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lunedì 10 giugno 2013

Nuntio vobis gaudium (Ale)mannum: habemus Sindacum Urbis. Et non est er puzzone!

Certo, quando solo il 48% dei cittadini vota, anche una vittoria schiacciante come quella di Marino su Alemanno lascia un retrogusto amaro, perchè vuol dire che si sta sfaldando la coesione fra elettori ed eletti, cittadini e politica. E non c'è da stare allegri. 
Sono sicuro che il nuovo Sindaco questo lo sappia benissimo e sappia anche che non è facendo come il PD a livello nazionale che si riportano i cittadini alla politica. E questo forse lo sa perfino il Sindaco uscente, la cui reazione emotiva suscita forse un po' di umana pietà ma solidarietà zero, visto che ... ma procediamo con ordine. 
Mi domando se dietro quelle lacrime il  Sindaco uscente celi la consapevolezza che  lui è parte (e che parte!) del problema e quindi non poteva e non potrà mai essere la soluzione! Nè lui nè la sua parte politica! Ma lui in particolare!
Aledanno, Alemagno, Romanzo Comunale, Romanzo Capitale. La saggistica si è sbizzarrita per descrivere la Roma dell'era Alemanno. 
Adesso non vorrei sembrare quello che spara sulla croce rossa, ma l'affermazione che Alemanno sia stato "il peggior Sindaco che Roma abbia mai avuto", per me non è esagerata ed ha anzi un significato particolare e una motivazione in più,  che sento sia venuto il momento di condividere, perchè aldilà di tutte le ruberie, le malversazioni, le politiche familistiche, la colpa principale di Alemanno per me rimane che lui avrebbe potuto davvero essere il Sindaco del cambiamento, quello che cambiava la faccia alla Città Eterna per sempre, quello che faceva partire una nuova dinamica socio economica positiva che avrebbe azzerato la disoccupazione. Gli sarebbe bastato lo stesso coraggio che aveva dimostrato da Ministro dell'Agricoltura quando si era opposto all'eliminazione delle restrizioni sui cibi OGM in sede Europea dando una mano sostanziosa a rafforzare le posizioni anti OGM in sede di consiglio dei Ministri. Invece......
Dicembre 2009: la mia introduzione al
Workshop per il Master Plan di Roma
Maggio 2010. Rifkin presenta il Master
Plan per l'energia con Alemanno
Nel 2009 io portai a Roma Rifkin e il suo gruppo di 50 esperti mondiali di tecnologie energetiche rinnovabili, idrogeno, trasporto a zero emissioni, ristrutturazione energetica e edifici a energia positiva, smart grids, trasporto sostenibile etc. Quel gruppo lavorò sodo insieme al gruppo romano coordinato da Livio de Santoli e in sei mesi produsse uno splendido documento, il Master Plan per una Roma post carbon e biosferica,  (scaricabile qui http://cetri-tires.org/press/2012/master-plan-di-roma-in-italiano/?lang=it
Jeremy Rifkin premia  Livio de Santoli con il TRI Award
(premio 
per la Terza Rivoluzione Industriale)
Questo piano prevedeva di fare di Roma la capitale mondiale dell'energia sostenibile, decarbonizzandola totalmente in meno di 50 anni, creando il "parco della Biosfera" nell'agro romano con vivai, banche dei semi,  impianti modernissimi di refrigerazione solare e irrigazione fotovoltaica, cooperative di giovani agricoltori certificate dallo Slow Food che vendono i loro prodotti in centinaia di mercati diretti e gruppi di acquisto senza filiera speculativa, per garantire il rapido ritorno della capitale alla sovranità alimentare, la creazione di una rete di migliaia di piccole e medie imprese fornitrici di servizi energetici integrati al alto valore aggiunto e la possibilità per ogni romano di farsi e scambiarsi la propria energia in una specie di internet del'energia che in piccolo è stata già realizzata da Livio de Santoli come energy manager a "La Sapienza" (Livio era coautore del piano ed è coautore, non a caso del libro/manifesto "Territorio Zero"). 
Fu un periodo di grande esposizione mediatica positiva per il neo eletto sindaco Alemanno, che certamente contribuì non poco ad attenuare e depistare l'attenzione dei media sulla nascente parentopoli e tutti gli altri scandali ben sottolineati da REPORT ultimamente. 
Grande fu l'eccitazione anche da parte nostra perchè credemmo davvero che sotto la gestione Alemanno si sarebbe realizzata la Roma della biosfera, tanto che io aiutai Jeremy Rifkin a scrivere un capitolo sul libro "La Terza Rivoluzione Industriale", che si intitolava proprio "La biosfera di Roma", e metteva in ottima luce le intenzioni di Alemanno. Successivamente, con Livio de Santoli, continuammo ad assistere per ben  
Alemanno al Parlamento Europeo in
occasione della cerimonia 2011
del Patto dei Sindaci
Livio de Santoli e, poco
lontano, Alemanno al
Parlamento Europeo
due anni consecutivi, il Sindaco Alemanno nella presentazione a Bruxelles nelle cerimonie del Patto dei Sindaci in aula della plenaria del Parlamento Europeo In particolare sia del Master Plan di Rifkin sia  il PAES,(Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, un piano che va fino al 2020 nel frattempo elaborato dalla equipe universitaria di Livio e dagli esperti del CETRI TIRES da me coordinati), che fu giudicato dal responsabile del Patto dei Sindaci, "uno dei migliori fra le centinaia presentati" (come conferma questo video http://www.youtube.com/watch?v=yxS5hht0BGA) che Alemanno si affrettò a pubblicare sul suo blog a sua immeritata fama. 
Poi?...
Il nulla!
Da due anni, il PAES e il Master Plan di Rifkin sono scomparsi dallo schermo radar, vuoi perchè sgraditi ai monopolisti dell'energia che mal sopportano lo scenario in cui il cittadino diventa consumatore/produttore di energia, vuoi perchè non esattamente nelle grazie dell'incomprensibilmente potentissimo Direttore/Ministro Clini.
Alemanno dimenticò completamente gli impegni che aveva preso con l'Europa e la cittadinanza. E soprattutto, per quanto mi riguarda, con  Rifkin, che addirittura si permise di snobbare in occasione della presentazione del libro "La Terza Rivoluzione Industriale a Roma che io volli organizzare coinvolgendo anche Guglielmo Epifani, al Campidoglio in suo onore (e quanto me ne sono pentito!) e a cui arrivò con 2 ore di ritardo ripartendo in anticipo  senza tener il programmato incontro con Rifkin (non ho mai conosciuto un amministratore che eviti di incontrare Rifkin mentre ne conosco migliaia che farebbero carte false per una discussione di 5 minuti con lui). 
Sala della Protomoteca ottobre 2011. Alemanno de Santoli e Epifani
presentano l'ultimo libro di Rifkin, "La Terza Rivoluzione Industriale"
Dopo di quell'evento accettai anche di partecipare a un dibattito della festa  Atreju al Colosseo dove c'era anche Pisapia, 
Ci pensai bene prima di accettare perchè si trattava sempre della festa degli ex fascisti. Poi accettai sia perchè Giorgia Meloni (tutto sommato una dei migliori ministri dell'allora governo Berlusconi) insisteva con una gentilezza irresistibile, sia perchè, non lo nego, ero anche animato dalla speranza di  poter riprendere le fila del discorso interrotto con Alemanno. A Rifkin non era andata giù il suo voltafaccia dopo le belle parole spese per lui nel libro, e spesso mi lanciava frecciatine al curaro su "Whatever is happening in Rome then...?"
Avevo urgente bisogno di trovare e  delle spiegazioni plausibili da offrire a Rifkin sul comportamento di Alemanno  e sulla scomparsa delle prospettive di Terza Rivoluzione Industriale indicate nel Master Plan e nel Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile. 

Ad Atreju con Pisapia.
Atreju 2011-con Alemanno e Pisapia
Il  dibattito ad Atreju fu serrato e ricordo che i giovani in platea applaudirono più volte a scena aperta le mie teorie, a conferma che, come dice Rifkin, la Terza Rivoluzione Industriale non è ne di destra nè di sinistra, ma è una prospettiva di intelligenza umana che non può non piacere a chi sia dotato di un minimo di onestà intellettuale, perchè l'idea della redistribuzione delle ricchezze attraverso un modello energetico orizzontale, l'idea dell'internet dell'energia in cui ciascuno diventa protagonista e non solo fruitore dell'energia, è un principio di buon senso e non divisivo. La mia speranza di "acchiapparlo" durò poco. 
Anche in questa occasione il simpaticone mi sfuggì dandosi alla macchia subito dopo aver finito di parlare nel panel sul palco, ma non mi lamento perchè questa manifestazione mi diede modo di conoscere un gran signore come Pisapia che era appena stato eletto a Milano e con il quale scambiammo numerose opinioni ed impressioni sulla situazione politica generale e sulla possibilità di fare un incontro con Rifkin a Milano, cosa che poi effettivamente avvenne l'anno successivo.
Ma non finisce qui. Alemanno e il suo assessore all'ambiente, (su cui non scarico la colpa perchè se uno si trova a fare un lavoro per cui non ha nè le competenze nè le qualità, la colpa non è sua ma è di chi ce lo ha messo in quel posto, quindi di Alemanno...)  l'anno successivo, organizzarono una manifestazione  per presentare un non meglio identificato  "manifesto sula sostenibilità ambientale per Roma", che rappresentava una tardiva e costosa ripetizione del Master Plan di Rifkin (ma molto peggiore naturalmente) a proposito del quale venni interpellato dai giornali manifestando sconcerto e perplessità. Dissi che era venuto il momento di passare dal dire al fare, dai manifesti alle realizzazioni concrete perchè  c'era (come c'è ancora)  un Master Plan, e un PAES da realizzare per dare ai Romani quel sogno della Roma della Biosfera, che invece è rimasto nel cassetto 
(http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/03/15/news/nasce_il_manifesto_per_sostenibilit_polemica_e_il_master_plan_di_rifkin-31601356/ )
Ma il bello dei sogni nel cassetto è che possono sempre essere tirati fuori se c'è la volontà politica di farlo. 
E infatti, in conclusione, quando ho incontrato Rifkin il mese scorso per il master Plan in Francia, e lui mi ha domandato cosa stesse succedendo per il piano d Roma, e se doveva pentirsi di aver dato credito a futura memoria ad Alemanno nel libro, gli ho risposto che Alemanno era stato un errore ma che i romani avrebbero presto provveduto a ripararlo e che il capitolo sulla "Biosfera di Roma" sarebbe presto comunque diventato realtà grazie al prossimo sindaco, che oggi sappiamo sarà Marino. 
Bene!
Roma ha diritto al suo sogno! Un sogno che però è anche un piano lungimirante e concreto che libera risorse per asili, assistenza, reddito di cittadinanza, manutenzione pubblica, generando risparmi grazie all'efficienza energetica e che crea da subito migliaia di posti d lavoro, facendola diventare la prima capitale mondiale a emissioni zero, rifiuti zero e chilometri zero. 
E adesso sotto, Sindaco Marino!

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