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giovedì 26 marzo 2015

IL SONNO DELLA REGIONE GENERA MOSTRI


Razzi e Emiliano. Una foto "mostruosa"...
Già assurto all'onore delle cronache recenti per aver sputato nel piatto della magistratura in cui ha mangiato per decenni, criticando i suoi integerrimi ex colleghi di Milano dopo l'ennesima assoluzione dovuta a scappatoie legislative ad personam per Berlusconi, al solo scopo di saccheggiare il serbatoio di voti di una Forza Italia allo sbando e in avanzato stato di decomposizione, lo spregiudicato ex Sindaco di Bari, ha avuto l'ardire di entrare in un terreno per lui diciamo così un po' ostico, e proporre al Movimento 5 Stelle l'Assessorato all'Ambiente di un suo eventuale (quanto mai scongiurando) governo della Regione Puglia per “metterli alla prova sulla strategia rifiuti zero” (testuale). 

Con questa proposta il mangiacozze di Poggiofranco perde definitivamente quegli scampoli di residua credibilità che gli erano rimasti dopo la disgraziata scivolata di dicembre sui rifiuti, quando lanciò improponibili provocazioni sulla delicata questione (in merito alla qual cosa mi sono già espresso a dicembre scorso,  http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/12/la-politica-dei-rifiuti-e-il-rifiuto.html).

E' agghiacciante pensare che se i pugliesi si addormentano (non andando a votare o peggio ancora, votando per personaggi improbabili) da questo sonno si potrebbero risvegliare con il "mostro" di una leadership che non perde occasione di rivelare in modo plastico la sua totale inadeguatezza a guidare una regione complessa e difficile come la Puglia.  

Stiamo pagando il prezzo ambientale, economico e sociale di una era industriale in cui il petrolio ha permesso la compressione dello spazio-tempo (e dei diritti) in grado di creare le economie di scala e la produttività estrema per concentrare profitti e ricchezza nelle mani di pochissimi soggetti in grado di fornire l'altissima intensità di capitali necessaria allo sfruttamento degli idrocarburi su scala planetaria. 
Questo ha allungato a dismisura le filiere produttive e distributive, nell'interesse non già dei consumatori come erroneamente si crede, ma di una oligarchia finanziaria che governa i processi economici globali attraverso una faziosa  ideologia ultraliberista spacciata come la Verità assoluta da pseudo economisti prezzolati indifferenti all'infelicità dell'essere umano e alla devastazione del pianeta.

Bisogna capire infatti che l'ultraliberismo ideologico e la devastazione del pianeta sono due facce indissolubili della stessa medaglia.

La devastazione del territorio, dell'ambiente, del clima, dei rapporti sociali con pratiche energetiche e industriali in aperta violazione delle leggi della termodinamica non è un incidente, ma l'obiettivo fondamentale del capitalismo fossile in cui 300 persone posseggono la metà della ricchezza mondiale mentre miliardi di persone sono costrette a vivere sotto la soglia di povertà.

E' la dittatura del profitto estremo e della produttività assoluta, che Yanis Varoufakis denuncia da anni dal suo blog.

La dittatura del profitto estremo che declinata in salsa americana porta a scegliere di distruggere l'intero ecosistema del Golfo del Messico piuttosto che spendere 600.000 dollari per una valvola di sicurezza all'imboccatura del pozzo sottomarino della piattaforma Deep Water Horizon.
Oppure in salsa italiana, fa preferire l'avvelenamento di una intera città come Taranto, piuttosto che mettere filtri anti diossina ai camini dell'ILVA o coprire i parchi minerari!
La stessa logica che in salsa teutonica si declina con la regola “spremi il lavoratore fino alla buccia”, (la chiamano “riforma del mercato del lavoro”, in italiano Jobs act !!!) sia che si tratti di un disperato di Amburgo costretto a un umiliante mini job da 400 euro al mese o un privilegiato pilota depresso della German Wings costretto a volare che decide di suicidarsi con i suoi 150 passeggeri.

Ha ragione Varoufakis. Bisogna cambiare tutto. Cancellare la logica del profitto e ripartire dall'uomo e dalle emergenze umanitarie che la logica del profitto ha creato! 

Bisogna smetterla di seguire regole fiscali folli decise da un pugno di speculatori finanziari di ogni paese artificiosamente e immaginosamente nominatisi "i mercati", tutta gente che avrebbero bisogno di andare in analisi da uno veramente bravo invece di continuare compulsivamente a generare profitti astronomici che non riusciranno a portarsi nell'aldilà, spostando immense fortune di carta (o peggio di bit di computer) a loro esclusivo beneficio, generando montagne di rifiuti, devastazioni ambientali in cui la plastica entra nelle catene alimentari, cambiamenti climatici mortali per la sopravvivenza stessa della razza umana, e disperazione per miliardi di persone.

Ecco il mondo di Emiliano e di quelli come lui. 

Totalmente incapace di pensare al di fuori di questo schema fossile, il dinosauro mangia cozze pensa di mettere in difficoltà i 5 Stelle offrendo loro un assessoratuccio del cavolo.


Emiliano sei vecchio e pensi vecchio! 

Se i 5 Stelle vincono in Puglia non ci sarà nessun assessorato all'ambiente (che ormai è diventato un ghetto per lavarsi la coscienza dai crimini compiuti dagli assessorati allo "sviluppo economico" e all'agricoltura).
Se i 5 Stelle vincono in Puglia cambia tutto! 
Ci sarà finalmente quella rivoluzione millantata ma sempre rinviata dal parolaio di Terlizzi.
E comincerà con un assessorato alla Terza Rivoluzione Industriale, (altro che assessorato all'ambiente!)  per una Puglia a km, emissioni, e rifiuti Zero. 
E ci sarà un dipartimento all'economia circolare che organizzerà le comunità del riuso, le filiere locali del riciclo, le banche del vetro, dell'alluminio, della plastica, ci saranno i distretti locali della stampa 3D per i riciclo di filiera corta di quei materiali. 


"La Rivoluzione ti chiama!" Pubblicità del Credito Cooperativo Francese
per il libretto di risparmio per la Terza Rivoluzione Industriale nel NORPAC 
Non si tratta di pure fantasie velleitarie, ma di un piano esistente e già realizzato nella regione francese del Nord Pas de Calais, dove l'assessorato si struttura secondo i suggerimenti del Master Plan di Jeremy Rifkin (efficienza energetica, rinnovabili distribuite, edifici a energia positiva, id
rogeno e sistemi di stoccaggio, Smart grids, trasporti a emissioni zero, economia circolare, riconversione da industria pesante a produzioni funzionali con stampa 3D https://www.youtube.com/watch?list=PLNb4vJ3fi6PbRt1Q0J5RmL-aXp929HBuq&v=4ALOalFM_Jg#t=41). 

In questa regione francese tutti stanno partecipando alla riconversione della loro economia verso la Terza Rivoluzione Industriale, tramite iniziative regionali di Crowdfunding e perfino appositi libretti di risparmio per la Terza Rivoluzione Industriale emessi dal sistema bancario cooperativo. Un modello anche per la Puglia, a patto naturalmente di avere una leadership in grado di interpretare un mondo che cambia.  

Per cui qui c'è poco da fare gli scettici a pera su Rifiuti Zero ma c'è da evolvere verso l'economia della condivisione, dello scambio e del costo marginale zero. 

PS
Emiliano ci hai capito niente?


Per chi voglia approfondire il tema, anche oltre la problematica dei rifiuti, allego il DODECALOGO di Territorio Zero Puglia. 




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L’agricoltura, l’ambiente, il territorio, la cultura, la storia, il paesaggio sono le principali risorse della Puglia e dei Pugliesi. Esse vanno preservate e messe a frutto e non devastate. Il modello di sviluppo adottato dalla regione fino ad ora ha mirato ad attrarre investimenti industriali devastanti che hanno determinato la devastazione e l’impoverimento del territorio nell'esclusivo interesse di pochi grandi gruppi industriali e energetici. Il modello di sviluppo alternativo, proposto da “Territorio Zero”, invece mira a bonificare e preservare il territorio valorizzandone la ricchezza culturale e turistica attraverso politiche energetiche a emissioni zero, consumi senza rifiuti e valorizzazione della produzione alimentare locale di filiera corta. Serve una nuova pianificazione economica che miri ad attrarre non investimenti ma turismo di qualità e che perciò sia incentrata sull'interesse dei cittadini e non sui profitti delle multinazionali. La filiera lunga non è un incidente di percorso ma una strategia precisa mirante a schiavizzare il cittadino e renderlo dipendente da circuiti economici energetici e consumistici controllati da pochissimi soggetti. Per batterla ci vuole una nuova economia dal basso basata sulla filiera corta e su un nuovo protagonismo dei cittadini. Le linee guida di questa nuova politica sono state elaborate da attivisti e ambientalisti pugliesi in questa piattaforma che si può sintetizzare in questi dodici punti (quattro ciascuno per energia, rifiuti e agricoltura): 


ENERGIA AGRICOLTURA RIFIUTI

  1. Principio di SOSTITUZIONE delle fonti fossili con quelle rinnovabili su scala regionale per una rapida decarbonizzazione. Per ogni watt di rinnovabili installato, va disinstallato un watt di fossili.
  2. Piano regionale di RICONVERSIONE industriale che sviluppi simultaneamente tutte le tecnologie di Terza rivoluzione industriale (rinnovabili, idrogeno “smart grid”, costruzioni a energia positiva, trasporti a zero emissioni, manifattura additiva distretti della stampa 3D).
  3. Transizione dall’attuale modello energetico centralizzato verso un modello DISTRIBUITO che dia protagonismo ai cittadini incoraggiando le Comunità dell'energia.
  4. Grande piano regionale di RIQUALIFICAZIONE professionale per la formazione di una nuova generazione di professionisti dell’energia di Terza Rivoluzione Industriale.
  5. Valorizzazione dell'OFFERTA sul mercato dell'ortofrutta locale per correggere le distorsioni competitive che danneggiano i produttori locali. Imposizione della filiera corta in tutti gli acquisti alimentari pubblici e privati. Espansione dei mercati locali dei G.A.S. e dei farmer market anche notturni in periodo di raccolto, per evitare il deperimento dei prodotti. Introduzione delle Food parade con prodotti scartati dai circuiti della grande distribuzione perché “inestetici”Introduzione di iniziative atte a valorizzare le produzioni agricole locali attraverso; programmazione di un piano di rilancio e rinnovamento delle trasformazioni agricole dell'industria conserviera per offrire nuovi prodotti a più alto valore aggiunto e intensità occupazionale.
  6. Sviluppo di una DOMANDA basata su una nuova cultura del cibo e dei consumi alimentari di filiera locale tramite campagne di COMUNICAZIONE miranti a orientare verso il consumo di prodotti locali freschi di stagione, imposizione di centrifughe e estrattori in tutti i bar e gli esercizi commerciali, segnalazione secondo il modello “a semaforo” dei prodotti alimentari nei grandi centri commerciali (rosso: prodotto estero, giallo:prodotto estero lavorato in Italia o prodotto italiano lavorato all'estero, verde: prodotto italiano lavorato in Italia)Sviluppo di una cultura del cibo e dei consumi alimentari di filiera locale 
  7. Grande piano di DECARBONIZZAZIONE dell’agricoltura pugliese finanziato dai fondi europei per rendere le aziende agricole più competitive tramite tecnologie rinnovabili applicate all’agricoltura (irrigazione fotovoltaica, refrigerazione solare, trattori a idrogeno, mini biodigestori anaerobici per aziende zootecniche etc)
  8. Erogazione diretta da parte della Regione di INDENNIZZI in via surrogatoria agli agricoltori vittime di inquinamento industriale in attesa dei risarcimenti giudiziari con sostituzione della Regione al singolo agricoltore danneggiato. Cessazione delle attività industriali inquinanti.
  9. Elaborazione di un piano regionale per la progressiva eliminazione degli imballaggi usa e getta e la RIDUZIONE consistente dei rifiuti prodotti con imposizione del vuoto a rendere e la proibizione del vuoto a perdere. Imposizione del riuso del vetro per il principio che non si ricicla quello che si può riusare. Introduzione della TPP (Tariffa Puntuale Progressiva).
  10. Lancio di una strategia regionale per il riuso con introduzione progressiva e rapida di banche e COMUNITA' DEL RIUSO, laboratori di riparazione, negozi di seconda mano affiliati al circuito SECOND LIFE, integrati da una moneta di scambio elettronica valida su tutto il territorio regionale. 
  11. Per la frazione SECCA, anziché la raccolta differenziata, privilegiare la creazione delle FILIERE LOCALI DEL RICICLO DI FILIERA CORTA tramite l'organizzazione di banche dei materiali (banca dell'alluminio, banca del vetro, banca della carta dei RAE etc.) direttamente collegate con i distretti locali della stampa 3D. Abolizione del riciclo del vetro e della raccolta differenziata del vetro e imposizione di pratiche di riuso, vuoto a rendere e redistribuzione del vetro usato nell'industria conserviera e agrituristica locale.
  12. Per la residua frazione UMIDA di rifiuti prodotti, elaborazione di una strategia atta a limitare il biogas solo a piccoli impianti su scala aziendale e a valorizzare quanto più possibile il carbonio organico tramite la diffusione del COMPOSTAGGIO DISTRIBUITO DOMESTICO in priorità rispetto a impianti su larga scala.

Questo Dodecalogo rappresenta una nuova idea di società alla portata degli enti locali perchè  riesce a immaginare e raccontare come da una politica virtuosa per la chiusura del ciclo dei rifiuti possano nascere le comunità del riuso, che insieme alle comunità dell'energia e alle comunità del cibo possono diventare la pietra angolare di una nuova economia dal basso in cui la cittadinanza raggiunge la sovranità energetica, alimentare e economica.
Questa nuova economia della condivisione remunera il capitale sociale creato dal lavoro dell'uomo anziché il capitale finanziario creato dalla macchina.
Ma mi rendo conto che questo potrebbe provocare un corto circuito mentale in chi, come l'ex Sindaco e tutta la partitocrazia di cui lui è esponente, sia abituato a pensare alla politica in termini di rapporti di scambio con l'economia e con i comitati d'affari locali, regionali e nazionali. 



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