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venerdì 3 luglio 2015

Oltre Rifiuti Zero verso l'Economia Circolare

L'Economia circolare alla ribalta al Parlamento Europeo grazie a una audizione di esperti del settore organizzata dall' europarlamentare del Movimento 5 Stelle Isabella Adinolfi intitolata "Beyond the Zero Wast concept: the  Circular Economy". Si sono ritrovati così per una mattinata a Bruxelles alcuni fra i più importanti soggetti dell'Economia circolare in Italia, per discutere non di cosa non vogliamo (inceneritori, discariche, produzione indiscriminata di rifiuti, impianti impattanti e monumentali di trattamento) ma di pratiche effettivamente poste in essere a livello locale (visto che quello nazionale è sordo a qualunque richiamo e continua a insistere con gli inceneritori, vedi Decreto Sblocca Italia).
Massimo Piras al Parlamento Europeo
Il messaggio unanime che esce dalla conferenza di Bruxelles è che una economia circolare conviene, innanzitutto economicamente, come ha dimostrato nella sua presentazione Massimo Piras Presidente di Zero Waste Lazio e "motore" della  legge di iniziativa popolare Rifiuti Zero che ha mobilitato centinaia di attivisti in tutta la penisola e raccolto quasi 100.000 firme.

L'Economia Circolare crea lavoro, contribuisce a tenere l'ambiente vivibile fa circolare ricchezza perchè, dando una seconda vita alla materia mette in moto una nuova economia dal basso che non ha bisogno di grandi capitali perchè è a basso costo marginale, collaborativa, condivisiva e a alta intensità occupazionale.
Isabella Adinolfi e Angelo Consoli alla conferenza del
Parlamento Europeo per l'Economia Circolare

Un secondo messaggio unanime è che l'Economia Circolare rappresenta la realizzazione concreta della regola europea già fissata con la direttiva rifiuti del 2008, delle tre "R" (Riduzione, Riuso e Riciclo). L'ordine delle tre R non va invertito. In una economia circolare tutto ha il suo posto e il suo spazio, Quindi non si comincia dal riciclo (differenziata) perchè prima del Riciclo la regola delle tre R prevede la Riduzione dei rifiuti e poi il loro Riuso.
Questo significa che innanzitutto i rifiuti non vanno prodotti. La quota che non si riesce a evitare di produrre, poi  va  riutilizzata. E solo la quota che non può essere neanche riutilizzata, va riciclata.

Detto altrimenti, solo i rifiuti che non possono essere ridotti o riusati, devono andare al riciclo.
(cioè alla differenziata). Ecco perchè una economia circolare non comincia dalla differenziata ma ci arriva dopo pratiche di diffusione dello sfuso, dei contenitori riutilizzabili e poi delle comunità del riuso. Differenziare imballaggi che potevano non essere prodotti o che potevano essere riutilizzati (come ad esempio il vetro, tutto il vetro che non va riciclato ma riutilizzato) è concettualmente, termodinamicamente e economicamente  sbagliato e rallenta la corsa verso una economia circolare sostenibile e redditizia.

Uno dei gioielli in PET riciclato di Laura Buffa
L'Economia circolare non è quella delle Eco mafie e nemmeno quella degli Eco Furbi di Legambiente che puntano sulla chiusura del ciclo dei consumi con "nuovi impianti sostenibili"... Si legge infatti nel documento finale del convegno di Legambiente sui rifiuti a Roma: "Oggi l’Italia è in grado di lasciarsi alle spalle le croniche emergenze e i conseguenti disastri ambientali. ... Si sono create nuove opportunità ambientali, economiche e sociali con l’innovazione impiantistica ... Grazie all’innovazione gestionale e impiantistica oggi è quindi possibile uscire dall’era delle discariche e della combustione dei rifiuti. Si tratta di esperienze concrete di politiche e imprese della circular economy made in Italy".
Ebbene, se per Legambiente la "Circular Economy" è un nuovo tipo di impiantistica, per la quale servono capitali e che nutre i soliti loschi comitati d'affari, la conferenza di Bruxelles sull'Economia Circolare invece ha parlato un'altra lingua. e ha portato a visibilità un altro tipo di "made in Italy".
Quello delle esperienze di Parma e Ragusa illustrate dai bravissimi assessori Giovanni Marani e Antonio Zanotto.
Quello della Comunità dal basso che crea valore con la materia e con il lavoro dell'uomo, come a
Roma  dove Laura Buffa ha messo insieme sotto l'etichetta R(h)ome Made tanti artigiani del riciclo creativo ed eco-designer che fanno cose meravigliose vendute a Eataly - Ostiense,  o, sempre a Roma, quello della responsabilizzazione della  comunità dei cittadini, con manifestazioni per il riuso come "Roma Riusa" organizzata dall'Associazione  Zero Waste in collaborazione con i Municipi, o come  "Second Life Kids" organizzata dal gruppo Zero di Roma a Villa Mercede a San Lorenzo (i Gruppi Zero sono spontanee aggregazioni di cittadini sul territorio nate per la promozione dell'economia dal basso ispirata al Manifesto "Territorio Zero- verso una società a emissioni zero, rifiuti zero e km zero").


Logo di Roma Riusa
Non è l'impiantistica ( a freddo a caldo, o a tiepido), come vorrebbero gli eco furbi e i comitati d'affari, che fa la differenza! Sono la partecipazione e il nuovo protagonismo dei cittadini che si assumono  le loro responsabilità e  godono dei relativi benefici, che creano le comunità del riuso, e cioè la base per l'economia circolare e il reddito diffuso.
L'economia circolare infatti, è prima di tutto economia dal basso, e reddito per tutti!
Forse si dovrebbe sviluppare  una riflessione seria e articolata su come l'economia circolare in collegamento con i GAS, il guerrilla gardening, le comunità dell'energia e le banche del cibo e del tempo, può diventare uno dei volani del reddito di cittadinanza  (riflessione  che ho aperto a Natale con questo post: http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/12/ci-sono-battaglie-che-vale-la-pena-di.html) per andare effettivamente OLTRE Rifiuti Zero, come propone coraggiosamente il titolo della conferenza di mercoledì scorso a Bruxelles.

Per maggiori informazioni sulla conferenza di Bruxelles ecco il video integrale:
https://www.youtube.com/watch?v=ZNO3awh44pM&feature=youtu.be

E queste invece sono le interviste post conferenza
https://www.youtube.com/watch?v=Gt3MkBafOh8

Il "Topolino d'oro"  stampato in 3D
 Io ho approfittato di questa occasione per parlare di Second Life Kids, la festa del baratto dei giocattoli organizzata simultaneamente in vari posti d'Italia dai gruppi Zero (come si diceva prima) che ha introdotto  una moneta parallela per bambini stampata in 3D. il "Topolino d'oro".

Il topolino d'oro viene dato anche in cambio di giocattoli rotti
o non funzionanti, perchè i bambini si abituino fin da piccoli da piccoli all'idea che che nulla si butta e che la materia ha comunque un valore per cui non deve mai diventare "rifiuto".

In altre parole, si abituino fin da piccoli all'economia circolare.



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