovin, la donna, l’anziano;
si abbracciano, si stringono la mano;
e attendono dei problemi la soluzione
e la cacciata del re della televisione,
che da anni è l’uomo della menzogna
senza ripensamenti, senza vergogna.
Sperano i precari e i disoccupati,
già nell’area della povertà risucchiati.
Esultano con forza e a muso duro
i tanti giovani senza più futuro.
Gli Italiani son stanchi del razzismo,
delle volgarità e del palese cinismo,
del carnevale della Padania anche,
orchestrato per controllare le banche,
dell’uomo senza tatto e senza cultura
che si arricchisce al dì a dismisura,
degli affaristi e del saccheggio di Stato
da parte di amici e servi dell’apparato.
Con la vittoria torna il valore
della solidarietà con tanto clamore,
della libertà e del rispetto umano,
sempre disprezzato dal Caimano.
Ognuno varrà per quel che è
e non più del denaro alla mercé.
Le donne non seguiranno l’andazzo
di prestazioni immonde nel Palazzo.
Gridiamo, gridiamo in coro:
“ L’Italia ritrovi il suo decoro.
La buona stella ormai cammina:
la liberazione del Paese è più vicina”.

Pasquino, commosso dai risultati elettorali del maggio 2011.

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