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mercoledì 12 luglio 2017

FASCISMO DI DISTRAZIONE DI MASSA O ENOLOGIA DI FASCISMO?

Enologia di Fascismo? 
Il caldo che picchia senza pietà fa alzare il gomito anche a Montecitorio e allora ci troviamo il disegno di Legge Fiano che punisce ritorna a punire l'apologia di fascismo. Oppure ci sarebbe un'altra spiegazione...
Il PD infatti non perde occasione per prendere iniziative che (spacciate come battaglie “di civiltà” vedi Ius Soli, Unioni Civili, vaccini obbligatori etc) permettano di distrarre l'attenzione di una opinione pubblica (già molto distratta per la verità), dai fiaschi e dalle politiche disastrose del governo del PD. In questo caso si tratterebbe di vero e proprio... Fascismo di distrazione di massa.
Per questo mi ero ripromesso di non intervenire nella stucchevole polemica sull'apologia di fascismo per non cadere io stesso nella trappola paventata.
Sono però costretto anche se in modo estremamente riluttante, a contravvenire a questo proposito, perché la disputa relativa a questa questione ha ormai travalicato i limiti del buon senso ed è entrata a pieno titolo nel surreale.
Quale altra definizione merita infatti chi compia atti politici perfettamente inquadrabili nella categoria del fascismo avendo però la faccia di tolla di ergersi ad antifascista di facciata facendola franca e anzi guadagnando il plauso di ceti sociali antifascisti, e purtroppo, anche boccaloni, grazie soprattutto ad una opposizione che a questi espedienti abbocca sempre?
Ma procediamo con ordine.
Con tempismo perfetto e sospetto, a Montecitorio arriva qualche giorno fa la proposta di legge 3243, presentata da Emanuele Fiano del Partito Democratico, che chiede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, puntando a punire «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco».
Una norma che potrebbe essere vista come una sovrapposizione della legge Scelba del 1952 e della Mancino del 1993 che già contemplano come reato manifestazioni di sostegno al caduto regime fascista anche tramite gesti individuali da punire come il saluto romano, e la diffusione di gadget («produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli» del fascismo e del nazismo). 
Quello che c'è davvero di nuovo nella proposta di legge è la previsione della "reclusione da sei mesi a due anni", con la pena aumentata di un terzo se il fatto  è commesso attraverso strumenti telematici o informatici" ad esempio Facebook. In altre parole se metti l'effige del duce su una bottiglia di vino prendi un terso della pena in meno che se la metti su Facebook. Questa modifica pare sia stata ispirata da una ricerca condotta da Patria Indipendente, testata editoriale di ANPI, a proposito dell’apologia del fascismo su Facebook.
Ci sarebbe (pare) un trend che vede la creazione di un numero compreso tra le 30 e le 40 nuove pagine Facebook al mese connesse al fascismo, e ai suoi ideali e simboli" come afferma uno dei promotori della ricerca. Dicono i sostenitori di questa modifica legislativa che essa si rende indispensabile perchè Facebook, nonostante ripetute segnalazioni non ha ritenuto di dover rimuovere le pagine incriminate.
Secondo Emanuele Fiano dunque è necessario aggiungere dei paletti per punire in modo puntuale comportamenti individuali devianti, così come
accaduto a Chioggia nei giorni scorsi in cui uno stabilimento balneare inneggiante al fascismo è stato fatto chiudere. A questo punto è insorto il Movimento 5 Stelle in seno alla commissione Affari Costituzionali parlando di «liberticidio», invocando l'attentato libertà di espressione in rete.
Ora, a parte che il fascismo non è espressione di un’opinione, ma è reato, e lo è fin dal 1952, (a meno che io mi sia distratto perdendomi l'abrogazione della legge Scelba e della legge Mancino), anche su facebook, che nel 1952 ancora non esisteva, mi sembra che non esista nessuna necessità di introdurre nell'ordinamento giuridico un ulteriore divieto, ma piuttosto di far rispettare quelli che già esistono e che rimangono lettera morta da decenni. 

A meno che non si tratti dell'ennesima cortina fumogena alzata dal PD per depistare (appunto) l'opinione pubblica dalle porcate che sta facendo il governo del PD, quali ad esempio la reintroduzione dei voucher frettolosamente aboliti per evitare il referendum della CGIL (cosa che dovrebbe farci indignare tutti) oppure l'abolizione del divieto di trivellazioni entro le 12 miglia operato proditoriamente dal MISE, che mi preoccupa molto di più che non quattro impuniti che fanno il saluto romano.
Infatti a questi poveri trogloditi basta ricordare che Mussolini morì da traditore e vigliacco mentre se ne stava scappando come un coniglio camuffato da caporale tedesco con la sua amante in dimmi spregio dei suoi eterni valori Dio-Patria-Famiglia per metterli in crisi. 
Invece le trivellazioni entro le 12 miglia (contro cui avrebbe dovuto esserci un altro referendum cancellato grazie alla loro abrogazione temporanea della norma sottoposta a referendum), rimarranno con noi per sempre, deturpando il paesaggio e stravolgendo l'ambiente marino che è la nostra principale ricchezza turistica.
E qui mi sento di affermare che questo è il vero fascismo: abusare dei propri poteri per aggirare referendum per i quali decine di migliaia di cittadini hanno raccolto centinaia di migliaia di firme è fascismo.
Vendicarsi su Piero Lacorazza destituendolo dalla carica di Presidente del Consiglio
Piero Lacorazza, destituito per vendetta per le sue
attività anti trivelle nel referendum del 17 aprile 2016
Regionale della Basilicata solo perché ha guidato il fronte delle regioni NO TRIV è fascismo. 


Far approvare di notte, come i ladri, emendamenti pro Tempa Rossa per favorire i petrolieri della Total a discapito dell'ambiente e della salute dei cittadini della Basilicata e di Taranto, è fascismo. 

Approvare a tappe forzate un decreto per togliere la potestà genitoriale a chi si rifiuta di sottoporre i figli a un cinico esperimento di vaccinazione di massa non suffragato da alcuna prova scientifica e non garantito dalla scienza medica tanto che la responsabilità viene scaricata sui genitori obbligandoli alla firma di un "consenso informato, è fascismo!

Massimo D'Alema, destituito dalla FEPS per ritorsione
Far destituire dalla Presidenza delle Fondazioni Progressiste FEPS Massimo D'Alema (certamente non uno stinco di santo, ma uno statista di proporzioni cosmiche rispetto a Renzi), è fascismo.

Imporre per decreto lo smantellamento dei diritti dei lavoratori con il Jobs Act sotto minaccia della "fiducia" è fascismo.
Introdurre sistemi di selezione del personale docente basati sul semplice giudizio e gradimento del capo dell'Istituto è fascismo.
Far discutere il paese per giorni di fascismo/antifascismo, giusto per distrarlo dalle porcherie del governo su banche, trivelle e voucher, è fascismo.
Intervenire  (come è successo il 10 luglio) su Rai News 24 per far togliere dal servizio da Bruxelles il riferimento al commento della Commissione Europea sulle affermazioni di Renzi contro il Fiscal Compact definenite ininfluenti e in quanto gli interlocutori sono Gentiloni e Padoan mentre Renzi è solo un capo di partito come tanti, è FASCISMO!!!

Consiglierei dunque al sempre solerte e imperturbabile Emanuele Fiano, di smetterla di battere sempre il chiodo dell'apologia del fascismo che è reato da sempre sotto qualunque forma e in qualunque ambito (anche su Facebook) e di presentare un disegno di legge per cominciare a reprimere i comportamenti fascisti come quelli del suo segretario. 
Poi se uno mette su facebook la foto di una bottiglia di vino con l'effigie di Mussolini Fiano potrà sempre introdurre il reato di ... enologia di fascismo.

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