L'UNICA ILVA "ECOCOMPATIBILE" E' L'ILVA CHIUSA!
Ha fatto il giro del web l'immagine delle mamme di Taranto che vanno a chiudere l'ILVA.
Ebbene si l'hanno proprio chiusa materialmente mettendo dei bei lucchetti al cancello di uscita del settore dirigenti.
Ma per capire l'esasperazione dei genitori di Taranto bisogna fare qualche passo indietro.
Innanzitutto bisogna contestualizzare l'ILVA nel suo tessuto urbano: un vero e proprio stupro alla città.
Da decenni è stato imposto ai tarantini di sopportare malattia e morte in nome della strategicità della siderurgia e dello stipendio di chi ci lavora.
Immancabilmente gli industrialisti, i sindacati e il mondo confindustriale che sull'acciaio e le sue laute sovvenzioni pubbliche ci marciano, hanno risposto per anni a chi domandava la chiusura del "mostro" (come lo ha chiamato Federico nel suo commovente disegno prima di morire) "si chiudiamo l'ILVA e poi veniamo a mangiare a casa tua..." dimenticando che l'ILVA è un carrozzone assistito ormai incapace di produrre utili ma solo perdite poi ripianate dallo Stato con i Decreti Salva ILVA, per cui, in realtà già mangiate a casa nostra cari "ILVISTI", perchè i vostri salari li paghiamo noi con i soldi delle tasse visto che l'ILVA non in grado di stare sul (famoso) mercato.
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| Il disegno di Federico |
Infatti il lavoro è in perdita per cui ogni anno da ben 11 anni è lo stato che deve intervenire per iniettare liquidità in una impresa che, più che strategica, a me pare in rianimazione. Sono ben 11 infatti i decreti salva ILVA costati una media di 1 miliardo di euro l'uno all'erario (altro che strategicità dell'acciaio!) che hanno permesso di tenere aperta l'ILVA a Taranto. E' molto interessante al riguardo lo studio condotto dalla Associazione Giustizia per Taranto, che rivela i costi reali sopportati dalla collettività per tenere aperto il "mostro" ILVA.
https://www.scribd.com/document/377124680/Piano-Taranto
Ma il dramma non è solo economico. Anzi è principalmente ambientale e sanitario. Le statistiche sono da brivido. 800 bambini morti negli ultimi 10 anni per malattie soprattutto polmonari e oncologiche e decine di migliaia di persone malate. L'ILVA ha trasformato Taranto in un immenso ospedale con annesso obitorio.
Questo è stato riconosciuto due settimane fa anche dalla
Corte Europea per i Diritti dell'UOMO (CEDU) di Strasburgo, che ha decretato che lo Stato Italiano autorizzando le emissioni dell'ILVA ha violato i diritti umani dei tarantini
Lo Stato secondo la CEDU, non ha predisposto un quadro normativo ed amministrativo “idoneo a prevenire e ridurre gli effetti gravemente pregiudizievoli sulla vita e sulla salute dei residenti derivanti dal grave e persistente inquinamento prodotto dal complesso dell’Ilva, nonché, la violazione del diritto al rispetto della vita privata e familiare per aver tenuto − grazie ai ripetuti decreti c.d. “salva Ilva” − “l’impianto in funzione sotto la propria gestione a dispetto della normativa europea e delle decisioni della magistratura volte a sospendere l’attività del siderurgico e per aver omesso di informare la popolazione locale dei rischi derivanti dall’esposizione prolungata agli agenti inquinanti emessi dall’Ilva”.![]() |
| Lina Ambrogi Melle |
Mercoledì 17 e giovedì 18 gennaio al Tamburi scuole chiuse e genitori arrabbiati. "E' la decima volta dall'inizio dell'anno scolastico che il diritto allo studio viene negato - scrive una mamma su Facebook - perché i bambini del Tamburi devono essere diversi da tutti gli altri?".
limitazioni del traffico l'Asl suggerisce alcune prescrizioni per la tutela della salute, come tenere chiuse le finestre e limitare le attività all'aperto negli orari ritenuti più pericolosi, cioè tra le 12 e le 18. Suggerimenti indicati soprattutto per le fasce più a rischio, soggetti asmatici, cardiopatici, anziani e bambini, da proteggere, secondo Arpa e Asl che hanno elaborato il piano, non si può aprire le finestre, non si può andare a scuola, non si può giocare nei parchi, non si può neanche uscire di casa.
Insomma non volendo chiudere l'ILVA, si chiude TARANTO!
Eppure le cose sarebbero andate molto diversamente se fossero state seguite le prescrizioni della Commissione AIA
del 2007 voluta dall'allora Ministro Alfonso Pecoraro Scanio e presieduta dall'avvocato Maurizio Rizzo Striano e dal prof. Erasmo Venosi, che prevedeva la copertura e anche la pavimentazione dei parchi minerari, il divieto di utilizzo del petcoke perche' l'uso di questa sostanza al posto del carbone produce il benzo(a)pirene,
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| L'avvocato Maurizio Rizzo Striano |
il monitoraggio in continuo della qualità dell'aria nelle cokerie, il divieto di discarica illegale ( la famosa Mater Gratiae) e il contenimento delle emissioni in limiti talmente stringenti che l'ILVA per rispettarli avrebbe dovuto spendere più soldi di quanto guadagnava, e quindi avrebbe chiuso. Proprio per questo le lobby industriali fecero fiamme e fuoco contro questa AIA e contro i Ministro Pecoraro Scanio e tutto il governo Prodi.
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| Il fisico Erasmo Venosi |
Dopo il ritorno al potere del centro destra di Berlusconi, (che invece di ambizioni ambientaliste non ne aveva alcuna, tanto che tentò perfino di reintrodurre il nucleare e venne sonoramente sconfitto dal referendum del giugno 2011) e dopo che si fu insediata al Ministero dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, uno dei primi atti della ministra berlusconiana fu l'annullamento dell'AIA del precedente Ministro (che non era ancora conclusa) e la richiesta di una nuova AIA (di comodo) a personaggi che poi sono stati inquisiti tanto che l'Espresso il 7 novembre 2008 vi ha dedicato un intero servizio intitolato "GIOCHI DI PRESTIGIACOMO" (vedere articolo in fine pagina).
Infatti (ci ricorda l'ESPRESSO) "21 membri della Commissione IPPC (Direttiva Europea per la prevenzione e il controllo integrati dell'inquinamento (Integrated Pollution Prevention and Control Directive), a suo tempo nominata da Prodi, e che in meno di un anno avevano chiuso 78 istruttorie, hanno fatto ricorso al TAR contro la loro estromissione decisa dal ministro Prestigiacomo. I membri dell'ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama".
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| Patrizia Todisco |
In più, come se non bastasse, Calenda previde (e Di Maio ha scandalosamente confermato), oltre all'immunità penale anche una specie di immunità civile.
In altre parole, l'accordo che aggiudicava ILVA alla Arcelor Mittal prevedeva che in caso di disaccordo sulle prescrizioni ambientali, invece di andare dal Giudice ordinario, ci si sarebbe affidati a un arbitrato, di un certo Maurizio Onofrio, un professore torinese
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| il consulente ILVA Maurizio Onofrio |
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| Giorgio Assennatto |
Il caso è stato portato in parlamento dal deputato del PD Ubaldo Pagano e adesso indiscrezioni non confermate affermano che pare che Onofrio
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| Ubaldo Pagano |
sparato a alzo zero quando peroravano la chiusura del sidrurgico), e il Sindaco di Taranto emetteva l'ennesima ordinanza Wind Days, di chiusura delle scuole e di divieto di circolazione all'aria aperta, la cittadinanza si mobilitava per ricordare i piccoli angeli che non ci sono più.
insorti e al grido di "La chiudiamo noi l'ILVA!!!" e sono andati a compiere il plateale gesto dimostrativo della apposizione di un catenaccio al cancello dirigenti.
E per essere più precisi, un dinosauro che non vuole estinguersi, anche se l'asteroide già illumina il suo campo visivo. Facciamo in modo che il dinosauro non faccia altre vittime prima di soccombere al progresso e inginocchiarsi al futuro.
Uccidiamo il mostro, chiudiamo l'ILVA e lanciamo Taranto verso un futuro post carbon digitale, sharing, circolare.
Questo ci dicono quei genitori di Taranto che mettono lucchetti alla gabbia del mostro!
Che l'unica ILVA ... "ecocompatibile" è l'ILVA ... CHIUSA!
https://www.studio100.it/vi-chiudiamo-gesto-simbolico-cittadini-del-rione-tamburi/
http://espresso.repubblica.it/archivio/rubriche/2008/11/07/news/giochi-di-prestigiacomo-1.10766
SULL'ILVA ECOCOMPATIBILE DELLA LEZZI
https://www.corriereditaranto.it/2019/03/02/ex-ilva-ministro-lezzi-pue-essere-ecocompatibile-toglieremo-immunita-penale/
SUL RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO
http://www.inchiostroverde.it/2019/01/24/ex-ilva-ambrogi-melle-sentenza-cedu-accerta-le-violazioni-dei-diritti-fondamentali-alla-vita-ed-alla-salute/
https://www.radioradicale.it/scheda/563893/caso-ilva-la-sentenza-della-corte-europea-dei-diritti-delluomo?fbclid=IwAR0vuZamN1yROW0tzQADy0nfn3XWquP1GakZNhGEvxpWruSmAApoMpd8Qak
SUI WIND DAYS
https://bari.repubblica.it/cronaca/2018/01/17/news/taranto_wind_day_chiusura_scuole-186657949/
Etichette: AIA ILVA, ARCELOR MITTAL, CEDU, Erasmo Venosi, ILVA, Lina Ambrogi Melle, Maurizio Rizzo Striano, Taranto














































