lunedì 4 gennaio 2016

Alemanno, Rifkin, e la verità sul Master Plan per Roma.



Rifkin presenta il Master Plan per Roma con Alemanno

Mi pare di sognare... leggo un'Ansa di pochi giorni fa in cui Alemanno, a commento della situazione smog/targhe alterne, lamenta l'accantonamento  da parte della giunta Marino del Master Plan commissionato a Rifkin dalla sua amministrazione. Non so se si tratti di amnesia di comodo o ricostruzione in malafede da parte dell'ex sindaco di Roma, ma se è vero che il sindaco Marino non ha fatto assolutamente nulla per riprendere il piano energetico elaborato da Rifkin per Roma e lo ha lasciato nel cassetto in cui dorme da quasi 5 anni, è anche vero che in quel cassetto, il piano di Rifkin ce lo aveva messo proprio lui, Alemanno, e ben due anni prima dell'avvento di Marino,  e questo per delle ragioni ancora tutte da chiarire. Quindi questo improvviso risveglio con ricostruzione di comodo annessa di Alemanno è quantomeno sospetto. Con questo articolo vorrei ripristinare la verità storica violentata dalla ricostruzione di Alemanno.
Quindi procediamo con ordine.

I FATTI: questo il comunicato di Alemanno:


SMOG: ALEMANNO, A ROMA GRAVE AVER CANCELLATO PIANO RIFKIN (ANSA) - ROMA, 30 DIC - «La situazione dell'inquinamento a Roma non sarebbe così grave se Ignazio Marino non avesse cancellato il Piano per la riduzione delle emissioni elaborato da Jeremy Rifkin per la nostra città durante l'amministrazione di centrodestra». Così l'ex-sindaco di Roma Gianni Alemanno. «Nel 2011, per rispettare gli impegni presi dalla nostra amministrazione nel 'Patto dei Sindaci per la riduzione delle emissionì di Bruxelles, avevamo dato incarico a Jeremy Rifkin di elaborare un progetto complessivo per il risparmio energetico, l'utilizzo delle energie alternative e la lotta all'inquinamento. Ne è venuto fuori un Master Plan così ambizioso da portare Roma all'avanguardia della sostenibilità in Italia e in Europa, così come riconosciuto dallo stesso Rifkin nel suo libro sulla 'Terza rivoluzione industriale. Questo piano, grazie al lavoro del Prof. De Santoli dell'Università La Sapienza, fu poi presentato alla Commissione Europea ottenendo l'approvazione e i relativi finanziamenti per l'attuazione. Subentrato Ignazio Marino, tutto questo lavoro fu cancellato per pregiudizio ideologico e per ignoranza, abbandonando impegni, finanziamenti europei e l'elaborazione di Rifkin. Si deve anche a questo clamoroso errore dell'amministrazione Marino se oggi la nostra Capitale si trova in una situazione così grave, piegata dall'emergenza smog e priva di qualsiasi prospettiva progettuale in grado di andare oltre le inutili misure tampone fin qui adottate». (ANSA). COM-RO 30-DIC-15 


4 dicembre 2009 - Introduzione Workshop
Prima di entrare nell'analisi delle imprecisioni, omissioni e falsità contenute in questo comunicato è necessario  fissare due date:
Rifkin ed io coordinammo, insieme a Livio de Santoli, il workshop iniziale per il master Plan di Roma dal 4 al 7 dicembre 2009, che si tenne nell'Arancera di San Sisto, sede dell'assessorato all'ambiente, assessore all'epoca De Lillo. L'incarico a Rifkin dunque risale al 2009 e non al 2011, come ricorda erroneamente Alemanno. Nel 2011 il Master Plan doveva già essere nella sua prima annata di realizzazione. Invece venne accantonato.
.

Presentazione del Master Plan a Roma
10 maggio 2010

Il master Plan venne da noi elaborato per sei mesi e fu consegnato consegnato al Sindaco il 10 maggio 2010 con una conferenza stampa che si tenne in Campidoglio. Successivamente il dipartimento CITERA dell'Università La Sapienza, diretto da Livio de Santoli, veniva incaricato di predisporre  il SEAP (Sustainable Energy Action Plan, o, in italiano, PAES - Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile) ed era ad orizzonte 2020, ossia l'anno di riferimento del Patto dei Sindaci. Si tenga presente che il SEAP/PAES, deve essere presentato entro un anno dalla firma del Patto dei sindaci, e per Roma il termine era aprile 2011, avendo Alemanno firmato il patto a aprile 2010.
Quindi il master Plan di Rifkin e il SEAP di Livio de Santoli sono due cose distinte ancorchè concatenate e hanno orizzonti temporali molto diversi. Il Master Plan firmato da Rifkin (ancora oggi scaricabile a questo link del sito del Comune di Roma;

http://comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW141869&jp_pagecode=newsview.wp&ahew=contentId:jp_pagecode)   ed aveva un orizzonte di lungo periodo perchè arrivava fino alla decarbonizzazione dell'energia a Roma (2030 e oltre).

Il SEAP/PAES, curato da una equipe coordinata da Livio de Santoli e da me fu presentato al Comune ad aprile 2011 con pieno rispetto della scadenza prevista e delle richieste della Commissione Europea e prevedeva interventi avanzatissimi  come il car sharing elettrico, i distributori di idrogeno per linee sperimentali di autobus, l'illuminazione pubblica a basso consumo, l'efficientamento energetico delle case popolari e molto altro. Ma Alemanno aveva nel frattempo fatto richiedere ai suoi servizi una proroga, della quale non aveva avuto la cortesia di informarci, perchè aveva deciso di affidare il PAES a Corrado Clini, altra cosa di cui aveva "dimenticato" di informarci.
Il PAES elaborato da Clini era pieno di errori madornali, omissioni e soprattutto non teneva in nessun conto gli obiettivi ambiziosi del Master Plan di Rifkin. Io e Livio decidemmo di ritirare la nostra firma (e quella di Rifkin) dal PAES non riconoscendolo più come in linea con il Master Plan di Terza Rivoluzione Industriale della qual cosa io informai per iscritto Alemanno con una lettera nella quale esortavo il Sindaco a liberarsi  dagli "elementi di disturbo e di ritardo"  e gli ricordavo che " il Master Plan (che fissa l’obiettivo di una Roma Biosferica e post carbon), è stato definito dallo stesso Ballesteros nel video messaggio che hai postato sul tuo blog, “il più avanzato che sia stato finora individuato per una grande capitale mondiale, e che farebbe di Roma il faro dell’energia sostenibile e democratica nel mondo...”. E come sai, anche Jeremy ti accredita entusiasticamente come esempio di una nuova generazione politica che capisce la società dei network e vuole superare le obsolete categorie politiche ottocentesche ne “LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE”, e dedica un intero capitolo a “La Biosfera di Roma”."
Impaurito che Rifkin potesse sconfessarlo pubblicamente Alemanno fece marcia indietro e  a Bruxelles fu  mandato il nostro piano in linea con il master Plan di Rifkin e non quello di Clini.
In un articolo da me pubblicato a giugno 2014, commentando l'incriminazione di Clini, scrivevo: "Io dovetti arrivare a minacciare Alemanno che se insisteva a dare retta a Clini, avrei informato Rifkin che avrebbe pubblicamente sconfessato il piano che Clini voleva imporre con il ricatto e la lusinga dei finanziamenti. Mi divenne chiaro in quella occasione come questo losco personaggio fosse uso a utilizzare i fondi (ingenti) a sua disposizione per garantirsi spazi di azione politica e di potere (oltre che vantaggi economici). Infatti la sua entrata a gamba tesa sul PAES di Roma fu un'azione parallela alla concessione di 1 milione di Euro a Roma Capitale per allestire un non meglio identificato "Osservatorio per i Cambiamenti Climatici" che più che altro sembrava essere una mangiatoia per la vecchia politica." (http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/06/democrazia-italiana-clinicamente-morta.html)

Non il Master Plan di Rifkin quindi  fu presentato alla Commissione Europea, ma il SEAP/PAES di Livio de Santoli e non senza dover superare, come abbiamo visto, notevoli difficoltà.


Schermata del sito del Patto dei Sindaci  che
mostra il SEAP non ancora approvato
Seconda imprecisione: Il SEAP di Roma non ha ancora ottenuto l'approvazione nè tantomeno i relativi finanziamenti. basta andare a verificare sul sito della Commissione Europea dedicato al patto dei sindaci per rendersi conto che il SEAP  di Roma è ancora in fase di esame: (http://www.pattodeisindaci.eu/actions/sustainable-energy-action-plans_it.html?city=Roma&x=9&y=9&country_seap=&co2=&date_of_approval=&accepted=) 


Pedro Ballesteros, del Patto dei Sindaci, elogia il SEAP di Roma
E perchè il PAES di Roma non è ancora approvato? Sarebbe utile cercare di capirlo, visto che nel frattempo sono stati approvati molti SEAP successivi e che i servizi del Comune di Roma hanno funzionari profumatamente pagati per gestire questo tipo di rapporti con la Commissione Europea.
Io posso solo dire che ... e che il nostro SEAP fu giudicato uno dei migliori dal Direttore del Patto, Pedro Ballesteros,(come si può vedere a questo link https://www.youtube.com/watch?v=yxS5hht0BGA )  quindi, se l'amministrazione ci si fosse messa d'impegno sarebbe stato approvato molto rapidamente (a differenza di quello "alternativo" voluto da Clini che per fortuna costringemmo Alemanno a  lasciar perdere e che, ripeto,  conteneva approssimazioni e grossolani errori.

  

Il mio ultimo incontro con Alemanno ad Atreju 2012
Nel mio ultimo colloquio con Alemanno, in pubblico, alla festa Atreju, a settembre 2012, non mancai  di far rilevare ad Alemanno che il PAES e il Master  Plan di Rifkin dormivano nei cassetti della sua amministrazione già da un anno, e lui mi rispose c'erano difficoltà amministrative (quali?!?) e che le stava risolvendo. Come le ha risolte? Cancellando il piano di Rifkin e mettendo nel dimenticatoio il SEAP di de Santoli, (che evidentemente non offrivano abbastanza punti opachi per garantire gli amici degli amici e i parenti dei parenti), e facendo rifare tutto da una società di consulenza  che immagino non sia un ente di beneficenza e quindi si sarà fatta pagare profumatamente. Di tutto questo venni informato e lo commentai con una intervista su Repubblica il 15 marzo 2012.  In questa intervista (che si può leggere al link qui sotto)  ricordavo che  "Di tutto il nostro lavoro passato non si trova più traccia - incalza Angelo Consoli, direttore dell'ufficio europeo di Jeremy Rifkin - Non sono al corrente neanche di questa nuova iniziativa e non sono stato né consultato in fase di preparazione, né invitato. Mi trovavo a Roma oggi e ho partecipato per pura curiosità. Rifkin non è stato neppure citato"
(http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/03/15/news/nasce_il_manifesto_per_sostenibilit_polemica_e_il_master_plan_di_rifkin-31601356/)

Dunque di che sta parlando Alemanno e perchè critica Marino, quando il primo a mettere nel dimenticatoio il famoso piano di Rifkin è stato proprio lui e dal 2011?!?

Altra imprecisione: non è stato abbandonato nessun finanziamento europeo per il semplicissimo motivo che nessun finanziamento era stato ottenuto nè poteva esserlo, se prima il SEAP non veniva approvato. E' vero che io e Livio avevamo cominciato a negoziare un finanziamento nell'ambito del progetto E.L.E.N.A. con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) ma si tratta di uno sforzo che è stato vanificato dalla mancata approvazione del SEAP e non si è mai giunti alla concessione di un finanziamento. Questo lo spiegò perfettamente il funzionario della BEI che io e Livio ricevemmo all'Università per ben due volte, non solo a noi ma anche al sindaco Alemanno.
Non è bello millantare di aver ottenuto finanziamenti che invece non sono stati mai ottenuti, solo per mettere in cattiva luce chi è venuto dopo.  

Ricapitolando:  
1) Subito dopo aver lavorato come consigliere della Presidenza tedesca e della Merkel per introdurre
il 20 20 20 e le politiche europee di sostenibilità e transizione verso una energia rinnovabile di Terza Rivoluzione industriale, Jeremy Rifkin accettò l'invito di Alemanno ad elaborare un master Plan per decarbonizzare la biosfera di Roma. 
2) Quel master Plan che prevedeva l’utilizzazione di tutte le risorse naturali di Roma  giace abbandonato nei cassetti dell'amministrazione di Roma dal 2011 così come il piano iniziale di realizzazione del master Plan, il  SEAP / PAES  a orizzonte 2020 elaborato da me e Livio de Santoli con la sua eccellente  squadra di giovani ricercatori dell’Università la Sapienza a Roma;
Il Master Plan di Rifkin per la biosfera di Roma
3) Quel piano d’azione è stato mandato a Bruxelles in conformità alle regole del Patto dei Sindaci, dopo un estenuante braccio di ferro  con l'amministrazione Alemanno che ha cercato in tutti i modi per mano dell'assessore Marco Visconti (nel frattempo succeduto a De Lillo e ora inquisito)  di sostituirlo con quello di Clini, che di Rifkin usava solo il nome e che non rispondeva ai requisiti della Commissione europea ma alle esigenze delle peggiori lobby fossili;
4) il nostro piano che fu giudicato uno dei migliori dalla dirigenza del patto dei sindaci con un video messaggio che lo stesso Alemanno postò orgogliosamente sul suo blog; 
5) dopo la presentazione del PAES a Bruxelles l'amministrazione capitolina se ne disinteressò completamente, sia sotto Alemanno (2011-2012-2013-) che sotto Marino (2013-2014-2015)
6) La mancata approvazione del PAES mette Roma nell'impossibilità di accedere ai finanziamenti europei per gli interventi che il PAES prevede... finanziamenti che permetterebbero interventi ad altissima intensità occupazionale e la creazione di circa 20.000 posti di lavoro stabili nelle imprese romane e nell'indotto.
7) in attesa di improbabili risvegli, è tutto un festival delle occasioni sprecate e non solo da parte di Marino troppo intento a svolazzare da una parte del mondo all'altra e a partecipare a cene di rappresentanza con improbabili ambasciatori del Viet-Nam, ma anche da parte di Alemanno, troppo intento a piazzare parenti, amici e ex camerati in tutti i posti possibili dell'amministrazione capitolina e delle sue partecipate.
8) Quest'ultimo oggi si sveglia e si ricorda che Rifkin aveva fatto il master Plan per Roma, ma è troppo tardi e non ha nessuna credibilità. Avrebbe potuto cambiare la città e ha scelto di piegarsi ai diktat delle lobby fossili probabilmente in cambio probabilmente di qualche finanziamento alla sua fondazione privata, e di qualche assunzione clientelare. Invece di ricercare visibilità a buon mercato intervenendo sul tema del giorno con plateali distorsioni della realtà e dei fatti storici e ricostruzioni di comodo e non veritiere, farebbe bene a rinchiudersi in un decoroso silenzio.
Un'ultima cosa.
La questione delle belle parole spese da Rifkin nei suoi riguardi nel libro La Terza Rivoluzione Industriale va contestualizzata e storicizzata. Quel libro è stato scritto fra il 2009 e il 2010, quando sembrava davvero che Alemanno avrebbe portato Roma nella terza Rivoluzione Industriale. Alemanno può solo sperare che Rifkin non decida di ritornare sull'argomento in uno dei suoi prossimi libri, perchè oggi, alla luce dell'esperienza negativa di cui sopra, gli accenti sarebbero molto diversi...

 Allegato: lettera ad Alemanno del 12 dicembre 2011 /


Alla cortese attenzione di Gianni Alemanno
Sindaco di Roma
E p.c. Livio De Santoli
Direttore CITERA-Università La Sapienza
Riservata e personale
Oggetto: SEAP di Roma e PATTO DEI SINDACI: "dum Roma consulitur, Saguntum expugnatur".
Caro Gianni,
Come avrai saputo, la conferenza climatica di Durban si è conclusa con un fallimento: si è deciso di rimandare al 2015 la definizione di un nuovo protocollo che entrerà in vigore nel 2020, mentre il protocollo di Kyoto scade nel 2012!
Questo se da un lato rende sempre più incerta la “geopolitica climatica”, dall’altro apre spazi nuovi e insperati per il Patto dei Sindaci, e all'interno del Patto, per quelle Città che, come Roma, hanno programmato i loro SEAP secondo politiche biosferiche e post-carbon.

Questa visione, tanto a lungo vituperata dagli alfieri della vecchia lobby dell’energia, da oggi diventa il "carro dei vincitori" su cui fanno a gara per salire perfino coloro che l’hanno sdegnosamente bocciata "libro dei sogni", come ad esempio Clini che in questa intervista al Sole 24 Ore si rende protagonista di una spettacolare a virata a 180 gradi verso energia distribuita, e Comuni
A questo punto il SEAP di Roma, ispirato da Rifkin e validato da Carlin Petrini, può diventare un riferimento ancora più importante sia per i sindaci italiani, (per i quali Ballesteros propone la realizzazione di un "club italiano del Patto dei Sindaci", da organizzarsi a Roma quanto prima sotto la tua leadership), che per gli stranieri, alla cui attenzione Ballesteros vuole portarlo come dimostrazione di una concreta realizzazione della terza rivoluzione industriale durante una apposita conferenza "Rifkin/Sindaci” programmata per il marzo 2012 a Bruxelles. L’idea è quella di creare un vero e proprio movimento dei Sindaci, sull’onda della lettera sul patto di stabilità che abbiamo fatto circolare la settimana scorsa e che dobbiamo continuare a far circolare in vista della Presidenza Danese. Ma per fare tutto questo è necessario definire innanzitutto una struttura di governance  creando le sinergie giuste ed eliminando gli elementi di disturbo e di ritardo! 

A tale riguardo vorrei dire che mentre a Bruxelles avevamo deciso di definire al più presto una strategia attuativa del SEAP che ti aiuti a confermarti saldamente alla testa del suddetto movimento dei Sindaci, Livio mi informa che un primo incontro in tal senso slitterebbe addirittura al 21 dicembre. Permettimi di insistere perché questo incontro si tenga prima.

Quando ci siamo incontrati all’Araceli ti ho riferito le mie preoccupazioni, non ultima quella che i ritardi e gli intoppi causati al SEAP ci rallentino e ostacolino nel percorso per il finanziamento dell’assistenza tecnica sotto il programma E.L.E.N.A.
Caro Gianni, non c’è più tempo da perdere: nella confusione generale si profilano nuovi personaggi, con zero meriti ma forte senso dei media. Non è un caso che Clini appena sbarcato da Durban abbia scelto come teatro della sua improvvisa conversione all’energia distribuita la convention di Firenze organizzata da un mediaticamente iperattivo Renzi nell’ambito dell'UCLG – ( l'Unione dei Comuni e dei Governi Locali).
Più tempo perdiamo, più lasciamo aperti degli spazi a manovre diversive e confusioni, a cui noi non abbiamo alcun interesse perché noi i “compiti a casa” li abbiamo fatti e anche bene.

Permettimi di ricordare che il Master Plan (che fissa l’obiettivo di una Roma Biosferica e post carbon), è stato definito dallo stesso Ballesteros nel video messaggio che hai postato sul tuo blog, “il più avanzato che sia stato finora individuato per una grande capitale mondiale, e che farebbe di Roma il faro dell’energia sostenibile e democratica nel mondo anche in chiave Olimpiadi 2020”. E come sai, anche Jeremy ti accredita entusiasticamente come esempio di una nuova generazione politica che capisce la società dei network e vuole superare le obsolete categorie politiche ottocentesche ne “LA TERZA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE”, e dedica un intero capitolo a “La Biosfera di Roma”.
Io sono a Roma tutta la settimana e rimango a tua disposizione per avviare subito il lavoro di realizzazione e mediatizzazione.

Ti saluto con sincera cordialità




Angelo Consoli






Etichette: , , , , , , , , , ,

lunedì 28 ottobre 2013

La politica “fossile” e la politica “solare”. Piccole lezioni di Terza Rivoluzione Industriale da Lilla, Nord-Pas de Calais, Francia


Lilla, 25 ottobre 2013. Rifkin presenta il Master Plan
L’esperienza del Master Plan di Lilla è stata esaltante e irritante al tempo stesso. 
Esaltante perchè non ci era mai successo in tutti i Master Plan precedenti, di trovare tanta rispondenza nella società civile ma anche nelle autorità locali al vertice (con una piccola sponda anche dal governo nazionale, per la verità). Centinaia di persone coinvolte nell’organizzazione, nello studio, nella raccolta dati, nell’elaborazione creativa e nel coordinamento.
Un Dipartimento regionale denominato “Departement pour la Troiséme Révolution Industrielle” diretto dal mio caro (e visionario) amico Claude Lenglet, (inventore,in una vita precedente,  dell’edificio a energia positiva per la Società
Bouygues, la prima impresa di costruzioni di Francia, - mica pizza e fichi),  con 125 persone suddivise in 5 divisioni denominate con i pilastri della Terza Rivoluzione Industriale (Energies renouvellables, Hydrogéne, Smart grids, Batiments producteurs d'énergie, transports durables).
Edificio a energia positiva a Medon (Parigi Sud) della Bouygues
Per la prima volta vediamo una intera classe politica mettere sotto accusa i vertici dei propri gruppi industriali ed energetici, chiamare le cose con il loro nome (“rivoluzione” è una parola impegnativa!)  come mai prima in nessuno dei Master Plan precedenti, e sappiamo che in Francia stiamo parlando di monopoli particolarmente duri a morire, come quello del nucleare. Accetteranno di scomparire in silenzio, come congiurati sgozzati nell’ombra da un sicario nella corte di Luigi XVI? O metteranno in campo tutti i mezzi leciti e (soprattutto) illeciti per distruggere qualunque prospettiva di cambiamento e sabotare l’eccellente sinergia di visioni della politica Lillois convergente su Rifkin? Intanto a Lilla, la società civile e economica organizzata è unita nel domandare un cambio di mentalità. Dal pensiero (e la politica) fossile, al pensiero (e la politica) solare!
Con la Regione Nord Pas de Calais, da Lilla, Dunquerque, Boulogne sur mer, Calais, Lens, Valencienne, Cambrai, St-Omer, Arras, Avesnes, sono stati sei mesi di duro lavoro per elaborare un piano a lungo termine di più di 500 pagine dove trovano spazio articolatamente tutte le esigenze di tutto il territorio della regione e tutti i pilastri della Terza Rivoluzione Industriale di Rifkin e anche gli strumenti formativi e di riconversione necessari alla transizione industriale dal ciclo del carbonio al ciclo del sole secondo le buone vecchie immutabili leggi della termodinamica.
Particolarmente significative le parole dello stesso Presidente della Regione del Nord Pas de Calais nello spiegare come si arriva a questo risultato: “ Jeremy Rifkin viene, ci consegna con talento la sua profezia. Gli crediamo. Da quel momento (e non mi aspettavo una reazione talmente positiva), gli attori della società civile ed economica si mobilitano attorno a un progetto formidabile, quello dei cinque pilastri della Terza Rivoluzione Industriale: transizione verso le energie rinnovabili, edifici a energia positiva, idrogeno, reti intelligenti, trasporti a zero emissioni. Sta a noi adesso far avverare la profezia, far vivere e crescere questa polifonia...” E infatti è proprio così. Il motore della Terza Rivoluzione Industriale nella Regione del Nord non siamo noi dell’ufficio di Jeremy Rifkin, ma sono loro. Ci tempestano di telefonate, ci vengono a trovare ripetutamente, mettono a punto documenti eccellenti su cui domandano un parere spesso non necessario, organizzano quattro giorni di workshop a Lilla in Maggio che sono impeccabili da tutti i punti di vista, da quello dell’organizzazione a quello dei contenuti e della “governance”.  Praticamente fanno tutto loro.  Addirittura adattano la Terza Rivoluzione Industriale al loro territorio aggiungendo ai 5 pilastri canonici di Rifkin tre pilastri  che giudicano particolarmente importanti per il NPdC:  1) efficientamento  energetico degli edifici esistenti, 2)  la strategia rifiuti zero (loro la chiamano “Économie  circulaire”) e 3) una strategia di transizione dal possesso all’uso dei mezzi e delle cose, ispirata a un’altra grande intuizione di Rifkin, quella dell’ Era dell’Accesso   ( loro la chiamano “Économie  de la fonctionnalité”. Per maggiori informazioni sugli otto pilastri vedere: http://www.latroisiemerevolutionindustrielleennordpasdecalais.fr/les-8-groupes-de-travail/)
Il mio intervento al worshop per il Master Plan a Lilla
Inoltre sono previsti sottogruppi di lavoro trasversali su occupazione, riconversione industriale e riqualificazione professionale (del cui coordinamento, a partire dal workshop di maggio scorso, mi sto occupando io).
...Il Nord Pas de Calais diventerà una delle regioni più efficienti del mondo, produttive e sostenibili per quanto riguarda l'uso delle risorse naturali... e probabilmente una delle prime esportatrici di "soluzioni di Terza Rivoluzione Industriale". Il tutto investendo 200 miliardi in 10 anni, creando 165.000 posti di lavoro netti, e aumentando di 10 miliardi netti il PIL annuale. Ecco di che cosa stiamo parlando (ma non sono solo parole), quando parliamo di Terza Rivoluzione Industriale!
La regione del Nord Pas de Calais ha creato una dinamica positiva, un vero e proprio “movimento” con la sua campagna di comunicazione e immagine, il suo logo, il coinvolgimento della società civile ed economica.  Nelle scuole si distribuiscono distintivi e penne di “attore della Terza Rivoluzione Industriale” indossati fieramente dagli studenti.
E adesso veniamo all’irritazione che è invece dovuta al fatto che per quanti sforzi abbiamo fatto, non abbiamo visto, nè vediamo nulla di questo tipo concretizzarsi in Italia.
Eppure di risorse naturali, energetiche e umane ne abbiamo a iosa rispetto alla Francia. Durante la cerimonia di presentazione del master Plan a Lilla, mentre Jeremy parlava davanti a 5000 persone, sentivo che la mia irritazione progressivamente cedeva il passo a una sana e inarrestabile incazzatura. Non con i francesi, ma con gli italiani. Non tutti gli italiani, ma alcuni. Vedremo chi e perchè!
Molti mi chiedono, e in Italia? Come mai le cose sono così avanzate in Francia, in Olanda, in Germania e non in Italia dove Jeremy passa molto tempo e dove le cronache lo hanno dato in contatto con molti leader nazionali e regionali?
Il rapporto fra Jeremy Rifkin e la dirigenza politica del Nord Pas de Calais è nato meno di due anni fa. Oggi siamo già alla fase iniziale di realizzazione di un ambiziosissimo  Master Plan di Terza Rivoluzione Industriale.  In effetti in Italia Rifkin è stato interlocutore attivo della politica da molto più tempo ma non si è fatto nulla. Oppure quello che si è fatto è rimasto sulla carta perchè non c’è mai stata una vera volontà politica di dargli le gambe.
Ma procediamo con ordine.
Già nel 2005/2006 è stato fatto un sacco di lavoro con Vendola in Puglia, poi nel 2009 con Lombardo in Sicilia e nel 2010 con Alemanno a Roma.  Per non parlare di contatti a livello governativo che però sono sempre caduti nel vuoto se si eccettua la piccola parentesi di all’incirca due anni in cui ci fu il governo Prodi e
A colloquio con Prodi
Alfonso Pecoraro Scanio come Ministro dell’Ambiente. In quell’epoca lo  aiutammo a far partire  le strategie di sostegno alle imprese della green economy con il primo conto energia, per il quale c’erano inspiegabili
Alfonso Pecoraro Scanio, autore
del 2 conto energia
resistenze trasversali in tutta la politica sia a destra che a sinistra. Il Ministero dello Sviluppo Economico (all’epoca diretto da Bersani) partecipava alle trattative con il freno a mano tirato.  La teoria di fondo degli “anti-rinnovabili” del ministero guidato da Bersani era che il limite proposto dal Ministro dell’ambiente di 6000 megawatt di potenza da incentivare entro il 2020, come richiesto dall’Europa, era irrealistico (ah!, il realismo, quante volte è stato utilizzato come clava per impedire il cambiamento!).  “Ma se in Italia ci sono voluti 30 anni per arrivare a 50 MW di fotovoltaico installati, come pensate di arrivare a 6000 in soli 13 anni?” ci dicevano con un sorriso beffardo e paternalistico. Alla fine riuscimmo a strappare 3000 MW. Come è andata a finire lo sappiamo tutti. La soglia venne raggiunta non in 13 anni ma in meno di 3. Poi vennero il terzo, il quarto e il quinto conto energia, tutti congegnati in modo da distruggere il settore delle rinnovabili gettandolo nell’incertezza delle regole e dell’accesso al credito...
 Da quando cadde il governo Prodi, Rifkin ha manifestato a più riprese la sua disponibilità a incontrarsi con i nuovi dirigenti dei governi che si sono succeduti. Dire che sia stato snobbato non è esagerato. Gli basta la soddisfazione di vedere la società civile andare nella direzione da lui indicata: gli impianti rinnovabili,
Energia costo zero grazie alle rinnovabili
nonostante il sabotaggio governativo si avvicinano agli ottocentomila, e oggi siamo a 18.000 MW installati.  I cittadini cominciano a auto organizzarsi, orti urbani, negozi dell’usato, reti di cittadini per acquisti solidali dei prodotti della terra e del mare...
Nelle domeniche del giugno di quest’anno il solo fotovoltaico è stato sufficiente a coprire la domanda energetica di tutta l’Italia, (alla faccia di coloro che dicono che le rinnovabili sono costose e non permettono di fare massa critica in una società moderna) . In realtà le rinnovabili sono molto più economiche che gli impianti basati su fonti fossili, perchè il sole e il vento sono gratis mentre petrolio e gas no, e sono loro la vera ragione degli aumenti in bolletta, che anzi le rinnovabili hanno contribuito ad abbassare, anche se il consumatore non se n’è accorto perchè i monopoli che fanno i prezzi adottano criteri non trasparenti per la formazione del prezzo dell’energia, e l’Autorithy non fa il suo dovere di sorveglianza e controllo.
I benefici delle rinnovabili sul costo dell'energia
Le politiche di Terza Rivoluzione Industriale a livello nazionale fanno paura a un establishment energetico oligopolistico che manipola la politica a suo piacimento. Ecco che, condizionata dal pensiero fossile, la politica diventa fossile anch'essa! Basta ricordare che il 5° conto energia fu scritto da una analista dell’ENEL e mandato al Ministero per lo Sviluppo Economico che si limitò a etichettarlo e farlo circolare. E la cupola mediatica per quanto informata non scrisse un rigo su questo scandalo, che in Germania avrebbe provocato le dimissioni del governo! Quel provvedimento conteneva delle vere e proprie porcate ai danni dei piccoli operatori delle rinnovabili, e infatti li ha fatti fallire a migliaia, perchè introduceva ostacoli burocratici a iosa, come il famigerato registro degli impianti, che invece di essere introdotto prima, per i grandi impianti speculativi da decine di MW fu introdotto per i piccoli impianti da 12 KW, nonostante la direzione generale Energia della Commissione Europea rilevasse tutte queste incongruenze e ne chiedesse l’eliminazione, richiesta andata completamente inascoltata perchè ormai è chiaro che l’Europa per i nostri governanti è unicamente un paravento di comodo da usare solo quando conviene, per esempio  per giustificare le politiche di tagli fiscali o di “riforma” del mercato del lavoro.
In Francia invece, a sostegno dello sforzo della Regione Nord Pas de Calais, e quasi in una benefica corsa competitiva, il governo ha destinato alle tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale, una cifra iniziale di 3,5 miliardi di euro, recuperati attraverso l’efficienza energetica. http://cetri-tires.org/press/2013/la-francia-svela-il-piano-da-3-miliardi-e-mezzo-di-euro-per-la-terza-rivoluzione-industriale/?lang=it
Il tutto mentre in Italia dobbiamo assistere a una ipocrita corsa in soccorso del “consumatore tartassato dalle costosissime rinnovabili”, somma manipolazione dei fatti, in quanto attribuire l’aumento del costo della bolletta alle rinnovabili è un falso storico che significa tralasciare il dettaglio che il 90 % di quel costo è dovuto a impianti che usano fonti energetiche fossili e che il prezzo del petrolio si è quintuplicato in meno di dieci anni! Avere l’ossessione di abbassare il costo dell’energia abbattendo il sostegno alle rinnovabili è come cercare di curare il cancro con l’aspirina! In Francia l’hanno capito. Infatti nessuno oserebbe mai attaccare le rinnovabili come fonte di tutti i problemi, mentre tutti ormai ammettono che il vero problema sono le fonti convenzionali, specialmente il nucleare, i cui costi reali sono tali da mandare in fallimento qualunque economia moderna (come lucidamente illustrato da Corinne Lepage, ex Ministro dell’Ecologia del governo Chirac, nel suo libro “La verité sur le nucleaire” http://www.lemonde.fr/livres/article/2011/07/07/la-verite-sur-le-nucleaire-de-corinne-lepage_1545956_3260.html)
E se i responsabili al livello centrale dell’arretramento del nostro Paese sulla via del  nuovo mondo dell’energia sono persone come Zanonato, Mucchini, Monti, Letta, Passera, Clini, Bersani, Berlusconi, Romani, Prestigiacomo, non è che i dirigenti politici a livello locale siano meno colpevoli.
Nella Sicilia di Lombardo, che sembrava avviata verso il luminoso percorso della terza Rivoluzione Industriale,   Rifkin venne a presentare un piano energetico fra i più avanzati del mondo, che faceva riferimento alle strategie europee 20 20 20 , all’obiettivo di decarbonizzare la regione, alla necessità di coinvolgere i cittadini nella produzione e distribuzione dell’energia da fonti rinnovabili, alla creazione di filiere produttive locali per le rinnovabili e tutti i pilastri della terza Rivoluzione Industriale, etc.  

Poi Lombardo non fece niente di tutto questo, per ragioni che mi auguro un giorno vengano chiarite dalla magistratura (già si vedono le prime avvisaglie). Per cui tutto il lavoro che facemmo per lui diventò solo un mega spot elettorale senza alcuna conseguenza pratica per la diminuzione dell’entropia nell’isola o l’aumento della qualità della vita dei siciliani. Rifkin tirò più volte il campanello di allarme, anche con interviste ad hoc (vedi una di queste interviste su Repubblica nel riquadro). Ma Lombardo non volle sentire ragioni. Eppure era  stato  lui stesso che mi aveva contattato, dopo avermi conosciuto a
Bruxelles, domandandomi un aiuto per la  revisione del PEARS (Piano Energetico Ambientale Regionale Siciliano).  Ma evidentemente la destabilizzazione di interessi consolidati deve aver fatto paura al Presidente “autonomista”, e tutte le innovazioni di quel PEARS rimasero sulla carta. Si trattava di innovazioni lungimiranti e che anticipavano i tempi di dieci anni, e che perciò sarebbero ancora oggi valide e applicabili
Adesso Lombardo non c’è più, e siamo passati dal Presidente “autonomista”, al Presidente “rivoluzionario”. Ma evidentemente si tratta di una finta rivoluzione perchè  se avessimo una dirigenza regionale realmente “rivoluzionaria”  prenderebbe la palla al balzo per realizzare la “rivoluzione” di Rifkin. Evidentemente, andare a incidere sugli interessi e i profitti dei grandi gruppi energetici che tengono in mano la sua circoscrizione elettorale,  rappresenta un “eccesso di rivoluzione” che l’ex sindaco di Gela non se la sente di appoggiare.  Allora si accontenta di una “modica quantità” di rivoluzione a parole, con effetti speciali e nomi altisonanti, ma ben si guarda dal toccare interessi consolidati (sempre gli stessi).
Rivoluzionario. Daniel "Che" Percheron, con Rifkin...
Con il risultato che se lui è rivoluzionario, improvvisamente mi viene da pensare che il Presidente del Nord Pas de Calais, Daniel Percheron, è la reincarnazione di Che Guevara.
Ma Percheron è solo un vecchio signore borghese, intelligente e senza conflitti di interessi che pensa al futuro dei suoi 4 milioni di concittadini, mentre Crocetta si conferma “megafono” della vecchia politica che preferisce distribuire incarichi a pioggia fottendosene della legalità e della competenza, e più che una rivoluzione ricorda la peggiore restaurazione di Clemente di Metternich!
La rivoluzione invece in Sicilia l’ha ripresa la società civile e economica organizzata nel FRED, FORUM REGIONALE PER L’ENERGIA DISTRIBUITA, (www.fred-sicilia.it) e assume le forme rassicuranti di un sindacalista come Alfio La Rosa, che forse non farà proclami rivoluzionari, ma si studia le cose con competenza e tenacia e fa proposte che la Regione avrebbe fatto bene (e ancora farebbe bene) ad  accogliere  invece di cestinarle.

Poi c’è la Puglia di Vendola. 

Veleni su Taranto dall'ILVA della famiglia Riva
In Puglia sono 50 anni che una politica scellerata del governo nazionale devasta le coste e i litorali più belli per imporre una industrializzazione innaturale e totalmente estranea alla vocazione turistica e enogastronomica del territorio con grandi costi esterni per la salute pubblica e l'ambiente pagati dalla collettività e non dagli inquinatori, che ai sensi della direttiva 35/2004 sono gli unici che dovrebbero pagare (il famoso principio "chi inquina paga"), e invece non solo la fanno franca e prosperano sulla pelle dei cittadini a cui avvelenano la vita e l'ambiente impunemente, ma vengono insigniti delle più alte benemerenze come creatori di occupazione e lasciati liberi di devastare i beni comuni, terra, acqua, aria, storia, cultura del territorio, mentre l’energia è un pascolo riservato ai grandi gruppi monopolistici, innanzitutto l’ENEL. 
Nonostante queste avverse  condizioni di partenza, molto è stato fatto nella regione, e le rinnovabili, praticamente insistenti in epoca Fitto (che era troppo impegnato a programmare le sue centrali nucleari, poi ricacciategli in gola dal referendum del 2011),hanno raggiunto la ragguardevola potenza di 4000 MWp per complessivi 35.000 impianti disseminati su tutto il territorio regionale. Ma è mancato un approccio complessivo in grado di creare le economie di scala e l'effetto moltiplicatore sul piano occupazionale e industriale. E' mancato un occhio di favore verso i piccoli impianti distribuiti in rete e integrati nell'economia del territorio (irrigazione fotovoltaica in agricoltura, raffrescamento solare nel turismo, mobilità a idrogeno nei trasporti etc.)  Le rinnovabili sono infatti state introdotte in modo massiccio ma sono stati privilegiati i grandi impianti secondo una logica di attrazione degli investimenti, che in realtà era una logica speculativa, perchè un investimento industriale ha sempre una componente di incertezza dovuta a fattori di mercato o di altra natura, mentre gli investimenti in grandi impianti industriali di rinnovabili garantiscono un reddito certo che ha attirato investitori finanziari più che chi fa innovazione energetica.  Carlo Petrini, non mancò di rilevarlo quando intervenne pubblicamente contro i grandi impianti rinnovabili industriali in Puglia (http://www.esaenergie.it/news_scheda.php?ID=26&PressArchive_Year=2010&PressReviewMenu=2#)
Carlo Petrini a Terra Madre 2010 durante il mio intervento
Ad onore del vero va ammesso che il Presidente Vendola si avvide dell'errore e annunciò un cambiamento di rotta verso impianti distribuiti con un programma per i tetti fotovoltaici. Ma questa scelta venne criticata dalla piccola e media impresa pugliese, in quanto affidava (con quella che venne definita una evidente contraddizione logica),  una pianificazione di energia distribuita, a coloro che erano visti nel mercato come i monopolisti e i“centralizzatore” per definizione, e cioè l'ENEL, grazie a un accordo di programma  che veniva accusato di dimenticare le migliaia di partite IVA pugliesi impegnate nel settore e condannate da politiche nazionali assurde al fallimento o a una grama sopravvivenza! (per maggiori informazioni:  
http://bari.repubblica.it/cronaca/2010/12/21/news/accordo_con_enel_concorrenza_sleale_lettera_appello_di_un_azienda_pugliese-10453112/ )
Nicola Conenna e Nichi Vendola
Ad ogni modo, anche se con qualche contraddizione, la Regione Puglia è senza dubbio quella che più di tutte ha interpretato l'insegnamento rifkininano della Terza Rivoluzione Industriale. Come dimostra il caso dell’Università dell’Idrogeno, creata in Puglia nel villaggio turistico di Cala Corvino a Monopoli, con grandi sacrifici personali da un gruppo di rifkiniani entusiasti  (che mi includeva), capitanati da Nicola Conenna, fisico, ex dirigente di Greenpeace Italia all’epoca del referendum contro il nucleare del 1987, e che è nata con l'obiettivo di diffondere il nuovo paradigma energetico rifkiniano a tutti i livelli e formare nuove generazioni di professionisti dell’energia nell’ambito della Terza Rivoluzione Industriale. L'università dell'Idrogeno ha contribuito a diffondere l'dea di un nuovo modello energetico per intere generazioni di scolaresche che ne hanno visitato gli impianti, ma non è riuscita ancora a dispiegare tutto il suo potenziale anche a causa delle avverse condizioni politiche nazionali che proprio quando stava per essere realizzato l'accordo di programma per i distributori di idrogeno che era stato firmato fra il presidente Vendola e l'allora Ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio, vide la prematura interruzione del governo Prodi e il nuovo Ministro Prestigiacomo pensò bene di rimangiarsi tutti gli accordi fra Vendola e il suo predecessore Pecoraro Scanio.
Il fisico Nicola Conenna, Presidente della H2U
Un cofinanziamento arrivò  finalmente nel 2012 per la realizzazione di un progetto di mobilità a idrogeno dalla forte valenza didattica e pedagogica (progetto H2M), che si pone l'obiettivo di girare l'intera regione portando il nuovo paradigma solare e il superamento del pensiero fossile a tutta la cittadinanza appoggiando e allargando quelle sacche di consapevolezza rappresentate da movimenti già presenti sul territorio che come il giovane hacker Neo in Matrix, hanno cominciato a intuire la necessità di liberarsi da una mentalità schiava del pensiero fossile, come le  associazioni di cittadini quali Brindisi Bene Comune,  Peaclink a Taranto, a No TAP nel Salento, ai NAC (No Al Carbone), ai No TRIV,  ai comitati contro gli inceneritori, al Tavolo Verde per l'agricoltura. Anche  in Puglia infatti, ci sono energie fresche e originali, che si sono raccolte intorno al gruppo “Territorio Zero Puglia” e che stanno elaborando, ispirati dal nuovo pensiero solare, una piattaforma integrata per pianificare uno sviluppo sostenibile nei settori dell’agricoltura, dell’energia, dei consumi/rifiuti, e per
valorizzare i veri assi del territorio che non sono nè l’acciaio nè il carbone, ma sono invece l’enogastronomia locale, la cultura, la storia, l’archeologia le bellezze naturali ed il turismo. Il progetto H2M, (Mobilità a Idrogeno), con la sua aula multimediale da cinquanta posti, e il suo idrogeno autoprodotto a bordo con un sistema fotovoltaico itinerante da 20 kw, rappresenta la punta di diamante in Italia del nuovo pensiero solare e permette di collocare la Puglia al primo posto fra le Regioni Italiane che seguono la scia del Nord Pas de Calais per una transizione verso il modello energetico distribuito e interattivo indicato da Jeremy Rifkin, sviluppando la necessaria infrastruttura  tecnologica dell'internet dell'energia e dell'internet delle cose, con i distretti delle stampanti 3D alimentati dai distretti dell'energia rinnovabile e dell'idrogeno. Certo, se anche la Puglia decidesse di dotarsi di un assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale, la transizione sarebbe molto più rapida ed efficace.
Rifkin presenta il Master Plan
per Roma con Alemanno
Presentazione del Master Plan a Roma  (25 persone)
Infine c’è Roma,  dove (come in Sicilia) esiste, abbandonato nei cassetti, un Master Plan che prevedeva l’utilizzazione di tutte le risorse naturali di Roma  e che poi aveva applicazione concreta in un  PAES (Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) elaborato da me e Livio de Santoli con la sua eccellente  squadra di giovani ricercatori dell’Università la Sapienza a Roma. Quel piano d’azione è stato mandato a Bruxelles in conformità alle regole del Patto dei Sindaci, ma nessuna misura concreta è stata presa per realizzarlo. In attesa che il nuovo Sindaco e il nuovo Presidente della Regione Lazio si sveglino dal loro letargo e decidano di riprenderlo, non ci resta che
Ottobre 2013: 5000 persone ascoltano Rifkin
mentre presenta il Master Plan di TRI al Forum di Lilla
constatare che anche a Roma e nel Lazio ci stiamo erodendo tutto il margine di vantaggio che l’aiuto di Rifkin aveva portato.
Voi capite che anche a Roma, in attesa di improbabili risvegli, è tutto un festival delle occasioni sprecate e il tempo passa...

Ma perchè i nostri dirigenti politici nazionali, con poche meritevoli eccezioni, sono così insensibili ai nuovi paradigmi energetici? Proprio non ci arrivano o ci sono interessi ben precisi? La mia opinione è che in ogni caso abbiamo una classe politica prigioniera del pensiero fossile. A tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale. Una classe politica fossile che è inevitabilmente condannata al declino in cui sta cercando di coinvolgere il Paese. E l’unica arma è il pensiero solare, come quello che stanno dimostrando gli amici francesi accorsi a migliaia per ascoltare le risposte di Rifkin. 
E una nuova classe politica. 
Solare anch’essa.
Solare come il sorriso di Barbara e Solanne, due delle straordinarie ragazze dell'equipe per la Terza Rivoluzione Industriale nel Nord Pas de Calais

Etichette: , , , , , ,

lunedì 10 giugno 2013

Nuntio vobis gaudium (Ale)mannum: habemus Sindacum Urbis. Et non est er puzzone!

Certo, quando solo il 48% dei cittadini vota, anche una vittoria schiacciante come quella di Marino su Alemanno lascia un retrogusto amaro, perchè vuol dire che si sta sfaldando la coesione fra elettori ed eletti, cittadini e politica. E non c'è da stare allegri. 
Sono sicuro che il nuovo Sindaco questo lo sappia benissimo e sappia anche che non è facendo come il PD a livello nazionale che si riportano i cittadini alla politica. E questo forse lo sa perfino il Sindaco uscente, la cui reazione emotiva suscita forse un po' di umana pietà ma solidarietà zero, visto che ... ma procediamo con ordine. 
Mi domando se dietro quelle lacrime il  Sindaco uscente celi la consapevolezza che  lui è parte (e che parte!) del problema e quindi non poteva e non potrà mai essere la soluzione! Nè lui nè la sua parte politica! Ma lui in particolare!
Aledanno, Alemagno, Romanzo Comunale, Romanzo Capitale. La saggistica si è sbizzarrita per descrivere la Roma dell'era Alemanno. 
Adesso non vorrei sembrare quello che spara sulla croce rossa, ma l'affermazione che Alemanno sia stato "il peggior Sindaco che Roma abbia mai avuto", per me non è esagerata ed ha anzi un significato particolare e una motivazione in più,  che sento sia venuto il momento di condividere, perchè aldilà di tutte le ruberie, le malversazioni, le politiche familistiche, la colpa principale di Alemanno per me rimane che lui avrebbe potuto davvero essere il Sindaco del cambiamento, quello che cambiava la faccia alla Città Eterna per sempre, quello che faceva partire una nuova dinamica socio economica positiva che avrebbe azzerato la disoccupazione. Gli sarebbe bastato lo stesso coraggio che aveva dimostrato da Ministro dell'Agricoltura quando si era opposto all'eliminazione delle restrizioni sui cibi OGM in sede Europea dando una mano sostanziosa a rafforzare le posizioni anti OGM in sede di consiglio dei Ministri. Invece......
Dicembre 2009: la mia introduzione al
Workshop per il Master Plan di Roma
Maggio 2010. Rifkin presenta il Master
Plan per l'energia con Alemanno
Nel 2009 io portai a Roma Rifkin e il suo gruppo di 50 esperti mondiali di tecnologie energetiche rinnovabili, idrogeno, trasporto a zero emissioni, ristrutturazione energetica e edifici a energia positiva, smart grids, trasporto sostenibile etc. Quel gruppo lavorò sodo insieme al gruppo romano coordinato da Livio de Santoli e in sei mesi produsse uno splendido documento, il Master Plan per una Roma post carbon e biosferica,  (scaricabile qui http://cetri-tires.org/press/2012/master-plan-di-roma-in-italiano/?lang=it) 
Jeremy Rifkin premia  Livio de Santoli con il TRI Award
(premio 
per la Terza Rivoluzione Industriale)
Questo piano prevedeva di fare di Roma la capitale mondiale dell'energia sostenibile, decarbonizzandola totalmente in meno di 50 anni, creando il "parco della Biosfera" nell'agro romano con vivai, banche dei semi,  impianti modernissimi di refrigerazione solare e irrigazione fotovoltaica, cooperative di giovani agricoltori certificate dallo Slow Food che vendono i loro prodotti in centinaia di mercati diretti e gruppi di acquisto senza filiera speculativa, per garantire il rapido ritorno della capitale alla sovranità alimentare, la creazione di una rete di migliaia di piccole e medie imprese fornitrici di servizi energetici integrati al alto valore aggiunto e la possibilità per ogni romano di farsi e scambiarsi la propria energia in una specie di internet del'energia che in piccolo è stata già realizzata da Livio de Santoli come energy manager a "La Sapienza" (Livio era coautore del piano ed è coautore, non a caso del libro/manifesto "Territorio Zero"). 
Fu un periodo di grande esposizione mediatica positiva per il neo eletto sindaco Alemanno, che certamente contribuì non poco ad attenuare e depistare l'attenzione dei media sulla nascente parentopoli e tutti gli altri scandali ben sottolineati da REPORT ultimamente. 
Grande fu l'eccitazione anche da parte nostra perchè credemmo davvero che sotto la gestione Alemanno si sarebbe realizzata la Roma della biosfera, tanto che io aiutai Jeremy Rifkin a scrivere un capitolo sul libro "La Terza Rivoluzione Industriale", che si intitolava proprio "La biosfera di Roma", e metteva in ottima luce le intenzioni di Alemanno. Successivamente, con Livio de Santoli, continuammo ad assistere per ben  
Alemanno al Parlamento Europeo in
occasione della cerimonia 2011
del Patto dei Sindaci
Livio de Santoli e, poco
lontano, Alemanno al
Parlamento Europeo
due anni consecutivi, il Sindaco Alemanno nella presentazione a Bruxelles nelle cerimonie del Patto dei Sindaci in aula della plenaria del Parlamento Europeo In particolare sia del Master Plan di Rifkin sia  il PAES,(Piano di Azione per l'Energia Sostenibile, un piano che va fino al 2020 nel frattempo elaborato dalla equipe universitaria di Livio e dagli esperti del CETRI TIRES da me coordinati), che fu giudicato dal responsabile del Patto dei Sindaci, "uno dei migliori fra le centinaia presentati" (come conferma questo video http://www.youtube.com/watch?v=yxS5hht0BGA) che Alemanno si affrettò a pubblicare sul suo blog a sua immeritata fama. 
Poi?...
Il nulla!
Da due anni, il PAES e il Master Plan di Rifkin sono scomparsi dallo schermo radar, vuoi perchè sgraditi ai monopolisti dell'energia che mal sopportano lo scenario in cui il cittadino diventa consumatore/produttore di energia, vuoi perchè non esattamente nelle grazie dell'incomprensibilmente potentissimo Direttore/Ministro Clini.
Alemanno dimenticò completamente gli impegni che aveva preso con l'Europa e la cittadinanza. E soprattutto, per quanto mi riguarda, con  Rifkin, che addirittura si permise di snobbare in occasione della presentazione del libro "La Terza Rivoluzione Industriale a Roma che io volli organizzare coinvolgendo anche Guglielmo Epifani, al Campidoglio in suo onore (e quanto me ne sono pentito!) e a cui arrivò con 2 ore di ritardo ripartendo in anticipo  senza tener il programmato incontro con Rifkin (non ho mai conosciuto un amministratore che eviti di incontrare Rifkin mentre ne conosco migliaia che farebbero carte false per una discussione di 5 minuti con lui). 
Sala della Protomoteca ottobre 2011. Alemanno de Santoli e Epifani
presentano l'ultimo libro di Rifkin, "La Terza Rivoluzione Industriale"
Dopo di quell'evento accettai anche di partecipare a un dibattito della festa  Atreju al Colosseo dove c'era anche Pisapia, 
Ci pensai bene prima di accettare perchè si trattava sempre della festa degli ex fascisti. Poi accettai sia perchè Giorgia Meloni (tutto sommato una dei migliori ministri dell'allora governo Berlusconi) insisteva con una gentilezza irresistibile, sia perchè, non lo nego, ero anche animato dalla speranza di  poter riprendere le fila del discorso interrotto con Alemanno. A Rifkin non era andata giù il suo voltafaccia dopo le belle parole spese per lui nel libro, e spesso mi lanciava frecciatine al curaro su "Whatever is happening in Rome then...?"
Avevo urgente bisogno di trovare e  delle spiegazioni plausibili da offrire a Rifkin sul comportamento di Alemanno  e sulla scomparsa delle prospettive di Terza Rivoluzione Industriale indicate nel Master Plan e nel Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile. 

Ad Atreju con Pisapia.
Atreju 2011-con Alemanno e Pisapia
Il  dibattito ad Atreju fu serrato e ricordo che i giovani in platea applaudirono più volte a scena aperta le mie teorie, a conferma che, come dice Rifkin, la Terza Rivoluzione Industriale non è ne di destra nè di sinistra, ma è una prospettiva di intelligenza umana che non può non piacere a chi sia dotato di un minimo di onestà intellettuale, perchè l'idea della redistribuzione delle ricchezze attraverso un modello energetico orizzontale, l'idea dell'internet dell'energia in cui ciascuno diventa protagonista e non solo fruitore dell'energia, è un principio di buon senso e non divisivo. La mia speranza di "acchiapparlo" durò poco. 
Anche in questa occasione il simpaticone mi sfuggì dandosi alla macchia subito dopo aver finito di parlare nel panel sul palco, ma non mi lamento perchè questa manifestazione mi diede modo di conoscere un gran signore come Pisapia che era appena stato eletto a Milano e con il quale scambiammo numerose opinioni ed impressioni sulla situazione politica generale e sulla possibilità di fare un incontro con Rifkin a Milano, cosa che poi effettivamente avvenne l'anno successivo.
Ma non finisce qui. Alemanno e il suo assessore all'ambiente, (su cui non scarico la colpa perchè se uno si trova a fare un lavoro per cui non ha nè le competenze nè le qualità, la colpa non è sua ma è di chi ce lo ha messo in quel posto, quindi di Alemanno...)  l'anno successivo, organizzarono una manifestazione  per presentare un non meglio identificato  "manifesto sula sostenibilità ambientale per Roma", che rappresentava una tardiva e costosa ripetizione del Master Plan di Rifkin (ma molto peggiore naturalmente) a proposito del quale venni interpellato dai giornali manifestando sconcerto e perplessità. Dissi che era venuto il momento di passare dal dire al fare, dai manifesti alle realizzazioni concrete perchè  c'era (come c'è ancora)  un Master Plan, e un PAES da realizzare per dare ai Romani quel sogno della Roma della Biosfera, che invece è rimasto nel cassetto 
(http://roma.repubblica.it/cronaca/2012/03/15/news/nasce_il_manifesto_per_sostenibilit_polemica_e_il_master_plan_di_rifkin-31601356/ )
Ma il bello dei sogni nel cassetto è che possono sempre essere tirati fuori se c'è la volontà politica di farlo. 
E infatti, in conclusione, quando ho incontrato Rifkin il mese scorso per il master Plan in Francia, e lui mi ha domandato cosa stesse succedendo per il piano d Roma, e se doveva pentirsi di aver dato credito a futura memoria ad Alemanno nel libro, gli ho risposto che Alemanno era stato un errore ma che i romani avrebbero presto provveduto a ripararlo e che il capitolo sulla "Biosfera di Roma" sarebbe presto comunque diventato realtà grazie al prossimo sindaco, che oggi sappiamo sarà Marino. 
Bene!
Roma ha diritto al suo sogno! Un sogno che però è anche un piano lungimirante e concreto che libera risorse per asili, assistenza, reddito di cittadinanza, manutenzione pubblica, generando risparmi grazie all'efficienza energetica e che crea da subito migliaia di posti d lavoro, facendola diventare la prima capitale mondiale a emissioni zero, rifiuti zero e chilometri zero. 
E adesso sotto, Sindaco Marino!

Etichette: , , , , , , , , , , ,