martedì 1 luglio 2014

SOVRANITA' NAZIONALE? NO GRAZIE! Considerazioni in margine alla polemica sull'inno europeo a Strasburgo



Gli eurodeputati  dello UKIP  danno le spalle alla bandiera.
Intervengo in questa stucchevole polemica solo per dire che ritengo assurdo dibattere della posizione (frontale o dorsale) assunta da questo o quel deputato europeo durante l'esecuzione dell'Inno Europeo nel parlamento europeo quest'oggi  in occasione della sua seduta inaugurale.

Per essere più sintetico mi esprimerò per bullet points all'americana:

1) Se i parlamentari dello UKIP non credono nelle istituzioni europee e non riconoscono l'inno e la bandiera europei, sono liberissimi di  girarsi durante l'esecuzione. Giacchè ci sono potrebbero fare ancora di più, e coerentemente, non partecipare affatto alle elezioni europee, come fa il M5S per le Provincie (che non riconosce) e come ha fatto lo UKIP finchè era guidato da Alan, Sked, che infatti accusa Farage di avidità e opportunismo per aver accettato di presentarsi alle europee per ragioni puramente economiche
Alan Skeld. UKIP  con lui non partecipava alle elezioni europee
Consiglio  a tutti l'istruttiva lettura di questa intervista a Alan Skeld in cui si legge tra l'altro: ""The party I founded has become a Frankenstein's monster," sighs Sked. "When I was leader, we wouldn't send MEPs to Europe because we didn't want to legitimise it. My policy was that if we were forced to take the salaries, we would give them to the National Health Service – they wouldn't be taken by the party or individuals. Now Ukip say they're against welfare cheats coming from eastern Europe, but in fact they're the welfare cheats."
Sked's suggestion is that Ukip MEPs do little to no work in Strasbourg and Brussels but take as much public money as possible in the form of salaries and, especially, expenses."

http://www.theguardian.com/politics/2014/may/26/ukip-founder-alan-sked-party-become-frankensteins-monster

2) Il caso è nato perché il Corriere della Sera ha diffuso la notizia (poi rivelatasi falsa) che anche i "grillini" avevano partecipato alla protesta contro l'inno e la bandiera. Se il Corriere della Sera incorre in un infortunio simile e fa circolare una notizia falsa immediatamente rivelatasi una bufala, diventa molto difficile non dare ragione a chi sostiene che in Italia la libertà di informazione è diventata una barzelletta.


Fabio Massimo Castaldo
3) La dissociazione dei "grillini" dalla protesta dei loro colleghi di gruppo dello UKIP, è la manifestazione plastica della totale mancanza di basi comuni fra i due gruppi. Il gioco a minimizzare le differenze (che invece sono macroscopiche)  su ambiente, clima, energia, politiche sociali, ultraliberismo economico, speculazione finanziaria etc e massimizzare i pretesi punti di contatto (che invece sono inesistenti e ridotti alla sola questione della cosiddetta sovranità nazionale) è ormai totalmente scoperto. A partire da questo momento vedremo la verità. E la prima verità che vediamo è che l'ottimo Fabio Massimo Castaldo non ce l'ha fatta a
essere eletto Vice presidente del Parlamento Europeo. I nodi cominciano a venire al pettine, e a giocare con il fuoco ci si brucia.  Sono  stati eletti, tutti i vice presidenti designati, perfino quell'Olli Rehn che meritava la messa in stato di accusa per crimini contro l'umanità commessi come membro della Troika in Grecia. E che invece ha preso immeritatamente il posto di Fabio Massimo Castaldo.
A questo link maggiori informazioni sull'elezione dei vicepresidenti. http://www.wallstreetitalia.com/article/1707146/europarlamento-vota-vicepresidenti-l-m5s-castaldo-non-passa.aspx

La verità è che se si vuol fare politica in Europa ci vuole credibilità (al contrario che in Italia dove uno come Renzi può diventare tranquillamente primo ministro per una congiura interna al PD  pur avendo sempre affermato che sarebbe passato dalle elezioni). Adesso cominciamo a valutare quanta credibilità fornisca alla pattuglia pentastellata al PE l'appartenenza a un gruppo euroscettico che non dovrebbe nemmeno sedere in parlamento, e sopratutto la maniera assolutamente farsesca in cui è stata calata dall'alto questa decisione. Poi è bene interrogarsi sulle presunte "affinità" con gli inglesi dello UKIP di Farage (principale componente del gruppo).
E la verità è che fare riferimento alla sovranità nazionale come principale valore comune, non può essere un valore in sè che prescinde dal tipo di nazione e dunque non può essere invocato come come cemento unificante di appartenenza a una famiglia politica europea.

Voglio essere più chiaro: la tradizione politica britannica ha espresso grandi  statisti, quali  Churchill che ha liberato l'Europa da nazismo, e una classe politica pronta a dimettersi per l'uso  improprio di una carta di credito pubblica. Ecco da una classe politica simile, con tutte le differenze di opinioni e di ideologie, il cittadino britannico può sentirsi rappresentato e tutelato.
Ma noi italiani, possiamo dire la stessa cosa?

Mentre la Gran Bretagna esprimeva il Churchill del discorso "blood sweat and tears" noi italianucci esprimevamo il Mussolini che, al netto di squadrismo, razzismo, militarismo, autoritarismo, dittatura, prima si alleava con Hitler per mettere l'Europa a ferro e fuoco, e poi si faceva prendere sui monti di Dongo mentre tentava di scapparsene come un ladro travestito da caporale  tedesco con la sua amante.

E da allora abbiamo avuto una classe politica che, (salvo rare eccezioni) si è dimostrata codarda, incapace, ipocrita, arrogante, corrotta, collusa con mafia, massoneria, e ambienti finanziari poco puliti. Da allora abbiamo avuto Andreotti, Craxi, Berlusconi, Monti,  Renzi...

E quindi  io non sono d'accordo.

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere alla mafia di condizionare la politica locale e nazionale e avere un presidente di Cassazione ammazza sentenze come Corrado Carnevale;

Non la voglio la sovranità nazionale  per permettere a un pluripregiudicato ultrasettantenne di continuare a fare politica e scontare una sentenza di condanna per frode fiscale a 4 anni trascorrendo 4 ore la settimana per un anno in un centro anziani a Cesano Boscone;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere ai dirigenti di partiti di pseudo-sinistra di sghignazzare al telefono con criminali avvelenatori della salute pubblica o venirne finanziati per eliminare politici scomodi;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere alla camorra di sotterrare rifiuti tossici nel casertano, o alla ndrangheta di affondare navi piene di sostanze radioattive nel Tirreno, o alla mafia di far saltare per aria giudici integerrimi come Falcone e Borsellino e vedere i mandanti del loro sterminio piangere lacrime di coccodrillo ai  loro funerali;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere a un Capo dello Stato di avvalersi delle sue prerogative per impedire che venga fatta luce sulla trattativa Stato/mafia facendo distruggere intercettazioni che riguardano i suoi colloqui con un inquisito;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere alla Presidente della Camera dei Deputati di usare la ghigliottina per regalare 7.5 miliardi di euro alle banche;

Giulio Andreotti
Non la voglio la sovranità nazionale per permettere a uno come Andreotti, colluso con la peggiore mafia siciliana, di portarsi nella tomba segreti e misteri che hanno insanguinato l'Italia dalle stragi di Stato a quelle di mafia;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere a Equitalia di distruggere il cuore pulsante della piccola e media impresa mentre lo Stato non paga neanche  i suoi fornitori;

Non la voglio la sovranità nazionale per vedere boiardi di stato  strapagati minacciare di andare via se gli si riduce lo stipendio e poi essere promossi a posti di responsabilità ancora meglio pagati;

Non la voglio la sovranità nazionale per permettere ai Penati, ai Verdini, ai Dell'Utri, ai Greganti, agli Scaiola, agli Orsoni, ai Genovese, ai Previti, di essere la mia classe dirigente;

Io non la voglio la sovranità nazionale all'Italiana per lasciare mano libera a mafia, camorra, ndrangheta, massoneria, e politica corrotta.

L'accordo con gli inglesi per fare gruppo comune al parlamento Europeo all'insegna della sovranità nazionale, è, per noi italiani, prima ancora che contro-natura,  fuori dalla Storia.
Perchè  quando loro (gli inglesi)  dicono sovranità nazionale si riferiscono a una realtà molto diversa (e in un certo senso più dignitosa)  da quella a cui facciamo riferimento noi italiani quando usiamo questa espressione.

Se per gli inglesi "sovranità nazionale" significasse "la  Repubblica autonoma guidata da Licio Gelli" come per noi, sono  scuro che sarebbero molto più cauti nel rivendicarla.
E' per questa ragione che io voglio l'Europa.
Voglio essere sotto tutela europea.
Sapendo che l'Europa può anche sbagliare, ma almeno non sarà sotto schiaffo della mafia o della massoneria. Come lo è lo stato  italiano!

La nostra "sovranità nazionale" è solo una patetica menzogna!

Ecco, a pensarci bene, la prima e principale ragione perchè noi italiani non possiamo fare un gruppo politico con Mr Nigel Farage.
Perciò, cari amici dello UKIP, voi  tenetevi cara la vostra sovranità britannica,  uscite pure dall'UE se così vi pare.
Ma a noi italiani lasciateci sotto l'ombrello protettivo dell'Europa, permettete all'Europa di proteggerci.
Di proteggerci innanzitutto da noi stessi.


Sovranità nazionale con questi? No Grazie!

 http://www.giornalettismo.com/archives/1543619/la-bufala-dei-5-stelle-che-mostrano-le-spalle-durante-linno-europeo/

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giovedì 5 giugno 2014

COME ANDARE IN EUROPA? CON CHI? ECCO SETTE PUNTI PER ORIENTARSI...

Parlamento Europeo: evitare i gruppi troppo affollati

In Europa mi si nota di più se sono in un gruppo molto affollato ma potente o in un gruppo piccolo e agguerito come una coorte spartana?Ce la siamo menata per tutta la campagna elettorale con i famosi sette punti per l'Europa, difendendoli a spada tratta anche quando (come il referendum sull'Euro) erano meno difendibili. Poi, subito dopo le elezioni ci ritroviamo improvvisamente di fronte al dilemma del gruppo, e  in un processo accelerato di santificazione di Farage e di demonizzazione dei verdi, salvo scoprire oggi che Farage non ha comunque più i numeri per costituire il gruppo mentre i verdi che abbiamo sbertucciato per una settimana improvvisamente diventano "interlocutori" ufficiali e siccome, come tutti, sono un gruppo con molte tendenza all'interno, ma non hanno evidentemente l'anello al naso, ci hanno risposto "fate chiarezza con Farage e poi ne riparliamo!" mettendo in minoranza quelle componenti interne che pure volevano "aprire" al Movimento 5 Stelle, componenti che non sono certo state aiutate dal continuo attacco del blog, per cui mi pare che siano stati fin troppo diplomatici con il loro sì condizionato. Siccome questa situazione sta scaldando gli animi e polarizzando di nuovo le opinioni in un processo di annebbiamento mentale collettivo, vorrei contibuire alla ricerca di una soluzione con un ragionamento articolato in 7 punti (i MIEI 7 punti per l'Europa):

1) IL GRUPPO AUTONOMO
la mia prima scelta sarebbe stata quella di formare un gruppo autonomo a 5 Stelle ma per questo ormai

è tardi. Lo comunicai personalmente a Casaleggio quando lo vidi il 23 Novembre a Milano e a Beppe Grillo successivamente. Mi offrii persino di andare a spese mie in Grecia Portogallo e Spagna a aggregare i gruppi con i quali, grazie al mio lavoro con Rifkin ero in contatto. Mi fu risposto che mi avrebbero fatto sapere... Da allora è passato un sacco di acqua sotto i ponti ma ... niente da fare.
E molto da Farage. 
Purtroppo.
2) IL POST DESAPARECIDO
Se è vero che i contatti si prendono direttamente con i segretari generali dei gruppi, e se c'era una reale intenzione di discutere con i verdi, perchè Voula Tstsi è stata contattata solo oggi e con un post dal titolo ridicolo? E perchè si è sparato contro i verdi a palle incatenate a partire da quel primo post (oggi furbescamente rimosso) in cui si approfittava di una affermazione fatta da un due di briscola tedesco per dimostrare falsamente che i Verdi Europei avevano rifiutato il dialogo, (dichiarazione che venne subito smentita da Monica Frassoni?, ragione per la quale il post è sparito) ?
3) IL CASO TARANTO
I rapporti 5 Stelle/Verdi non
Taranto: città della discordia
sono mai stati idilliaci (assurdamente!) ma forse in nessun luogo sono al minimo storico come nella città dell'ILVA. Per quanto bisogna ammettere che i verdi locali abbiano anche avuto le loro ragioni visto che il M5S tarantino ha espresso statisti del calibro di Furnari e Labriola, credo che adesso stiano veramente cominciando a entrare nella sindrome dell'ultimo giapponese nella giungla a guerra finita. Penso che sia venuto il momento per tutti, e specialmente per i Verdi di Taranto di prendere atto che finalmente il M5S locale esprime una portavoce di peso (e di ben altra pasta rispetto ai due fuoriusciti suddetti), come Rosa D'Amato e dunque è venuto il momento di collaborare deponendo le armi e mettendo da parte la guerriglia interna a Taranto per guardare verso un più ampio orizzonte. I capponi di Don Abbondio che continuavano a beccarsi, poi finirono al macello... 
4) IL CONSIGLIO DI DARIO FO
il grande Dario Fo esorta Beppe Grillo a vedere anche il gruppo GUE. 

Allora anche ammesso che i GUE
siano davvero comunisti trogloditi mangia bambini non sarebbe il caso di onorare la volontà del "Grande Vecchio" e vedere anche loro? Certo la Camila Vallejo è Cilena. Se fosse spagnola starebbe al Parlamento Europeo  nel gruppo GUE, e allora si che sarebbe tutto più facile... (sglurb :P )
5) CHI HA VOTATO IL FISCAL COMPACT?
sono circolate false storie sui verdi: espulsioni facili/caso danesi, voto per il Fiscal compact etc. I Verdi non hanno mai votato PER il Fiscal Compact semplicemente perchè il Fiscal Compact non è mai stato messo in votazione al Parlamento Europeo. Invece il parlamento ha votato una mozione di censura al fiscal compact proprio per questo metodo "governativo" e non parlamentare di approvazione. A questa censura i Verdi hanno votato favorevolmente mentre lo UKIP invece votò contro (e quindi PER il Fiscal Compact). . E per quanto riguarda i danesi espulsi nel 2008, essi non furono espulsi dal gruppo verde al parlamento europeo ma dal partito verde europeo e non per un voto ma per aver rotto l'impegno alla neutralità nel referendum
La troika assassina Trichet- Barroso-Strauss-Khan
danese sull'euro. Sarà anche ingiusto, ma un partito è una cosa e un gruppo parlamentare un'altra. Tutte queste inesattezze sono frutto di incompetenza o di malafede?
6) UN NEGOZIATO CATASTROFICO
Ci tengo a precisare a chi sta per accusarmi di fare l'avvocato difensore dei verdi, che essi si difendono benissimo da soli (se a qualcuno interessa ecco qui le loro ragioni http://www.verdieuropei.it/altro-che-storie-non-abbiamo.../), e che invece io mi sono speso senza risparmio sacrificando anche la mia vita privata da molti mesi per appoggiare la campagna elettorale del M5S sia on line che con eventi pubblici (cosa che peraltro mi sarei risparmiato se avessi saputo che c'era Farage in vista).
Ad Atene per illustrare la macelleria sociale
il coltellaccio se lo potevano anche risparmiare però 

Per questo posso dire senza timore e per amore di verità, che le negoziazioni per la formazione del gruppo europeo sono state condotte in modo maldestro arrogante e diplomaticamente catastrofico e i responsabili di questo disastro dovrebbero avere  la decenza di dimettersi o Beppe Grillo dovrebbe licenziarli in tronco e metterli in condizioni di non nuocere mandandoli a lavorare in qualche Mc Donald come "friggi patatine". E poi dovrebbe formare una nuova squadra di negoziazione per salvare il salvabile (e forse qualcosa in più...)
7) FARAGE VITTIMA DEI MEDIA?
Il cosiddetto "frastuono mediatico contro Nigel Farage" è niente rispetto a quello che meriterebbe il personaggio. E non sto parlando solo di un aggressivo nuclearista/inceneritorista/carbonifero che accusa di essere ciarlatani tutti coloro che sostengono che il cambiamento climatico sia il più grave problema per la sopravvivenza dell'umanità. La sua difesa della Grecia non è sul fatto che i greci siano stati massacrati dall'austerità, ma sul fatto che tale massacro sia stato imposto dall'UE. Se il massacro fosse stato operato in perfetta autonomia da un governo greco indipendente e sovrano, per Farage andava benissimo perchè lui è un ultraliberista massacratore dei diritti sociali, "schifatore" del reddito di cittadinanza e della riduzione dell'orario di lavoro e dell'aumento del salario e sostenitore della necessità di allungare l'età pensionabile, oltre che uno speculatore finanziario preso con le mani nella marmellata di conti off shore nell'isola di Man e sostenitore dei paradisi fiscali (vera ragione dell'espulsione di Borghezio che invece i paradisi fiscali li ha avversati)
Paradisi fiscali: pietra dello scandalo Farage-Borghezio
Facendo gruppo con lui voteremo in modo diverso almeno il 90 % delle volte. E non sarà un bel vedere per la credibilità del M5S in Europa ma anche per l'efficacia delle politiche che vogliamo portare a Bruxelles.
E adesso rispondetemi che non è omofobo e razzista mi raccomando!!!




ALLEGATO A IL POST DESAPARECIDO... Quando il blog, con una perfetta operazione in stile PRAVDA, pubblicò l'intervista a un oscuro eurodeputato tedesco come se fosse il rifiuto ufficiale dell'intero gruppo verde a negoziare con il M5S per un possibile gruppo comune, venne subito fuori la smentita ufficiale facendo fare al blog una figura estremamente meschina. Infatti il post venne soppresso. Ma intanto il danno era fatto. 
E io il 28 maggio commentavo così sulla mia pagina facebook...

"Ecco la smentita! 
Non era affatto vero, come si vuol far credere con il post di oggi, che i Verdi Europei abbiano sbattuto la porta in faccia al M5S, per cui non ci sarebbe stata altra soluzione che Nigel Farage. 
Attenzione, non sto affatto suggerendo l'alleanza con i Verdi! Come dovrebbe essere chiaro a chi ha letto attentamente i miei precedenti scritti, per me la soluzione era (ed è) un'altra.
E' vero invece che, come spiegano i leader italiani ed europei incaricati della formazione del nuovo gruppo al parlamento Europeo, e firmatari del comunicato ufficiale, che nessuno li ha cercati nei modi e nelle forme dovuti.
E nelle persone giuste.
Come invece è stato fatto, e non da ieri ma da 15 mesi, per il gruppo di Farage. Da questo momento nessuno potrà più utilizzare come alibi le parole carpite a un oscuro carneade verde tedesco (tale jean Philipp Albrecht) il cui potere decisionale nei verdi, è pari a quello di Ronzino nel M5S, e questo era doveroso saperlo prima di pubblicare il post), parole sbattute incautamente sul blog come se fossero il verbo incarnatosi e sceso sulla Terra, per evitare di assumersi le proprie responsabilità rispetto a una operazione fallimentare che rischia di far implodere il Movimento, e di decredibilizzare lo strumento più efficace a disposizione di tutti gli attivisti. Il blog.
Chi è responsabile di questo fiasco?
E come pagherà per la sua incompetenza e incapacità?
Queste domande da domani aspettano risposta!"

https://it.notizie.yahoo.com/verdi-smentiscono-mai-detto-no-ad-alleanza-ue-172219129.html

Il testo comunque è qui:

Verdi smentiscono: mai detto no ad alleanza in Ue con M5s

Bruxelles, 29 mag. (TMNews) - La notizia diffusa ieri in Italia secondo cui i Verdi "escludono categoricamente" un'alleanza con il Movimento 5 Stelle all'Europarlamento è stata formalmente smentita oggi, con un comunicato ufficiale, dai Verdi italiani ed europei, che hanno fatto notare come non ci sia stato ancora alcun contatto fra le due forze politiche dopo le elezioni europee. La chiusura senza appello di una possibile collaborazione con il M5s era venuta, in realtà, da una dichiarazione rilasciata a titolo personale di un eurodeputato verde tedesco appena rieletto, Jan Philipp Albrecht, che tuttavia, a quanto si apprende, non aveva alcun mandato per esprimere la posizione ufficiale del suo partito su questa questione.
Sull'ipotesi di una eventuale "affiliazione degli eletti del movimento cinque stelle in Europa - si legge nel comunicato dei Verdi - vorremmo chiarire che fino ad ora non ci sono stati dei contatti formali con il Movimento Cinque Stelle, né con rappresentanti del gruppo verde al Parlamento europeo, né con il partito dei Verdi europei, né con Green Italia - Verdieuropei. Precisiamo peraltro - prosegue la dichiarazione - che ogni possibile conversazione potrà essere condotta solo attraverso i rappresentanti formali dei Verdi a livello italiano ed europeo".
La dichiarazione è firmata da Monica Frassoni, presidente del partito verde europeo, Angelo Bonelli e Luana Zanella, portavoce dei Verdi italiani, e Oliviero Alotto, portavoce di Greenitalia.

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lunedì 2 giugno 2014

Don Chisciotte e la Collocazione Europea del M5S. La questione non è tecnica ma esistenziale.

Avevo deciso di non occuparmene più, ma siccome presto si vota sulla collocazione europea del M5S ho cambiato idea e ho deciso di dare un ultimo contributo per chiarire malintesi, smentire menzogne e sventare manipolazioni  che sono state sparse a piene mani dal blog, consapevole di stare combattendo la mia ultima battaglia donchisciottesca contro il mulino a vento della mistificazione. Proprio mentre mi apprestavo a cominciare a scrivere ho ricevuto da Bruxelles questo anonimo contributo che dice quasi tutto quello che io avevo intenzione di dire. Allora mi limiterò a riprodurre questa analisi eccellente e informatissima con la speranza che chi si appresta a partecipare alla votazione voglia prendersi il tempo di leggerla per esprimere un voto informato e non distorto dalla disinformazione.  Siccome questo contributo ha già girato parecchio in rete, se l'avete già letto andate direttamente alla fine dove aggiungo il mio commento sulla differenza esistenziale fra noi e Farage.


CONTRIBUTO DEGLI ASSISTENTI ANONIMI A 5 STELLE EU---------------------------------------------------

Il dibattito di questi giorni sulla collocazione al Parlamento europeo merita accurate riflessioni che non possono essere fatte sull’onda del sensazionalismo o dell’emotività, bensi sullaconoscenza del funzionamento del Parlamento europeo che al momento, leggendo e ascoltando i vari interventi, anche dal Blog.. è alquanto carente.

Occorrerebbe leggere e poi capire le informazioni disponibili sul sito del Parlamento europeo per farsi almeno una idea di base.

Proviamo a fare un ragionamento sulla scorta dei dati pubblicati. Il gruppo dell’EDF
conta 38 seggi perché la lega non essendo ancora formalmente uscita dal gruppo viene al momento considerata parte dell’EDF, ma il numero effettivo dovrebbe essere di 33.
Ritorniamo al nostro semplicissimo calcolo matematico 33+17=50
Il gruppo dei verdi risulta composto da 55 membri ai quali se immaginiamo di aggiungerne 17 porta ad un totale di 72. In base dello scenario uscito fuori dalle urne, e ripeto sulla base delle indicazioni al momento disponibili, i verdi sono potenzialmente la terza forza politica del PE mentre il gruppo dell’EDF il penultimo prima dei non iscirtti. E’ evidente che i VERDI ponendosi come terzo gruppo puo’ determinare l’approvazione o meno di politiche, di norme europee e quindi essere incisivo. Uno scenario questo che andrebbe preso in considerazione nel momento in cui si dichiara di voler contare nell’assemblea parlamentare e non essere solo un numero di persone.
Se contare in Europa significa solo fare caciara, allora è presto fatto meglio il gruppo di Farage che sicuramente potrà regalare al pubblico europeo degli spettacoli molto interessanti. Se si dovesse analizzare il lavoro svolto nella legislatura 2009-2014 dall’EDF non ci sono grandi risultati. Dichiarare di aver votato contro la decisione di non belligeranza nei confronti della Libia ma non aver svolto una azione politica per portare sulla proprie decisioni la maggior parte dei gruppi politici significa non incidere sulle decisioni. Si sottolinea al riguarda che il voto del PE non avrebbe potuto cambiare la decisione di un attacco militare perché è una decisione che è in capo ai singoli Stati membri, poiché sulla politica estera il Parlamento ha solo un limitato ruolo formale nel processo decisionale. Il Parlamento ha l’obbligo di essere consultato, cosi come

previsto dal Trattato di Lisbona.

Cosa vuol dire contare in Europa? La possibilità di intervenire nel dibattito in plenaria? Se si conoscesse meglio cosa vuol dire lavorare in un parlamento si capirebbe che il dibattito in plenaria non porta a modificare le posizioni dei gruppi politici ma solo ad affermare posizioni già assunte dai gruppi, attraverso il lavoro svolto dai loro membri nelle rispettiva commissioni parlamentari di appartenenza.
Il dibattito di questi giorni si sta troppo focalizzando su questo aspetto. Andiamo a vedere come avviene la distribuzione del tempo di parola in aula. Come da regolamento sul funzionamento del parlamento europeo, di cui un estratto è pubblicato sul sito ufficiale del PE, il tempo di parola è distribuito secondo i seguenti criteri: una prima frazione viene ripartita in parti uguali fra tutti i gruppi politici, una seconda frazione viene ripartita tra i gruppi proporzionalmente al numero totale dei loro membri. I deputati che chiedono di parlare sono iscritti nell'elenco degli oratori secondo l'ordine d'importanza numerica del loro gruppo. La facoltà di parlare può essere concessa prioritariamente, su loro richiesta, ai relatori della commissione competente e ai membri delle commissioni per parere.
Questo vuol dire che se si fa parte di un gruppo piccolo, indipendentemente dallo schieramento, le possibilità di intervenire si riducono rispetto ai gruppi maggiori. Quindi appartenere all’EDF non da maggiori possibilità rispetto ai VERDI.

Le cariche all’interno del PE o all’interno di un gruppo politico
Sono distribuite secondo il metodo "D’hondt" che le assegna sulla base del numero dei membri che fanno parte di un gruppo politico e poi al suo interno sulla base delle delegazioni nazionali che ne fanno parte. Quindi l’appartenenza all’EDF non da vantaggi maggiori o peggiori in quanto per la distribuzione delle cariche si applica il metodo d’hondt.

Cosa vuol che nell’EDF siamo più liberi di votare come vogliamo?
Anche qui è evidente che si intendono avvalorare delle scelte prese dai vertici e si ci trova di fronte al tentativo di giustificare decisioni prese dall’alto e non dal basso. Una delegazione nazionale che appartiene ad un gruppo politico ha sempre la facoltà di scegliere di votare in modo diverso dalla linea del gruppo di appartenenza basta comunicarlo nelle riunioni del gruppo che precedono il voto in plenaria. Inoltre si puo’ sempre aderire ad un gruppo come indipendenti senza necessariamente iscriversi al partito europeo di riferimento. Cosa che se fosse stata ben negoziata si sarebbe potuta fare anche con i VERDI.
Nella legislatura 2009-2014 ad esempio il PD non era iscritto al partito del PSE, lo erano solo alcuni rappresentanti ma non è stata condicio sine qua non!



Se si aderisce ad un gruppo dal quale si sa già che sulla politica energetica, sulla politica ambientale, sui diritti civili, sulle regole del mercato interno si voterà in modo diverso allora sarebbe stato meglio andare nei non iscritti, o far valere la propria indipendenza anche all’interno dei VERDI.

E’ evidente che è mancata la preparazione ad una tappa cosi importante molto più codificata e precisa rispetto al funzionamento del parlamento nazionale.
Non si puo’ adesso dare la colpa ai VERDI dicendo che non ci hanno voluti perché sarebbe molto facile. Con chi si è interloquito, chi si è incontrato, che tipo di argomentazioni sono state presentate?
Se si considera che più della metà del programma dei Verdi coincide con quello del Movimento si sarebbe dovuto e potuto negoziare portando a conoscenza i vari distinguo negoziando per avere libera scelta su alcune questioni come il fiscal compact ad esempio.

Perché non andare a vedere come ha votato il gruppo di Farage ad esempio sulle buste di plastica bio degradabili dove l’italia è leader mondiale? Beh! se puo’ interessare ha votato contro. E come questo di possono portare tantissimi esempi.

Forse si è sottovalutato il fatto che per incidere nelle decisioni che il Parlamento dovrà prendere occorre negoziare con i vari gruppi questo vale sia per i gruppi piccoli che grandi.

Il bivio è adesso tra una politica del sensazionalismo che sicuramente Farage assicura rispetto ad una politica costruttiva che difficilmente si potrà realizzare nell’appartenenza all’EDF o come si chiamerà, perché anche se dovesse cambiare il nome sempre dell’EDF si parla. Forse si vorrà far credere che si sarà creato un gruppo nuovo ma se i soggetti politici sono gli stessi di quelli che sedevano nell’EDF il risultato non varia.

Al di là del forte euroscetticismo di Farage al momento solo a parole, il Regno unito sarebbe disposto a rinunciare al “rebate” di cui beneficia? Non c’è da chiedersi se l’eventuale uscita del Regno Unito dall’UE, tra l’altro con procedure complicatissime, non sia per tutelare la City londinese e quindi il sistema bancario?

Sicuramente ci sono delle modifiche da apportare all’UE, sicuramente vanno attivate politiche di crescita, sicuramente ci vuole una Europa più sociale e vicina alla fascia più vulnerabile della popolazione. E su questo c’è la consapevolezza di gran parte delle forze politiche presenti nel nuovo parlamento. Non sarebbe quindi il caso di aderire ad un gruppo maggiormente vicino alla maggior parte del disegno politico del movimento piuttosto che aderire ad un gruppo che non ha avuto alcun ruolo nella legislatura che sta per concludersi e che difficilmente lo sarà nella nuova?


Si vuole dettare l’agenda politica europea o si vuole andare a traino di altri? Perché è questo che si prospetta per i prossimi 5 anni di mandato parlamentare se si decidesse di aderire all’EDF. Se si vuole indorare la pillola facendo passare il messaggio che si andrebbe a sedere in un gruppo tecnico, ebbene di quale tecnicismo si parla se come annunciato in questi giorni comunque saranno più i distinguo che le azioni politiche condivise? Quale incidenza avrà un gruppo ”tecnico” che nasce su queste premesse?

Ora a lavoro pentastellati , facciamoci sentire...l'Europa dei cittadini ci chiama.-
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Ecco, fin qui il contributo degli anonimi amici da Bruxelles. A questo vorrei aggiungere solo una mia piccola considerazione per sottolineare come la distanza da Farage per noi del M5S sia non tecnica o contenutistica su questo o quel provvedimento, ma ESISTENZIALE, nel senso che abbiamo due visioni diametralmente opposte del senso della vita. Questa analisi l'ho pubblicata ieri in risposta all'articolo di Megachip, il magazine on line del buon Giulietto Chiesa che spesso condivido (ma in questo caso no)...

Sta girando una analisi del sito informativo di Giulietto Chiesa MEGACHIP dal titolo "Il caso Grillo Farage, Bastona il cane finchè affoga". 
Normalmente le analisi di Megachip sono originali e documentate e mi trovano d'accordo. Ma non in questo caso. Mi permetto umilmente di manifestare anzi il mio più totale dissenso. L'articolo si sforza di dimostrare che il partito di Farage e lui stesso non sono nè razzisti, ne xenofobi nè omofobi. Ma il problema non è cosa pensi Farage dei Gay o se sia razzista. Io nei miei post ho messo in evidenza una cosa ben più grave, e cioè che Farage e i suoi hanno una idea di società diametralmente opposta alla nostra. 
E non è solo una questione di energie rinnovabili e clima scetticismo. 

Su questo invito tutti a leggere il mio post riprodotto di seguito di che dimostra la distanza siderale fra le nostre e le politiche energetiche di Farage, e mi limito a dire che difendere Farage sul fatto di sostenere il nucleare dicendo che lo sostengono anche i comunisti francesi, (come fa l'articolo in question) è un argomento talmente surreale che si distrugge da solo. 
Il nucleare è contrario all'dea di società dei cittadini del M5S.Punto e basta. 
Tutto il resto è fuffa e arrampicate sugli specchi.
Comunque il problema più grosso che io vedo con Farage è quello della totale incompatibilità sull'idea di fondo di società. 


Farage è un profeta del libero mercato selvaggio orientato puramente al profitto. 
Reddito di cittadinanza? Non se ne parla nemmeno. 
E' una cosa da parassiti. Con lui il Social Compact ce lo sogniamo! 
Per lui la competitività delle nostre imprese si raggiunge solo se in questo libero mercato globale i nostri lavoratori si abbassano diritti e condizioni ai livelli di quelli dei cinesi, dell'India del Brasile. 
Per Farage bisogna lavorare di più essere pagati di meno, andare in pensione più tardi per crere profitto, Ecco la sua ricetta per uscire dalla crisi. (lo dice al minuto 14:20 di questo video fattogli da Claudio Messora su Byoblu in tempi non sospetti (oppure fin troppo sospetti...) http://www.youtube.com/watch?v=_3QoUEHDqog 
Io credo di aver sentito Beppe dire esattamente il contrario in ogni suo discorso. Credo di avwr sentito che bisogna lavorare di meno o addirittra non lavorare affatto se ci si accontenta del reddito di cittadinanza, ma bisogna poter dedicare tempo alle cose davvero importanti nella vita, gli affetti, la vita la famiglia, gli amici... e questo è anche quello che sostengo nel mio articolo "Lavorare per vivere o vivere per lavorare" pubblicato sul Passaparola il 23 novembre scorso e ispirato alla visione del libro "La fine del Lavoro" di Rifkin. 
Allora qui dobbiamo capire qual'è la funzione dei "magnifici 17" al Parlamento Europeo. 
Perchè li abbiamo votati? 
Per avere una vicepresidenza in più e un rimborso elettorale più alto? 
O per portare in Europa con forza le nostre battaglie che oltre ai oltre i sette punti comprendono anche il reddito di cittadinanza, l'energia, rifiuti zero, la salvaguardia dei beni comuni, la sicurezza alimentare. 
Nel primo caso andiamo pure con Farage e poi copriamoci di ridicolo votando in dissenso dal gruppo nel 90% dei casi e sulle cose più importanti. 
Nel secondo andiamo nel gruppo verde, in attesa di poter fare un gruppo a cinque stelle, e facciamo squadra con gente che ha esattamente la stessa nostra visione di fondo della società, ecologista e sociale, compatti come una coorte romana!

Infine vorrei sottolineare che la scelta di andare con farage vìola le regole che noi stessi ci siamo dati. Infatti il codice etico del M5S recita "I deputati del M5S al Parlamento europeo, salvo quanto di seguito previsto, non dovranno associarsi ad altri gruppi politici, se non per votazioni su punti condivisi.
Laddove si manifestasse la possibilità di costituire in seno al Parlamento europeo un gruppo politico con deputati di altri Paesi europei che condividano i valori fondamentali del MoVimento 5 Stelle verrá fatto su proposta di BeppeGrillo, in qualità di capo politico del M5S, e ratificata tramite votazione in Rete da parte degli iscritti al M5S"
A voi sembra che, alla luce di quanto sopra, i "valori fondamentali" nostri e quelli di Farage siano coincidenti? A me pare proprio di no.  A meno che i nostri "valori fondamentali" non siano cambiati nottetempo e nessuno ce l'ha detto. Quindi, se il M5s va con Farage viola il suo stesso codice di comportamento. 

A voi la scelta.
Buon voto a tutti.














Questo è il mio post sulle politiche energetiche dello UKIP

Scusatemi ma la mia coscienza ecologista da sempre in tensione verso un nuovo modello energetico solare, distribuito democratico e a costo marginale zero, come con Rifkin e il CETRI predichiamo da anni, si ribella.
E si ribella anche il mio amore verso la lingua italiana, a leggere sul blog di Grillo che
"UKIP si oppone alla politica energetica dell'UE perché sovvenziona turbine eoliche inefficienti e assurdamente costose. Si ritiene che la politica energetica dell'Unione europea stia spingendo al rialzo i prezzi, provocando povertà di combustibile per i poveri e guidando l'industria di Europa e verso la Cina e l'India dove la manodopera e l'energia sono a buon mercato. Ha una politica di sostegno per il carbone, il gas di scisto, l'energia nucleare e delle maree.
L'appartenenza al gruppo EFD consente al MoVimento 5 Stelle di perseguire una propria politica distinta per l'energia".
Innanzitutto scusatemi la pedanteria, i rilievi grammaticali e sintattici. Qualcuno dica all'ufficio traduzioni dello UKIP che l'espressione inglese " fuel poverty" non si traduce con "povertà di combustibile" espressione praticamente inesistente in italiano, e che "povertà di combustibile per i poveri" rappresenta una tautologia con allitterazione cacofonica che potrebbe provocare un infarto o almeno delle convulsioni ai puristi della lingua italiana. Altrettanto si può dire dell'espressione assolutamente dolorosa per delle orecchie italofile "guidando l'industria di Europa e verso la Cina e l'India" in un festival di concetti appesi di di abuso di preposizioni congiuntive".
Finiti i rilievi grammaticali andiamo ai contenuti.
Mai avrei potuto immaginare che sul blog dell'uomo che ho sempre ammirato perchè sono anni che afferma che ciascuno deve potersi fare la sua energia come lui fa già a casa sua, e che bisogna tassare i fossili e impedire il nucleare per dare le rinnovabili e i trasporti pubblici gratis alla gente, sarebbe mai apparso un simile cumulo di idiozie che ignorano le leggi più elementari della termodinamica e le regole base dell'economia.
Infatti le rinnovabili non solo non fanno aumentare, ma fanno diminuire il prezzo dell'energia perchè come ricorda Rifkin nel suo prossimo libro, sono a costo marginale zero (il sole e il vento sono gratis!).
Mentre sovvenzionare le fossili è anti economico perchè oltre all'aumento di esternalità entropiche, comportano anche la condanna del cittadino a pagare costi marginali altissimi che arricchiscono solo i grandi gruppi energetici, ma condannano l'economia a grande instabilità dovuta alla volatilità dei prezzi.
Infatti il prezzo del petrolio è passato da 20 dollari al barile nel 2003 a 147 dollari al barile nel 2008 e dunque è stato il fattore scatenante della grande crisi mondiale. Mentre sovvenzionare le rinnovabili significa permettere ai cittadini di entrare nella "Zero marginal cost society"(vedi immagine della copertina del nuovo libro di Rifkin).
l'ultimo libro di Rifkin, non ancora
uscito in edizione italiana

La pubblicazione acritica e strumentale della nota dell'Ufficio stampa di Farage dà un esempio illuminante dell'assoluta opposizione (non distanza, OPPOSIZIONE) fra gli obiettivi politici dell'UKIP e quelli del M5s su un tema centrale di cui dovrà occuparsi il Parlamento europeo nei prossimi cinque anni: dire che "L'UKIP SI OPPONE ALLA POLITICA ENERGETICA DELL'UE PERCHÉ SOVVENZIONA TURBINE EOLICHE INEFFICIENTI E ASSURDAMENTE COSTOSE... HA UNA POLITICA DI SOSTEGNO PER IL CARBONE, IL GAS DI SCISTO, L'ENERGIA NUCLEARE E DELLE MAREE", significa che i finanziamenti pubblici non bisogna darli alle rinnovabili per fare la transizione energetica, ma alla fonte fossile più antica e inquinante che ci sia, il carbone, per il costosissimo e pericolosissimo nucleare (che rappresenta una follia termodinamica perchè innesca processi incontrollabili dall'uomo nelle barre di uranio portandole a decine di migliaiai di gradi per poter avere 350 gradi in turbina. Una enorme dissipazione termica e un rischio sempre altissimo come Fukushima sta a ricordare con i suoi 200 km quadrati di deserto) per non parlare dell'idea geniale del gas di scisto. Come faranno gli eurodeputati del M5S a spiegare ai media internazionali che non solo non li si può liquidare come populisti euroscettici, ma neanche come nuclearisti amici delle lobby del carbone e del gas di scisto e nemici delle rinnovabili? E che spettacolo sarà, se saranno nel gruppo di Farage, vederli votare in ordine sparso proprio sulle questioni più qualificanti per il movimento, come gli obettivi climatici e energetici intermedi al 2030! Io, che sono un illuso e un noto Don Chisciotte, però spero invece di vederli votare compatti come una falange romana insieme ai verdi per le rinnovabili e contro nucleare, carbone, gas di scisto e altre energie preistoriche da trogloditi.





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