giovedì 28 dicembre 2017

ELOGIO DEL RAZZISMO 2018

Razzista. Lo ammetto. Sono diventato razzista! 

In questo fine 2017 funestato dalla violenza terrorista, (60 persone uccise dalla follia dell'ISIS fra l'attacco alla chiesa Copta in Egitto (*) e quello al mercato di Kabul (* *), ma anche dalla follia ultraliberista che  
1) spaccia lo smantellamento dei diritti, la precarizzazione del lavoro, e l'abbassamento delle condizioni sociali a livelli "asiatici", come "progresso economico",  
2) contrabbanda  l'accanimento terapeutico per una siderurgia ormai economicamente morta e tenuta in vita solo dalla tenda a ossigeno dei miliardi di denaro pubblico, (come l'ILVA di Taranto svenduta agli Indiani e a Marcegaglia per bruscolini insignificanti con in più licenza di uccidere e inquinare garantita per legge dalla immunità penale), per politiche industriali a favore dell'occupazione (***);  
3) politiche energetiche che insistono su carbone, trivellazioni, gasdotti e altre porcherie fossili del secolo scorso, destabilizzanti per il clima e fatali per la sopravvivenza della razza umana sul pianeta, come "modernizzazione produttiva e semplificazione amministrativa per le imprese".

Sono diventato razzista contro quelle autorità di Pubblica Sicurezza che impiegano centinaia di agenti pagati con i soldi pubblici per militarizzare San Foca e Melendugno nell'interesse di una multinazionale mafiosa con la sede fiscale in Svizzera che vuole costruire il gasdotto TAP solo per succhiare i generosi  finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti
Contro tutto questo era inevitabile che esplodesse il mio razzismo!  

Sono diventato razzista contro deliranti esponenti politici servi di strategie finanziarie globali che ci vogliono declassati a forza lavoro spendibile, a esercito di riserva di disoccupati disponibili a lavorare  in condizioni umilianti, con salari ridicoli e privi di qualunque diritto.

Sono diventato razzista contro il fondamentalismo delle multinazionali occidentali arricchitesi sul sangue e la sofferenza di decine di milioni di esseri umani durante lo schiavismo, e ancora oggi sempre intente a massacrare l'ambiente, depredare le risorse naturali dei paesi dell'Africa o  a saccheggiare le ricchezze dell'Amazzonia. 
Le mani dei bambini che lavorano blue jeans in Turchia

Sono inorridito dagli Jihadisti del profitto che spremono come limoni lavoratori/bambini in Pakistan e in Turchia per le multinazionali degli articoli sportivi e della moda pret à porter occidentale, oppure giovani neolaureati nei call center di Tirana, Taranto o di Bucarest per offrire servizi sempre più scadenti a costi sempre più stracciati, alle multinazionali delle comunicazioni, o dell'energia, 
Sono diventato razzista contro le multinazionali che sfruttano bambini d 3 anni facendo loro spaccare pietre per 10 ore al giorno in Benin o  minatori costretti a lavorare in miniere sempre pronte a diventare tombe in Cile o la Grande Distribuzione Organizzata sempre disinvolta nel commercializzare prodotti raccolti e trasformati in condizioni schiavistiche da lavoratori italiani e stranieri sotto caporale come le angurie di Nardò o le arance di Rosarno, o i pomodori di Pachino, sacerdoti estremisti di un modello fossile e eticamente insostenibile dell'energia e dell'alimentazione. 
Il disastro della Shell nel delta del Niger

Odio la razza dei petrolieri che uccidono gli attivisti come Ken Saro Wiva colpevoli solo di esporre al mondo la vergogna degli sversamenti petroliferi nel Delta del Niger o nell'Amazzonia ecuadoregna. 

Sono razzista contro gli scafisti cinesi e americani che con il loro "land grabbing" mettono virtualmente sui barconi nel Mediterraneo decine di migliaia di esseri umani espulsi dalle terre su cui lavorano
La "mano sporca" della Chevron
nell'amazzonia ecuadoregna.
 da 
generazioni. 

Sono razzista contro i leader americani che si inventano Bin Laden e l'ISIS per garantire gli astronomici profitti delle multinazionali delle armi, del petrolio e della logistica.

Sento esplodere una improvvisa furia razzista contro i banchieri della finanza speculativa che distruggono i risparmi di una vita di migliaia di famiglie e contro quella classe politica complice e connivente che poi li premia con bonus milionari o con la presidenza di associazioni di categoria (tipo l'ABI).

Auspico la più rigida discriminazione razzista contro   le masse di idioti che cadono nel tranello fin troppo scoperto della guerra fra poveri, e che invece di insorgere contro gli aguzzini che li affamano e li riducono in miseria con il giochino della creazione di moneta dal nulla, con l'adorazione totemica dell'austerità e con l'imposizione della logica del debito, rivolgono invece la loro rabbia contro il falso obiettivo di disperati che affrontano il mare su gusci di noce per sfuggire a guerra, morte, distruzione e miseria create sempre dagli stessi aguzzini nei loro paesi di origine.

Odio visceralmente i terroristi dei servizi segreti americani e europei e le multinazionali ingrassate a forza di sfruttamento colonialistico e imperialistico delle risorse naturali dell'Africa e dei paesi poveri, che hanno messo in ginocchio le economie dei paesi africani con la complicità dei leader  che riuscivano a corrompere e con l'assassinio di quelli che invece non riuscivano corrompere come Patrice Lumumba in Congo, Thomas Sankarà in Burkina Faso, Steven Biko in Sud Africa.  

Considero inferiore la razza dei produttori dei programmi pomeridiani di rimbecillimento televisivo sulle reti Mediaset come su quelle Rai, che traboccano di violenza, vippismo, sport, glamour e gossip, cronaca nera con descrizioni dettagliate di efferati omicidi compiuti da extracomunitari,  che spacciano paura un tanto al chilo e insicurezza a spanne. 

E sono ancora più razzista contro quegli imprenditori della paura e dell'insicurezza che su di esse costruiscono una fortuna personale e politica.


Distruzione e morte ad Aleppo - Siria
Sono convintamente a favore di una pulizia etnica contro i fondamentalisti della finanza speculativa internazionale, artefici dell'impoverimento delle classi lavoratrici e dei diseredati dell'intero pianeta, che spendono per una notte in una suite di un hotel a 5 stelle quanto il PIL del Togo e  nascondono le loro colpe grazie alla più grande operazione  di distrazione di massa della storia a base di TV spazzatura. 

Odio la razza dei petrolieri e dei poteri fossili criminali internazionali dispensatori di liquami petroliferi materiali e mentali che inquinano le facoltà intellettuali di masse di rimbambiti sprovveduti che cadono come tordi nella trappola della guerra contro gli ultimi della terra, sterilizzando il loro potenziale rivoluzionario e neutralizzando la loro rabbia che rivolgono anzichè contro il sistema di cui sono vittime, contro altre vittime dello stesso sistema,  incapaci di distinguere un aguzzino dalla sua vittima e un professionista del terrore da un profugo terrorizzato che fugge via dalla Siria con la morte negli occhi.
Buon 2018 a tutti.

(*)  http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/egitto_attacco_chiesa_copta_almeno_5_morti_un_terrorista_ucciso_un_altro_arrestato-3453985.html

(**)   http://www.repubblica.it/esteri/2017/12/28/news/afghanistan_attentato_kabul-185357061/

(***)  https://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=99&id_topic=31



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sabato 14 novembre 2015

Integrazione e Integralismo

"I kamikaze mi interessano perché vorrei capire che cosa li rende cosi' disposti a quell'innaturale atto che e' il suicidio e che cosa potrebbe fermarli.
...
Non si tratta di giustificare, di condonare, ma di capire. Capire, perché io sono convinto che il problema del terrorismo non si risolverà uccidendo i terroristi, ma eliminando le ragioni che li rendono tali"...

Tiziano Terzani
"IL SULTANO E SAN FRANCESCO"
(Lettera a Oriana Fallaci)


Scrivo queste poche righe a caldo mentre ancora il bilancio delle vittime degli attentati di Parigi rimane incerto. Ovviamente non c'è nessuna giustificazione per la violenza e per il terrorismo di qualunque matrice  esso sia. Al tempo stesso però non è possibile continuare a far finta di niente rispetto alle ragioni che determinano il processo di radicalizzazione in tante persone di religione islamica.
Il modello economico capitalistico nato per allargare il benessere a cerchie sempre più vaste di esseri umani si sta tragicamente avvitando su se stesso contraddicendo i suoi scopi più nobili in una spirale che genera diseguaglianze odio e rancore, perchè ha completamente dimenticato l'essere umano e mira solo al raggiungimento del profitto immediato e macroscopico per un numero sempre più ristretto di persone. L'intera economia reale mondiale è asfissiata da un sistema finanziario speculativo che comprime diritti e benessere, attacca i beni comuni e toglie speranza ai cittadini. In questo scenario di totale supremazia dell'economia finanziaria virtuale sull'economia reale, la vita dell'essere umano, la sua capacità di lavorar e e di produrre diventano variabili spendibili di un'equazione finanziaria in cui non c'è più spazio per un approccio umano al lavoro. E così abbiamo situazioni di schiavismo come quelle del caporalato denunciate con la rivolta di Nardò in Puglia capeggiata da Yvan Sagnet e dai suoi fratelli della masseria Boncuri nel Salento, ma abbiamo anche le nuove forme di schiavismo 2.0 ad esempio nel settore dei servizi tipo i call center e le vendite porta a porta in cui lavoratori la cui dignità viene calpestata "a norma di legge" (vedi jobs act) accettano condizioni umilianti e salari da fame in mancanza di qualunque alternativa per avere una speranza di vita e di futuro. In un mondo a dimensione fossile le diseguaglianze crescono e diventano talmente stridenti che il Papa parla di "economia che uccide".  Il numero di persone più ricche del mondo che secondo le statistiche ONU ha una ricchezza pari al reddito dei 4 miliardi di persone più povere del mondo era 380 nel 2010. Oggi è 65. Al tempo stesso alcuni criticano le società occidentali moderne perchè emarginano le fasce sociali deboli e non permettono l'integrazione di soggetti cosiddetti "a rischio" che si sentirebbero rifiutati e cederebbero così alle lusinghe del terrorismo.


Questa spiegazione non mi convince del tutto perchè se è vero che la mancata integrazione va certamente annoverata fra le principali cause del disagio che può portare alcuni soggetti alla violenza di reazione, la sostanza rimane che emarginazione e non integrazione , scarsa o nulla coesione sociale, sono la cifra di un modello economico che non colpisce soltanto i migranti delle banlieu parigine da cui probabilmente provenivano gli attentatori di ieri, o dei sobborghi londinesi da cui proveniva il recentemente ucciso Jihad Johnny.
Integrare significa innanzitutto fornire a tutti una vita e un reddito decente. A TUTTI non solo agli immigrati. Ed è proprio qui il punto. Questo modello economico sta mangiando se stesso e non è più in grado di "creare" lavoro, perchè l'economia finanziaria speculativa sta mangiando l'economia reale e per farlo ha bisogno di massimizzare sempre di più i profitti comprimendo i costi, a cominciare dal costo del lavoro.
"Bruciare" lavoro è perfettamente strategico e voluto nelle politiche economiche dettate dal capitale finanziario in cui l'essere umano è ormai solo un peso (un "costo") e non il centro dell'azione economica.
Le assurde regole del patto di stabilità che "totemizzano" la stabilità finanziaria eletta a verità assoluta (quando invece le uniche verità assolute sono quelle della termodinamica in violazione delle quali tutta la nostra economia è costruita), spoliano gli stati della possibilità di investire in opere sostenibili e ad alta intensità occupazionale, sono perfettamente congeniali alla  necessità del grande capitale finanziario di poter disporre di un esercito di riserva di disoccupati (anche qualificati) disponibili a andare a lavorare in call centers e servizi porta a porta per trecento euro al mese con contratti mensili rinnovabili che violano la dignità dell'essere umano prima ancora che i suoi diritti economici. Ecco perché non c'è integrazione!
Una tale concentrazione di ricchezza, prodotta dal modello economico fossile ad altissima intensità di capitale e a bassa intensità di lavoro, è diventata ormai insostenibile.
E così, mentre i diritti dei lavoratori e dei cittadini sotto qualunque latitudine vengono sempre più schiacciati in nome del debito e della "stabilità finanziaria", ci siamo assuefatti a un modello economico che permette che al mondo muoia  di dissenteria e fame un bambino ogni tre secondi, mentre si suicidano 20 mila contadini indiani ogni anno, e  le multinazionali dell'agro industria americane, cinesi arabe e tedesche continuano a rubare terra in Africa con il land grabbing. 
Gli equilibri degli ecosistemi da cui dipendono le condizioni di benessere, e perfino le possibilità di sopravvivenza di milioni di cittadini soprattutto in Africa e nel terzo mondo sono ormai irrimediabilmente compromesse da un cambiamento climatico e un inquinamento che sono il prezzo dell'entropia creata da 200 anni di follia fossile che conviene solo a una ristretta minoranza di élites mondiali trasversali dall'Arabia Saudita al Texas, dalla Russia alla Gran Bretagna), e a cui la COP 21 dovrebbe cercare di porre rimedio proprio a Parigi fra meno di un mese (ma non si vede proprio come, visto che gli egoismi geopolitici continuano a dettare l'agenda delle cancellerie internazionali, in un ridicolo ballo sul Titanic mentre la nave della razza umana si avvia allegramente a schiantarsi contro l'iceberg del cambiamento climatico e della sua stessa estinzione).
Un intero continente, l'Africa vive i postumi storici di schiavismo, imperialismo e  colonialismo che hanno saccheggiato le sue risorse naturali e umane facendo la fortuna di pochi grandi gruppi economici negli USA, in Brasile, in Europa, nella più totale indifferenza dell'occidente. Milioni di africani sono morti di fame per la folle imposizione da parte del FMI e della Banca mondiale di imporre agli stati "debitori" dell'Africa coltivazioni di mangimi per alimentazione bovina sottraendo terre coltivabili all'alimentazione umana e così per ogni bistecca prodotta per il ricco occidente a prezzi di mercato capitalistici, centinaia di africani venivano ridotti alla fame e privati dei cereali base per la loro alimentazione. Chi ha provato a denunciare questo stato di cose è stato ucciso, come Patrice Lumumba in Congo, e il Capitano Thomas Sankara in Burkina Faso.
Quest'ultimo stava realizzando un piano per portare a tutti i burkinabé almeno 7 litri di acqua al giorno e cibo sufficiente a sfamarsi, ma per fare questo aveva bisogno di risorse che non poteva destinare al pagamento di un debito assolutamente immorale contratto dalla precedente corrottissima classe dirigente del suo paese, usato (il debito) come un'arma contro l'indipendenza economica e politica degli stati politicamente deboli ma ricchi di risorse naturali dell'Africa Sub Sahariana. Venti giorni prima del suo assassinio per mano del suo "vice", Blaise Comparè (organizzato dalla CIA e dai servizi segreti francesi), aveva pronunciato il famoso discorso sul debito all'ONU in cui disconosceva il debito fatto di pezzi di carta colorata che gli occidentali reclamavano al suo paese affermando che al contrario il vero debito era quello di sangue disperazione, morte e indicibili sofferenze che era stato imposto agli africani per secoli con lo schiavismo prima e con il colonialismo successivamente. In quel discorso, Sankarà disse: "Gli africani non vogliono aiuti occidentali. Gli africani vogliono solo essere lasciati liberi di svilupparsi usando le loro risorse naturali. L'Africa agli Africani!".
Thomas Sankara
L'Africa agli Africani. Già. Una idea che nessuno più a ripreso e chi ci ha provato (vedi Gheddafi, se pure in modo discutibile e fra mille contraddizioni) è stato eliminato.
E' mai possibile  che oggi il concetto Sankariano de "l'Africa agli Africani" sia  diventato lo slogan di Boko Haram? E' colpa dai tagliagole terroristi se sono solo loro a aver ripreso (strumentalmente) l'eredità politica del grande Presidente Sankara. O non è piuttosto che loro si sono limitati ad occupare uno spazio lasciato colpevolmente vuoto dai regimi capitalistici occidentali, troppo presi nei loro intenti predatori e speculativi che hanno ucciso ed eliminato tutti coloro che volevano affermare il principio della loro sovranità nell'ambito delle metodologie democratiche?
E che dire della brutale esecuzione di Ken Saro Wiwa che fu perpetrata esattamente 20 anni solo perchè il coraggioso drammaturgo anglo-nigeriano si mise a capo del suo popolo per opporsi alla vergognosa politica della Shell che sversava petrolio nel delta del Niger distruggendo l'economia agricola della popolazione locale degli Ogoni?
Ken Saro Wiwa

Se oggi i tagliagole e i terroristi fanno tanta presa su un numero crescente di giovani  che ritengono di non aver più niente da perdere e sono disposti al fanatismo del sacrificio supremo, è solo colpa del loro innato radicalismo o ci sono delle corresponsabilità da parte di chi governa i processi economici mondiali in nome del profitto esasperato di pochi grandi gruppi finanziari, a prezzo di devastazioni ambientali senza precedenti, di un consumismo sempre più esasperato che sta divorando le risorse naturali, svuotando le miniere e riempiendo le discariche, che sta uccidendo la speranza sotto qualsiasi latitudine e costringendo masse sempre più ampie di disperati ad affrontare la morte nel canale di Sicilia pur di sfuggire a un destino segnato da povertà e disperazione?

Mi rendo conto che subito dopo gli attentati di Parigi sia forse politicamente scorretto porre questi quesiti perchè dovrebbe essere il momento della solidarietà. Ma sono anche stufo della retorica posticcia "Hollandiana/Obamiana" del "non daremo tregua ai terroristi" quando sono proprio le loro politiche che dirigono il mondo verso il precipizio e alimentano l'acqua dove nuotano i pesci del terrorismo solo per un miope calcolo di convenienza, nella convinzione sbagliata che l'economia fossile che loro servono devotamente non sia arrivata al capolinea.
Mentre fuori dallo Stade de France scoppiano le bombe durante la partita Francia Germania, forse è venuto il momento di passare dalla retorica della repressione alla strategia della prevenzione del terrorismo attraverso una radicale revisione delle politiche economiche e energetiche in senso sostenibile sia ecologicamente che umanamente. Perchè quando le bombe scoppieranno dentro gli stadi, sarà troppo tardi.




Per chi fosse interessato a leggere per intero l'articolo di Tiziano Terzani da cui è tratta la citazione iniziale: http://www.kelebekler.com/occ/terzani.htm
Per chi volesse ascoltare il discorso sul debito di Thomas Sankara consiglio due link:
https://www.youtube.com/watch?v=Mt2AlztQpV0

e anche

http://www.dailymotion.com/video/x2wpnqq











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mercoledì 7 gennaio 2015

MATITE, KALASHNIKOV, IDIOTI E SERVIZI SEGRETI

Gli idioti siamo noi.
Noi occidentali. 
Nel senso che sul terrorismo fondamentalista si è già detto tutto, ma in questa storia salta agli occhi ancor prima che la spietata efferatezza degli assassini, l'assoluta mancanza di preparazione e di difesa di un sistema di prevenzione e sicurezza che pure avrebbe dovuto essere in allarme giallo se non rosso e che invece viene trafitto come burro. 
Quindi piuttosto che soffermarci sul terrorismo fondamentalista  preferirei concentrarmi sugli aspetti sconcertanti della assoluta impreparazione dei servizi segreti francesi e occidentali, su cui molto resta da dire e analizzare. 
Prima che si scateni la canea razzista-leghista anti islamica, o la retorica solidarista pelosa sull'attentato alla libertà di informazione e alla sicurezza dell'Occidente "democratico", fermiamoci per un attimo a riflettere su quello che è successo davvero oggi a Parigi. 
Un commando terrorista perfettamente addestrato nell'arte militare riesce a entrare armi in pugno (le armi erano Kalashnikov non pistolette nascondibili in tasca!) nel palazzo a meno di un chilometro dal Louvre, quindi nel cuore di Parigi, dove ha sede il settimanale satirico Charlie Hebdo (che era stato già minacciato e aveva subito altri attentati) e uccide12 persone, giornalisti addetti alla sicurezza il grande economista anti liberista Bernard Marie e 4 vignettisti famosissimi (Wolinski, Char, Cabu e Tignous).
Per capirci, è come se in Italia fossero penetrati in un palazzo in via del Corso a Roma e avessero ucciso tutti insieme, l'economista Guido Viale, e i vignettisti  Vincino, Altan, Vauro e Forattini. 
Una cosa così non si improvvisa. Ci deve essere stata una preparazione, appostamenti, scambi di informazioni, addestramento etc. E' assolutamente poco credibile che i servizi segreti francesi, così efficienti quando si tratta di ordire colpi di stato all'estero, se la siano fatta fare sotto al naso in questo modo. 
Thomas Sankara, vittima del terrorismo francese nel 1987
Ad esempio vorrei ricordare la loro estrema efficienza e precisione quando si è trattato di eliminare capi di Stato africani come Patrice Lumumba in Congo e Thomas Sankara in Burkina Faso solo perchè si rifiutavano di concedere accesso alle loro risorse naturali a condizioni di sfruttamento coloniale e di pagare un debito puramente virtuale agli strozzini internazionali. 
In queste occasioni i servizi segreti francesi e la CIA furono efficientissimi. Infiltrarono gli staff delle loro vittime, corruppero a colpi di milioni tutti coloro che potevano essere utili a far cadere in trappola l'odiato nemico. Sankara per esempio fu tradito dal suo amico fraterno e braccio destro Blaise Compaorè, che è tuttora il Presidente del Burkina Faso. Soltanto per organizzare l'invasione della Libia con la scusa della difesa della primavera araba mentre in realtà si volevano mettere le mani su gas e petrolio, i servizi segreti francesi misero in moto una intelligence internazionale che  infiltrò centinaia di agenti provocatori ben pagati nei movimenti di liberazione a Tripoli, a Bengasi, a Misurata, in tutta la galassia anti (e pro) Gheddafi. 
Insomma quando la causa li interessa veramente, i servizi segreti francesi e occidentali non badano a spese (e la CIA ancor meno). E adesso noi ci dovremmo bere la panzana assolutamente indigeribile che due o tre terroristi abbiano messo in scacco da soli tutta la potentissima intelligence francese, altrettanto spietata? 
Hollande crede davvero di cavarsela così, propinandoci la balla che la sua intelligence civile e militare se la sia fatta fare sotto al naso da quattro beduini della banlieu francese spavaldi e spericolati al punto di architettare tutto da soli senza che i servizi segreti della quinta potenza nucleare del mondo ne sapessero nulla? Davvero qualcuno si aspetta che noi crediamo che l'intelligence dei terroristi funzioni meglio della di quella di uno dei paesi più potenti del mondo, tanto che sapevano l'ora, il giorno e il posto della riunone di redazione di Charlie Hebdo?
Quanto sono costate le guerre contro i paesi islamici per prenderci le loro risorse, e i loro idrocarburi e quanto avrebbe potuto costare una operazione di "intelligence" efficace in grado di prevenire questo attacco vigliacco a Charlie Hebdo? 
Alessandro Politi
Come ha detto il mio amico Alessandro Politi commentando l'attentato stasera, l'antiterrorismo non si fa solo con le pistole in pugno e con i tweet ma c'è un lavoro ingrato lungo e faticoso, ci si infiltra nella Jihad e si ottengono le informazioni in anticipo per prevenire attentati come questo.
Per ogni attentato come questo (ieri in Turchia, prima ancora in Arabia Saudita) oltre al commando suicida pronto a farsi saltare, c'è un fattore molto più importante che è questo: un sistema di intelligence che non ha funzionato per incompetenza o collusione. I servizi segreti di un paese moderno, non possono essere presi di sorpresa da due franco algerini appena rientrati dalla Siria dove si sono addestrati nelle file dell'ISIS del Califfo di Al Baghdadi senza che ci sia incompetenza o, molto peggio, complicità da parte loro. 
Come è possibile che nel cuore della capitale di uno dei Paesi più nel mirino del terrorismo e impegnato su tutti i fronti caldi del mondo per 5 minuti i terroristi abbiano potuto agire indisturbati e attentare al giornale più esposto al terrorismo fondamentalista? 
Se ci diamo una risposta seria a questa domanda capiremo chi sono i veri nemici! 
Altro che Islam. Il nemico ce l'abbiamo in casa nostra. Chi deve proteggerci o è colluso coi terroristi, o è incapace. Questa è la semplice verità. 
Se non vogliamo vederla, siamo degli idioti. 
Se invece davvero i servizi segreti si siano fatti infinocchiare da un terrorismo che dovevano invece tenere sotto controllo con la stessa efficienza delle operazioni contro i capi di stato scomodi di cui parlavo sopra, allora gli idioti sono loro. 
E dovrebbe saltare tutto il vertice dell'intelligence francese (ma scommetto che nessuno si dimetterà a Parigi per questo).
Detto questo, naturalmente, non posso che stigmatizzare senza alcuna riserva chi crede che per fermare una matita sia sufficiente il Kalashnikov, perchè la matita è un'arma molto più potente del Kalashnikov. Che non sarebbe nemmeno arrivato a sparare se i servizi segreti avessero fatto il loro lavoro.

PS. 
Che Charlie Hebdo fosse nel mirino dei terroristi lo sapevano tutti. Io stesso avevo scritto un post quando il settimanale subì il primo attentato, su questo blog, in cui anticipavo alcuni dei temi di questo post.
http://angeloconsoli.blogspot.it/2012/09/la-primavera-araba-e-lintolleranza.html

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