giovedì 28 febbraio 2019

The end of the Trump Age is coming. This is my prophecy.




I say it now and I won't say it again: the trumpist madness inside and outside the US borders will end bad. Very bad. Extremely bad. 
It will end in shame and mud. Mud from which Trump should have never gone out. 
Now in the best informed milieux, the King is naked. 
The United States has elected to the highest political office in the world a psychopath, idiot, unpresentable, rotten inside up to the most hidden parts of his being. 
Someone has succeeded in the incredible trick of electing, with the votes of the angry anti-élite voters, the highest representative of that financial fossil real-estate élite who rules the world. 

But Trump's White House time is now up. 
His election stands on a castle of lies, corruption, silence, common and financial crime, moral and human rot, and the graves are beginning to open up. 
When all the crap comes out Trump will be swept away, the impechment will be voted bipartizanly by Democrats and Republicans, and at the end of the entire trumpian era only  shame, horror and disbelief will remain. 
It will be a tsunami that will overwhelm not only the American trumpist elites, but also those low-level politicians from around the world who have jumped on a cheap photo opportunity (be that for mental shortness, congenital idiocy or empty vanity) with the despicable candidate with a squirrel on his head. 

And I think all this will happen soon. Very soon. The cracks in the wall supporting the Trumpian wormscan begins to widen up and become permanent. Am I too optimistic? I do not believe. Do you?"



Here is a few links to Cohen's testimony before the Congress opening a large crack on Trump's credability; 

https://www.nytimes.com/2019/02/27/us/politics/trump-cohen-history.html

https://www.youtube.com/watch?v=bwhY2Xj_kuI

https://www.youtube.com/watch?v=dV2JYZYwLU8

https://www.youtube.com/watch?v=jM5Q9S8IVQM

https://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2019-02-28/le-accuse-cohen-trump-che-cosa-puo-succedere-ora-124825.shtml?uuid=ABFN7BZB





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sabato 23 febbraio 2019

Salvini in Sardegna. Poche idee e confuse sull'energia.

Il Ministro Salvini, in Sardegna da diversi giorni per sostenere il candidato di centrodestra, Christian Solinas, alle elezioni regionali di domenica 24 febbraio, ha tenuto un comizio a Cagliari in piazza del Carmine.  Tra una battuta e l’altra, il Ministro dell’Interno ha toccato i punti caldi della politica italiana, ponendo l’accento più su alcuni temi a lui cari, come quello dell’immigrazione e le questioni energetiche, citando il metano, il gas e anche il nucleare.
Matteo Salvini dal palco di piazza del Carmine ha detto testualmente:”Per il lavoro occorre dire dei SI. Domenica c'è una sola scelta, o la Lega o la sinistra. Perchè qualcuno che dice solo NO non aiuta la Sardegna. Una terra dove non c'è il metano, dove l'energia per le famiglie e le imprese costa un occhio della testa. Non si può sempre dire no a tutto. E no al metano, e no al petrolio e no al carbone, e no al gas, e no al nucleare, cominciamo a dire dei sì”.
Dopo l'inevitabile strascico polemico, lo staff del segretario della Lega  ha diffuso una nota di chiarimenti in cui si afferma che Matteo Salvini intendeva solo affermare che “In Sardegna serve il metano, punto. Nessuno pensa al nucleare. Il mio era un discorso sui NO passati e presenti”.
Spiegazione poco tempestiva e ancor meno credibile. Salvini rivela sempre la sua mentalità da troglodita. Tale termine he va inteso in senso figurativo ma ancor di più in senso etimologico, perchè continuare a fare riferimento all'energia fossile creatasi in epoche geologiche distanti centinaia di milioni di anni, o addirittura all'energia fillile, creatasi in epoche distanti miliardi di anni, è un pensiero degno di un uomo delle caverne, (un troglodita, appunto), e cioà una persona incapace di pensare solare e di vedere un fattore di sviluppo (anzi, l'unico fattore di sviluppo= del territorio e dell'economia locale, nella decarbonizzazione del territorio e nella transizione dall'energia fossile e fissile del passato all'energia basata su fonti solari
Con questa proposta Salvini getta la maschera e dimostra definitivamente la sua infinita ignoranza. 
L'ignoranza battuta già due volte nelle urne dagli italiani, nel 1987 e nel 2011. 
L'ignoranza di chi rimuove la catastrofe di Chernobil, quella di Fukuschima, e soprttutto la catastrofe economica e finanziaria del  modello nucleare, ben descritta nel libro della ex ministra francese dell'ecologia Corinne Lepage La veritè sur le nucleaire. https://www.lemonde.fr/livres/article/2011/07/07/la-verite-sur-le-nucleaire-de-corinne-lepage_1545956_3260.html
L'ignoranza di chi finge di non sapere che per costruire e attivare una centrale nucleare ci vogliono miliardi e decenni e che non se ne fanno più da anni perchè non si trova nessuna società di assicurazione disposta ad assicurarle (vedi Olkiluoto in Finlandia, Flemanville in Francia e Hinckley Point in Inghilterra). 
L'ignoranza di chi dovrebbe sapere che anche al netto di tutti i problemi provocati da eventuali incidenti o dalle scorie (problema terrificante e non eventuale, ma sicuro!), la Sardegna (e l'Italia) non possiedono uranio e quindi diventerebbero dipendenti da quei pochi paesi che lo hanno! 
L'ignoranza di questo soggetto è abissale! Ma ancor peggio dell'ignoranza c'è una visione del Paese, della sua economia, della sua società, basata sulla dipendenza da fonti energetiche devastanti che creano dipendenza e non danno alcuna sovranità energetica (la vera sovranità per un Paese, oltre a quella alimentare.

La visione trogloditica secondo cui per lo sviluppo economico di un Paese bisogna pagare degli inevitabili prezzi sul piano ambientale e umano (che poi era la stessa logica che ha portato un altro grande troglodita a imporre undecreto come lo "Sblocca Italia"). 
Un visione che non tiene conto dello sviuluppo impetuoso dell'efficienza delle tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale, le rinnovabili, l'idrogeno, le smart grid, la sensoristica, l'internet delle cose, della digitalizzazione della produzione e distribuzione dell'energia, della logistica della comunicazione, dei trasporti.
Salvini ripete a pappagallo le teorie ormai superte dei vecchi monopoli fossili sconfitti dalla storia e dalle leggi econoiche del costo marginale zero.
Come spiega Rifkin, gli impianti fossili e fissili sono meno convenienti di quelli rinnovabili per i loro alti costi marginali. L'uranio e il petrolio si pagano. Sole e vento no!
L'unica cosa che puo rendere competitiva l'economia sarda, è la decarbonizzazione del sistema produttivo e la conseguente sovranità energetica delle proprie aziende. In sardegna non c'è il gas? E chi se ne frega, Salvini! In Sardegna c'è il sole. E il sole non è solo la base dell'industria del turismo o dell'agricoltura, ma anche la principale fonte energetica. 

Il fabbisogno di energia elettrica della Sardegna è di 12 000 GWh/anno. La Sardegna ha una superficie di 24000 km² Dalle mappe del 
PVGIS risulta che l’energia solare che arriva su 1 metroquadro di superficie orizzontale in un anno è circa 1500 kWh/m². Perciò 24 * 109 m² * 1500 kWh/m² = 36 000 * 109 kWh = 36 000 000 GWh, cioè è tremila volte più grande del consumo elettrico dell’isola. In altre parole basterebbe 
intercettare un tremillesimo della radiazione solare sull'isola per renderla completamente
autosufficiente, energeticamente sovrana e post carbon.
Affrontiamo il problema con un altro punto di vista: calcoliamo la potenza di un impianto fotovoltaico che produca energia suffuciente a soddisfare interamente il fabbisogno di energia elettrica. 
La producibilità elettrica del fotovoltaico, dai dati statistici del PVGIS e del GSE è, con un approccio molto conservativo, 1400 kWh/kW (kilowattora a kilowatt installato). Ne consegue che la potenza dell’impianto ipotetico è: 12000*103 MWh / 1400 MWh/MW = 8.57*103 MW= 8570 MW.
Per dare una dimensione a questo numero, pensate che in sardegna sono attualmente installati 600 MW di impianti fotovoltaici, 950 MW di impianti eolici, 3000 MW di impianti termoelettrici e il picco di consumo è di 1400 MW.
1 kW di pannelli fotovoltaici corrisponde a una superficie di 7 m², ma per evitare che le varie file di pannelli si facciano ombra occorre distanziarle, quindi ci vogliono circa 12 m² di terreno per ogni kW di pannelli fotovoltaici. 
La superficie necessaria per un impianto fotovoltaico da 8570 MW è 8,75*106 kW * 12 m²/kW ? 100 km², che rispetto ai 24 mila km² sono appena lo 0.4% della superficie, cioè il quadratino rosso della figura sottostante. Questo basterebbe a fornire alla Sardegna il 100% dell’energia elettrica dal sole. E si tratta di una superfice inferiore a uella utilizzata dai vari impianti fossili. 

In termini più concreti, coprendo soltanto il 5% del terreno già impermeabilizzato dell'isola (capannoni agricoli e industriali, parcheggi, condomini eccetera) si riuscirebbe a fare fronte all'intero fabbisogno energetico e quindi a decarbonizzare totalmente la produzione di energia senza dover fare ricorso tecnologie da trogloditi come il carbone i fossili il nucleare. 
C'è qualcuno che è in grado di spiegarlo a Salvini? 
Mi auguro che glielo spieghino gli elettori dandogli un bel calcione in culo a queste regionali!


Per approfondire:
http://www.ingdemurtas.it/solare/risorsa-sardegna/
https://www.cagliaripad.it/370518/salvini-dal-palco-di-cagliari-nucleare-cominciamo-a-dire-dei-si-poi-chiarisce-discorso-sui-no-passati-e-presenti

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lunedì 18 febbraio 2019

5 Stelle ... rotte


“Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente”.
Bertolt Brecht.

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Durante una riunione del Meet Up 5 Stelle di Mesagne nel 2014, Piero Francioso, all'epoca attivista di Ceglie Messapica, sparò una domanda secca che mi risuona nella testa fin da allora. La domanda era "esiste una pedagogia del M5S?"

Cioè, Piero voleva sapere se il M5S insegnasse qualcosa e che cosa a chi ne faceva parte a livello valoriale e culturale, sociale personale.

Tenete presente che all'epoca il M5S si batteva ancora per un diverso modello economico e energetico, c'erano parole d'ordine per una transizione ecologica dell'economia e della società e si era davvero convinti di cose come "nessuno deve rimanere indietro" e "uno vale uno".

Poi arrivarono una serie di voltafaccia, il tradimento sulle questioni ambientali e climatiche, il cambiamento repentino di strategia sulle questioni europee fino alla accettazione supina di un Fiscal Compact che manco Monti, il governo del "cambiamento" con Salvini e, soprattutto, l'episodio chiave: la cancellazione nottetempo del M5S per la sua sostituzione con il Blog delle Stelle e un nuovo Statuto praticamente copiato dalla famosa "Legge del Capo" (Ricordate? Art.1 Il capo Ha ragione. Art. 2 Il Capo ha sempre ragione. Art. 3 Nella improbabile ipotesi che il capo avesse torto entreranno immediatamenti in vigore gli artt. 1 e 2... ).

Alla luce di questi sviluppi temo di dover concludere che la risposta alla domanda di Piero sia che alla maggior parte degli attivisti è arrivato un insieme di messaggi devastanti che trasmettono valori e in linea con i più noti difetti dell'italietta peggiore. Intendiamoci, c'è anche una contrapposta Italia di grandi valori che ha insegnato al mondo creatività, eroismo, spirito di sacrificio, originalità, coraggio umanità, intraprendenza. Ma non è quella che emerge oggi dal M5S.
Insomma il movimento ha subito una mutazione genetica e le 5 Stelle (acqua pubblica, ambiente, connettività, rifiuti zero, trasporti pubblici... do you still remember?) hanno lasciato il posto cinque nuovi valori fondamentali che possiamo riassumere in questo modo:

1 Negazione
Qualunque argomento pericoloso per il Movimento va negato. Ci penserà chi gestisce il web a far sparire le prove che quell'argomento sia mai esistito e se qualcuno ha fatto uno screenshot dell'ultima cazzata detta da Di Maio o da Toninelli, va accusato di essere un troll che diffonde fake news. Negare, negare e ancora negare. Di Maio dice che c'è il boom economico? Negate la crisi, la disoccupazione e tutte quelle altre storie negative messe in giro dai cacadubbi per stroncare il cambiamento. E se vi dimostrano che la crisi c'è davvero, negate che Di Maio abbia detto che c'è il boom economico... Naturalmente questo non vale per Beppe Grillo, perchè lui è "il Garante".

2 Opportunismo.
Vedi qualcosa che non va? Ti stai zitto per non disturbare il manovratore, e prima o poi verrà il tuo momento. Il tuo silenzio verrà ricompensato con una candidatura o una posizione di rilievo anche se non hai la capacità, la competenza, l'esperienza necessaria a ricoprire quel ruolo. In fondo Casaleggiolo ha detto che anche una casalinga può fare il ministro. Se invece parli sei "out" ! Naturalmente questo non vale per Beppe Grillo, perchè lui è "il Garante".

3 Diversione
Qualcuno sta criticando il Movimento? Qualcuno dice che le votazioni sul blog sono una farsa? Attaccalo sul piano personale con argomenti come "sputi nel piatto dove hai mangiato", oppure, "fai come la volpe che non è arrivata all'uva", oppure insinua che sia un piddino camuffato ed esortalo a andare nel PD. Qualunque cosa purchè la discussione si allontani dal suo oggetto sconveniente per il movimento (tipo il voltafaccia sull'ilva, la tap, le trivellazioni, gli inceneritori, gli F35, i condoni edilizi, gli sversamenti di fanghi...). Naturalmente questo non vale per Beppe Grillo che può dire quello che vuole perchè lui è "il Garante"

4 Mistificazione
E' sempre colpa di qualcun altro. Il PD principalmente, ma anche "gli elettori che non ci hanno dato la maggioranza assoluta costringendoci ad allearci con la Lega", i "poteri forti", le lobby, la stampa venduta "dei giornaloni", le penali concordate prima di noi (anche se è falso funziona sempre!) il maltempo, le cavallette, lo sciopero, il terremoto. Non dire mai che qualcosa è responsabilità del Movimento. Mai! Naturalmene questo non vale per Beppe Grillo che può dire quello che vuole perchè lui è "il Garante"

5 Abiura
Hai osato esprimere un pensiero critico su una delle politiche del governo o le scelte del m5s? Gravissimo. Sei spacciato. A meno che tu non ti penta. Platealmente. Clamorosamente. Fustigandoti materialmente e metaforicamente. Rimangiati immediatamente la critica e giura che non lo farai mai più. E forse (dicesi forse!) il Movimento ti perdonerà e ti ri accoglierà sotto le sue ali benevole. Naturalmente questo non vale per Beppe Grillo che può dire quello che vuole perchè lui è "il Garante"...

E adesso vai con gli insulti...

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" ... Rappresentare con verità storica, anche scomoda ai potenti di turno, la realtà contemporanea, rapportandola al passato e proiettandola al futuro. Per non reiterare vecchi errori. Perché la massa dimentica o non conosce. Denuncio i difetti e caldeggio i pregi italici. Perché non abbiamo orgoglio e dignità per migliorarci e perché non sappiamo apprezzare, tutelare e promuovere quello che abbiamo ereditato dai nostri avi. Insomma, siamo bravi a farci del male e qualcuno deve pur essere diverso!..."


Antonio Giangrande
Movimento Cinque stelle ... Cadenti - 2018


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domenica 3 febbraio 2019

I Segreti di Roma: Babbo Natale deposita a Villa Mercede i regali in ritardo. Regali e energia!

I SEGRETI DI ROMA

La rubrica che svela cose su Roma che nessuno sa, salvo i nostri lettori!

Molti bambini romani che non fanno in tempo a scrivere le letterine a Babbo Natale.

Allora questi bambini si domandano, "Esiste un posto a Roma dove è possibile farsi portare da Babbo Natale i regali in ritardo?

Ebbene sì! C'è un posto! E' Villa Mercede a San Lorenzo, dove i bambini che non hanno fatto in tempo a Natale possono depositare la loro letterina (ma deve essere scritta a mano e proprio da loro!!!) Ed è proprio li che il sabato successivo al deposito della letterina Babbo Natale passerà a depositare il regalino. 



Infatti si fida molto dei Rangers perchè è molto amico del loro capo e infatti gli ha dato una divisa rossa come il suo costume, ed è molto amico di Giorgio, il Capo dei Rangers, che sono amici dei bambini, della bontà, dell'ambiente e infatti tengono villa Mercede pulita per i bambini e non fanno entrare i cagnolini e le biciclette così i bambini possono giocare senza nessuna paura.


COME SI FA A RICHIEDERE IL REGALO IN RITARDO A BABBO NATALE?
E' molto semplice: i bambini devono depositare una letterina alla Madonnina  che prega che sta nella fontanina sulla via principale di Villa Mercede, ed è nello stesso posto che poi andranno il sabato seguente a ritirare il regalo.


Ma attenzione, non devono prendere i regali di altri bambini se non vogliono che altri bambini poi prendano i regali loro. Babbo Natale si arrebbierebbe molto! Allora Buona Fortuna. E Buon Natale!





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giovedì 17 gennaio 2019

La pantomima pro e anti europea e il sogno dimenticato di Spinelli.

Abbiamo assistito negli ultimi mesi a una indegna pantomima in cui i Commissari europei e i sovraranisti finti anti europeisti nostrani recitavano a soggetto parti diverse di un medesimo copione. Quello di Europa Buona/Europa Cattiva.
I vari Moscovici, Dombroski e altri funzionari europei facevano finta di fare la voce grossa e digrignare i denti contro gli indisciplinati italiani mentre i"sovranisti" alle vongole nostrani fcevano finta di fare la voce grossa con l'UE affamatrice dei popoli.
 In realtà l'Europa non è nè buona nè cattiva ma è schizofrenica, come mi sforzerò di approfondire in un mio prossimo lavoro. In questo articolo vorrei concentrarmi sugli esiti dell'indegna pantomima a cui abbiamo assistito.
Infatti le conclusioni della  "drammatica" trattativa con l'Unione Europea condotta per evitare la paventatisissima procedura di infrazione e di cui il Presidente Conte va assai fiero, sono molto meno positive di qauanto la retorica propagandistica del governo vorrebbe farci credere per due ordini di motivi.
Il primo è che si è persa una grande occasione di rimettere in discussione regole assurde che l'Italia ha contrbuito ad approvare e che avrebbe dovuto rimettere in discussione approfittando delle nuove esigenze proclamate dal nuovo governo sul piano sociale e economico. Ci si è invece limitati a domandare con il capello in mano una applicazione meno rigida di tali regole, che invece andavano totalmente fatte saltare perchè totalmente disfunzionali e illogiche (come ha domstrato senza essere mai smentito Yannis Varoufakis, l'ex ministro Rock 'n bike del primo governo Tsipras in Grecia.
La seconda ragione è che  sono 10,3 miliardi di risorse congelate, nuove tasse e un ridimensionamento delle misure cardine. Cominciamo da questo secondo punto per poi fare un focus sul primo e forse più importante.
Allora, ecco il dettaglio della resa:
- 4,2 miliardi sono stati decurtati dagli investimenti in conto capitale. Parliamo di risorse già stanziate. In particolare sono stati tagliati:
- 600 milioni a Ferrovie dello Stato per nuovi progetti infrastrutturali
- 850 milioni di cofinanziamento nazionale ai fondi europei per lo sviluppo e la crescita territoriale
- 75 milioni d cofinanziamento al fondo europeo per la produttività e la competitività
- 700 milioni contro il dissesto idrogeologico
- 2 miliardi per il piano di investimenti infrastrutturali previsto dal governo.
Come se non bastasse, il governo ha:
- bloccato le assunzioni nella pubblica amministrazione per tutto il 2019 (questo sarà una catastrofe per la scuola che non potrà sostituire un personale docente necessarissimo e già ridicolmente sotto organico).
- abolito la riduzione Ires per gli enti non commerciali (terzo settore)
- abrogato il credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali
- abolito il credito Irap al Sud per le assunzioni a tempo determinato
- tagliato 1,5 miliardi all'Inail per la sicurezza e la salute sul lavoro e i progetti di formazione
- tagliato 150 milioni dei fondi previsti per la riforma dei centri per l'impiego
- ridotto l’adeguamento delle pensioni sopra i 1500 euro
- raddoppiato il valore delle clausole di salvaguardia sull'Iva. In altri termini, se non si troveranno coperture alternative, vanno tirati fuori 23 miliardi tra due anni, aumentando l'imposta. Una stangata che nel 2021 e nel 2022 potrebbe arrivare addirittura a quasi 29 miliardi per ciascun anno.
Infine, il reddito di cittadinanza e quota 100, ossia le misure bandiera sull’altare delle quali stiamo ipotecando il futuro del Paese, sono stati prosciugate di 4,6 miliardi.
Non basta. Per garantire gli obiettivi promessi alla Commissione, sono stati congelati 2 miliardi destinati a quella misure bandiera: ritorneranno a disposizione solo se il monitoraggio dei conti, a luglio, certificherà che l'andamento risulta coerente rispetto al raggiungimento dei target programmatici. Cioè se le previsioni su debito e deficit non sballeranno.
Infine si è dovuto rinanuciare alla pianificazion di un serio recupero del territorio sia come interventi preventivi del dissesto idro geologico e climatico che come interventi di aggiustamento e soccorso per  le zone colpite. 
Questo è il regalo di Natale 2018 al popolo italiano da parte del governo del cambiamento.

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mercoledì 16 gennaio 2019

la "cena-inciucio" Salvini/renziani e la penosa condizione del giornalismo italiano.

Annalisa Chirico
Tiene banco da giorni a questione della cena fra la Boschi e Salvini che è stata presentata a media unificati da tutto il giornalismo italiano, (anch se con sfumature diverse) come "prove tecniche" di inciucio per far fuori il M5S e fare un governo forza-leghista con il PD. 
A me la questione non ha mai appassionato anche perchè pur non essendo un estimatore di Salvini, sono personalmente convinto che comunque se Salvini facesse una mossa simile sarebbe il suo suicidio politico, e non credo che sia così sprovveduto da non saperlo. 
Allora ho voluto capire meglio di che si trattava e quello che ho scoperto mi sembra agghiacciante e mi ha fatto riflettere sulle condizioni in cui versa il sistema mediatico italiano. 
Andiamo per ordine. Abbiamo visto come i fatti sono stati rappresentati: "inciucio Lega PD", "cena segreta Salvini Boschi", "fine dei 5S al governo", "tete à tete lega/giglio magico" etc.  

Adesso invece vediamo come i fatti avrebbero dovuto essere rappresentati da un giornalismo capace di rappresentare la realtà e non di distorcerla a chissà quali fini. 

Dunque, la realtà è questa: 
la giornalista Annalisa Chirico (mia conterranea e apprezzata scrittrice di cose di costume e giustizia, un po' meno apprezzabile quando in televisione si esprime su problematiche ambientali ed energetiche dove pesa la cattiva scuola della sua relazione con quel troglodita fossile e nuclearista di Chicco Testa, ma non divaghiamo), in qualità di Presidentessa dell'Associazione "Fino a prova contraria" che si occupa di giustizia, ha organizzato una cena conferenza con 200 persone per la riforma della Giustizia. E questo è un primo fatto che è stato occultato, perchè bisognava assolutamente far montare il clamore mediatico sulla cena galeotta fra Boschi e Salvini.

A tale evento che era strutturato con la formula dei dinner speakers con tanto di videoschede e ausili multimediali, hanno parlato, fra una portata e l'altra,  stimati magistrati, giornalisti (come Luttwak o Parenzo) per un pubblico di imprenditori ( come Marco Tronchetti Provera, Urbano Cairo, Flavio Briatore, Claudio Lotito, Luca Cordero di Montezemolo, Giovanni Malagò), e anche di politici. 

Fra i politici che hanno accettato l'invito della Chirico, anche Matteo Salvini e Maria Elena Boschi, che era accompagnata dal suo ex capo di gabinetto, il famoso Ceresani (quello del cambiamento climatico dovuto all'opera di Satana. 


Erano seduti allo stesso tavolo? No! Erano seduti a tavoli contigui? Assolutamente no. Ebbene, i due erano seduti ai due lati opposti di una sala  da  200 persone. Si sono appena salutati e non hanno parlato per niente.  

Altro che "inciucio anti 5 Stelle" Incontro segreto  fra forze politiche anti 5 stelle etc,  come ce l'ha venduto un giornalismo becero, male informato, fazioso e menzognero.

A questo punto io mi domando: è mai possibile che si debba arrivare a distorcere così tanto la realtà pur di fare sensazionalismo fine a se stesso e vendere qualche giornale e qualche click in più? 

E' mai possibile che il giornalismo nostrano sia arrivato a questo punto? 

Qualcuno dirà: si ma in fondo non c'è nulla di cui preoccuparsi, Si tratta di una questione superata, acqua passata, sappiamo come sono i giornalisti... 

E no invece! 

A me fa paura l'idea  di vivere in un Paese in cui il sistema di informazione è capace di operare così radicali e ignobili distorsioni della realtà, e di condizionare l'opinione pubblica portandola fare scelte catastrofiche. 

Perchè domani potremmo  trovarci a dover votare per referendum propositivi, o abrogativi in cui le opinioni si formeranno sulla base di un sistema mediatico che contribuirà a diffondere informazione avvelenata come questa, e anche peggio. 

Del resto lo abbiamo già visto nei precedeti referendum quando questi soloni del giornalismo senza vergogna pontificavano con fake news a reti unficate e senza nessun contraddittorio promettendo catastrofi occupazionali, decine di migliai di licenziamenti, il crollo dell'economia nazionale se avessero vinto i SI al referendum contro le trivelle.

E in altre occasioni li abbiamo visti tutti la a sostenere che  a sostenere altre banalità e falsità come che  quella che ci vogliono gli inceneritori altrimenti saremo sommersi dai rifiuti, o che il disastro del golfo del Messico non ha provocato nessuna conseguenza catastrofica e che la vita dell'eco sistema è già ripresa come se niente fosse, o che a Fukushima ricrescono già le piante, e altre baggianate simili che però la massa poco istruita e sempre avvezza a fidarsi del sentito dire da bar potrebbe prendere come base per formare la propria (disinformata) opinione. 

E questa massa già poco istruita di suo, e disinformata dai nostri media da strapazzo, purtroppo poi... vota!


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Di seguito alcuni articoli bufala di disinformazione sulla cena Salvini Boschi. Ma in realtà c'è solo l'imbarazzo della scelta, perchè da questa demenziale raffigurazione falsata della realtà non si è salvato nessuno, dal crriere della Sera alla stampa on line:

https://video.corriere.it/giustizia-cena-salvini-boschi-vip-magistrati-senza-5-stelle-niente-inciuci/2850bfa8-197f-11e9-8af3-37b4f370f434

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/01/16/giustizia-salvini-alla-cena-con-i-renziani-ancien-regime-un-po-anzianotto-mi-sento-ma-che-vuol-dire-poi-lattacco-della-boschi/4900938/

https://www.giornalettismo.com/archives/2690642/salvini-cena-anti-m5s-pd-boschi

https://www.repubblica.it/politica/2019/01/16/news/cena_salvini_renziani_boschi_giglio_magico_annalisa_chirico-216664931/

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venerdì 21 dicembre 2018

Il gruppo mondiale SEB: Riparabilità decennale garantita contro l'obsolescenza programmata!

Nella Francia dei "gilet gialli" fra turbolenze sociali e proteste di ogni tipo, in queste vacanze di Natale, coloro che andranno a fare i loro acquisti natalizi nei grandi medi e piccoli centri commerciali e negozi, troveranno 6500 lavoratori in più. Sono quelli del gruppo SEB, uno dei primi gruppi mondiali di piccoli elettrodomestici, rancese, leader mondiale nella produzione dei piccoli elettrodomestici, che riparano anzichè buttarli tutti gli articoli del gruppo (SEB è acronimo di Société d'Emboutissage de Bourgogne. e nel 2009, 2018 ha realizzato un volume di affari pari a quasi 8 miliardi di euro. Il gruppo impiega quasi 40.000 lavoratori più di 50 paesi, e da quuest'anno è entrato in guerra contro l'obsolescenza programmata, garantendo per 10 anni dopo l'uscita di produzione la riparablità di tutti i loro marchi (Tefal, Rowenta, Lagostina, Krups,  Moulinex fra gli altri).
E' una vera e propria rivoluzione contro gli elettrodomestici che si rompono. 
Per questo si sono inventati una garanzia decennale non di sostituzione ma (appunto!!) di RIPARABILITA'. In pratica recuperano la riparabilità come valore commerciale su cui costruire campagne di fidelizzazione della clientela. Questo è il Groupe SEB France.
Groupe SEB

Ma questa strategia del gruppo SEB  Viene da lontano: infatti fin dal 2008 esso ha intrapreso una strategia di durabilità dei propri apparati attraverso una garanzia decennalke di RIPARAZIONE e non di SOSTITUZIONE.

Ha introdotto officine di riparazione e "Repair café"  creando migliaia di posti di lavoro locali e guidato cmapagne contro l'obsolescenza programmata sia dirette al pubblico e alla clientela, per far capire il valore della riparabilità degli apparati, sia verso la politica, senza aspettare un obbligo legislativo, anczi anticipandolo,  arrivando all'incredibile successo della introduzione del reato di Obsolescenza programmata nella legislazione francese da parte del Ministro per l'ecologia, Sègolène Royale, con la legge per la Transizione Energetica e la crescita Verde (legge 2015/992  https://www.ecologique-solidaire.gouv.fr/sites/default/files/0-_Expose_des_motifs.pdf )


che ha determinato un movimento popolare contro i prodotti che si rompono e una vera e propria strategia economica e sociale per dire ALT! all'Obsolescenza Programmata https://www.halteobsolescence.org/  )




Questa strategia ha valso al Gruppo SEB il prestigioso EBA (European Business Award) 2018 per innovazione e sostenibilità.
La spiegazione della strategia e della struttura del programma di riparazione dei loro apparati da parte del Gruppo SEB è molto articolata.
Il Presidente del gruppo nel suo discorso di accettazione dell'Award, ha detto che tutta l'azienda, dai lavoratori alla clientela, si sente personalmente e moralmente obbligato a farla finita con la civiltà consumistica dello spreco in cui si facevano profitti grazie alla rottura anticipata e qualche volta perfino programmata degli apparati (= obsolescenza programmata) a spese dell'economia e anche dell'ambiente, per impegnarsi in questa campagna per la quale hanno creato anche un marchio di garanzia di riparabilità dei prodotti che è open source e disponibile per tutte le aziende, anche 

competitrici, che vogliano abbandonare il consumismo della rottura programmata in favore della "riparabilità" dei prodotti. Una scelta di grande coraggio per un gruppo che ormai fattura 5 miliardi in tutto il mondo, cosa che non gli impedisce di mantenere una forte base etica che dice "noi non abbiamo il diritto di continuare come industria in questo consumismo sprecone che distrugge l'ambiente e l'economia!".
TANTO DI CAPPELLO!
Questa è la spiegazione in inglese della loro strategia.

Groupe SEB has forged over the years a leadership position as the world reference in Small Domestic Equipment. This sector covers cookware and small electrical appliances, accounting respectively for approximately 30% and 70% of its sales. Its mission is making consumers’ everyday lives easier and more enjoyable and contributing to better living all around the world.
“Repairing rather than throwing away”: this is the leitmotiv that guides the innovative repairing policy of Group SEB, a pioneer in this field. 


This action is beneficial for the consumer (economic interest), for the environment (reduction of resources consumed and waste) and for the Group (new brand content and cost reductions). Therefore, Groupe SEB did not wait for the vote of the French law against planned obsolescence to work in favour of extending the use phase of its products. After a test phase carried out on two brands in 2015, the Group extended its 10-year repairability policy in September 2016 to all its brands, in all countries (Tefal, Rowenta, Krups, Moulinex, Lagostina, All-Clad,...). The Group SEB became the European leader on repairability with remarkable figures. In 2016, 95.4% of the total volume of electrical appliances sold were at least mostly repairable and, above all, 74% were fully repairable. 

The 10-year repairability policy came to life through an innovative approach, which took around 7 years to make our range of products repairable by putting eco-design into practice, by re-thinking our spare parts network and by implementing a worldwide network of repair centers. Our commitment is transparent to our consumers thanks to: the “10-year repairable product” logo on most of our products’ packaging, the communication on our brands’ websites, the list of our 6.500 approved repair centers. This gives to the Group a competitive advantage in the short-term, by answering new consumers trends on repairability and, at the same time enhances consumer loyalty, giving a long-term competitive advantage to Groupe SEB. The Group keeps developing, in a pro-active way, this approach by improving its spare parts management, while no competitor provides a similar service and no laws against planned obsolescence have been implemented in the European Union yet. 

This innovative strategy exceeds legislative requirements, prevents anthropogenic damages and gives at the same time strong competitive advantages to the Group. Now, the Group wants to gain recognition on the fight against planned obsolescence. Groupe SEB works closely with the WWF to improve its sustainable development strategy and makes part of different conventions, with “Les amis de la Terre” (Friends of the Earth), Zero Waste France, or “Halte à l’obsolescence programmée”(Stop planned obsolescence). By winning this category, the Group aims at becoming a European influencer on this field in order to inspire other companies to develop similar practices.
Repairability definitions:
- Mostly repairable: one or two parts at most are not available or cost more than half of the product’s price, and this/these part(s) account for less than 20% of the risk of faults. - Fully repairable: 100% of faults are repairable, all the components that can be replaced are available and none cost more than half the price of the product.


The leadership identified a triple opportunity. Firstly, they noticed that the suspicion of planned obsolescence in the small domestic appliances market was reducing consumer’s confidence in all the brands, this was the occasion to regain their trust. Indeed, today repairability is a criterion of choice for 78% of French consumers*. Secondly, there were no laws against planned obsolescence, and this was the opportunity for the Group to differentiate itself from its competitors. Finally providing repairable products allows to cut down after sales service costs: instead of exchanging products under warranty (which often only have minor defects) for a new product, the Group repairs them, which is, on average, a cheaper solution. This policy is backed by the highest levels of management since 2008. It was implemented by the Consumer Satisfaction Department which was the cornerstone of this project that involved the whole Group.


2 b) The key benefits that have been delivered to existing customers and the potential growth available from new or expanded segments. This policy answers the increasing desire of consumers to repair. By reducing the price of spare parts by 30%, the Group increased the number of products out of warranty repaired in certified centers by 24% in Europe since 2014, allowing more consumers to save money by repairing instead of buying. This first kind of multi-brand policy (Krups, Moulinex, Tefal, Rowenta, SEB…), has strong impacts: - In the short run, the “10-year repairable product” logo gives to the products a strong competitive advantage: an internal survey carried out in 2016 found that 8% of consumers were likely to change their minds and opt for a repairable product before buying** - In the long run, the policy enhances customer loyalty. 


This leads our consumers to buy other products with the repairability logo and to increase the re-purchase rate of our products after their end of life. 

2 c) How the people in the organisation, other stakeholders and the community in which the organisation operates benefitted.
Inside the organisation the repairability project gave the opportunity to the innovation teams to learn new skills on eco-design. The purchasing department saved money thanks to the standardization of spare parts and the marketing department benefits from a new brand content. 


The reorganisation of the activity to develop repairability contributes to local employment and has a positive social impact: - Group SEB estimates that 10.000 full-time equivalent jobs have been created within the network of 6500 repair centers. - In India, a specific mobile application was created to allow customers to book a repair time slot at home. - In France, Groupe SEB signed a partnership with Envie, an association of the Social and Solidarity Economy which promotes social inclusion through work. The association now repairs returned products under warranty and sell them at discounted prices to low-income consumers.


2 d) The key innovations that have delivered your success. A thorough work on eco-design was carried out with all the different departments of the company to make this project come true. The research on eco-design allowed to manufacture easy to dissemble and to reassemble products, and to implement a cross-product standardization of parts. These two key innovations reduced reparation costs. At the same time Group SEB rethought its spare-parts management. The cost of parts was cut down by 30% in 2012, the group has a dedicated warehouse that stocks 6 million of spare parts for the entire world. In order to improve the management of spare parts, the Group invested in 3D printing, and efficient and economical solution. All these processes allow Group SEB to propose a mature repairability policy which aims at making reparation cheaper than replacement.

2 e) The scale and scope of future opportunities that are envisaged. Today the first objective is to increase public awareness about the possibility and the advantages of repairability. Beyond classic communication, the Group considers involving different stakeholders. - With the distributors, organizing in-store repair workshops is a win-win solution: for the Group, which communicates on repairability, for the distributor, which increases in-store traffic, and for the client who saves time. - Directly with our consumers, the Group increases the number of auto-reparation tutorial videos available on our brands websites, which allows consumers to repair at home their own appliances. - With the Repair Café movement, which promotes repairability. Nevertheless, the Group keeps improving its spare parts management, by expanding the 3D printing technology to 2500 potential references, and by creating a new network of warehouses to stock spare-parts in Europe, Asia and Latin America. The Group considers involving more NGOs in its environmental initiative, as he does with WWF. 

2 f) Outline the organisations environmental strategies and how they contribute to the social environment in which it operates. Repairability is one of the focal points of the Group’s eco-design guide which aims at reducing the environmental footprint of Groupe SEB products throughout their life cycle. This guide is composed of 7 eco-design areas chosen by Groupe SEB: Potential recyclability, Use of recycled materials, Use of biobased polymers, Unpopular substances/materials, Repairability, Energy efficiency, Reducing the transport carbon footprint. The eco-design guide is a key tool in meeting the 2020 environmental targets set in 2013: • 20% less energy consumption by electrical goods. Progress: the Group has identified the product families with the greatest impact in terms of energy consumption. • 20% less energy consumption by the production sites. Progress: 13% reduction at constant scope; • at least 20% recycled materials in new products. Progress: 37% for the products manufactured by the Group; • 20% fewer greenhouse gas emissions from product transport (per sold product). Progress: 24% reduction. 
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