venerdì 30 dicembre 2016

ELOGIO DEL RAZZISMO.


Razzista. Lo ammetto. In questo fine anno funestato dalla violenza terrorista, sono diventato razzista. 
Era inevitabile. 
Sono diventato razzista contro questi deliranti politici servi di strategie globali che ci vogliono declassati a forza lavoro spendibile, a esercito di riserva di disoccupati disponibili a lavorare con pochissimi soldi, senza diritti e in condizioni umilianti. 
Sono diventato razzista contro le multinazionali occidentali sempre intente a massacrare l'ambiente, depredare le risorse naturali dei paesi dell'Africa, saccheggiare le ricchezze dell'Amazzonia. 
Le mani dei bambini che lavorano blue jeans in Turchia
Sono inorridito dagli Jihadisti del profitto che spremono come limoni lavoratori/bambini in Pakistan e in Turchia per le multinazionali degli articoli sportivi e della moda pret à porter occidentale, oppure giovani neolaureati nei call center di Taranto o di Bucarest per offrire servizi sempre più scadenti a costi sempre più stracciati, minatori in Cile e raccoglitori di pomodori e angurie a Nardò per perpetuare il modello fossile e eticamente insostenibile dell'energia e dell'alimentazione. 
Il disastro della Shell nel delta del Niger
Odio la razza dei petrolieri che uccidono gli attivisti come Ken Saro Wiva colpevoli solo di esporre al mondo la vergogna degli sversamenti petroliferi nel Delta del Niger o nell'Amazzonia ecuadoregna. 
Sono razzista contro gli scafisti cinesi e americani che con il loro "land grabbing" mettono virtualmente sui barconi nel Mediterraneo decine di migliaia di esseri umani espulsi dalle terre su cui lavorano
La "mano sporca" della Chevron
nell'amazzonia ecuadoregna.
da 
generazioni. 
Sono razzista contro i leader americani che si inventano Bin Laden e l'ISIS per garantire gli astronomici profitti delle multinazionali delle armi, del petrolio e della logistica.
Sento esplodere una improvvisa furia razzista contro i banchieri della finanza speculativa che distruggono i risparmi di una vita di migliaia di famiglie e contro quella classe politica complice e connivente che poi li premia con bonus milionari o con la presidenza di associazioni di categoria (tipo l'ABI).
Sono razzista contro le masse di idioti che cadono nel tranello fin troppo scoperto della guerra fra poveri, e che invece di insorgere contro gli aguzzini che li affamano e li riducono in miseria con il giochino della creazione di moneta dal nulla, rivolgono la loro rabbia contro il falso obiettivo di disperati che affrontano il mare su gusci di noce per sfuggire a guerra, morte, distruzione e miseria create sempre dagli stessi aguzzini. 

Sono razzista contro i produttori dei programmi pomeridiani di rincoglionimento televisivo sulle reti Mediaset come su quelle Rai, che traboccano di violenza, vippismo, cronaca nera descrizioni dettagliate di efferati omicidi compiuti da extracomunitari e che spacciano paura un tanto al chilo e insicurezza a spanne. 

E sono ancora più razzista contro quegli imprenditori della paura e dell'insicurezza che su di esse hanno costruito una fortuna personale e politica.


Distruzione e morte ad Aleppo - Siria
Sono convintamente razzista contro i fondamentalisti della finanza internazionale, artefici della peggiore operazione di distrazione di massa della storia e contro i poteri fossili criminali internazionali dispensatori di liquami petroliferi mentali che inquinano le facoltà intellettuali di masse di rincoglioniti sprovveduti che cadono come tordi nella trappola della guerra dei penultimi contro gli ultimi, neutralizzando il loro potenziale rivoluzionario rendendosi incapaci di distinguere un aguzzino dalla sua vittima e un fuggitivo terrorista da un fuggiasco terrorizzato che fugge via dalla Siria con la morte negli occhi.
Buon 2017 a tutti.

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venerdì 1 aprile 2016

Il petrolio sporca. Riflessioni in chiave referendum del 17 aprile sulle dimissioni del Ministro Guidi.

"ll Signore accolga la mia anima, ma la lotta del mio popolo continua"
Ken Saro Wiva, 
(Drammaturgo Nigeriano e difensore dei diritti degli Ogoni nel Delta del Niger 
devastato dagli sversamenti petroliferi della Shell. 
Giustiziato dal governo nigeriano nel 1995).





«Riprendere le esplorazioni di idrocarburi è un passaggio a cui non possiamo rinunciare per arrivare ad una bolletta energetica più leggera e sostenibile»

«il nostro Paese vanta il rispetto dei più elevati standard internazionali sulla tutela ambientale».
« non possiamo neanche permettere che intransigenze ambientaliste o resistenze locali blocchino esigenze nazionali di questa portata».
«non esiste alcuna comprovata correlazione negativa tra attività mineraria e i settori dell’agricoltura, della pesca e del turismo. Nonostante una diffidenza generalizzata verso il settore dell’oil&gas, queste attività possono coesistere con successo in uno stesso territorio».

Federica Guidi
Ecco 4 delle perle dell'ex ministro Guidi che ha appena presentato le sue dimissioni perchè coinvolta nello scandalo che vede inquisito il suo compagno, faccendiere per società di idrocarburi indagato per una storiaccia di sversamenti di sostanze petrolifere tossiche in Basilicata (alla faccia dei presunti "elevati standard sulla tutela ambientale"). 
Ma al netto delle polemiche sulle dimissioni della Guidi, e sulle NON dimissioni del Ministro Boschi, qui mi interessa sottolineare che questa ... "storia di amore e di petrolio" ci conferma quello che Jeremy Rifkin dice da sempre, e cioè che il petrolio sporca. 
Per il petrolio (e per le altre energie fossili) si fanno guerre, si sterminano popoli, si devastano territori, si avvelenano persone, si sgozzano innocenti. 
Per il petrolio (che garantisce profitti astronomici e immorali) la BP ha distrutto gli ecosistemi del golfo del Messico, la Shell ha allagato di liquami tossici il delta del Niger, gli occidentali guidati da W. Bush hanno sterminato centinaia di migliaia di civili in Irak e in Afghanistan.
Il modello energetico basato sui combustibili fossili, data la sua altissima intensità di capitali e bassa intensità di lavoro, attira speculatori come il sangue attira gli squali e "uccide" lavoro. 
Per la verità il lavoro non è l'unica cosa che uccide. 
Nel 1995 il drammaturgo e poeta nigeriano Ken Saro Wiva viene giustiziato dopo un frettoloso processo farsa dal corrottissimo establishment petrolifero nigeriano perché le proteste che aveva organizzato contro l'allagamento del Delta del Niger con prodotti petroliferi della Shell avevano dato molto fastidio sul piano internazionale.
Eroe. Ken Saro Wiva, ucciso il 10 Novembre 1995
Migliaia di persone sono morte nell'Amazonia Ecuadoregna per gli sversamenti effettuati dalla sussidiaria della Chevron, Texaco di milioni di litri di sostanze tossiche direttamente nei fiumi a cui attingevano per bere e coltivare i loro prodotti i contadini indigeni (crimine per il quale la Chevron è stata condannata a pagare un risarcimento di 18 miliardi di dollari al governo del Presidente Correa). 
Questo è il mondo degli idrocarburi: squali che appoggiano oligarchie locali corrotte per massimizzare i loro profitti inquinando e avvelenando l'ambiente e la salute degli esseri umani, perchè non inquinare costa e abbassa i loro profitti.  Una bella pantomima nella quale ci sono carnefici (i petrolieri) complici (la politica foraggiata) e vittime (i cittadini). 
Così è stato anche in questo caso che ha comportato lo sviluppo clamoroso delle dimissioni del Ministro per lo Sviluppo Economico.  
Il Presidente Correa nell'Amazzonia Ecuadoregna
Come nell'Amazzonia Ecuadoregna, nel golfo del Messico o nel Delta del Niger, anche in Basilicata l'ENI ha bisogno di sversare i propri liquami tossici nell'ambiente per non dover sottrarre troppi profitti ai dividendi di fine anno dei propri azionisti. Per fare questa porcheria si serve di faccendieri senza scrupoli come il compagno della Guidi, che viene per questo indagato ed intercettato e così gli investigatori mentre stanno cercando le prove per dimostrare questo reato scoprono anche il "traffico d'influenza" per far passare l'emendamento "sblocca Tempa Rossa" che Federica e Mariaelena avevano gioisamente concordato di mettere in Legge di Stabilità nei loro commoventi cinguettii telefonici. 
STOP TEMPAROSSA!
Le multinazionali speculative petrolifere a livello mondiale, hanno bisogno di una oligarchia corrotta che appositamente finanziata e arricchita, permetta loro di devastare l'ambiente dei loro incolpevoli concittadini. Nella Nigeria assassina di Ken Saro Wiva era gente come Sani Abacha e Abdulsalami Abubakar, nell'Ecuador dove spadroneggiava la Texaco/Chevron erano i vari Cordero, Cevello e Cordovés, e nell'Italia petrolizzata sono i vari Renzi, Guidi, Boschi, Letta, Prodi e compagnia cantando. Per non parlare della corrottissima oligarchia piddina lucana, che comincia ad essere evidente con l'arresto della Sindaca di Corleto Perticara in Basilicata, che si aggiunge alle inchieste su un paio di ex governatori di questa sfortunata regione  in cui chi inquina va al governo e chi denuncia, come la bravissima geologa Albina Colella viene messo all'indice e perseguitato pretestuosamente. (http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/741573/Condannata-professoressa-Unibas--Nove-anni.html) 
Non ci sono santi! Il petrolio sporca. Materialmente e metaforicamente. L'unico modo per non sporcarsi è quello di lasciarlo dov'è.
Quindi votare SI al Referendum del 17 aprile, ci permette di cominciare una seria strategia di decarbonizzazione del nostro Paese. Perchè ogni governo, che si impegni in politiche fossili, prima o poi diventa "petroloso". 
(Spero che l'Accademia della Crusca dopo aver autorizzato l'uso del neologismo "petaloso", voglia seriamente prendere in considerazione l'autorizzazione anche di questo mio neologismo).
PS
Al momento in cui scrivo, Renzi, che ha "apprezzato il lavoro della Guidi serio e competente al Ministero dello Sviluppo Economico" (letterale!) adesso pare voglia sostituirla con Teresa Bellanova (pare che il posto spetti a una donna...). 
La Bellanova ha opinioni non molto dissimili da quelle espresse dalla Guidi (vedere citazioni iniziali), e ha appena dichiarato che il referendum contro le trivelle è inutile e dannoso (Vedere per credere: http://www.unita.tv/focus/ecco-perche-il-referendum-sulle-trivelle-e-inutile-e-dannoso/)
Ma è mai possibile che in Italia la questione delle quote rosa, debba essere manipolata da gente come Renzi e Berlusconi per sabotare e dare una pessima immagine delle donne in politica, come se la scelta dovesse essere limitata solo alle Gelmini, le Carfagna, le Guidi, e le Bellanova? (in questo caso quote ... rosa/nero)
No che non è possibile. Ci sono anche donne come Albina Colella, che di ambiente ed energia ne capiscono infinitamente di più che la Guidi e la Bellanova, ma non diventano mai Ministre! 
Colella for President!
:)










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domenica 14 dicembre 2014

DISINVESTIRE DAI FOSSILI PER VINCERE LA SFIDA DEL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Mentre i negoziati sul clima della COP 20 di Lima, (la ventesima Conference of Parties dell'ONU per salvare il mondo dal disastro climatico, che precede la COP 21 che si terrà a Parigi il prossimo anno) sta entrando nella sua seconda settimana, attivisti di movimenti contro il cambiamento climatico di tutto il mondo organizzati sotto la sigla CAN - Climat Action Network) si sono dati appuntamento nella capitale peruviana per testimoniare il loro senso di urgenza  perchè il mondo intraprenda azioni urgenti a combattere questo fenomeno che può avere come conseguenza la scomparsa dell'essere umano dal pianeta e non il semplice abbassamento del livello della neve negli impianti sciistici di Saint- Moritz e Davos (Copyright Jeremy Rifkin).  Gli attivisti di CAN avevano organizzato un premio ironico (lo Sly Sludge Award, letteralmente il Premio per il Furbacchione Vischioso) che intendevano consegnare alla Shell in memoria dei loro sversamenti nel Delta del Niger costati la vita all'attivista nigeriano Ken Saro Wiva, leader della protesta della tribù degli Ogoni di cui ricorre quest'anno il 19 anniversario della sue esecuzione da parte di una corte prezzolata nigeriana, fomentata dalla Shell.
Ken Saro Wiva. Impiccato per la Shell.
La presenza di così tanti attivisti CAN ha innervosito non poco la Shell, destinataria del premio, e tutti gli altri grandi gruppi energetici che di questo disastro climatico sono i principali responsabili e che quindi sono i primi che dovrebbero pagare gli investimenti necessari alla decarbonizzazione del pianeta.
E siccome ormai il dibattito si è incanalato nei termini giusti, cioè è passato dalle mere questioni ambientali alle questioni finanziarie, con la strategia del "Fossil divest" ossia l'obiettivo di separare la finanza dai fossili, (una grande vittoria di quello che è ormai mondialmente conosciuto come il "Divestment Movement" mondiale)  i grandi gruppi energetici mondiali cominciano a sentire il terreno cedere sotto i loro piedi e a perdere la testa.
Così cosa hanno fatto?
Hanno indetto una conferenza organizzata con la fantasiosa sigla fantasiosa di IETA (International Emission Trading Association) per tranquillizzare tutti accampando che la questione delle emissioni nocive in atmosfera di anidride carbonica è stata messa sotto controllo,
Questa conferenza era stata originariamente chiamata “Why Divest from Fossil Fuels When a Future with Low-Emission Fossil Energy Use Is Already a Reality?” (= "perchè disinvestire dai combustibili fossili quando un futuro con fossili a basse emissioni è già una realtà") ma poi rendendosi conto di averla sparata grossa gli organizzatori hanno precipitosamente rinominato questa inutile conferenza  in modo molto meno impegnativo “How Can We Reconcile Climate Targets with Energy Demand Growth?” (= "come riconciliare gli obettivi climatici con la crescita della domanda energetica") coprendosi di ridicolo perchè nell'indirizzo IP del sito WEB è rimasto il titolo originale come gli attivisti CAN non hanno mancato di rilevare e divulgare con grande tempestività.
Cambio di tema in corsa per le lobby fossili. Ma la rete non perdona.
Perchè tanto nervosismo? Perchè i grandi monopoli fossili hanno già visto come conseguenza della campagna del "Divestment movement" ben 700 investitori fra pubblici e privati  ritirare  all'incirca 50 miliardi di dollari dai fossili, e loro lo sanno che se questa emorragia di fresh cash continua (e tutto fa presagire che continuerà) per i fossili è finita perchè senza l'ossigeno dei capitali freschi iniettati in continuazione i fossili sono morti.
Cerchiamo di chiarire perchè.

La seconda rivoluzione industriale (l'era del petrolio) nasce grazie  alla scoperta non degli idrocarburi, ma della possibilità economica di sfruttarli.
Infatti il "fuoco greco"  e la pece erano già noti ai tempi dei romani e anche utilizzati per applicazioni belliche, ma il loro sfruttamento intensivo è stato possibile solo quando l'uomo è riuscito a utilizzare ingenti risorse finanziarie per esplorare e poi sfruttare le riserve fossili del giurassico lasciate nel sottosuolo per centinaia di milioni di anni.
Nasce così il connubio fra grande finanza internazionale e monopoli energetici.
Infatti il petrolio e gli altri idrocarburi sono fonti energetiche ad altissima intensità calorica che però può essere sfruttata solo con una altissima intensità di capitali.
In altre parole per estrarre, stoccare, trasportare, raffinare e distribuire un barile di petrolio è necessario spendere capitali ingentissimi ma alla fine del ciclo economico si ottengono ricavi ancora più ingenti per cui chi investe sarà soddisfatto. Ma non si tratta di investimenti che erano (e tuttora non sono) alla portata di tutti. Coloro che disponevano di quei capitali ingentissimi duecento anni fa erano pochissimi grandi gruppi finanziari nascenti che sono diventati monopoli della finanza speculativa proprio grazie alla capacità dei loro investimenti negli idrocarburi di moltiplicare esponenzialmente il capitale investito.
Dobbiamo cominciare da questa considerazione: la grande finanza mondiale oggi non esisterebbe (almeno non nella forma in cui la conosciamo) se  non fosse stato per il suo connubio con il petrolio.
Purtroppo per il resto dell'umanità però, questo investimento  ha comportato  due conseguenze negative difficilmente trascurabili e su cui ormai si è accesa l'attenzione mondiale: l'entropia fisica e l'entropia sociale.
1) L'ENTROPIA FISICA
I grandi investimenti effettuati  dai grandi finanziatori nelle attività estrattive energetiche e industriali basate sui combustibili fossili sono la giustificazione ideologica dei loro astronomici profitti.
Ma quello che manca all'appello sono i costi esterni che, se dovessero essere messi in conto, renderebbero tutte le attività della seconda rivoluzione industriale anti economiche.
Perchè se è vero che chi fa un impianto fossile "rischia" (le virgolette sono d'obbligo perchè ormai con i prodotti finanziari derivati, il rischio degli investimenti finanziari non esiste più)  soldi che sono suoi, l'aria la terra, l'acqua e le altre risorse naturali che consumano e distruggono questi processi sono di tutti.

Entropia ambientale e fisica a Taranto: l'ILVA. 
E dunque, si devastano risorse naturali e beni comuni che appartengono a tutti per il profitto di pochi. Detta così pare un affermazione difficilmente contestabile ma proviamo a calarla nello specifico. Questo significa che gli investimenti effettuati dallo Stato nel siderurgico Italsider di Taranto negli anni sessanta, (poi frettolosamente e approssimativamente svenduto all'ILVA della famiglia Riva) hanno legittimato la devastazione  (nelle forme intensive che tutti conosciamo) del territorio dei tarantini, l'inquinamento della foce dello storico fiume Galeso sulle cui sponde gli spartani si fermarono quando decisero di costruire la colonia Taras, la atrofizzazione del meraviglioso bacino del Mar Piccolo, unico al mondo.
Per non parlare di quel bene pubblico che è la salute e che l'ILVA ha fatto a pezzi senza nessun riguardo?

Altro esempio illuminante: il finanziamento della costruzione della centrale a carbone di Cerano a Brindisi, ha permesso agli azionisti dell'ENEL di "comprare" anche il diritto a devastare chilometri di costa, decine di miglia marine e uno dei paesaggi più belli di Puglia con il loro orribile "scivolo a mare con ciminiera"
Entropia ambientale a Cerano. L'orribile scivolo a mare da Campo di mare
che deturpa tutta la costa a sud di Brindisi e a nord si lecce, da Torre Mattarelle a Lendinuso a  Campo di Mare, a Casalabate a Torre Rinalda.
Stesso ragionamento potremmo fare per le splendide sabbie di Priolo a Siracusa, la rada di Augusta ridotta a uno dei posti più contaminati del mondo, la laguna di Venezia con il petrolchimico di Porto Marghera, la raffineria di Milazzo che devasta la costa di fronte alle splendide isole Eolie, la centrale a carbone di Civitavecchia, la laguna di Porto Vesme in Sardegna sconquassata dalla Saras di Moratti...
Il fatto di aver messo soldi nella costruzione di quegli impianti conferisce il diritto di contaminare il territorio, l'acqua e l'aria che sono di tutti?
I beni comuni sono compresi nel prezzo dell'investimento fossile?

Se la risposta è no, allora domandiamoci ulteriormente: cosa resterebbe alla famiglia Riva se dovessero pagare le bonifiche per l'ILVA di Taranto?
O se la Tepco dovesse davvero rimborsare le devastazioni provocate dalla centrale nucleare impazzita di Fukushima alle migliaia di attività economiche rese impossibili nel raggio di cento chilometri?
O se la BP dovesse davvero riportare in pristino l'ecosistema del golfo del Messico devastato dall'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon?

Ecco che allora diventa chiaro che l'insensatezza degli investimenti nel fossile non  è solo ecologica, ma è anche economica, se consideriamo, come è giusto fare, i costi indiretti (le cosiddette "externalities") della seconda rivoluzione industriale, che l'Agenzia Internazionale per l'Energia stima a quasi 1500 miliardi di dollari l'anno (più di tutti i profitti aggregati delle aziende petrolifere).

2) L'ENTROPIA SOCIALE.
L'energia fossile permette di ottenere risultati  attraverso un uso intensivo delle macchine, anzichè del lavoro dell'uomo.
Nella prima rivoluzione industriale ciò avviene grazie al carbone che bruciando produce il vapore che fa muovere i grandi motori esotermici di piroscafi, locomotive, presse per la stampa e per l'industria.
Nella seconda rivoluzione industriale questo avviene attraverso il petrolio che per l'ultimo secolo, ha mosso i motori endotermici, ossia il motore a scoppio di automobili, aerei, turbine etc.
Conseguenza di tutto ciò?
Il lavoro dell'uomo è diventata una variabile spendibile e comprimibile del  ciclo produttivo alimentato dalla finanza speculativa, e  dunque un disvalore, da valore che era.
Il processo subisce oggi una accelerazione con l'automazione dei processi produttivi completamente automatizzati
La Società a Costo Marginale Zero
progressivamente stanno eliminando qualunque forma di lavoro umano, quasi totalmente rimpiazzato dalle macchine (tanto che le fabbriche di ultima generazione vengono definite "lights out" ossia a luci spente come sottolinea Rifkin nel suo ultimo libro, la Società a Costo Marginale Zero)
Il lavoro dell'uomo si limita a pochissime funzioni di controllo delle macchine altamente specializzate.
Questo, è alla base di quella "disoccupazione tecnologica" denunciata da Rifkin fin dal 1995 quando pubblico il suo fondamentale saggio "LA FINE DEL LAVORO".
La Fine del Lavoro di Jeremy Rifkin
Rifkin in quel'opera va oltre e identifica con precisione un altro fenomeno conosciuto come la "jobless recovery" (ripresa senza occupazione) , destando l'ilarità degli economisti  vecchio stampo della scuola di Chicago, che lo criticarono senza ritegno perchè erano prigionieri del dogma ultra liberista secondo cui se la produttività d'impresa cresce, di conseguenza cresce anche il lavoro, un dogma imposto dal pensiero economico di Milton Friedman e che è alla base di tutti i disastri economici, sociali e politici degli ultimi 170  anni, derivante da una lettura superficiale e interessata della teoria della mano invisibile elaborata da Adam Smith.
Con quel libro, Rifkin dimostrò che in conseguenza delle scelte energetiche contrarie alle leggi della termodinamica e in violazione  delle risorse naturali e della biosfera nonchè dei diritti dei lavoratori, la produttività dell'impresa stava aumentando a discapito della componente lavoro
Rifkin predisse quello che oggi è sotto gli occhi di tutti e cioè che il lavoro non si stava "delocalizzando".
Stava proprio scomparendo.
Infatti le delocalizzazioni delle unità produttive delle multinazionali occidentali nei paesi del terzo mondo che praticavano (e tuttora praticano) bassi standard giuslavoristici e politiche di "dumping" sociale, hanno fatto "scomparire" il lavoro in occidente.
Ma  il lavoro manuale (e anche quello intellettuale grazie alla Intelligenza Artificiale) sta cominciando a scomparire anche in Cina, in Messico e in Moldova, perchè i costi di installazione e gestione della macchina e di automazione dei processi produttivi, stanno crollando al di sotto del costo del lavoro, ancorchè molto ridotto, anche in quei paesi.
Da questo discende la conseguenza che è sotto gli occhi di tutti: l'attacco concentrico e simultaneo ai diritti dei lavoratori in tutti i Paesi occidentali, mirante a ottenere un livellamento al ribasso dei diritti (o meglio non diritti) dei lavoratori nei paesi emergenti, in modo da porre meno freni, vincoli e fattori di rallentamento possibile alla  libera circolazione dei capitali (leggi speculazione finanziaria).
In quest'ottica anche l'attacco del governo Renzi contro l'articolo 18 e il sindacato, assumono un altro significato, quello di punta di diamante di una strategia mondiale mirante a distruggere il lavoro e le normative a tutela dell'ambiente e dei beni comuni, visti come un appesantimento della produttività e quindi una diminuzione delle "bottom line profit figures" cioè dei profitti globali delle imprese finanziatrici dell'economia reale.
In questo modo gli speculatori finanziari mondiali (a me piace chiamare le cose con il loro nome invece di usare l'ipocrita denominazione di "mercati finanziari"), nella seconda rivoluzione industriale sono diventati i principali protagonisti dell'economia mondiale e i principali responsabili dell'entropia fisica e sociale prodotta.
Bisogna anche capire che quello dell'energia è un falso mercato. O meglio, un mercato falsato. L'abbassamento dei livelli di investimento privato viene compensato da un livello sempre più alto di sussidi pubblici(alla faccia del libero mercato), per le fonti fossili. In altre parole, paghiamo per aumentare i livelli di inquinamento. 
Il World Energy Outlook 2014 dell'Iea ricorda che nel 2013 gli incentivi al consumo per i combustibili fossili, (responsabili dell'84% delle emissioni serra), hanno raggiunto quota 550 miliardi di dollari. Se al conteggio aggiungiamo i danni ambientali, sanitari e sociali prodotti dall'uso di petrolio, carbone e gas (di cui si parlava poc'anzi) si arriva - stime del Fondo monetario internazionale - a 1.900 miliardi di dollari (circa il 2,5% del Pil globale). 
Per contro gli  incentivi andati alle rinnovabili nel 2013 sono solo 120 miliardi. Non avete letto male. Ripeto: 550 miliardi alle fonti fossili e 120 miliardi alle rinnovabili. I sussidi ai fossili sono in continua crescita. Erano 544 nel 2012, 523 nel 2011 e 412 nel 2010. Si prevede che questi fondi, destinati per il 92% ai produttori petroliferi, nel 2020 arriveranno a quota 660 miliardi, pari allo 0,7% del Pil mondiale. 
Tutto questo non è più sostenibile. 
Oggi, con l'azione di Climate Action Network,  entra nella coscienza collettiva del nostro tempo e diventa senso comune, che gli investimenti necessari a mantenere in vita un sistema energetico basato sui fossili non sono più sostenibili nemmeno economicamente, e che se lo sono stati fino ad oggi è solo perchè i danni all'ambiente e alla salute umana da essi provocati sono stato pagati dalla collettività.
Tutto questo oggi diventa inaccettabile e le manipolazioni informative e i piagnistei dell'industria fossile, che usa ipocritamente i pochi posti di lavoro che ancora sopravvivono come scudi umani non ingannano più nessuno.

Lode a quei ragazzi e attivisti che a Lima hanno messo in evidenza tutto questo con grande intelligenza durante la COP 20.

E prepariamoci alla madre di tutte le battaglie a Parigi per la COP 21 nel dicembre 2015





per approfondire:
http://grist.org/climate-energy/fossil-fuel-companies-grow-nervous-as-divestment-movement-grows-stronger/?utm_content=bufferadd4c&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

e anche :
http://www.repubblica.it/ambiente/2014/12/12/news/incentivi_combustibili_fossili-102730024/?ref=HRLV-16

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mercoledì 4 giugno 2014

NON ABBIATE PAURA

"Non abbiate paura!"

Con queste bellissime parole  Karol Woytila si presentò al mondo nella sua prima liturgia domenicale da Santo Padre,il 22 ottobre 1978.

Non abbiate paura! ... aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! ...
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra. È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione... Non abbiate paura

Iqbal Masih nacque nel 1983 in una famiglia molto povera. A quattro anni già lavorava in una fabbrica di tappeti.[1]
Iqbal Masih
Quando aveva cinque anni i suoi familiari si indebitarono per pagare le spese matrimoniali del primogenito[senza fonte] e Iqbal fu ceduto a un fabbricante di tappeti per l'equivalente di 12 dollari. Fu quindi costretto a lavorare un minimo di 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana, incatenato al telaio, con uno stipendio pari ad una sola rupia (corrispondente a pochi centesimi di euro).
Cercando di fuggire, si rivolse alla polizia ma venne riportato alla manifattura e bastonato per punizione[senza fonte].
Nel 1992 riuscì a uscire di nascosto dalla fabbrica/prigione e partecipò insieme ad altri bambini ad una manifestazione del Bonded Labour Liberation Front, (BLLF), organizzazione fondata da Ullah Khan che ottenne nello stesso anno la promulgazione del Bonded Labor System Abolition Act.[2] Ritornato nella manifattura, si rifiutò di riprendere il lavoro malgrado le percosse. Il padrone disse alla sua famiglia che il debito contratto anziché diminuire era aumentato a diverse migliaia di rupie, pretendendo di inserirvi lo scarso cibo dato a Iqbal, supposti errori di lavorazione eccetera. La famiglia fu costretta dalle minacce ad abbandonare il villaggio e Iqbal, ospitato in un ostello dalla BLLF, ricominciò a studiare.
Dal 1993 cominciò a viaggiare e a partecipare a conferenze internazionali, sensibilizzando l'opinione pubblica sui diritti che nel suo paese erano negati ai bambini, e contribuendo al dibattito sulla schiavitù mondiale e sui diritti internazionali dell'infanzia.

Nel dicembre del 1994 ottenne un premio (sponsorizzato da un'azienda di calzature) di 15.000 dollari, con il quale decise di finanziare una scuola nel natìo Pakistan. In una conferenza a Stoccolma, affermò che «Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite». Ricevette una borsa di studio, ma la rifiutò: aveva deciso di rimanere in Pakistan, per portare avanti la sua campagna.
Nel 1995, nella città di Lahore, partecipò ad una conferenza contro la schiavitù dei bambini. Grazie a lui, circa tremila piccoli schiavi poterono uscire dalla loro condizione: sotto la pressione internazionale, il governo pakistano iniziò infatti a chiudere decine di fabbriche di tappeti.
Di sé disse «da grande voglio diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo».

Il 16 aprile 1995, a solamente 12 anni, Iqbal Masih venne assassinato, mentre si stava recando in bicicletta in chiesa (l'edificio era situato nei pressi della casa di sua nonna dove poi sarebbe andato) con i suoi cugini Liaqat e Faryad. «Un complotto della mafia dei tappeti» disse Ullah Khan subito dopo il suo assassinio.
La polizia pakistana attribuì il gesto ad un contadino col quale Iqbal avrebbe avuto una lite.
Alcuni testimoni affermarono di aver visto una macchina (dai finestrini oscurati) avvicinarsi al ragazzo in bici. Dall'auto sarebbero poi partiti dei colpi di arma da fuoco che ne avrebbero causato la morte.
Iqdal non ha avuto paura! Adesso non c'è più ma il suo insegnamento vive dentro tutti coloro che si ribellano all'ingiustizia di un mondo incapace di distinguere fra progresso e profitto, benessere e opulenza, sobrietà dei consumi e macelleria sociale, fra disciplina di partito e intimidazione.
La storia di Iqdal dice a tutti noi che la ribellione a un sistema ingiusto non è un'opzione ma un dovere morale. Che di fronte alla falsità affermata come verità non possiamo, non dobbiamo tacere. 
Le forze soverchianti di un'economia che che non rispetta i bambini per favorire il profitto di pochi grandi speculatori finanzari rivoltanti come grassi  porcelli protesi nell'unico scopo chn hanno che è quello  di accumulare più ricchezze di quelle che essi possano mai utilizzare nella loro miserabile vita terrena, hanno schiacciato un povero bambino che era riuscito a liberarsi dalla paura.
Oggi, di fronte alle intimidazioni di chi detiene un potere contro di noi, sia esso un potere economico, politico, sociale, un potere di ricatto o una capacità di intimidazione, a ricordarci di essere uomini, di reagire da uomini di fronte alla falsificazione sistematica della verità operata da uomini che si fingono innovatori ma che in realtà tendono a perpetuare lo stato di cose che essi stessi a parole dicono di voler cambiare, c'è Iqbal a ricordarci di quell'esortazione di un Papa appena eletto pronunciata con voce vibrante nel caldo ottobre romano, una esortazione ripresa inconsapevolmente da un bambino pakistano che rappresenta, anche e sopratutto da morto un esempio luminoso per tutti noi.
"Non abbiate paura" come non ne ebbero il Capitano Thomas Sankara assassinato in Burkina Faso perchè al debito in dollari del suo paese osò opporre il debito di sangue, carne e disperazione di trecento anni di schiavismo, e Patrice Lumumba che osò alzare la testa contro le oligarchie corrotte del Congo vendute ai regimi coloniali occidentali, Ernesto Che Guevara
ucciso nella selva boliviana mentre combatteva al finaco dei più umili invece di godere degli allori della vittoria cubana,  Salvador Allende che osò ricordare a Nixon che il Presidente del
Ken Saro Wiva
Cile era lui, Ken Saro Wiva che diede voce al popolo degli Ogoni contro la Shell e venne impiccato dai satrapi petroliferi del governo nigeriano così da permettere al gigante fossile di continuare a sversare petrolio nel delta del Niger, Rafael Correa che combatte la sua battaglia contro il debito immorale imposto dalla burocrazia internazionale incompetente e disonesta ai suoi
predecessori corrotti e contro l'arroganza della Chevron che non vuole pagare la bonifica dell'Amazzonia Ecuadoregna violentata per due decenni dalla Texaco, Ghandi, Martin Luther King, Falcone e Borsellino, che andarono incontro alla loro sorte sorretti dalla forza della Verità.
Non abbiate paura come Yvan Sagnet chein quell'agosto del 2011 dimostrò al mondo che il sistema dei caporali nell'agricoltura pugliese poteva essere sconfitto dalla lotta dei ragazzi stranieri della Masseria Boncuri, spinti dall'anelitò di libertà che soffiava dai loro paesi.
Non abbiate paura come Iqbal Masih che si ribello al furto di infanzia e fu ucciso per uccidere la speranza di tutti i bambini come lui che il mondo per loro potesse essere qualcosa di più che una fabbrica di tappeti e di morte. 
Yvan Sagnet, leader della rivolta di Nardò contro il caporalato
President Rafael Correa
Ribellatevi all'imposizione della menzogna attraverso i canali in cui un tempo passava la verità!
Ribellatevi all'intimidazione di  oligarchie autocratiche ispirate a un senso di morte che passano comunicati preconfezionati spacciati come la verità assoluta
Ribellatevi alla rassegnazione imposta con la neolingua orwelliana che vi fa odiare chi dice la verità e amare chi vi impone la sua menzogna.
Voi avete il potere, non loro!
Non abbiate paura!

















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