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sabato 18 giugno 2011

Destra e Sinistra. La fusione (nucleare) dei valori, all'insegna dell'energia.




Jeremy Rifkin ci esorta a smetterla di usare categorie politiche ottocentesche che sono ormai totalmente inadatte a ridefinire la complessità della società attuale. Raccolgo questo invito da ex iscritto al PCI dal '72 all'81. E da uno che ha sempre votato a sinistra. E che però oggi da italiano dice che sarebbe indeciso fra Vendola e Fini (diciamo che sono al 51% per Fini). Il fatto è che la destra e la sinistra non esistono più! Ne vogliamo parlare?!? Parliamone! I valori buoni della destra (meritocrazia, legalità, senso di coesione nazionale, orgoglio italiano, integrità morale) sono stati riscoperti dalla parte sana della sinistra, e i valori buoni della sinistra (solidarietà, giustizia, eguaglianza, redistribuzione della ricchezza, slancio ideale), sono stati riscoperti dalla parte sana della sinistra. Caduto il velo ideologico che era alimentato dal muro di Berlino, sempre più gente ha cominciato a fondere i valori, nella crescente consapevolezza che non può esserci legalità senza giustizia (e viceversa) nè merito senza uguaglianza, (e viceversa), nè solidarietà senza coesione nazionale, nè integrità morale senza slancio ideale (e viceversa). Destra e sinistra come si sono venuti a caratterizzare nel secolo scorso, non esistono più, si sono fuse e confuse in un nuovo ordine di valori emergenti che non ha ancora trovato una sua collocazione poltica. E forse non la troverà. E non ne sentirà la mancanza. Un ordine di valori che fa emergere una visione dei rapporti umani decentrata e non verticistica, di rete e non paternalistica. Favorita dalla rete e dalle nuove tecnologie. E questo non è nè di destra nè di sinistra. La politica comincia sempre più ad assomigliare all'economia: grandi multinazionali contro piccole realtà locali. Tendenza al monopolio contro micro generazione distribuita (di informazione come di energia come di qualunque altro bene e servizio). Grandi centri commerciali basati sullo sfruttamento industriale delle risorse umane e la spersonalizzazione totale dei rapporti anche commerciali,( la cosiddetta "Auchanizzazione"), CONTRO reti di piccoli negozi specializzati con librai, esperti di articoli sportivi, sarti, fotografi, gastronomi, appassionati del loro lavoro e con margini di profitto umani e costi molto elevati, ma del gesto umano, del sorriso, del "buongiorno signora come sta? La bambina tutto bene?". E' la politica del grande accumulo e del monopolio (in cui il nostro premier è maestro) contro la politica dell'anti-trust e delle reti. Nei miei 25 anni a Bruxelles, ho avuto modo di collaborare con i principali leader italiani e europei. Se fossi tedesco voterei certamente Merkel e non i socialisti legati a doppio filo con Gazprom (come il caso penoso di Schroeder dimostra). L'ho conosciuta di persona, la Merkel, e posso testimoniare che il suo interesse per le rinnovabili e la sua avversità per il nucleare sono sincere. E sono anche fondate su precise competenze scientifiche perchè lei è un fisico! Mentre Schroeder è un politico di professione venduto al glamour e al miglior offerente. E il miglior offerente si chiama Putin... Se fossi Spagnolo non voterei certamente per i popolar-radioattivi di Mariano Rajoi, con cui non si può ragionare, ma invece per
Zapatero (pur con tutti i limiti della sua azione di governo recente, troppo appiattita sulle posizioni dalla Confindustria spagnola e di ministri di dubbia integrità ideale, ad essa devoti) o chi gli succederà e certamente . Se fossi inglese la mia scelta andrebbe assolutamente a Cameron, convintamente, anche se è conservatore, mentre con il laburismo nuclear-carbonifero della trimurti Blair/Brown/Milliband non mi prenderei neanche un cafè (sapessi quanto schifo fanno, forse un giorno rivelerò dei retroscena esplosivi). Se fossi portoghese certamente non Barroso ma il socialista Socrates, e solo lui perchè se l'alternativa fosse il suo ministro socialista dell'Economia Manuel Pinhio, allora voterei Barroso. Se fossi greco, certamente Papandreu, anche se non mi fido di molti dei suoi ministri e certo non Karamanlis e i suoi satrapi bugiardi e corrotti. L'energia, le politiche energetiche, diventano una ottima chiave di lettura del consenso politico, per cui ti prego, prendi atto che ormai c'è una spaccatura verticale in tutti i partiti. Non è questione di faziosità o di essere pro o contro il PD o il PDL. Il problema è che nel PD tu hai un Letta che non si discosta molto da Romani, e un Marino che la pensa esattamente come noi. Per la verità nel PDL e nella attuale destra i nuclearisti sono statisticamente molti di più e molto più quèruli, ma rimane il fatto che non ci sono partiti che garantiscano integralmente una correttezza di analisi delle questioni energetiche e delle conseguenti aggregazioni sociali. Fin quì abbiamo parlato dei VALORI della politica. Ma, specie dopo il referendum, non possiamo non interrogarci su come por termine all'anomalia italiana, dovuta al Berlusconismo. Non si tratta di un valore (o un insieme di valori) politico, ma di un grumo purulento di interessi, che ha messo alla base della politica italiana, l'dea che si voti non per affermare valori, ma per difendere interessi. In Italia dunque, la divisione trasversale fra schieramenti politici si arricchisce di un ulteriore elemento: quello della distinzione fra chi crede che la politica debba essere "di valori",(che siano di"destra" o di "sinistra" poco importa) e chi invece crede che la politica debba difendere "interessi" (e "coglioni" quelli che votano "contro" i propri interessi. Ci vorranno anni per riconnettere il cervello all'anima di chi si è fatto irretire da questo ragionamento furbo-individualista, strizzaocchio-paraculo-maschilista. E però rimane la necessità assoluta per il nostro paese di liberarsi dal grande bubbone, dal grande buffone, dal grande puttaniere. E non lo dico per moralismo (che poi in realtà Berlusconi è più di sinistra ce di destra, lo è sempre stato, fin dai tempi di Craxi). E' vero che a casa sua uno può fare quel che vuole, fino a che non commette rati, o non ricompensa le sue puttane con posti di potere pagati da tutti noi sia in termini attivi -salario- che passivi -danni dovuti alla loro incompetenza e malafede-). Lo dico perchè, come dice una fonte non sospetta, Briatore, il capo del governo, in un momento come questo, dovrebbe passare notti insonni, non per pensare alle sue "troie", ma per farsi carico della situazione del paese. Invece lo sta lasciando andare a rotoli e non pensa che a se stesso, e ai suoi interessi. Interessi, che nel caso dell'energia cozzano violentemente contro le rinnovabili. Ma siccome lui ha il governo dalla parte del manico, lo usa contro di esse come un micidiale corpo contundente. E ha fatto già oltre un miliardo di euro di danni, al settore con il cosiddetto, famigerato Decreto Romani. Adesso c'è bisogno di un piano energetico serio, che permetta all'Italia di massimizzare le fonti solari e fare massa critica sulle rinnovabili. Come detta l'Europa e come insegna la Germania. Per questo c'è bisogno di gente nuova al governo. Gente seria, che non pensi in continuazione al bunga bunga serale e che abbia una visione non incagliata nell'antico e nei suoi interessi personali. Gente insomma, disinteressata e lungimirante. Fra i 20 milioni di italiani che hanno votato SI ai referendum, ci sarà pure qualcuno così, no?

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