giovedì 24 settembre 2015

I TRUFFATORI DEL DIESEL "PULITO"

In questi giorni si sta facendo un gran parlare del caso della Volkswagen, colta con le mani nel sacco dalla Enviromental Protection Agency americana  che accusa la casa tedesca di aver infranto la legge installando sulle centraline dei motori 4 cilindri diesel di alcuni modelli un software per 'imbrogliare' durante i test ufficiali di controllo delle emissioni. Un programma in grado di rilevare quando la vettura sta facendo il test e di modificare il funzionamento del motore per abbattere drasticamente le emissioni, che però tornano a livelli superiori agli standard richiesti dalla legge una volta finita la prova.

Quello che però non si è ancora colto di questa truffa tecnologica,  è il dato politico. 

Non è un problema di brevetti o di protezione di segreti industriali. 
Questa non è una guerra economica dei costruttori americani contro quelli tedeschi. 

Ad esempio la Diamler, tedesca pure lei, non è affatto come la Volkswagen. 

Questo è uno smacco pazzesco alla lobby dei fossili, una lobby che è trasversale e ha i suoi sostenitori al di qua e al di là dell'oceano. 

Infatti mentre una parte dei costruttori automobilistici (fra cui la Diamler)  ri-orientavano la ricerca (con e anche senza il sostegno dei fondi pubblici) e le strategie commerciali verso un futuro senza carburanti fossili, quindi verso l'ibrido, l'elettrico o l'idrogeno da fonti rinnovabili,  un'altra parte (minoritaria per la verità) di cui la Volkswagen è principale esponente, ha puntato tutto sul diesel "pulito", aprendo una guerra lobbistica contro gli standard europei di limitazione delle emissioni di gas climalteranti e sostanze nocive. A Bruxelles (come ha più volte denunciato Greenpeace si veda il link  http://www.greenpeace.org.uk/tags/VWDarkside), la lobby dell'automobile fossile ha sempre sparato a zero contro la Commissione Europea che tendeva a imporre limiti alle emissioni presentati come ostacoli alla "libertà di impresa" e limitazioni del "libero mercato". 
GM Hy Wire versione berlina


Byron McCormick
Dopo l'11 Settembre molte case automobilistiche decisero che era venuto il momento di dissociare le sorti dei produttori di automobili da quelle dei produttori di petrolio e di puntare decisamente e rapidamente sull'auto a auto a idrogeno. 
Byron McCormick al Master Plan per Roma (2010)
Un caso  da me ben conosciuto è quello della Americana General Motors il cui direttore della ricerca dell'epoca venne chiamato pochi giorni dopo l'attentato alle torri gemelle dal Presidente che gli mise a disposizione un miliardo di dollari per produrre un prototipo funzionante di auto a idrogeno. 
GM Hy Wire sports version
Quel direttore della ricerca era Byron Mc Cormick, che ho avuto la fortuna di incontrare e con cui ho collaborato in vari master Plan di Terza Rivoluzione Industriale diretti da Jeremy Rifkin fra cui quello di Roma (si veda foto).  dopo un anno, al salone dell'automobile di Detroit, la GM presentò un gioiello a idrogeno che rivoluzionava la nostra idea di automobile: la GENERAL MOTORS Hy Wire. Nel video di presentazione, che trovate qui sotto, Byron McCormick spiega divertito come un bambino, come eliminando i carburanti fossili si elimina il motore a scoppio. Il movimento alle ruote viene trasmesso da motori elettrici che sono direttamente nei mozzi della ruota quindi si eliminano anche ingombranti alberi di trasmissione, e quindi la macchina diventa enormemente più leggera e enormemente più spaziosa. Inoltre diventa anche più versatile. Può cambiare carrozzeria  con una operazione molto semplice per cui uno compra scocca e telaio e ci monta su la carrozzeria che gli serve a seconda dell'uso che ne vuol fare: fuori strada, berlina familiare, sportiva etc. L'auto digitale del Terzo Millennio insomma. 
Guardate il video ne vale assolutamente la pena:  https://www.youtube.com/watch?t=3&v=Obs2tAq57j8

HONDA FCX Clarity 
Sulla scorta della GM altre aziende cominciarono a investire nell'auto a idrogeno. Dopo un anno venne fuori la Honda FCX Clarity, un gioiello che ho avuto la fortuna di guidare per un test drive nel parco del Cinquantenario a Bruxelles a ottobre 2010 quando la Honda Deutschland la portò  in occasione dell'esposizione annuale della Technology Platform della Commissione per l'Idrogeno e le fuel cell.  A questo link potrete vedere il video commerciale della Honda FCX Clarity che risale al 2010 in cui si parla di idrogeno da fonti rinnovabili estratto dall'acqua tramite l'elettrolisi  https://www.youtube.com/watch?v=8OX5_ELUNPs.

Toyota Mirai a idrogeno
Anche la Toyota si impegnò subito in direzione del cambio di carburante, ancorchè con una strategia diversa, e cioè in due fasi. In una prima fase si inventarono l'ibrido Toyota Prius come transizione verso l'idrogeno per posizionarsi sul mercato, con una macchina a basse emissioni ottenute con un motore bi fuel che ha doppia propulsione; a scoppio (benzina) e elettrico (batteria alimentata dal recupero ergonomico del movimento a benzina. In altre parole lo stesso principio della dinamo che ri-alimenta la batteria per l'elettricità di bordo nell'auto tradizionale. Ma se la Prius era la prima fase, l'obiettivo finale della Toyota era l'auto a idrogeno. Infatti quest'anno sono usciti con la Toyota Mirai,  che è l'evoluzione a idrogeno della ibrida Prius. maggiori informazioni a questo link: http://www.motorage.it/2014/11/toyota-lauto-idrogeno-produzione-si-chiama-mirai/. 
Altri costruttori hanno preferito invece adagiarsi nella chimera di un rapporto con i petrolieri che non volevano tradire  per pigrizia mentale o per calcolo economico. E invece di investire in filoni di ricerca seri e davvero rivoluzionari come quelli appena descritti, si sono buttati sul diesel pulito. Oggi vediamo in modo lampante però che quella del diesel pulito da contrapporre all'ibrido all'elettrico o all'idrogeno era una bufala,  e che Volkswagen ha truccato i sistemi di controlli delle emissioni delle sue auto per poter continuare a sostenere la favola del "diesel pulito" che invece è ormai evidente non sta in piedi.
L'insegnamento che arriva forte e chiaro dalla vicenda Volkswagen, non è tanto che “anche i tedeschi barano”, come tendono a sottolineare moralisticamente alcuni media, ma che non esiste energia pulita al di fuori dalla termodinamica solare. Ergo non esiste diesel pulito. La sostenibilità nella mobilità  è possibile solo se si investe in elettrico da fonti rinnovabili e idrogeno (sul biodiesel ho le mie riserve...).
Le aziende automobilistiche che stanno investendo in queste tecnologie sono credibili. Le aziende che invece fanno lobby contro queste tecnologie, e raccontano fantasie sulla possibilità di limitare i danni dei carburanti di origine fossile non sono credibili.

I trucchi utilizzate da queste aziende automobilistiche sono stati portati a conoscenza di tutti in precedenza (qui sotto riproduco un articolo di quale energia che svelava tutto già da tempo), ma solo quando un ente pubblico di controllo (come l'EPA americana) ha assunto le sue responsabilità e smascherato i pinocchi tedeschi, la questione ha
Idrogeno: il Presidente di General Motors ci mette la faccia
assunto la rilevanza politica che le spetta e che non permetterà più a nessuno di mettere in dubbio che l'unica strada per limitare (e possibilmente azzerare in un futuro remoto) le emissioni, sia nei trasporti che nella produzione energetica e industriale, sia la totale decarbonizzazione dei modelli produttivi. Non c'è sostenibilità se non c'è una definitiva uscita dal modello fossile. Non ci sono compromessi o vie di mezzo. Oggi questa verità emerge prepotente dal caso Volkswagen, e i commenti anti-tedeschi, o germanofobici, per quanto comprensibili come reazioni all'insopportabile moralismo dimostrato dai tedeschi in altri campi (pensiamo a quello del debito pubblico e della finanza internazionale), rischiano di far perdere di vista questa verità fondamentale, e cioè che le leggi della termodinamica sono inconfutabili. L'energia solare è molto più economica e sostenibile di qualunque energia di origine fossile ottenuta con la combustione di quel marginale incidente di percorso geologico nella termodinamica solare che sono gli idrocarburi.
Meditate gente...


Allegato estratto da QualEnergia sui trucchi delle aziende automobilistiche per abbassare le emissioni. 
I trucchi che i produttori di auto usano per ottenere nei test ufficiali su consumi ed emissioni risultati molto migliori rispetto alle prestazioni reali dei veicoli e tra questi l'espediente delle centraline programmate apposta per il solo test è uno tra i molti noti da tempo.
Sempre più bravi a barare
Se in Europa abbiamo un parco auto ufficialmente più efficiente – denuncia ad esempio da tempo l'ong Transport & Environment (allegato in basso) -  non è solo perché si producono auto che consumano meno. Circa la metà del progresso sulle emissioni auto in Europa - spiega l'ong in un report  (allegato in basso) -  è dovuto solo al fatto che i produttori sono sempre più bravi a “imbrogliare” nei test da cui si ricavano i dati su consumi ed emissioni. Mai come oggi si deve diffidare dei valori ufficiali forniti dalle aziende: la realtà con cui ci si confronta alla pompa di benzina è sempre ben diversa dalla cifre dichiarate; nella vita vera un'auto consuma in media il 23% in più e in alcuni casi anche il 50% in più di quanto quanto ci si aspetterebbe fidandosi dei dati dichiarati.
Non solo - si spiega - i test da cui si ricavano questi dati, eseguiti in laboratorio, sui rulli, sono inadeguati a descrivere i consumi reali di un'auto, ma, in aggiunta, le case automobilistiche conoscono e applicano almeno una ventina di trucchi per migliorare i risultati di queste prove.
I dati su consumi ed emissioni delle auto vengono rilevati con un metodo standardizzato, stabilito dall’Unione Europea e applicato in più di 50 paesi: si misurano in laboratorio su dei rulli, con l’auto “guidata” da un computer seguendo un’andatura precisa, il ciclo misto europeo o ciclo MVEG, codificata al secondo, che simula una percorrenza mista urbana ed extraurbana. Per rilevare la scorrevolezza del veicolo, sulla base della quale viene impostata la resistenza dei rulli, si fa invece una prova su strada. In entrambe le parti del test però non mancano aspetti che lasciano perplessi ed espedienti che i costruttori mettono in atto per migliorare il risultato.
Nella prova su strada per rilevare la scorrevolezza, ad esempio, si adottano accortezze discutibili anche se legali come sigillare con nastro le fessure per migliorare l'aerodinamicità o usare lubrificanti speciali e pneumatici più gonfi del normale per diminuire gli attriti. Per capire quanto questi trucchi pesino e quanto le case siano sempre più brave a “barare”, si pensi che test indipendenti hanno rilevato che in questa prova su strada rispetto ai veicoli appositamente preparati per il test, gli stessi modelli di auto quando messi in vendita hanno prestazioni in media del 19% inferiori ai modelli più vecchi e del 37% inferiori su quelli più recenti.
Il test tra lacune e trucchi
Ci sono poi le lacune e i trucchi del test vero e proprio, quello in laboratorio sui rulli seguendo il ciclo MVEG. Una prova che è inadeguata in sé, come spiegava a QualEnergia.it un esperto del problema, l'ingegner Enrico De Vita, l'ultima volta che si siamo occupati del tema: “il ciclo è stato concepito quando sul mercato c’erano vetture come la 2 cavalli e la vecchia 500, molto meno potenti, che avevano circa 20 cavalli. Questo significa che se oggi uno vuole fare il ciclo con una BMW da 400 cavalli ne userà comunque solo 20, massimo 30”. Il risultato è che i dati sui consumi che escono sono falsati di più nelle macchine più potenti, quelle quindi che consumano di più: “se io faccio il ciclo, per esempio, con una Ferrari e con una Smart avrò una differenza di consumi tra le due molto bassa, diciamo del 30-40%; mettiamo anche il 100%, ma se io faccio in città un percorso con una Smart e poi con una Ferrari la differenza di consumi può essere di 1 a 12, quindi ben oltre il 200%”.

A questo si aggiungono regole che lasciano perplessi e che permettono le furbizie dei costruttori: ad esempio non solo nel test non si misura l'energia consumata da accessori come l'aria condizionata o i sedili riscaldati, ma addirittura si misurano i consumi con l'alternatore staccato in modo che non consumi energia per ricaricare la batteria; si modificano i freni in modo che facciano meno resistenza e si programmano le centraline in modo che ottimizzino l'efficienza proprio per il ciclo del test (cliccare sull'immagine sotto per ingrandire l'infografica con i principali trucchi, inglese).
Risultati falsati del 12-23%
Usando lo stesso (inadeguato) test sui rulli, ma senza questi trucchi, test indipendenti hanno rilevato consumi in media del 12% superiori a quelli dichiarati. Altri test indipendenti condotti diversamente invece hanno rilevato emissioni e consumi in media del 23% superiori a quelli ufficiali. Da notare che il  divario tra le emissioni e i consumi reali (che si possono conoscere tramite i test indipendenti fatti dalle riviste di settore o rilevati dalla vita reale su siti come  Sprintmonitor.de) e i dati ufficiali, in questi ultimi anni è cresciuto in maniera impressionante: nel caso della Germania dal 7% in media del 2001 al 23% del 2011.
“Di conseguenza, si legge nel report di Environment & Transport, solo metà del miglioramento dell'efficienza media rilevato (1 litro ogni 100 km) è stato effettivamente ottenuto sulla strada”. Citando fonti della Commissione europea, E&T riporta che dai due quinti a metà della riduzione delle emissioni dal 2002 al 2010 non è venuta grazie a miglioramenti nelle tecnologie e, dunque, nonpuò dirsi una riduzione effettiva. Questa parte di riduzione infatti è rimasta solo sulla carta ed è dovuta per il 25% alle “flessibilità” nei test in laboratorio, per il 20-35% dalle “flessibilità” nel test su strada, per il 10-20% alle lacune del test (come ad esempio non considerare l'aria condizionata), per una percentuale simile all'inadeguatezza del ciclo europeo e per un restante 10-20% a cause sconosciute.
Barano praticamente tutte le case
Un altro report, dell'International Council on Clean Transportation (vedi altro allegato in basso). mostra come le case automobilistiche, tutte, senza distinzione, 'barino': BMW-Audi dichiara consumi in media del 30% inferiori al reale, Mercedes del 26%, Fiat del 24%, Peugeot-Citroen del 16%, Toyota del 15%. E negli anni sono diventate sempre più brave ad 'imbrogliare'. I dati dichiarati sono sempre più lontani da quelli rilevati nella vita reale: nel 2001 lo scostamento medio era del 10%, nel 2011 è diventato del 25%.
Il report , probabilmente il lavoro più completo tra i diversi usciti sul tema, mette a confronto i dati dichiarati dalla case con un ampio set di rilevazioni nella vita reale elaborato da compagnie di leasing, riviste specializzate e associazioni dei consumatori. Un confronto che ottiene un risultato ben sintetizzato dal grafico, dove il valore 100% indica i dati dichiarati dalla case e le linee colorate sono quelli ottenuti dalle diverse rilevazioni indipendenti su strada.



Come si vede, il divario tra prestazioni reali e prestazioni dichiarate si è allargato soprattutto tra il 2007 e il 2008 anno in cui l'UE ha introdotto obiettivi vincolanti per ridurre le emissioni del parco auto e in cui diversi paesi sono passati a sistemi di tassazione basato sulla CO2 rilasciata per km percorso. E tutte le case – vedi secondo grafico – oggi forniscono dati molto più inattendibili che in passato:


Per maggiori informazxioni sui più recenti sviluppi dell'auto a idrogeno  vedere questo link:
http://cetri-tires.org/press/2011/usa-plans-to-cut-hydrogen-research-funds-in-2012-budget-the-same-budget-foresees-usd-101-bn-for-investments-in-the-nuclear-sector-shame-on-you-mr-chu/?lang=en



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martedì 28 luglio 2015

Considerazioni a freddo sulla crisi dell'Europa

There are two ways to conquer and enslave a Nation:
One is by the sword, the other is by debt.
John Adams,  Secondo Presidente U.S.A. 1735 -1826



 Non posso non  manifestare tutto il mio disappunto nel vedere persone che stimo postare il tweet di quell'imbecille del Presidente dell'Estonia che propone, dopo il referendum in Grecia, di fare un referendum domandando agli Estoni  se sono d'accordo ad alzare le tasse per pagare il debito greco.
Angelo Consoli, post del 6 luglio 2015.


A quasi un mese di tempo dal referendum greco e dal discutibile compromesso accettato da Tsipras a Bruxelles, sono costretto a ritornare sull'argomento perchè vedo che continuano a circolare in rete squallide metafore intrise di moralismo anti greco per spiegare l'origine e la crisi del debito. Storielle in cui i tedeschi sono tutti virtuosi affidabili, generosi e disinteressati prestatori di danaro a greci spendaccioni, inaffidabili, nullafacenti, e mangiapane (e debito) a tradimento. 
Ma un'analisi meno superficiale rivela  una realtà dei fatti che sbugiarda questo stereotipo. 
Rivela ad esempio che le regole dell'Unione monetaria sono state concepite per favorire la speculazione finanziaria, Non si possono spiegare diversamente norme quali il divieto alla BCE di  fare da "prestatore di ultima istanza" (prestito diretto agli stati membri), l'unificazione senza regole dei mercati finanziari, la mancata separazione fra banche di risparmio e banche d'affari (tipo Glass Steagall Act roosveltiano, etc).
Chi le ha concepite ed imposte ne ha approfittato sia per prestare soldi a tassi folli che per esportare di tutto ai paesi che indebitava, dai sommergibili ai pannelli solari, e adesso non si può chiamare fuori e lasciare gli incolpevoli contribuenti greci col cerino acceso in mano. 
Vorrei chiarire che a mio modesto avviso,questa non è una crisi "greca". E non è nemmeno una crisi dei rapporti fra Grecia e Europa. No! Questa è una crisi dell'Europa. 
Ma andiamo per ordine. Comincerò col cimentarmi anche io con il gioco della metafora della serie c'era "un tedesco e un greco".
Dunque c'è un tedesco. Anzi uno speculatore finanziario tedesco che (insieme ad altri speculatori finanziari americani, francesi, cinesi, tailandesi e assiro babilonesi...) dopo aver distrutto i diritti dei lavoratori tedeschi con una riforma del mercato del lavoro fatta da un leader di sedicente sinistra (Gerard Schroeder) che abbassava i redditi e peggiorava le condizioni di lavoro obbligando i cittadini a mini jobs umilianti e lunghe trafile burocratiche per ottenere buoni casa, buoni pasto e buoni medici a compensazione dei minori introiti salariali, dopo aver fatto tutto questo ai danni delle sue classi
lavoratrici, il nostro simpatico speculatore finanziario tedesco entra in combutta con uno speculatore finanziario greco per fottere i lavoratori greci ancor peggio di quelli tedeschi, introdurre titoli tossici che diventano rapidamente carta straccia, salvo poi invocare il bail-out (salvataggio) dallo stato greco scaricando il peso delle loro speculazioni sbagliate sui contribuenti greci, obbligati a subire una austerità imposta come unica soluzione da ignoranti in malafede, che distrugge l'economia reale e l'occupazione in modo da creare una massa di riserva di disoccupati disperati (spesso laureati o molto qualificati) disposti ad accettare di lavorare 15 ore al giorno in call center per 350 euro al mese con contratti mensili rinnovabili. A che pro? Per favorire la logica del profitto estremo e immorale dei grandi speculatori finanziari per i quali i diritti e le vite delle persone sono solo variabili economiche e sgradevoli ostacoli materiali da rimuovere in ossequio al principio della libertà assoluta di circolazione dei capitali. Un principio che fonda anche le regole del commercio internazionale, e oggi trova la sua espressione più plasticamente distruttiva
nel trattato TTIP che guarda ai diritti dei lavoratori, come al diritto alla salute, alla protezione ambientale e alla coesione sociale come inutili complicazioni burocratiche ("red tape") da eliminare. La libera circolazione dei capitali, è un principio totemico  assoluto che non può soffrire limitazioni di alcun tipo. Come nessuna limitazione possono soffrire i dogmi dell'economia finanziaria secondo cui la stabilità di un paese si giudica unicamente dal rapporto fra debito/deficit e PIL (rapporto deciso con metodologie che hanno il rigore scientifico di una pianificazione finanziaria fatta dalla donna delle pulizie). E sull'altare di questo dogma si sacrificano le vite di milioni di greci, il loro lavoro, la loro salute, salvo poi constatare che il rapporto debito/deficit PIL della Grecia dopo 5 anni di politiche recessive imposte dalla troika, non solo non è migliorato ma è addirittura peggiorato perché quelle politiche hanno determinato una caduta del PIL più che proporzionale rispetto al taglio del debito.
Qui scatta la seconda parte del piano diabolico: la delegittimazione di chi (come Varoufakis) ha capito tutto e osa rimettere in discussione questa logica folle, ingiusta e soprattutto inefficace tirando la sirena d'allarme. E allora dagli all'eretico, al "professorino" privo di senso della realtà, al teorico inadatto a fare politica perchè privo di senso della mediazione (= compromesso) interessato solo a scrivere libri e tenere lezioni in "università per fighetti". Si è sentito di tutto contro Varoufakis, e spesso gli stessi identici argomenti sono stati utilizzati dagli ultra liberisti finanziari come Schauble e anche dai sostenitori "di sinistra" di Tsipras, (che invece "senso della mediazione" ha dimostrato di averne fin troppo...).
Yannis Varoufakis, ministro per 5 mesi...
Ma mentre gli insulti si sprecavano, nessuno mai che abbia contestato nel merito le affermazioni di Varoufakis contro l'assurdo divieto per la BCE di fare da prestatore di ultima istanza permettendole di prestare direttamente il danaro agli stati dell'Eurozona, anzichè obbligarla a prestarlo alle banche d'affari private che a loro volta ci fanno una cresta monumentale indebitando Paesi sovrani e lucrando la differenza fra il tasso ridicolo che pagano alla BCE (0,50 %), e quello oltraggioso che percepiscono dagli stati debitori (nel caso della Grecia si arriva a tassi usurai del 12% annuo per i decennali). Ecco la causa prima della crisi del debito greco! Lo Stato svolge funzioni pubbliche che non presuppongono la realizzazione di profitti e non può pertanto essere costretto a andare a procurarsi i mezzi necessari allo svolgimento di tali funzioni pubbliche sui mercati privati dei capitali dovendoli poi rimborsare con gli interessi. Se ci pensiamo bene la stessa espressione "Debito Pubblico" in realtà è un ossimoro! Una volta entrato nella morsa del debito,  lo Stato Greco è stato travolto dal cosiddetto "effetto valanga" (ricorrere al prestito per rimborsare gli interessi di somme utilizzate solo per  "salvare le banche" e non certo per soddisfare gli interessi della popolazione, come erroneamente si crede) in una spirale anatocistica, criminale, illegittima, e insostenibile, accettata senza problemi da una classe politica satrapica, collusa e corrotta come garanzia per il mantenimento dei suoi privilegi di casta.
Ma c'è di più. Questo avvitamento catastrofico nella spirale del debito che fa affondare l'economia reale sacrificata sull'altare di una presunta stabilità finanziaria basata su criteri decisi a casaccio, è possibile solo perchè certificata dagli indici di affidabilità di agenzie di rating che dovrebbero avere il buon gusto e l'umiltà di tacere, avendo perso ogni credibilità dopo l'attribuzione della tripla "A" ai titoli tossici e ai derivati americani che hanno determinato la catastrofe finanziaria del 2008. Esse invece continuano a "pontificare" totalmente scollegate dalla realtà (loro sì, non Varoufakis). Oltretutto questi oracoli finanziari, sono sempre più in totale conflitto d'interessi facendo parte degli stessi gruppi che emettono i derivati  e acquistano i titoli pubblici.  
Convincerci che tutto questo sia normale è il capolavoro assoluto di questa Matrix politico finanziaria che domina tutto:  media,  partiti, associazioni imprenditoriali, fondazioni, uffici studi, banche, organismi internazionali. 
Ma torniamo ai nostri speculatori finanziari tedeschi, greci ed assiro babilonesi. Dopo che avranno ridotto il cittadino greco (come quello tedesco e quello italiano) al rango di debitore insolvente appartenente ad una nazione inferiore gravata da un debito ormai inesigibile, passeranno alla fase 3: le PRIVATIZZAZIONI! Presentate come la soluzione miracolosa che estingue il debito, esse sono invece il colpo di grazia definitivo per una nazione indebitata, perchè non solo non aiutano a estinguere il debito ma distruggono qualunque capacità di ripagarlo.
Le privatizzazioni sono il vero obiettivo di tutta questa tragica farsa, in cui i governi collusi degli stati debitori verranno costretti a svendere i propri assett, beni comuni e proprietà pubbliche a condizioni ridicole per pagare un ventesimo del debito residuo (vedi fondo di garanzia imposto dall'Eurogruppo a Tsipras). 
Come finisce la metafora? Non finisce, rimane aperta. Ciascuno immagini la fine che vuole. Qualcuno potrebbe accettare la logica folle del debito e rassegnarsi al proprio destino baciando la mano del carnefice come se fosse il dottore che ti sta curando (metafora usata da Strauss -Khan a Atene nel 2010).
Io preferisco immaginare un popolo di cittadini europei che si solleva contro questa Matrix multinazionale che ci rende schiavi da 60 anni, caccia i mercanti dal tempo e si re-impossessa della propria sovranità economica, energetica, alimentare e politica.  Mi piacerebbe immaginare che i responsabili di questa catastrofe non se la cavino a buon mercato. Vedere Barroso, Trichet o Olli Rehn che continuano a pontificare in giro pagati profumatamente per blaterare si stabilità finanziaria e austerità, è fortemente anti pedagogico per l'attuale Commissione Juncker perchè induce a credere che si possa impunemente distruggere l'economia reale a vantaggio di quattro speculatori finanziari mondiali, e farla franca. Per questo bisogna mettere in piedi un tribunale morale come il tribunale Russell per i crimini di guerra in Viet-Nam, contro le persone che hanno diretto le politiche catastrofiche della troika (a questo riguardo ci sarebbe questa proposta mia e di Sergio Di Cori Modigliani che invito tutti a leggere e sostenere: http://www.libero-pensiero.net/costituito-a-roma-il-tribunale-internazionale-altiero-spinelli-e-arrivato-il-momento-di-rialzare-la-schiena/). 
Dopodichè, dobbiamo uscire dall'Euro? 
No grazie! 
Escano loro, i falsi profeti della stabilità finanziaria a tutti i costi! 
Non sono loro i depositari dello spirito europeo. 
L'Europa non nasce come cane da guardia del rigore finanziario nell'interesse di pochi speculatori mondiali, ma come un grande spazio dei cittadini e per i cittadini, uno spazio di libertà, pace e prosperità, esportatore di diritti sociali, umani e civili negli altri continenti.  L'Europa nasce con il manifesto di Ventotene  di Altiero Spinelli, Eugenio Colorni e
Altiero Spinelli a Strasburgo nel 1985
Ernesto Rossi. E' una Europa molto impegnativa, ma è anche l'unica Europa possibile, perchè non c'è Europa fuori da quello spirito ed è a quello spirito che bisogna tornare.
 E' un sogno? Una pia illusione? Assolutamente no. E' proprio questo spirito che permise all'Europa di perdonare la Germania e di dare una chance alle nuove classi dirigenti post-nazismo sia abbuonando loro i debiti di guerra sia finanziando la ricostruzione con il piano Marshall. Quello spirito porterebbe oggi a aiutare la nuova classe dirigente greca e a uscire dalle infernali logiche dell'austerità.  Perchè l’Europa mone­ta­ria, unita solo dall’euro e domi­nata dalla teo­lo­gia dell’austerità, ha dimostrato di non fun­zionare come ripete in continuazione Varoufakis, e pro­prio il tentativo greco, anche se per ora naufragato fra mille contraddizioni e esitazioni, fa intravedere un piccolo segnale, quasi solo un presagio, ma un presagio molto concreto, di un futuro possibile in cui i cittadini escono da Matrix e si riprendono  il loro destino.
In Grecia, come in Germania, in Italia, come negli Stati Uniti e in tutto il mondo che la Matrix della speculazione finanziaria e della disumanizzazione dell'economia vuole rendere schiavo e che invece comincia a ribellarsi a tale destino... 






Chi volesse approfondire alcuni dei temi solo sfiorati in questo articolo, può leggere alcune delle mie fonti a cominciare da questo articolo che ricostruisce in termini reali e non fantasiosi quello che è successo in Grecia riguardo all'accumularsi del debito segnalo questo articolo a questo link: https://truthandsatire.wordpress.com/2015/07/03/greece-the-one-biggest-lie-you-are-being-told-by-the-media/ 

che riproduco per comodità di lettura:


GREECE — THE ONE BIGGEST LIE YOU ARE BEING TOLD BY THE MEDIA


Every single mainstream media has the following narrative for the economic crisis in Greece: the government spent too much money and went broke; the generous banks gave them money, but Greece still can’t pay the bills because it mismanaged the money that was given. It sounds quite reasonable, right?
Except that it is a big fat lie … not only about Greece, but about other European countries such as Spain, Portugal, Italy and Ireland who are all experiencing various degrees of austerity. It was also the same big, fat lie that was used by banks and corporations to exploit many Latin American, Asian and African countries for many decades.
Greece did not fail on its own. It was made to fail.In summary, the banks wrecked the Greek economy, and then deliberately pushed it into unsustainable debt … while revenue-generating public assets were sold off to oligarchs and international corporations. The rest of the article is about how and why.
If you are a fan of mafia movies, you know how the mafia would take over a popular restaurant. First, they would do something to disrupt the business – stage a murder at the restaurant or start a fire. When the business starts to suffer, the Godfather would generously offer some money as a token of friendship. In return, Greasy Thumb takes over the restaurant’s accounting, Big Joey is put in charge of procurement, and so on. Needless to say, it’s a journey down a spiral of misery for the owner who will soon be broke and, if lucky, alive.
Now, let’s map the mafia story to international finance in four stages.
Stage 1: The first and foremost reason that Greece got into trouble was the “Great Financial Crisis” of 2008 that was the brainchild of Wall Street and international bankers. If you remember, banks came up with an awesome idea of giving subprime mortgages to anyone who can fog a mirror. They then packaged up all these ticking financial bombs and sold them as “mortgage-backed securities” for a huge profit to various financial entities in countries around the world.
A big enabler of this criminal activity was another branch of the banking system, the group of rating agencies – S&P, Fitch and Moody’s – who gave stellar ratings to these destined-to-fail financial products. Unscrupulous politicians such as Tony Blair joined Goldman Sachs and peddled these dangerous securities to pension funds and municipalities and countries around Europe. Banks and Wall Street gurus made hundreds of billions of dollars in this scheme.
But this was just Stage 1 of their enormous scam. There was much more profit to be made in the next three stages!

Stage 2
 is when the financial time bombs exploded. Commercial and investment banks around the world started collapsing in a matter of weeks. Governments at local and regional level saw their investments and assets evaporate. Chaos everywhere!  Vultures like Goldman Sachs and other big banks profited enormously in three ways: one, they could buy other banks such as Lehman brothers and Washington Mutual for pennies on the dollar. Second, more heinously, Goldman Sachs and insiders such as John Paulson (who recently donated $400 million to Harvard) had made bets that these securities would blow up. Paulson made billions, and the media celebrated his acumen. (For an analogy, imagine the terrorists betting on 9/11 and profiting from it.) Third, to scrub salt in the wound, the big banks demanded a bailout from the very citizens whose lives the bankers had ruined! Bankers have chutzpah. In the U.S., they got hundreds of billions of dollars from the taxpayers and trillions from the Federal Reserve Bank which is nothing but a front group for the bankers.
In Greece, the domestic banks got more than $30 billion of bailout from the Greek people. Let that sink in for a moment – the supposedly irresponsible Greek government had to bail out the hardcore capitalist bankers.

Stage 3
 is when the banks force the government to accept massive debts. For a biology metaphor, consider a virus or a bacteria. All of them have unique strategies to weaken the immune system of the host. One of the proven techniques used by the parasitic international bankers is to downgrade the bonds of a country. And that’s exactly what the bankers did, starting at the end of 2009. This immediately makes the interest rates (“yields”) on the bonds go up, making it more and more expensive for the country to borrow money or even just roll over the existing bonds. From 2009 to mid 2010, the yields on 10-year Greek bonds almost tripled! This cruel financial assault brought the Greek government to its knees, and the banksters won their first debt deal of a whopping 110 billion Euros. The banks also control the politics of nations. In 2011, when the Greek prime minister refused to accept a second massive bailout, the banks forced him out of the office and immediatelyreplaced him with the Vice President of ECB (European Central Bank)! No elections needed. Screw democracy. And what would this new guy do? Sign on the dotted line of every paperwork that the bankers bring in.
(By the way, the very next day, the exact same thing happened in Italy where the Prime Minister resigned, only to be replaced by a banker/economist puppet. Ten days later, Spain had a premature election where a “technocrat” banker puppet won the election).
The puppet masters had the best month ever in November 2011.
Few months later, in 2012, the exact bond market manipulation was used when the banksters turned up the Greek bonds’ yields to 50%!!! This financial terrorism immediately had the desired effect: The Greek parliament agreed to a second massive bailout, even larger than the first one.
Now, here is another fact that most people don’t understand. The loans are not just simple loans like you would get from a credit card or a bank. These loans come with very special strings attached that demand privatization of a country’s assets. If you have seen Godfather III, you would remember Hyman Roth, the investor who was carving up Cuba among his friends. Replace Hyman Roth with Goldman Sachs or IMF (International Monetary Fund) or ECB, and you get the picture.

Stage 4
: Now, the rape and humiliation of a nation begin. For the debt that was forced upon them, Greece had to sell many of its profitable assets to oligarchs and international corporations. And privatizations are ruthless, involving everything and anything that is profitable. In Greece, privatization included water, electricity, post offices, airport services, national banks, telecommunication, port authorities (which is huge in a country that is a world leader in shipping) etc.
In addition to that, the banker tyrants also get to dictate every single line item in the government’s budget. Want to cut military spending? NO! Want to raise tax on the oligarchs or big corporations? NO! Such micro-management is non-existent in any other creditor-debtor relationship.
So what happens after privatization and despotism under bankers? Of course, the government’s revenue goes down and the debt increases further. How do you “fix” that? Of course, cut spending! Lay off public workers, cut minimum wage, cut pensions (same as our social security), cut public services, and raise taxes on things that would affect the 99% but not the 1%. For example, pension has been cut in half and sales tax increase to more than 20%. All these measures have resulted in Greece going through a financial calamity that is worse than the Great Depression of the U.S. in the 1930s.
Of course, the ever-manipulative bankers demand immediate privatization of all media which means that the country now gets photogenic TV anchors who spew propaganda every day and tell the people that crooked and greedy banksters are saviors; and slavery under austerity is so much better than the alternative.
If every Greek person had known the truth about austerity, they wouldn’t have fallen for this. Same goes for Spain, Italy, Portugal, Ireland and other countries going through austerity.Thesad aspect of all this is that these are not unique strategies. Since World War II, these predatory practices have been used countless times by the IMF and the World Bank in Latin America, Asia, and Africa.
This is the essence of the New World Order — a world owned by a handful of corporations and banks.
So, it’s time for the wonderful people of Greece to rise up like Zeus and say NO (“OXI” in Greece) to the greedy puppet masters, unpatriotic oligarchs, parasitic bankers and corrupt politicians.
Dear Greece, know that the world is praying for you. Vote NO to austerity. Say YES to freedom, independence, self-government, and democracy. Yes, democracy, the word that was invented by YOU!
P.S. (You can also watch this video where John Perkins – author of “Confessions of an Economic Hit Man” – talks about exploitation of Latin American and Asian countries using the same tools of debt-austerity-privatization. He used to do this for a living!   https://www.youtube.com/watch?v=RVsB07CcSNw )
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Per quanto riguarda le responsabilità  dei "prestatori", consiglio questo approfondimento: http://www.newrepublic.com/article/economy/95989/eurozone-crisis-debt-dont-blame-greece
Per approfondire il gioco sporco dell'Eurogruppo: http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2015/06/23/europe-is-destroying-greeces-economy-for-no-reason-at-all/
Per approfondire meglio la questione dei debiti della Germania: 
http://www.washingtonpost.com/blogs/wonkblog/wp/2015/06/23/europe-is-destroying-greeces-economy-for-no-reason-at-all/
Sul recupero dello spirito originario della costruzione europea consiglio questa intervista del filosofo tedesco Habermas:
http://www.repubblica.it/economia/2015/07/18/news/ju_rgen_habermas_l_egemonia_di_berlino_contro_l_anima_dell_europa_-119347727/ 


Sul Manifesto di Ventotene:
http://www.raistoria.rai.it/articoli/altiero-spinelli-il-manifesto-di-ventotene/3105/default.aspx

Sempre sul Manifesto di Ventotene, alcune considerazioni recenti di Guido Rossi: 
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-02-01/perche-europa-serve-manifesto-ventotene-102652.shtml?uuid=ABUywYnC

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