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sabato 20 aprile 2013

QUEST'ANNO IL 25 APRILE ARRIVA IL 20.

Scrivo questo post pochi minuti prima di uscire per andare alla manifestazione contro la rielezione di Napolitano a Presidente della Repubblica.
La casta autoreferenziale della politica italiana adesso ha passato davvero ogni limite! Dopo aver permesso ogni tipo di ruberia, aver imposto il governo delle banche e della finanza, aver permesso il ritorno su scena di Berlusconi, aver rifiutato qualunque ragionevole ipotesi di accordo per cambiare rotta, gettano definitivamente la maschera e decidono di rieleggere Giorgio Napolitano, autore di tutte le torsioni alla democrazia e attentatore alla Costituzione che andrebbe processato ai sensi dell'art. 90 della Costituzione, altro che ri eletto!
Finora ho condiviso molto ma non tutto del Movimento 5 Stelle, (ad esempio ho avuto qualche perplessità circa la democrazia interna e l'eccesso di enfasi su questioni come i rimborsi e i costi della politica). Ma a questo punto queste perplessità diventano totalmente irrilevanti. A questo punto è in gioco la democrazia del nostro paese. Non posso tirarmi indietro, non posso non aderire all'appello a manifestare lanciato da Beppe Grillo.
Se i dirigenti del PD credono che possono violare così il patto con gli elettori e tradire la fiducia di chi li ha votati, accodandosi al peggiore degli inciuci possibile per salvare Berlusconi ancora una volta, devono sapere, sentire e vedere che si sono isolati dal loro stesso popolo.
Siccome io sono parte di quel popolo che ha sempre votato a sinistra e contro Berlusconi, oggi non posso non essere in piazza. Se mi tirassi indietro adesso, non potrei più guardare in faccia mio figlio quando lui sarà cresciuto e sarà in grado di capire e distinguere il bene dal male, il coraggio dalla viltà, la democrazia dall'autoritarismo!
Esco di casa con la consapevolezza che non sarà una passeggiata e che ci potrebbero essere scontri e cariche della polizia, mentre gli elicotteri cominciano a volteggiare con i loro sinistri rotori sulle nostre teste perfino qui a San Lorenzo e a Termini.
Esco di casa consapevole che sto andando incontro a qualche rischio ma anche forte della convinzione che questi rischi sono niente in confronto ai rischi, alle forzature e alle torsioni a cui la nostra democrazia è stata sottoposta negli ultimi mesi e in queste ultime ore!
Esco di casa con la speranza di poter dire un giorno a mio figlio, a entrambi i miei figli, io c'ero il giorno che il popolo ha fermato il palazzo, e la democrazia è rinata in questo Paese.

Angelo Consoli
20 Aprile 2013.

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