martedì 28 luglio 2015

Considerazioni a freddo sulla crisi dell'Europa

There are two ways to conquer and enslave a Nation:
One is by the sword, the other is by debt.
John Adams,  Secondo Presidente U.S.A. 1735 -1826



 Non posso non  manifestare tutto il mio disappunto nel vedere persone che stimo postare il tweet di quell'imbecille del Presidente dell'Estonia che propone, dopo il referendum in Grecia, di fare un referendum domandando agli Estoni  se sono d'accordo ad alzare le tasse per pagare il debito greco.
Angelo Consoli, post del 6 luglio 2015.


A quasi un mese di tempo dal referendum greco e dal discutibile compromesso accettato da Tsipras a Bruxelles, sono costretto a ritornare sull'argomento perchè vedo che continuano a circolare in rete squallide metafore intrise di moralismo anti greco per spiegare l'origine e la crisi del debito. Storielle in cui i tedeschi sono tutti virtuosi affidabili, generosi e disinteressati prestatori di danaro a greci spendaccioni, inaffidabili, nullafacenti, e mangiapane (e debito) a tradimento. 
Ma un'analisi meno superficiale rivela  una realtà dei fatti che sbugiarda questo stereotipo. 
Rivela ad esempio che le regole dell'Unione monetaria sono state concepite per favorire la speculazione finanziaria, Non si possono spiegare diversamente norme quali il divieto alla BCE di  fare da "prestatore di ultima istanza" (prestito diretto agli stati membri), l'unificazione senza regole dei mercati finanziari, la mancata separazione fra banche di risparmio e banche d'affari (tipo Glass Steagall Act roosveltiano, etc).
Chi le ha concepite ed imposte ne ha approfittato sia per prestare soldi a tassi folli che per esportare di tutto ai paesi che indebitava, dai sommergibili ai pannelli solari, e adesso non si può chiamare fuori e lasciare gli incolpevoli contribuenti greci col cerino acceso in mano. 
Vorrei chiarire che a mio modesto avviso,questa non è una crisi "greca". E non è nemmeno una crisi dei rapporti fra Grecia e Europa. No! Questa è una crisi dell'Europa. 
Ma andiamo per ordine. Comincerò col cimentarmi anche io con il gioco della metafora della serie c'era "un tedesco e un greco".
Dunque c'è un tedesco. Anzi uno speculatore finanziario tedesco che (insieme ad altri speculatori finanziari americani, francesi, cinesi, tailandesi e assiro babilonesi...) dopo aver distrutto i diritti dei lavoratori tedeschi con una riforma del mercato del lavoro fatta da un leader di sedicente sinistra (Gerard Schroeder) che abbassava i redditi e peggiorava le condizioni di lavoro obbligando i cittadini a mini jobs umilianti e lunghe trafile burocratiche per ottenere buoni casa, buoni pasto e buoni medici a compensazione dei minori introiti salariali, dopo aver fatto tutto questo ai danni delle sue classi
lavoratrici, il nostro simpatico speculatore finanziario tedesco entra in combutta con uno speculatore finanziario greco per fottere i lavoratori greci ancor peggio di quelli tedeschi, introdurre titoli tossici che diventano rapidamente carta straccia, salvo poi invocare il bail-out (salvataggio) dallo stato greco scaricando il peso delle loro speculazioni sbagliate sui contribuenti greci, obbligati a subire una austerità imposta come unica soluzione da ignoranti in malafede, che distrugge l'economia reale e l'occupazione in modo da creare una massa di riserva di disoccupati disperati (spesso laureati o molto qualificati) disposti ad accettare di lavorare 15 ore al giorno in call center per 350 euro al mese con contratti mensili rinnovabili. A che pro? Per favorire la logica del profitto estremo e immorale dei grandi speculatori finanziari per i quali i diritti e le vite delle persone sono solo variabili economiche e sgradevoli ostacoli materiali da rimuovere in ossequio al principio della libertà assoluta di circolazione dei capitali. Un principio che fonda anche le regole del commercio internazionale, e oggi trova la sua espressione più plasticamente distruttiva
nel trattato TTIP che guarda ai diritti dei lavoratori, come al diritto alla salute, alla protezione ambientale e alla coesione sociale come inutili complicazioni burocratiche ("red tape") da eliminare. La libera circolazione dei capitali, è un principio totemico  assoluto che non può soffrire limitazioni di alcun tipo. Come nessuna limitazione possono soffrire i dogmi dell'economia finanziaria secondo cui la stabilità di un paese si giudica unicamente dal rapporto fra debito/deficit e PIL (rapporto deciso con metodologie che hanno il rigore scientifico di una pianificazione finanziaria fatta dalla donna delle pulizie). E sull'altare di questo dogma si sacrificano le vite di milioni di greci, il loro lavoro, la loro salute, salvo poi constatare che il rapporto debito/deficit PIL della Grecia dopo 5 anni di politiche recessive imposte dalla troika, non solo non è migliorato ma è addirittura peggiorato perché quelle politiche hanno determinato una caduta del PIL più che proporzionale rispetto al taglio del debito.
Qui scatta la seconda parte del piano diabolico: la delegittimazione di chi (come Varoufakis) ha capito tutto e osa rimettere in discussione questa logica folle, ingiusta e soprattutto inefficace tirando la sirena d'allarme. E allora dagli all'eretico, al "professorino" privo di senso della realtà, al teorico inadatto a fare politica perchè privo di senso della mediazione (= compromesso) interessato solo a scrivere libri e tenere lezioni in "università per fighetti". Si è sentito di tutto contro Varoufakis, e spesso gli stessi identici argomenti sono stati utilizzati dagli ultra liberisti finanziari come Schauble e anche dai sostenitori "di sinistra" di Tsipras, (che invece "senso della mediazione" ha dimostrato di averne fin troppo...).
Yannis Varoufakis, ministro per 5 mesi...
Ma mentre gli insulti si sprecavano, nessuno mai che abbia contestato nel merito le affermazioni di Varoufakis contro l'assurdo divieto per la BCE di fare da prestatore di ultima istanza permettendole di prestare direttamente il danaro agli stati dell'Eurozona, anzichè obbligarla a prestarlo alle banche d'affari private che a loro volta ci fanno una cresta monumentale indebitando Paesi sovrani e lucrando la differenza fra il tasso ridicolo che pagano alla BCE (0,50 %), e quello oltraggioso che percepiscono dagli stati debitori (nel caso della Grecia si arriva a tassi usurai del 12% annuo per i decennali). Ecco la causa prima della crisi del debito greco! Lo Stato svolge funzioni pubbliche che non presuppongono la realizzazione di profitti e non può pertanto essere costretto a andare a procurarsi i mezzi necessari allo svolgimento di tali funzioni pubbliche sui mercati privati dei capitali dovendoli poi rimborsare con gli interessi. Se ci pensiamo bene la stessa espressione "Debito Pubblico" in realtà è un ossimoro! Una volta entrato nella morsa del debito,  lo Stato Greco è stato travolto dal cosiddetto "effetto valanga" (ricorrere al prestito per rimborsare gli interessi di somme utilizzate solo per  "salvare le banche" e non certo per soddisfare gli interessi della popolazione, come erroneamente si crede) in una spirale anatocistica, criminale, illegittima, e insostenibile, accettata senza problemi da una classe politica satrapica, collusa e corrotta come garanzia per il mantenimento dei suoi privilegi di casta.
Ma c'è di più. Questo avvitamento catastrofico nella spirale del debito che fa affondare l'economia reale sacrificata sull'altare di una presunta stabilità finanziaria basata su criteri decisi a casaccio, è possibile solo perchè certificata dagli indici di affidabilità di agenzie di rating che dovrebbero avere il buon gusto e l'umiltà di tacere, avendo perso ogni credibilità dopo l'attribuzione della tripla "A" ai titoli tossici e ai derivati americani che hanno determinato la catastrofe finanziaria del 2008. Esse invece continuano a "pontificare" totalmente scollegate dalla realtà (loro sì, non Varoufakis). Oltretutto questi oracoli finanziari, sono sempre più in totale conflitto d'interessi facendo parte degli stessi gruppi che emettono i derivati  e acquistano i titoli pubblici.  
Convincerci che tutto questo sia normale è il capolavoro assoluto di questa Matrix politico finanziaria che domina tutto:  media,  partiti, associazioni imprenditoriali, fondazioni, uffici studi, banche, organismi internazionali. 
Ma torniamo ai nostri speculatori finanziari tedeschi, greci ed assiro babilonesi. Dopo che avranno ridotto il cittadino greco (come quello tedesco e quello italiano) al rango di debitore insolvente appartenente ad una nazione inferiore gravata da un debito ormai inesigibile, passeranno alla fase 3: le PRIVATIZZAZIONI! Presentate come la soluzione miracolosa che estingue il debito, esse sono invece il colpo di grazia definitivo per una nazione indebitata, perchè non solo non aiutano a estinguere il debito ma distruggono qualunque capacità di ripagarlo.
Le privatizzazioni sono il vero obiettivo di tutta questa tragica farsa, in cui i governi collusi degli stati debitori verranno costretti a svendere i propri assett, beni comuni e proprietà pubbliche a condizioni ridicole per pagare un ventesimo del debito residuo (vedi fondo di garanzia imposto dall'Eurogruppo a Tsipras). 
Come finisce la metafora? Non finisce, rimane aperta. Ciascuno immagini la fine che vuole. Qualcuno potrebbe accettare la logica folle del debito e rassegnarsi al proprio destino baciando la mano del carnefice come se fosse il dottore che ti sta curando (metafora usata da Strauss -Khan a Atene nel 2010).
Io preferisco immaginare un popolo di cittadini europei che si solleva contro questa Matrix multinazionale che ci rende schiavi da 60 anni, caccia i mercanti dal tempo e si re-impossessa della propria sovranità economica, energetica, alimentare e politica.  Mi piacerebbe immaginare che i responsabili di questa catastrofe non se la cavino a buon mercato. Vedere Barroso, Trichet o Olli Rehn che continuano a pontificare in giro pagati profumatamente per blaterare si stabilità finanziaria e austerità, è fortemente anti pedagogico per l'attuale Commissione Juncker perchè induce a credere che si possa impunemente distruggere l'economia reale a vantaggio di quattro speculatori finanziari mondiali, e farla franca. Per questo bisogna mettere in piedi un tribunale morale come il tribunale Russell per i crimini di guerra in Viet-Nam, contro le persone che hanno diretto le politiche catastrofiche della troika (a questo riguardo ci sarebbe questa proposta mia e di Sergio Di Cori Modigliani che invito tutti a leggere e sostenere: http://www.libero-pensiero.net/costituito-a-roma-il-tribunale-internazionale-altiero-spinelli-e-arrivato-il-momento-di-rialzare-la-schiena/). 
Dopodichè, dobbiamo uscire dall'Euro? 
No grazie! 
Escano loro, i falsi profeti della stabilità finanziaria a tutti i costi! 
Non sono loro i depositari dello spirito europeo. 
L'Europa non nasce come cane da guardia del rigore finanziario nell'interesse di pochi speculatori mondiali, ma come un grande spazio dei cittadini e per i cittadini, uno spazio di libertà, pace e prosperità, esportatore di diritti sociali, umani e civili negli altri continenti.  L'Europa nasce con il manifesto di Ventotene  di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni e
Altiero Spinelli a Strasburgo nel 1985
Ernesto Rossi. E' una Europa molto impegnativa, ma è anche l'unica Europa possibile, perchè non c'è Europa fuori da quello spirito ed è a quello spirito che bisogna tornare.
 E' un sogno? Una pia illusione? Assolutamente no. E' proprio questo spirito che permise all'Europa di perdonare la Germania e di dare una chance alle nuove classi dirigenti post-nazismo sia abbuonando loro i debiti di guerra sia finanziando la ricostruzione con il piano Marshall. Quello spirito porterebbe oggi a aiutare la nuova classe dirigente greca e a uscire dalle infernali logiche dell'austerità.  Perchè l’Europa mone­ta­ria, unita solo dall’euro e domi­nata dalla teo­lo­gia dell’austerità, ha dimostrato di non fun­zionare come ripete in continuazione Varoufakis, e pro­prio il tentativo greco, anche se per ora naufragato fra mille contraddizioni e esitazioni, fa intravedere un piccolo segnale, quasi solo un presagio, ma un presagio molto concreto, di un futuro possibile in cui i cittadini escono da Matrix e si riprendono  il loro destino.
In Grecia, come in Germania, in Italia, come negli Stati Uniti e in tutto il mondo che la Matrix della speculazione finanziaria e della disumanizzazione dell'economia vuole rendere schiavo e che invece comincia a ribellarsi a tale destino... 






Chi volesse approfondire alcuni dei temi solo sfiorati in questo articolo, può leggere alcune delle mie fonti a cominciare da questo articolo che ricostruisce in termini reali e non fantasiosi quello che è successo in Grecia riguardo all'accumularsi del debito segnalo questo articolo a questo link: https://truthandsatire.wordpress.com/2015/07/03/greece-the-one-biggest-lie-you-are-being-told-by-the-media/ 

che riproduco per comodità di lettura:


GREECE — THE ONE BIGGEST LIE YOU ARE BEING TOLD BY THE MEDIA


Every single mainstream media has the following narrative for the economic crisis in Greece: the government spent too much money and went broke; the generous banks gave them money, but Greece still can’t pay the bills because it mismanaged the money that was given. It sounds quite reasonable, right?
Except that it is a big fat lie … not only about Greece, but about other European countries such as Spain, Portugal, Italy and Ireland who are all experiencing various degrees of austerity. It was also the same big, fat lie that was used by banks and corporations to exploit many Latin American, Asian and African countries for many decades.
Greece did not fail on its own. It was made to fail.In summary, the banks wrecked the Greek economy, and then deliberately pushed it into unsustainable debt … while revenue-generating public assets were sold off to oligarchs and international corporations. The rest of the article is about how and why.
If you are a fan of mafia movies, you know how the mafia would take over a popular restaurant. First, they would do something to disrupt the business – stage a murder at the restaurant or start a fire. When the business starts to suffer, the Godfather would generously offer some money as a token of friendship. In return, Greasy Thumb takes over the restaurant’s accounting, Big Joey is put in charge of procurement, and so on. Needless to say, it’s a journey down a spiral of misery for the owner who will soon be broke and, if lucky, alive.
Now, let’s map the mafia story to international finance in four stages.
Stage 1: The first and foremost reason that Greece got into trouble was the “Great Financial Crisis” of 2008 that was the brainchild of Wall Street and international bankers. If you remember, banks came up with an awesome idea of giving subprime mortgages to anyone who can fog a mirror. They then packaged up all these ticking financial bombs and sold them as “mortgage-backed securities” for a huge profit to various financial entities in countries around the world.
A big enabler of this criminal activity was another branch of the banking system, the group of rating agencies – S&P, Fitch and Moody’s – who gave stellar ratings to these destined-to-fail financial products. Unscrupulous politicians such as Tony Blair joined Goldman Sachs and peddled these dangerous securities to pension funds and municipalities and countries around Europe. Banks and Wall Street gurus made hundreds of billions of dollars in this scheme.
But this was just Stage 1 of their enormous scam. There was much more profit to be made in the next three stages!

Stage 2
 is when the financial time bombs exploded. Commercial and investment banks around the world started collapsing in a matter of weeks. Governments at local and regional level saw their investments and assets evaporate. Chaos everywhere!  Vultures like Goldman Sachs and other big banks profited enormously in three ways: one, they could buy other banks such as Lehman brothers and Washington Mutual for pennies on the dollar. Second, more heinously, Goldman Sachs and insiders such as John Paulson (who recently donated $400 million to Harvard) had made bets that these securities would blow up. Paulson made billions, and the media celebrated his acumen. (For an analogy, imagine the terrorists betting on 9/11 and profiting from it.) Third, to scrub salt in the wound, the big banks demanded a bailout from the very citizens whose lives the bankers had ruined! Bankers have chutzpah. In the U.S., they got hundreds of billions of dollars from the taxpayers and trillions from the Federal Reserve Bank which is nothing but a front group for the bankers.
In Greece, the domestic banks got more than $30 billion of bailout from the Greek people. Let that sink in for a moment – the supposedly irresponsible Greek government had to bail out the hardcore capitalist bankers.

Stage 3
 is when the banks force the government to accept massive debts. For a biology metaphor, consider a virus or a bacteria. All of them have unique strategies to weaken the immune system of the host. One of the proven techniques used by the parasitic international bankers is to downgrade the bonds of a country. And that’s exactly what the bankers did, starting at the end of 2009. This immediately makes the interest rates (“yields”) on the bonds go up, making it more and more expensive for the country to borrow money or even just roll over the existing bonds. From 2009 to mid 2010, the yields on 10-year Greek bonds almost tripled! This cruel financial assault brought the Greek government to its knees, and the banksters won their first debt deal of a whopping 110 billion Euros. The banks also control the politics of nations. In 2011, when the Greek prime minister refused to accept a second massive bailout, the banks forced him out of the office and immediatelyreplaced him with the Vice President of ECB (European Central Bank)! No elections needed. Screw democracy. And what would this new guy do? Sign on the dotted line of every paperwork that the bankers bring in.
(By the way, the very next day, the exact same thing happened in Italy where the Prime Minister resigned, only to be replaced by a banker/economist puppet. Ten days later, Spain had a premature election where a “technocrat” banker puppet won the election).
The puppet masters had the best month ever in November 2011.
Few months later, in 2012, the exact bond market manipulation was used when the banksters turned up the Greek bonds’ yields to 50%!!! This financial terrorism immediately had the desired effect: The Greek parliament agreed to a second massive bailout, even larger than the first one.
Now, here is another fact that most people don’t understand. The loans are not just simple loans like you would get from a credit card or a bank. These loans come with very special strings attached that demand privatization of a country’s assets. If you have seen Godfather III, you would remember Hyman Roth, the investor who was carving up Cuba among his friends. Replace Hyman Roth with Goldman Sachs or IMF (International Monetary Fund) or ECB, and you get the picture.

Stage 4
: Now, the rape and humiliation of a nation begin. For the debt that was forced upon them, Greece had to sell many of its profitable assets to oligarchs and international corporations. And privatizations are ruthless, involving everything and anything that is profitable. In Greece, privatization included water, electricity, post offices, airport services, national banks, telecommunication, port authorities (which is huge in a country that is a world leader in shipping) etc.
In addition to that, the banker tyrants also get to dictate every single line item in the government’s budget. Want to cut military spending? NO! Want to raise tax on the oligarchs or big corporations? NO! Such micro-management is non-existent in any other creditor-debtor relationship.
So what happens after privatization and despotism under bankers? Of course, the government’s revenue goes down and the debt increases further. How do you “fix” that? Of course, cut spending! Lay off public workers, cut minimum wage, cut pensions (same as our social security), cut public services, and raise taxes on things that would affect the 99% but not the 1%. For example, pension has been cut in half and sales tax increase to more than 20%. All these measures have resulted in Greece going through a financial calamity that is worse than the Great Depression of the U.S. in the 1930s.
Of course, the ever-manipulative bankers demand immediate privatization of all media which means that the country now gets photogenic TV anchors who spew propaganda every day and tell the people that crooked and greedy banksters are saviors; and slavery under austerity is so much better than the alternative.
If every Greek person had known the truth about austerity, they wouldn’t have fallen for this. Same goes for Spain, Italy, Portugal, Ireland and other countries going through austerity.Thesad aspect of all this is that these are not unique strategies. Since World War II, these predatory practices have been used countless times by the IMF and the World Bank in Latin America, Asia, and Africa.
This is the essence of the New World Order — a world owned by a handful of corporations and banks.
So, it’s time for the wonderful people of Greece to rise up like Zeus and say NO (“OXI” in Greece) to the greedy puppet masters, unpatriotic oligarchs, parasitic bankers and corrupt politicians.
Dear Greece, know that the world is praying for you. Vote NO to austerity. Say YES to freedom, independence, self-government, and democracy. Yes, democracy, the word that was invented by YOU!
P.S. (You can also watch this video where John Perkins – author of “Confessions of an Economic Hit Man” – talks about exploitation of Latin American and Asian countries using the same tools of debt-austerity-privatization. He used to do this for a living!   https://www.youtube.com/watch?v=RVsB07CcSNw )
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Per quanto riguarda le responsabilità  dei "prestatori", consiglio questo approfondimento: http://www.newrepublic.com/article/economy/95989/eurozone-crisis-debt-dont-blame-greece
Per approfondire il gioco sporco dell'Eurogruppo: http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2015/06/23/europe-is-destroying-greeces-economy-for-no-reason-at-all/
Per approfondire meglio la questione dei debiti della Germania: 
http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2015/06/23/europe-is-destroying-greeces-economy-for-no-reason-at-all/
Sul recupero dello spirito originario della costruzione europea consiglio questa intervista del filosofo tedesco Habermas:
http://www.repubblica.it/economia/2015/07/18/news/ju_rgen_habermas_l_egemonia_di_berlino_contro_l_anima_dell_europa_-119347727/ 


Sul Manifesto di Ventotene:
http://www.raistoria.rai.it/articoli/altiero-spinelli-il-manifesto-di-ventotene/3105/default.aspx

Sempre sul Manifesto di Ventotene, alcune considerazioni recenti di Guido Rossi: 
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-01/perche-europa-serve-manifesto-ventotene-102652.shtml?uuid=ABUywYnC

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giovedì 25 dicembre 2014

BENVENUTI IN MATRIX. VERITA' E MENZOGNA SULLA GRECIA

Cypher, Morpheus, Neo, Trinity. No Bullshit, no prisoners!
Benvenuti in MATRIX. Tutto quello che sappiamo sulla Grecia, sul debito, sull'austerity, sulle politiche di rigore e stabilità dei mercati finanziari ce lo ha raccontato Matrix. 
Quindi è falso.

Ricordate The Matrix
Ricordate Neo/Keanu Reeves? 
Ricordate Morpheus/Laurence Fishburn? 
Ricordate Trinity/Carrie Ann Moss, 
Ricordate Cypher/Joe Pantoliano?  
Loro si battevano contro Matrix, ma Matrix non è solo fiction cinematografica. 
Matrix è reale e siamo tutti suoi schiavi.
Tutti. 

Matrix ci ha detto (e noi gli crediamo), che:
- non si può vivere senza il petrolio, il nucleare e le altre fonti energetiche a altissimo impatto ambientale e climatico e a costo marginale stratosferico, perchè queste sono l'unico modo per fare energia in una società "moderna" anche se il loro sfruttamento presuppone la devastazione dell'ambiente, l'alterazione del clima e la violazione di tutte le leggi della termodinamica e della biosfera; 
- i rifiuti sono inevitabili e che l'unico modo possibile di chiudere il folle ciclo consumistico attuale è con grandi discariche e inceneritori;
- per sfamare il mondo sono necessari grandi impianti agroindustriali su sterminate estensioni di terreno sottratte a contadini del terzo mondo che finiscono per suicidarsi perchè spogliati di ogni avere e sapere, per poi coltivare monocolture a OGM che ammazzano la biodiversità della biosfera;

Ma il capolavoro di Matrix è stato convincerci che la crisi greca è colpa di quegli spendaccioni dei greci per cui adesso devono espiare le loro colpe morendo di fame, di freddo, di povertà e di malattia come giusto contrappasso.

Per controbattere questa radicatissima convinzione il dream team anti Matrix aveva bisogno di un nuovo vero esperto. Ed ecco Yanis il Greco.

Yanis Varoufakis, (d'ora in poi per comodità di metafora, chiamiamolo "Varo")  è un professore cinquantatreenne dell'Università di Atene, emigrato come Visiting Professor negli USA (come tutti i migliori cervelli europei),  all'Università di Austin - Texas.

Varo si autodefinisce "accidental economist" non senza un certo imbarazzo per l'appartenenza a una categoria il cui sputtanamento scientifico è diventato totale dopo la crisi del 2008, ed è pari solo all'arroganza dei poteri forti che usano i servizi prezzolati di molti sedicenti economisti per farsi "consigliare" ricette improbabili, quali ad esempio quella di salvare le banche coi soldi degli Stati e gli Stati con i soldi delle banche in un avvitamento senza fine e un gioco a somma zero in cui ci perdono miliardi di cittadini, di consumatori e di contribuenti, mentre gli unici che ci guadagnano sono un pugno di speculatori. 

Varo  come membro del Dream Team del Capitano Morpheus, dopo aver inghiottito la pillolina rossa, si è staccato dalla Matrice, ha smesso di essere uno schiavo e ha visto quanto è profonda la tana del Bianconiglio (cit.Morpheus).

E oggi ci spiega con solare chiarezza che i cosiddetti "mercati finanziari" (quelli che condizionano le nostre vite attraverso regole criminali di gestione dell'Euro, tipo il divieto imposto dai trattati alla BCE di ricomprare direttamente a interessi zero il debito dei paesi in difficoltà, o tecnicamente parlando, fare da prestatore di ultima istanza),  sono solo un club di scommettitori incalliti senza nessuna etica e nessuna onorabilità

Essi andrebbero esautorati totalmente dalla gestione di portafogli pubblici e privati, mentre invece continuano ad arricchirsi senza limiti in danno dei cittadini comuni, consumatori, investitori, piccoli imprenditori dell'economia reale che  si impoveriscono sempre di più.

Il tutto (purtroppo) con la complicità delle agenzie di rating internazionali (altro focolaio di incompetenti ... di successo) che continuano a dispensare valutazioni di rischio assolutamente scollegate dalla realtà e che dopo le cantonate prese nel 2008 invece di andare a nascondersi per a vergogna si sono ringalluzzite e continuano a pontificare come oracoli infallibili (un par de palle!).
Mr Smith. Cloni  di Matrix con il compito di "normalizzare".
  
L'arricchimento della finanza speculativa, che opera solo in una economia virtuale, sanguisuga dell'economia reale, è legato principalmente ai grandi monopoli energetici.

Questi poteri forti "fossili" tirano i fili di burattini come Renzi o Samaras che, novelli Mr Smith, sono stati messi a capo di governi fantoccio non eletti, in cui destra e sinistra, gettata la maschera, governano finalmente insieme alla luce de sole in una partitocrazia amalgamata che non si vergogna più di niente.

E governano nell'interesse delle cosche che li manovrano e contro gli interessi dei cittadini, dell'economia reale, della salute pubblica della tutela dei beni comuni e della salvaguardia dell'ambiente e del clima. 

Questi novelli Mr Smith hanno un solo compito: svendere, per contratto,  gli assett economici strategici dei loro paesi facendo politiche economiche deflattive che distruggono l'economia reale ma proteggono dall'inflazione i grandi capitali della finanza speculativa internazionale accumulati in attesa dell'investimento buono ( cioè della speculazione buona). 

Questa politica economica suicida, Matrix la chiama  "attrazione di investimenti stranieri". 

Passo fondamentale di questa strategia è la deprivazione dei cittadini di qualsiasi sovranità reale (energetica, economica o alimentare), e lo sprofondamento della classe media fin sotto il livello della povertà, per creare una generazione di disperati disposti ad accettare di lavorare in squallidi call center per 300 euro al mese o in fabbriche europee a salari "cinesi", dimenticando ogni diritto e accettando trattamenti disumani che sono la condizione essenziale per permettere lo spostamento di grandi masse di capitali finanziari sui mercati internazionali

Infatti, le logiche esasperate di mobilità dei grandi capitali (cioè la libertà degli "scommettitori" di investire in aziende che garantiscono redimenti superiori, disinvestendo da aziende che garantiscono rendimenti inferiori anche prima della chiusura dei cicli produttivi di tali aziende), vedono i diritti dei lavoratori, la protezione dell'ambiente e la tutela della salute, come  fastidiosi "orpelli burocratici" che rallentano la velocità di formazione del profitto, unico vero obiettivo di questa associazione a delinquere internazionale. 
Purtroppo i lavoratori hanno mutui da pagare, famiglie da mantenere, rivendicazioni sindacali, tutte esigenze che per essere soddisfatte, necessitano faticosi negoziati  in tempi troppo lunghi per l'economia virtuale assassina che sposta capitali e crea ricchezze artificiali con un  click di computer in pochi secondi.
"Poichè nulla è stabile nel mondo finanziarizzato anche i posti di lavoro devono essere instabili" (Luciano Gallino, "La lotta di classe dopo la lotta di classe" edizioni Laterza pag 153. Saggio da leggere assolutamente!)
Ergo: bisogna comprimere, distruggere e dimenticare i diritti, l'ambiente, il clima. 
Ecco cosa sta succedendo da anni in Grecia e, a più bassa intensità, anche in Italia.

Infatti si scrive Samaras ma si legge Renzi.

Jobs Act, soppressione dell'articolo 18, decreto sblocca Italia, legge di stabilità, devastazioni ambientali, precarizzazione del lavoro, revoca dei diritti, esaltazione dell'industria pesante, accelerazione sulle infrastrutture del modello fossile sono tutte facce della stessa medaglia delle strategie dei nuovi Mr Smith.

La campana di  Varo non suona solo per i greci...

Alla fine della sua folle corsa, euro o non euro, il terremoto economico di cui cominciamo ad avvertire le prime scosse ridisegnerà la geografia economica dell'Europa secondo i desiderata dei grandi speculatori internazionali. I paesi del Sud Europa faranno tutti default e saranno costretti loro malgrado a concordare una unione fiscale e monetaria separata. E al ribasso.

Infatti  sarà una unione per default, (ci spiega Varo) fra attori dal potere negoziale estremamente squilibrato.
Anzi noi  non avremo alcun potere negoziale e saremo costretti accettare le condizioni imposte dal più forte svendendo tutto a prezzi di saldo ai grandi burattinai  della finanza internazionale.
Il Pireo è già "andato". Adesso tocca alle isole, secondo la logica per cui gli spendaccioni greci hanno vissuto per troppi anni al di sopra dei propri mezzi e adesso è venuto il momento di pagare il conto con i gioielli di famiglia.
E se di mezzo ci va un popolo, e la coesione sociale europea, chissenefrega! L'unica cosa che conta è la stabilità finanziaria e i profitti dei grandi speculatori in dppiopetto. 
OUT OF THE MATRIX NOW!!!
Varo ha un suo blog in inglese che rappresenta un punto di riferimento stabile per tutti coloro che sono usciti dalla Matrix dell'austerità e del rigore finanziario a tutti i costi,  in cui spiega benissimo come il problema non sia economico ma ideologico.

Non sono i tedeschi contro i francesi o gli italiani contro gli inglesi, ma i grandi gruppi finanziari globali contro i loro stessi popoli, perchè i cittadini tedeschi costretti a lavorare con mini jobs sottopagati sono vittime come i greci cacciati di casa per debiti che elemosinano il cibo per strada, anche se sono due situazioni con un diverso tasso di drammaticità.

Ma attenzione, Matrix è bravissima a capovolgere la realtà dicendoci che siccome hanno tagliato tutto e raggiunto la stabilità finanziaria, la Grecia è in ripresa (ma quando mai! Leggere Varo, per sapere la verità).
Ma Matrix è altrettanto abile a orientare la protesta verso falsi obiettivi che non disturbano i burattinai più di tanto. 

E' il caso ad esempio della battaglia per l'uscita dall'Euro e la cosiddetta sovranità monetaria, un cosa che al limite creerebbe una situazione ancora più favorevole per i disegni dei grandi speculatori.
Per esempio,  gli amichetti della City di Nigel Farage, avrebbero la ghiotta occasione di  papparsi gli assett strategici italiani o greci (spiagge, infrastrutture, porti, aziende) a prezzi di gran lunga inferiori, se potessero comprare in una moneta "debole" come la liretta, o la dracmina piuttosto che in una valuta forte come l'Euro.

Uscire dall'Euro in queste condizioni e a questo stadio è dannoso.
Va fatto ma non unilateralmente.
Vanno messe insieme le intelligenze migliori dei paesi del sud per concordare una uscita collettiva e atterrare con il paracadute, piuttosto che buttarsi giù da soli senza paracadute.

Inoltre per la sovranità nazionale l'uscita unilaterale dall'Euro è irrilevante.

Per la sovranità nazionale non dobbiamo uscire dall'Euro.

Dobbiamo uscire da Matrix. 

Non dobbiamo riguadagnare una puramente formale sovranità monetaria per poi magari essere liberi di stampare tonnellate di lira/cartastraccia per pagare il petrolio o le derrate alimentari di filiera lunga.

Dobbiamo mirare a smetterla di comprare petrolio e cibo di filiera lunga e mirare a produrre tutta l'energia e il cibo che ci servono localmente secondo processi rispettosi delle leggi della termodinamica e della biosfera che ci ospita. 

Dobbiamo mirare a produrre quanti più beni e servizi tramite distretti di manifattura additiva in rete fra di loro anzichè in grandi acciaierie e impianti industriali pesanti centralizzati, implementando modelli a bassa intensità di capitali e alta intensità di lavoro.

Dobbiamo mirare alla sovranità energetica, alimentare, produttiva.

Azzerando i rifiuti e riutilizzando e riciclando tutto!

Da oggi abbiamo uno strumento in più per capire tutto questo.

Infatti il prestigioso magazine on line di affari europei in italiano EUNEWS.eu pubblica una prima intervista a "Varo" in Italiano.

E sono delle vere e proprie sciabolate di luce nelle tenebre orwelliane in cui Matrix ci ha cacciato. 

Prendete tutti la prima pillolina rossa. 

Ma proprio tutti.



“Tutto quello che vi stanno raccontando sulla ripresa greca è falso”. Intervista a Yanis Varoufakis, l’economista di Tsipras


“La crescita greca è un’invenzione, il paese è in piena Grande Depressione, e tutto questo perché si è scelto di salvare le banche a spese dei cittadini. Ma ora, con Tsipras, il paese è pronto a cambiare rotta. E a far cambiare rotta all’Europa”. Parola di Yanis Varoufakis, economista molto vicino a Syriza.

Yanis Varoufakis, classe 1961. "Varo"
Il 9 dicembre 2014 verrà ricordato come l’inizio della “seconda crisi dell’euro”? In un solo giorno la borsa di Atene ha perso quasi il 13% del suo valore, mentre i tassi di interesse sui titoli di stato greci a dieci anni sono schizzati dal 5.5% al 9%. A scatenare il panico sui mercati la decisione del primo ministro Antonis Samaras di anticipare a questo mese l’elezione del presidente della Repubblica. Si tratta di un azzardo non da poco per Samaras: se non sarà in grado di ottenere un numero sufficienti di voti in parlamento per il suo candidato, l’ex commissario europeo per l’Ambiente e più volte ministro Stavros Dimas, la Costituzione prevede la convocazione di nuove elezioni politiche. E al momento tutti i sondaggi danno favorita Syriza, la forza della sinistra radicale guidata da Alexis Tsipras. Ecco spiegata la reazione isterica da parte dei mercati, e quella altrettanto preoccupata dell’establishment europeo, con il presidente della Commissione europea che si è espresso a nome di tutta Bruxelles, o quasi, augurandosi che i greci non votino “in modo sbagliato”. Tali reazioni sono difficili da giustificare: a dispetto di quello che spesso riportano i giornali, Tsipras non ha nessuna intenzione di portare la Grecia fuori dall’euro, e per quel che riguarda il suo piano di ristrutturazione del debito greco – l’ipotesi che probabilmente spaventa di più i mercati –, la sua intenzione non è quella di colpire i creditori privati ma piuttosto i creditori ufficiali: l’Unione europea e in particolare la Germania (che detengono il grosso del debito greco). Di questo e altro abbiamo parlato con Yanis Varoufakis, economista molto vicino a Syriza nonché autore della “modesta proposta” per riformare l’eurozona.
La Grecia, che oggi mostra un tasso di crescita economica tra i più alti di tutta l’Unione, viene presentata dai fautori dell’austerità come una dimostrazione dell’efficacia del consolidamento fiscale e della svalutazione interna, che avrebbero reso l’economia greca più efficiente e competitiva. Cosa ne pensa?
Penso che sia una perversa distorsione della realtà. La Grecia è in piena Grande Depressione. Sono sette anni che i redditi e gli investimenti nel paese sono in caduta libera; questo ha determinato una vera e propria crisi umanitaria. E ogni anno la Commissione europea, la Bce e il Fondo monetario internazionale ci dicevano che la ripresa era “dietro l’angolo”. Non era affatto così. E adesso, sulla base di un trimestre di crescita del Pil reale, sono tutti lì a festeggiare la “fine” della recessione! Ma se si guardano attentamente i numeri, ci si rende conto che siamo ancora in recessione, anche in base ai dati ufficiali.
La spiegazione è piuttosto semplice: nello stesso periodo in cui il Pil reale è cresciuto dello 0.7%, i prezzi sono caduti in media dell’1.9%. Per chi non lo sapesse, il Pil reale equivale al Pil nominale (ossia calcolato in euro) diviso per l’indice dei prezzi (il cosiddetto deflattore del Pil). Considerando che questo indice è sceso dell’1.9%, e che il Pil reale è aumentato solo dello 0.7%, questo vuol dire che il Pil misurato in termini nominali, ossia in euro, è sceso! Dunque la crescita del Pil reale non dipende dal fatto che il reddito nazionale, in euro, è cresciuto; dipende dal fatto che esso è caduto più lentamente dei prezzi. E ora l’establishment politico, sia europeo che nazionale, vorrebbe vendere ai greci questo piccolo trucco contabile come la “fine della recessione”. Ma non funzionerà.
Pil al -25%, disoccupazione ai massimi livelli dai tempi della seconda guerra mondiale: pensa che questi siano semplicemente gli effetti indesiderati di politiche “sbagliate”, o possono essere considerati il frutto di un disegno preciso?
Nessuna delle due, credo. Queste politiche erano le uniche che non comportavano un’ammissione del fatto che l’architettura dell’eurozona è fondamentalmente disfunzionale, e che la crisi era sistemica e non “greca”. Ma soprattutto, erano le uniche ad essere compatibili con quello che era l’obiettivo principale dell’establishment: salvaguardare i banchieri da qualunque tentativo di espropriazione da parte dell’Unione europea o degli stati membri. Ed è così che una nazione piccola ma fiera è stata costretta a implementare una feroce politica di svalutazione interna che ha causato e sta causando enormi sofferenze alla popolazione, oltre ad aver fatto lievitare il debito privato e pubblico del paese a livelli insostenibili, e tutto questo per mantenere l’illusione che l’architettura dell’eurozona fosse sostenibile, e per scaricare le perdite colossali delle banche private sulle spalle dei cittadini comuni, dei lavoratori e dei contribuenti. Una volta decisa la strategia, l’hanno poi ammantata di propaganda neoliberista per renderla più appetibile…
I mercati hanno reagito in maniera isterica alla decisione di procedere all’elezione anticipata del presidente della Repubblica, perché temono che questo spianerà la strada ad elezioni politiche anticipate. È una paura giustificata? E perché temono così tanto la prospettiva che la Grecia torni alle urne?
Sì, è giustificata. È difficile che Samaras riesca a far eleggere il suo candidato. E quello che temono è lo scoppio delle due bolle economiche gonfiate ad arte da Berlino, Francoforte e Bruxelles negli ultimi anni, quella dei titoli sovrani e quella dei titoli di borsa, che avevano lo scopo di alimentare l’illusione della “ripresa greca”. Ma questo è il destino di tutte le bolle: alla fine scoppiano. E prima lo faranno meglio sarà, perché ci costringerà a guardare finalmente in faccia la realtà e a darci da fare per migliorare le condizioni di vita di tutti, sia in Grecia che nel resto dell’eurozona.
Pensa che la vittoria di Syriza sia un’ipotesi realisticamente possibile? O ritiene che le forze conservatrici dell’establishment greco – ed europeo – siano disposte a tutto pur di sbarrargli la strada?
Entrambe le cose. Non c’è alcun dubbio che le forze dell’establishment faranno di tutto per fermare Syriza, ricorrendo alle più bieche forme di terrorismo psicologico nei confronti dell’elettorato greco. Ma sembra che questa volta tale strategia, già impiegata con successo in passato, sia destinata a fallire. Una vittoria di Syriza al momento sembra sempre più probabile.
Come giudica l’augurio di Juncker affinché i greci non votino “in modo sbagliato”?
Direi che dimostra un profondo disprezzo per la democrazia, e un atteggiamento neocoloniale che si fa beffa dell’idea secondo cui l’Unione rispetta la sovranità dei suoi stati membri. In teoria, è la Commissione europea che è tenuta a rispondere delle sue scelte di fronte ai cittadini degli stati membri, e non i cittadini che sono tenuti a rispondere delle loro scelte di fronte alla Commissione. E per definizione la Commissione non può esprimere alcun giudizio di merito sull’esito di un’elezione. E non può di certo dire quale sia il candidato “giusto” e quello “sbagliato”. Con questa affermazione, Juncker ha fatto cadere ancora più in basso la reputazione della Commissione, già ai minimi storici, e ha allargato ancora di più il deficit democratico dell’Ue. Il suo intervento è stata una delle mosse più anti-europee che si potessero immaginare, in quanto è riuscito a delegittimare in un colpo solo sia la Commissione che l’Unione stessa.
Ci può descrivere in breve i punti principali del programma di Syriza?
In primo luogo, un governo guidato da Syriza farà di tutto per far sì che l’Europa affronti i nodi che finora si è rifiutata di affrontare: la disfunzionalità dell’architettura dell’eurozona, e il fatto che i cosiddetti “salvataggi” della troika – che erano tutto fuorché dei salvataggi – sono stati molto deleteri sia per i paesi della periferia che per quelli del centro, inclusa la Germania. In secondo luogo, si sforzerà di ricostruire e di rimettere in moto l’economia sociale della Grecia per mezzo di un “New Deal per l’Europa” finalizzato a tirare tutta la periferia, e non solo la Grecia, fuori dalla depressione. Infine, si adopererà per riformare sia il settore privato che quello pubblico al fine di incrementarne la creatività e la produttività, e per costruire una società migliore.
Il ritorno alla normalità passa necessariamente per un default su una parte del debito pubblico?
Sì, e questo non vale solo per la Grecia. La Grecia farà senz’altro default a un certo punto, ma probabilmente non lo farà in maniera formale, ma con un taglio del debito greco nei confronti del resto dell’Europa. E a quel punto, poco dopo, seguiranno l’Italia e poi la Spagna e il Portogallo. Di fatto rappresenterà il primo passo verso una specie di unione fiscale: quando uno stato ha avuto in prestito dagli altri e non è in grado di ripagare al tasso concordato, è una specie di unione fiscale, ma una specie terribile, la peggior specie, un’unione fiscale per default.
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Per maggiori informazioni, ecco il blog di "Varo"...
http://yanisvaroufakis.eu/
E questo è il link al sito di EU NEWS(http://www.eunews.it/2014/12/17/tutto-quello-che-vi-stanno-raccontando-sulla-ripresa-greca-e-falso/27432


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