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sabato 20 ottobre 2012

STRATEGIA ENERGETICA? NON CON QUESTO GOVERNO, GRAZIE!



Dopo tanto inutile starnazzare la gallina fece l'uovo. E sarebbe stato meglio di no!  Il 16 ottobre il governo Monti ha presentato la”strategia energetica nazionale”/piano integrato UE - 2020, come nei migliori film di Mel Brooks: aperta la porta, visto il mostro, emesso l'urlo, chiusa la porta!

Del resto da un governo con un Ministro come Passera che è perfino arrivato a farci rimpiangere Romani, non potevamo aspettarci che una strategia in linea con la contro-rivoluzione energetica che l'Italia ha messo in atto negli ultimi mesi con la successione fulmicotonica di provvedimenti intesi a ammazzare la green economy e restituire il controllo totale dell'energia ai monopoli:
1) la burocratizzazione dei piccoli impianti rinnovabili e l'azzeramento dello scambio sul posto;
2) il capacity payment per tenere ancora accese le centrali convenzionali e garantire un sussidio economico pubblico a ENEL & CO. per le loro scelte industriali sciagurate (nucleare, sovrapproduzione elettrica, over capacity, strozzature distributive etc); 
3) il via libera a trivella selvaggia senza nessun senso nè economico nè energetico, spacciato per sovrappiù come provvedimento per la crescita (applausi-sipario!);

Eppure la lettera del Direttore Generale dell'Energia della Commissione Europea Philippe Lowe, al suo omologo italiano Leonardo Senni raccomandava tutt'altro. Ma  evidentemente per questo governo di europeisti alle vongole, l'Europa va bene solo quando permette di nascondersi dietro alle sue direttive per stroncare i diritti dei lavoratori e la spesa sociale, mentre le sue raccomandazioni energetiche possono benissimo essere usate come carta igienica! 
Sul piano formale poi, la tanto attesa strategia energetica nazionale non è nemmeno un provvedimento legislativo, ma si è scelta  la forma dell'indirizzo che non diventerà mai legge in questa legislatura e dunque sarà lasciato in eredità (avvelenata) ai governi futuri. E meno male!!! Perchè  queste  “Linee guida“ sono un vero disastro:  si scorge in esse la determinazione tutta liberista ad eliminare gli ultimi vincoli istituzionali per dare via libera ai mercanti energetici, padroni di devastare,inquinare, e fare profitti con la salute, il territorio, l'acqua e l'aria di tutti i cittadini (caso Taranto docet!) Tanto poi c'è sempre un ministro venduto, disposto a dichiarare, in provvedimenti compiacenti ai limiti della connivenza, che i limiti di legge sono rispettati ! 

Più in dettaglio le 116 pagine del documento S.E.N. prevedono  
1 - la modifica all’117 della Costituzione, eliminando i poteri delle Regioni in materia energetica e ri attribuiti al potere centrale del governo (evviva il federalismo!);
2 - iter autorizzativi semplificati e il superamento dei vincoli ambientali indicati da VIA , AIA..
3 -  il superamento dei limiti-soglie inquinanti, delle distanze territoriali-marittime, dei piani paesaggistici
4 - la concessione di un cofinanziamento statale all'iniziativa privata inerente le “linee guida”

Questo ultimo capitolo è rivelatore del  “conflitto di interessi” del governo-imprenditore  (detiene circa il 30%  in Enel e Eni), regolatore (nomina le authority di intesa col Parlamento)  e "privatizzatore selvaggio" del settore. In queste condizioni può un governo rispondere all’interesse generale del Paese anzichè agli scopi privatistici di azionisti e CdA, finalizzati al massimo profitto, scopi che qualificare meritevoli del finanziamento pubblico è quanto meno azzardato?

L'eredità avvelenata della  “Strategia Energetica Nazionale” del governo Monti ai suoi successori, lede profondamente oltre alla Costituzione, anche i più elementari prinicipii di democrazia perché procede senza pudore nell’incentivazione dell’iniziativa privata tramite finanziamenti pubblici, peraltro eliminando gli ultimi vincoli di tutela ambientale e sanitaria.
In particolare il “ piano” prevede i seguenti indirizzi devastanti :
1) far diventare l’Italia l'HUB/SUD- UE del Gas , attraverso lo scempio inutile e costoso di altri gasdotti , di oltre 11 rigassificatori e 18 grandi depositi ;
2) sostenere il raddoppio della produzione nazionale di idrocarburi, attraverso le centinaia di concessioni a trivellare fondali e territori, in gran parte della fascia adriatica e della Sicilia devastando gli equilibri deilicati degli ecosistemi di fondale:
3) incentivare la produzione di agrocombustibili (falsamente chiamati “bio”) attraverso la sottrazione di milioni di ettari di suolo agricolo per l’alimentazione, finalizzati ad uso industriale e per la diffusione di colture OGM;
4) far passare sotto il titolo “efficienza energetica”, il recupero e la valorizzazione dei rifiuti attraverso la "termovalorizzazione“ in quanto  "obiettivo primario in questo campo”;
5) finalizzare ed incentivare la Ricerca per alcune priorità, tra cui spiccano quella sui “biocarburanti di 2° generazione; la cattura e il sequestro della CO2 (bufala planetaria!); il riordino in tal senso dell’Enea.”

Infine il governo, con il copioso documento, gioca la carta della “ partecipazione”  dando il via alla  “consultazione pubblica via web fino al 30/11”(basta ciccare su Ministero Sviluppo Economico), sostenendo di recepire consigli, contributi, anche critici. "Com'è democratico lei!" bisbiglierebbe Fracchia torcendosi le mani in ginocchio davanti al capufficio Monti e al tirapiedi Passera.
Aldilà delle furbizie del governo, dopo la “consultazione” che non avrà alcun risultato pratico sul piano legislativo, e dopo attento studio della sedicente strategia con i 5 indirizzi di cui sopra – è chiaro che non è con questa classe politica che riusciremo a fare quello che è stato fatto in altri Paesi, vedi in Germania, con la Merkel, che è di destra ma non è scema. E che invece bisogna fare, non perchè siamo degli ambientalisti irragionevoli e sfegatati ma perchè il mondo sta cambiando e l'energia pure, anzi è il cambiamento energetico che sta determinando il cambiamento del mondo. In una Europa che sarà post carbon al 2050, l'industria più competitiva sarà quella basata sulle tecnologie solari di terza rivoluzione industriale. L'Europa lo ha detto chiaramente la settimana scorsa nella sua Comunicazione sulla nuova politica industriale (http://cetri-tires.org/press/2012/unindustria-europea-piu-forte-per-la-crescita-e-la-ripresa-economica/?lang=it). Dal nostro governo ci saremmo aspettati una strategia per creare le filiere che creino in Italia, Paese di immense risorse energetiche rinnovabili, una leadership industriale capace di valorizzare le nostre PMI sui mercati  modiali dei servizi energetici integrati di Terza Rivoluzione Industriale.
Ma il nostro governo continua a guardare al passato, mentre i paesi che si stanno attrezzando con le filiere tecnologiche energetiche del futuro (vedi Germania, ma anche Cina, Corea, India, Brasile e perfino il Marocco) diventeranno i market leader. E noi diventeremo i loro compratori. Così ripeteremo l'errore del conto energia in cui, per non aver creato le filiere nazionali, abbiamo regalato decine di miliardi a investitori lussemburghesi o americani, che hanno riempito di pannelli cinesi o tedeschi e torri eoliche danesi o spagnole il nostro territorio lasciando a noi le briciole!
E poi chiudendo le porte a buoi scappati, quando avrebbero potuto crescere le piccole e medie imprese. Con questa classe politica l'Italia non avanzerà mai perchè si continua a privilegiare l'interesse di pochi a discapito delle necessità di tutti. E sia chiaro che non ce l'ho solo con Berlusconi, Romani o Passera, ma anche con quei presunti innovatori del centro sinistra che avrebbero potuto e non hanno voluto. Vale la pena ricordare che la creazione di filiere incombeva a un ministro che si chiamava Bersani, che però si è ben guardato dal mettere in moto un processo liberatorio di questo tipo. Per questo l'energia va utilizzata come arma contro! Contro tutta la classe politica affamatrice corrotta, nuclearista e inceneritorista (le cose sono tutte legate). A aprile tutti a casa!

1 commento:

  1. E' sconcertante. Ma come possiamo licenziare questi idioti falsi dotti!

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