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lunedì 7 febbraio 2011

Ahi! serva Italia, di dolore Ostello!...

Pasquino continua ad appendere le sue poesie anonime sulla mia statua virtuale, e questa volta comincia con Dante...

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello".
Dante, Purgatorio VI canto





Italia mia

Italia mia, quanti morti per farti unita;
quanti giovin per te dieder la vita.
Quanti pensatori hanno sperato
di far di te un unico Stato.
Ha avuto inizio nell’Ottocento
il tuo eroico Risorgimento.
Ti vollero unita Cavour e Mazzini,
gli studenti di Pisa e i Garibaldini
Quanti eroi giurarono sul tricolore:
“Qui si fa l’Italia o si muore “
Salirono sui monti i partigiani
e diedero dignità agli Italiani.
Partigiani caduti o fucilati;
sacerdoti e civili impiccati,
da criminali fascisti rinnegati.
Più di centomila i morti contati.
Oggi nuovi barbari vogliono spezzare
l’unità del paese ultrasecolare.
Disprezzano il glorioso tricolore;
rinnegano la nostra storia con furore.
Denigrano i nostri eroi nazionali
e li ritengono la causa di tutti i mali
E il caporione ancora adesso
grida:” Il tricolore nel cesso”.
Bollano i meridionali come ladroni
e li insultano, chiamandoli terroni.
Son vendicativi, ignoranti e razzisti,
presuntuosi e arroganti fascisti.
Nessun li ferma, nessun li doma,
mentre fanno il sacco di Roma.
Nel paese sono esigua minoranza.
Eppure avanzano con tanta baldanza.
Occupan ministeri, ottengono poltrone;
è una lenta, sorda occupazione.
I loro fucili sono solo una burla,
che nelle loro menti malate frulla.
In nessun di loro vi è certa intenzione
al sacrificio per la loro nazione,
chiamata Padania per la secessione,
che è pura, chiara invenzione.
Ognun invece il suo interesse pasce,
pronto a mangiare a quattro ganasce.
I martiri spronano alla ribellione,
per evitare una nuova occupazione.
Ma il richiamo rimane inascoltato
da chi la coscienza ha barattato.
E moltissimi preferiscono il verminaio,
ben orchestrato da astuto pifferaio.





Pasquino, febbraio 2011

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