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domenica 2 maggio 2010

Il gelataio palermitano, Pasquino e la Lega









In una domenica post primo maggio in spiaggia a Palermo, ho trovato il tempo di farmi una chiacchierata con un simpatico gelataio palermitano che, sfegatato sostenitore del Presidente puttaniere e del diritto della Chiesa di sostenere un uomo politico anche se in aperta contraddizione con i principi del Vangelo, "purchè sia un buon premier" (la definizione di cosa sia un buon premier rimane del tutto soggettiva, evidentemente), mi ha rivelato che lui è d'accordo con Bossi e che da Siciliano si vergogna dei Siciliani che vanno al nord e ci fanno fare brutta figura perchè sono scansafatiche e disonesti mentre gli imprenditori del nord sono gente onesta e lavoratrice. Volevo rispondergli che i Siciliani, come tutti i meridionali, il nord padronale lo hanno fatto ricco con le loro braccia e con indicibili sacrifici personali e umani, ma ho capito che non sarebbe servito a niente, e che potevo anche risparmiare il fiato, perchè uno che si vuole male, e vuole male alla sua gente, è inutile cercare di convincerlo, perchè il mio era un ragionamento logico et etico, mentre il suo era un ragionamento emotivo e di comodo, quindi non parlavamo la stessa lingua. Ho anche capito perchè Berlusconi vince anche al Sud nonostante l'abbraccio della Lega al Nord. Perchè al sud ci sono elettori come il mio amico gelataio palermitano, autolesionisti fino al ridicolo, a cui non interessa niente che le politiche di questo governo, condizionate dalla Lega, mirino a sottrarre i miliardi dei fondi FAS al Meridione per renderlo ancora più povero, a sfruttarne le risorse senza pagare il dovuto prezzo, a smembrare la coesione sociale del Paese mentre l'Europa e il mondo vanno verso l'unità e l'Empatia. E quelli che la pensano così sono molti, e Berlusconi questo l'ha capito e riesce a comporre l'antimeridionalismo settentrionale e l'autolesionismo meridionale in un unico grande fattore di consenso che gli permette di restare a galla, creando quella massa critica di voti che, grazie alla legge elettorale-porcata (ancora una trovata leghista) diventano sufficiente per occupare il potere senza legge nè limiti.
Subito dopo, ho ricevuto da un misterioso amico che si firma Pasquino, (come la leggendaria statua romana a cui temerari oppositori del regime dello Stato Pontificio appendevano cartelli per lo più satirici contro il potere temporale della Chiesa), mi ha inviato questa simpatica poesia divulgativa che fa riflettere sulle strategie della Lega molto di più di qualunque analisi politologica, quanto mai inappropriata e sprecata visto che Castelli, Bossi Calderoli & C. più che degli uomini politici, sono dei simpatici caratteristi da B Movie. Allora voglio dedicare al mio amico gelataio palermitano, e a tutti quelli che la pensano come lui, la poesia di questo novello Pasquino meridionale, sperando che la satira riesca ad arrivare laddove la logica deve alzare le braccia!

La Lega ci slega.

Dal Nord la sabauda Monarchia
gridò forte :” L’Italia sia”.
Si impegnò per un’Italia unita
e a sogno secolare diè vita.
Ora dal Nord nuova monarchia
a distruggere l’unità dà il via.
L’Italia di Cavour e di Mazzini
intende ridurla a spezzatini
L’impresa dei Mille e Garibaldi?
Vecchia roba, da dare ai saldi.
E la memoria della Resistenza?
Certo se ne può fare senza.
I leghisti come cinici avvoltoi:
“La solidarietà? Son cazzi tuoi”.
Chi paga le multe quote latte?
Il Sud. La Lega se ne sbatte.
Ora si grida: “ A noi le banche.
Le società finanziarie? Anche!”
Parlano spesso di celtica civiltà,
mai esistita in tutte le età.
Sprezzanti, spavaldi solo a parole
nei loro raduni raccontan fole.
La loro “durezza” è solo vantata
in una ripetitiva arlecchinata.
Son cacciatori con armi impari
dei nuovi schiavi extracomunitari.
Falsamente si dicono cristiani
ma scaccian gli altri come cani.
Gridano sempre “Roma Padrona”,
ma vanno a caccia di poltrona
Ora il capo grida con cipiglio:
“Si merita dirigenza mio figlio”.
E i meriti? “ Non aver cura”.
Basta l’ennesima bocciatura.
Italia, svegliati! E’ già tardi.
O sbranata da lupi e gattopardi.
Ogni Italiano senta indignazione,
se vuol salvare Stato e Nazione.


Pasquino, aprile 2010

2 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Here's what I think, as an Irish citizen resident in Italy for the past 10 years: Federalism will work to the advantage of the likes of the Camorra and the Ndrangheta as links with central government are weakened. (Did you ask your ice cream friend if he was one of those guys who clapped in support of Giovanni Tegano, the mafia boss who was arrested last week?) Any southern Italian who supports the Lega is either a member/supporter of one of these mafioso organisations or is out of their mind and has completely lost the plot!

    Personally, I believe the Lega has no right to use Celtic symbolism. The real Celts in the world should stand up against it! There is absolutely no connection between xenophobia and the Celts and it makes my blood boil to see them using Celtic designs, green shirts, scarves and even Celtic crosses. It disgusts me.

    As Bossi and Berlusconi continue to focus on institutional reform and immigration, they are of course neglecting the real issue which is the economy. Therefore, any Italian, north or south, is out of their mind if they support these crooks.

    ...and the opposition should be ashamed of themselves if they cannot unite simply based on their mutual desire to do something better for their country and their people.

    ....and the 15 million people who chose not to vote at the last regional election should also be ashamed of themselves!

    Italy needs to take some democracy steroids to speed up the maturity process to bring it into line with the rest of the western world, because we cannot wait for it to mature naturally. Too much damage will be inflicted on it in the meantime.

    Derval O'Neill
    Editor
    Voice of Varese

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