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venerdì 4 febbraio 2011

SULLA RUOTA DI ARCORE


E così il Berlusconi ragionevole e bipartizan questa volta non è durato più di 36 ore. Stamattina a Bruxelles il Premier del bunga bunga, con una sobrietà da vero uomo di Stato ha innescato la più violenta polemica di sempre con la Magistratura, accusando le procure di aver commissariato l'Italia (cioè lui). Ma due giorni fa ha fatto di peggio, e la cosa merita di essere ricordata: sotto pressione per le inchieste per prostituzione minorile e concussione, volendo fabbricarsi un diversivo per uscire dalle segrete del castello di menzogne che lui stesso si è costruito, Berlusconi decide di rilanciare sull'economia e con che cosa viene fuori? Con la proposta di un accordo bi-partizan per la cancellazione dell'articolo 41 della Costituzione Italiana. E cosa dice l'articolo 41 della costituzione? Vale la pena leggerlo per intero: L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali. Ma voi pensavate davvero che a bloccare la ripresa economica e a scoraggiare gli investimenti in Italia fosse la criminalità organizzata? Che a decredibilizzare governo e sistema televisivo fosse il monopolio dell'informazione? Che a attardare la modernizzazione dell'infrastruttura economica fosse la dipendenza da fonti energetiche che non possediamo nè controlliamo. No! I problemi per Berlusconi e i suoi infelici consiglieri sono l'impossibilità di inquinare e rovinare l'ambiente, di ledere la dignità umana, di violare i diritti dei lavoratori e di attentare alla libertà dei consumatori, tutte attività interdette dalle previsioni staliniste di una Costituzione obsoleta e Bolscevica. E così San Silvio, fra un bunga e un altro bunga, trova il tempo di occuparsi della nostra economia e di salvarla dalle grinfie dei comunisti che evidentemente fra magistratura, politica e economia, non stanno fermi un attimo. Insomma, questo improbabile personaggio si sveglia dal torpore delle sue turpitudini personali, e per distrarci da esse cerca di attirarci nella trappola di una discussione sulla libertà di impresa che impostata così è solo una barzelletta. La Germania, che cresce al ritmo del 4 percento annuo, è il Paese dove più si rispetta l'ambiente, le leggi sociali e i diritti dei lavoratori. Invece per Berlusconi noi dovremmo fare come i cinesi. Così mentre lui si tromba le sue puttanelle, i lavoratori, i consumatori, l'ambiente e l'economia vera (non quella parassitaria e monopolista delle rendite pubblicitarie che ha fatto la sua fortuna, ma l'economia di gente che produce davvero beni e servizi utili alla collettività e accettati sul mercato), vengono messi all'indice. Ormai, in questa Italia degli ultraberlusconi, non si sa più se ridere o piangere, come ieri per la decisione del Parlamento che accredita la versione che Berlusconi pensava adavvero di stare intervenendo in favore della "nipote di Mubarak".
L'unica cosa certa è che lui la sparerà sempre più grossa, e che la politica all'era di Berlusconi, è una incognita totale che segue i ritmi delle sue vicissitudini personali. L'unica certezza nell'Italia del bunga bunga, è l'imprevedibilità. La nostra strategia economica ridotta a una estrazione del lotto sulla ruota di Arcore...

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