martedì 19 febbraio 2013

Appello per una politica solare


Contro una politica fossile e i fossili della politica.
Sono passati ormai quasi due anni da quando ventisette milioni di italiani andarono alle urne per il referendum contro il nucleare e la privatizzazione dei beni comuni, per dire “sì” a un modello di società diversa nonostante il sabotaggio mediatico informativo perpetrato dal governo Berlusconi che fortissimamente voleva imporre un modello economico e sociale centralizzato del quale il nucleare e la privatizzazione dell’acqua rappresentavano i cardini. Quei cardini sono saltati con il responso delle urne. Ma adesso le urne si avvicinano di nuovo e questa volta bisogna “scardinare” chi continua a ignorare la volontà popolare, cercando di imporre quel modello centralizzato e anti democratico per altre vie. In particolare per quanto riguarda l’energia i governi che si sono succeduti hanno approvato provvedimenti (dal decreto Romani al quinto conto energia) che in totale contrasto con quanto espressamente raccomandato dall’Europa, riportano l’Italia a un’altra epoca. 
Un’epoca con la quale hanno chiuso i conti tutte le nazioni più moderne, dall’America di Obama alla Germania della Merkel. Un’epoca fossile. Il governo Monti, che si vanta di aver stabilizzato i conti del Paese in conformità alle raccomandazioni di rigore finanziario dell’Europa, si guarda bene dal dire che invece sul piano delle strategie energetiche è in aperto contrasto con l’Europa, le cui raccomandazioni sono opposte alla strategia energetica nazionale, alle trivellazioni, alla burocrazia imposta agli operatori delle rinnovabili, al “capacity payment” erogato in favore dei gruppi energetici fossili a tutto detrimento delle rinnovabili. 
Un contrasto reso esplicito da una apposito messaggio inviato dalla Commissione Europea al Ministro Passera e al suo Direttore per l’Energia nel quale si invita a non introdurre ulteriori complicazioni burocratiche per il settore delle rinnovabili per cui “L'introduzione del meccanismo dei 'registri'  per i nuovi progetti di energia rinnovabile potrebbe aumentare l'onere burocratico per gli operatori di mercato e diminuire la sicurezza degli investitori sul fatto che i progetti si qualifichino per il sostegno finanziario" e  "l'obbligo di registrare i progetti con una capacità superiore ai 12 kW per il fotovoltaico e ai 50 kW per altri progetti di tecnologie di produzione di elettricità rinnovabile potrebbe funzionare come un deterrente capace di paralizzare proprio il segmento di mercato di piccola scala che la riforma mira a rendere prioritario". La Commissione Europea non poteva essere più chiara e più esplicita di così. 
Il governo Monti, molto europeista quando si tratta di tagliare la spesa sociale o comprimere i diritti dei lavoratori, si scopre totalmente anti europeista quando si tratta di applicare le strategie energetiche europee che vengono non soltanto ignorate ma addirittura derise, visto che dopo la suddetta lettera il governo ha addirittura  aggravato la situazione introducendo una esenzione dall’obbligo di registro per impianti fino a 20 KWp ma a prezzo di una riduzione del 20% degli incentivi. 
Quindi oltre al danno la beffa! 
E che dire poi del millantato impegno liberalizzatore del Premier, coraggioso ex Commissario alla concorrenza, fustigatore della Microsoft e castigatore dei monopoli esteri, incapace però di colpire il macroscopico conflitto di interessi dei monopolisti nazionali. Ad esempio l’ENEL rimane gestore della rete e dunque arbitro e giocatore della partita, e opera una concorrenza sleale prendendosi tempi biblici (fino a 560 giorni) per effettuare gli allacci in rete agli impianti di tutti gli operatori indipendenti. A che serve permettere la creazione di una Srl in 24 ore, se poi per ottenere un allaccio dall’ENEL ci vogliono due anni, caro Monti? In due anni in Italia abbiamo avuto 4 conti energia con tariffe e parametri diversi. Intanto che un operatore attende un allaccio gli cambiano i parametri finanziari. Le banche non concedono il fido, l’impianto non si fa, l’operatore fallisce, licenzia i suoi lavoratori, il settore muore. In Italia, ovviamente perchè nel resto del mondo il settore è in piena espansione.  E anche in Italia stava crescendo con tassi a due cifre fino a che è stato destabilizzato e poi smantellato dai governi Berlusconi e Monti. 
Che titolo ha a parlare di crescita una classe politica che ha stroncato l’unico settore che stava crescendo? Ricordiamo che questo settore ha creato già 500.000 posti di lavoro in Germania, che di sole ne ha certo meno dell’Italia, dopo la decisione di chiudere tutte le centrali nucleari. Ma per fare ciò il governo tedesco ha dato stabilità all’industria delle rinnovabili, garantendo un quadro normativo coerente e duraturo (orizzonte 2020) e incentivando con appositi schemi, tutti i settori del ciclo energetico, quindi non limitandosi al fotovoltaico o l’eolico, ma anche le rinnovabili termiche, le tecnologie dell’accumulo e le reti intelligenti. Così mentre la Germania si prepara a invadere il mercato delle energie solari del futuro e dell’economia verde, il nostro Presidente del Consiglio elabora una Agenda in cui sotto il capitolo Economia Verde troviamo, trivellazioni off shore e on shore,  idrocarburi, infrastrutture per il gas…
Ma, come spiega benissimo Rifkin, non si può crescere con queste fonti energetiche del passato, perché sono ormai  in fase di esaurimento e sempre meno efficienti. Potranno garantire ancora profitti ai monopoli energetici e alle aziende che fanno gli impianti, ma non sono più in grado di assicurare quell’effetto moltiplicatore economico e quelle economie di scala che solo le fonti energetiche del futuro, quelle di origine solare, sono in grado di assicurare.
Ad esempio, il fotovoltaico anche se pari a un ventesimo della capacità produttiva del Paese, nel sud permette ormai di produrre elettricità pulita a costo zero in determinate ore del giorno e periodi dell’anno. Se aggiungiamo i sistemi di accumulo dell’energia, le reti intelligenti per lo scambio fra piccoli produttori, ci rendiamo conto che forse, chi fa i soldi con il fossile, di questo scenario comincia ad avere paura perché mette in crisi il suo modello di affari.
Purtroppo però, gli interessi dei monopolisti “fossili” sono gli unici che vengono ascoltati e difesi da una classe politica altrettanto “fossile”.
Il “pensiero fossile” ha creato mostri e non  solo nel comparto dell’energia. Se pensiamo all’agricoltura, alla grande distribuzione commerciale, al consumismo esasperato, ebbene tutto questo è stato reso possibile dalla seconda rivoluzione industriale, quella del petrolio, che permettendo il trasporto di merci a grande distanza, la loro produzione concentrata e la loro diffusione su larga scala in grandi centri commerciali, ha introdotto un modello economico  centralizzato e verticistico che ha generato un allungamento speculativo delle filiere produttive, ingrassando una intermediazione parassitaria sempre più vorace a discapito dei produttori che vengono soffocati e costretti ad accettare remunerazioni indecenti, e dei consumatori che vengono bombardati di pubblicità ingannevoli e inutili e inondati di beni di scarsa qualità e alto prezzo, destinati a produrre rifiuti, anch’essi su larga scala.
E’necessario ribaltare questo paradigma “fossile”, ed assumerne uno nuovo, nel quale, l’azione politica sia ispirata al benessere medio distribuito e non al profitto a tutti i costi e per pochi. 
Questo nuovo paradigma non può che essere quello solare, ispirato ai cicli naturali e ai principi della termodinamica, in cui l’attività dell’uomo viene remunerata per la sua capacità di fornire beni e servizi utili all’essere umano nell’economia reale e non per la sua abilità a generare profitti artificiali in mercati fantomatici di una economia solo virtuale. La chiave di questo nuovo paradigma solare è l’applicazione di un modello distribuito nella produzione di beni di consumo agricoli e industriali e dell’energia necessaria alla società moderna. 
Questo è il principio ispiratore di Territorio Zero per una società a emissioni zero, rifiuti zero e chilometro zero. www.Territoriozero.org
E questo è il senso dell’appello per una Economia e Società Verdi che abbiamo lanciato con il sostegno di Carlo Petrini, Jeremy Rifkin e Paul Connett, alla ricerca di una nuova classe politica capace di superare il paradigma fossile e ispirarsi al nuovo paradigma solare. 
Una classe politica che sappia dare una risposta adeguata a quei 27 milioni di italiani che la stanno ancora aspettando dai referendum del giugno 2011. 
Queste elezioni saranno un punto di svolta in questa ricerca.

Angelo Consoli                                                                                             
Livio de Santoli
Autori del Manifesto Territorio Zero – Minimum Fax editore – 2013

Per firmare l’appello:
http://www.facebook.com/AppelloPerUnaEconomiaESocietaVerdi

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domenica 2 maggio 2010

Il gelataio palermitano, Pasquino e la Lega









In una domenica post primo maggio in spiaggia a Palermo, ho trovato il tempo di farmi una chiacchierata con un simpatico gelataio palermitano che, sfegatato sostenitore del Presidente puttaniere e del diritto della Chiesa di sostenere un uomo politico anche se in aperta contraddizione con i principi del Vangelo, "purchè sia un buon premier" (la definizione di cosa sia un buon premier rimane del tutto soggettiva, evidentemente), mi ha rivelato che lui è d'accordo con Bossi e che da Siciliano si vergogna dei Siciliani che vanno al nord e ci fanno fare brutta figura perchè sono scansafatiche e disonesti mentre gli imprenditori del nord sono gente onesta e lavoratrice. Volevo rispondergli che i Siciliani, come tutti i meridionali, il nord padronale lo hanno fatto ricco con le loro braccia e con indicibili sacrifici personali e umani, ma ho capito che non sarebbe servito a niente, e che potevo anche risparmiare il fiato, perchè uno che si vuole male, e vuole male alla sua gente, è inutile cercare di convincerlo, perchè il mio era un ragionamento logico et etico, mentre il suo era un ragionamento emotivo e di comodo, quindi non parlavamo la stessa lingua. Ho anche capito perchè Berlusconi vince anche al Sud nonostante l'abbraccio della Lega al Nord. Perchè al sud ci sono elettori come il mio amico gelataio palermitano, autolesionisti fino al ridicolo, a cui non interessa niente che le politiche di questo governo, condizionate dalla Lega, mirino a sottrarre i miliardi dei fondi FAS al Meridione per renderlo ancora più povero, a sfruttarne le risorse senza pagare il dovuto prezzo, a smembrare la coesione sociale del Paese mentre l'Europa e il mondo vanno verso l'unità e l'Empatia. E quelli che la pensano così sono molti, e Berlusconi questo l'ha capito e riesce a comporre l'antimeridionalismo settentrionale e l'autolesionismo meridionale in un unico grande fattore di consenso che gli permette di restare a galla, creando quella massa critica di voti che, grazie alla legge elettorale-porcata (ancora una trovata leghista) diventano sufficiente per occupare il potere senza legge nè limiti.
Subito dopo, ho ricevuto da un misterioso amico che si firma Pasquino, (come la leggendaria statua romana a cui temerari oppositori del regime dello Stato Pontificio appendevano cartelli per lo più satirici contro il potere temporale della Chiesa), mi ha inviato questa simpatica poesia divulgativa che fa riflettere sulle strategie della Lega molto di più di qualunque analisi politologica, quanto mai inappropriata e sprecata visto che Castelli, Bossi Calderoli & C. più che degli uomini politici, sono dei simpatici caratteristi da B Movie. Allora voglio dedicare al mio amico gelataio palermitano, e a tutti quelli che la pensano come lui, la poesia di questo novello Pasquino meridionale, sperando che la satira riesca ad arrivare laddove la logica deve alzare le braccia!

La Lega ci slega.

Dal Nord la sabauda Monarchia
gridò forte :” L’Italia sia”.
Si impegnò per un’Italia unita
e a sogno secolare diè vita.
Ora dal Nord nuova monarchia
a distruggere l’unità dà il via.
L’Italia di Cavour e di Mazzini
intende ridurla a spezzatini
L’impresa dei Mille e Garibaldi?
Vecchia roba, da dare ai saldi.
E la memoria della Resistenza?
Certo se ne può fare senza.
I leghisti come cinici avvoltoi:
“La solidarietà? Son cazzi tuoi”.
Chi paga le multe quote latte?
Il Sud. La Lega se ne sbatte.
Ora si grida: “ A noi le banche.
Le società finanziarie? Anche!”
Parlano spesso di celtica civiltà,
mai esistita in tutte le età.
Sprezzanti, spavaldi solo a parole
nei loro raduni raccontan fole.
La loro “durezza” è solo vantata
in una ripetitiva arlecchinata.
Son cacciatori con armi impari
dei nuovi schiavi extracomunitari.
Falsamente si dicono cristiani
ma scaccian gli altri come cani.
Gridano sempre “Roma Padrona”,
ma vanno a caccia di poltrona
Ora il capo grida con cipiglio:
“Si merita dirigenza mio figlio”.
E i meriti? “ Non aver cura”.
Basta l’ennesima bocciatura.
Italia, svegliati! E’ già tardi.
O sbranata da lupi e gattopardi.
Ogni Italiano senta indignazione,
se vuol salvare Stato e Nazione.


Pasquino, aprile 2010

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