domenica 17 maggio 2015

BARBARA SPINELLI E LA SINISTRA TRADITA

Barbara Spinelli abbandona la lista Tsipras. 
Barbara Spinelli e Jeremy Rifkin
al Parlamento Europeo

I suoi motivi (secondo me condivisibilissimi) sono espressi in modo esaustivo nell'intervista che metto in calce a questa mia riflessione. 
Siccome molta polemica ha destato il fatto che non si sia dimessa da europarlamentare, ci terrei a spostare l'asse della discussione su un livello un po' più elevato e utile. 
Quando Barbara Spinelli denuncia che ci sono delle battaglie che la sinistra ha rinunciato a combattere, e cita l'esempio del reddito di cittadinanza, dice una cosa vera e che va molto oltre questo caso particolare. 
La sinistra in Italia (e non solo in Italia)  non esiste più perchè ha tradito i suoi valori fondamentali di giustizia sociale, tutela del lavoro e protezione delle classi più deboli. 
A ciò io, vecchio militante ecologista nel PCI degli anni 70, aggiungo anche il tradimento della visione di un modello di sviluppo compatibile con la biosfera, gli ecosistemi,  e con le leggi della termodinamica. Quest'ultimo "tradimento" trascende il caso Italia e (purtroppo) si rivela una malattia mondiale della sinistra, dai democratici americani che sostengono "big oil",  trivellazioni a go go e shale gas, ai peggiori disastri ecologici perpetrati nei Paesi del comunismo reale (Cina, Russia, Polonia, Romania, Ucraina etc). 
Ma proprio di fronte alla crisi strutturale della seconda rivoluzione industriale (ovvero dell'economia finanziaria basata sul petrolio), il movimento internazionale progressista avrebbe potuto prendere la palla al balzo e abbracciare una visione nuova (proposta da Rifkin all'Internazionale Socialista  mondiale a giugno 2008 a Lagonissi in Grecia su invito dell'allora Presidente dell'Internazionale, Georges Papandreu), che vede nella lotta
Papandreu apre l'Internazionale Socialista di Lagonissi nel 2008
all'economia fossile al cambiamento climatico e all'inquinamento, anche una grande occasione di redistribuzione del reddito e di livellamento delle disparità economiche insostenibili generate dalla seconda rivoluzione industriale. Una sinistra che rinuncia al sogno della redistribuzione della ricchezza ma continua a sostenere una economia fossile centralizzata ad altissima intensità di capitali e a bassa intensità di lavoro (che si sta progressivamente esaurendo), solo perchè nei grandi impianti i lavoratori sono più facilmente associabili in aggregazioni sindacali e politiche, ha rinunciato alla sua funzione principale per accontentarsi delle briciole del capitalismo speculativo predatorio mondiale. Ci sono innumerevoli manifestazioni di questo curioso fenomeno di tradimento degli scopi e degli ideali della sinistra a livello mondiale.  La sinistra mondiale infatti, ha preferito darsi attivamente da fare per salvare le banche e l'economia finanziaria speculativa che aveva generato questa crisi irreversibile, piuttosto che mettersi dalla parte dei cittadini e imbracciare la bandiera del cambiamento del modello di sviluppo energetico ed economico proposto da Rifkin (adesso delineato con chiarezza nel libro "L'economia a costo marginale zero"). 


LA SINISTRA MONDIALE: UNA STORIA INFINITA DI TRADIMENTI
Ed è così che nel breve volgere di pochi anni, i leader della sinistra mondiale, tutti tranne pochissime eccezioni, quasi come comandati da una malefica forza aliena, si impegnano allo spasimo per tradire non solo gli ideali del progressisti, ma anche le speranze di sopravvivenza dell'essere umano sul pianeta.  
Bill Clinton playing with balls...
 

E dunque vediamo in rapida successione:  gli Stati Uniti del "democratico" Bill Clinton abrogano il Glass Steagall Act, caposaldo anti speculazione finanziaria voluto da Roosevelt perchè prescriveva la rigida separazione fra banche d'affari speculative e banche di risparmio, in modo da evitare di coinvolgere milioni di piccoli risparmiatori nei crack finanziari. E questo non aveva avuto il coraggio e la forza politica di farlo nemmeno il super ultra liberista Ronald Reagan, a dimostrazione che nessuno riesce  a fare politiche di destra meglio di leader di sinistra (Renzi in Italia è solo l'ennesima conferma di ciò). L'America democratica di Clinton avrebbe potuto avviare una transizione energetica a vantaggio dei cittadini ma per far ciò avrebbe dovuto avere il coraggio di intaccare i monumentali interessi delle grandi società petrolifere che da sempre determinano le fortune o le disgrazie dei governi americani finanziandone i partiti e i leader; 
Il mio articolo contro l'importazione delle condizioni di lavoro cinesi in
Europa sostenuta da Tony Blair in nome di una falsa idea della
competitività pubblicato nel 2006 su "LIBERAZIONE". 
in UK il "rosso" Tony Blair, suggestionato dal finto riformatore Anthony Giddens, rivoluziona il mercato del lavoro interno per adeguarlo agli standard asiatici,  su principi pseudo laburisti ma in realtà ultra liberisti, nella convinzione che la competitività delle imprese sia dovuta unicamente alla compressione del costo del lavoro. Ma inseguire gli standard cinesi e i mercati emergenti sul loro terreno è una politica fallimentare e certamente non "di sinistra". Una politica che sfocia inevitabilmente in una disgraziata deriva ultra liberista e in una follia privatizzatrice  che manco in epoca Thatcher, secondo cui per dare stabilità finanziaria agli stati e competitività alle imprese bisogna attirare investimenti stranieri e "privatizzare" (= svendere)  tutto quello che non era stato ancora privatizzato. All'epoca io scrissi un articolo di fuoco contro questa logica suicida che si può leggere nel riquadro;

in Germania il cancelliere "socialista" Gerard Schroeder trasformatosi nel paladino della locale Confindustria fa approvare il famigerato piano Hartz, riforma del mercato del lavoro da terzo mondo  che spacchetta un posto di lavoro stabile in due o tre precari e part time (i famosi mini jobs), accentuando la dipendenza della Germania dal gas di Putin (per cui poi notoriamente Schroeder andrà a lavorare)  mentre la Merkel che gli succederà, cambierà rotta portando la Germania nella
Terza Rivoluzione Industriale e verso il primato mondiale nell'energia rinnovabile. Va anche ricordato per completezza che in Germania, questa grande svendita è costata molto cara alla sinistra perchè (per fortuna) non tutti sono stati concordi e  c'è stata la scissione della "Linke", guidata dall'ex leader della SPD Oskar Lafontaine  (politico dal nome francese ma di appartenenza germanica), di cui è ora leader la tostissima Sarah Wagenknecht, (della cui amicizia mi onoro), e che fu determinante quando era parlamentare europea per portare i voti della sinistra alla Dichiarazione Scritta di Rifkin per la Terza Rivoluzione Industriale e le politiche energetiche sostenibili del pacchetto 20 20 20. Ecco questa è una vera leader politica di sinistra che non ha dimenticato i valori
Sarha Wagenknecht
fondamentali per i quali la sinistra politica è nata e riesce ancora a esprimerli in modo esplicito e efficace. Per chi non l'avesse ancora visto consiglio di guardare questo video di uno dei suoi interventi nel parlamento tedesco che fa capire che una sinistra  vera in Europa ancora c'è per quanto tragicamente minoritaria e marginale (
https://www.youtube.com/watch?v=lIi4a7ri-dc) ; 

in Grecia, Papandreu, una volta arrivato al potere si butterà a capofitto nella logica del debito, ignorando completamente il piano di terza Rivoluzione Industriale suggerito ed elaborato appositamente  da me e Jeremy
Rifkin per dare alla Grecia la sovranità energetica e alimentare necessarie a tener testa alle folli politiche predatorie di cosiddetta austerità della troika (il rapporto con Papandreu si concluderà con una durissima lettera da parte mia a lui personalmente, che metto in calce a questo articolo, che esprime meglio di qualunque articolo la delusione per il suo tradimento degli ideali rifkiniani oltre che della sinistra). Ma se Papandreu ha iniziato la deriva che trascinerà il Paese nella crisi che lo sta distruggendo, e che si è aggravata con i governi successivi della destra di Samaras, non si può dire che ai giorni nostri, con il governo Tsipras / Varoufakis, siano in vista spettacolari cambiamenti strutturali. Infatti il nuovo governo, mentre si sta dimostrando molto determinato nel reagire agli effetti della crisi con nuove politiche anti inflattive, ripristinando diritti sociali ed economici negati dai governi precedenti, non sembra in grado di capire come agire sulle cause di tale crisi. L'indebitamento greco infatti, (ce lo ricordano Millet e Toussaint nel loro meraviglioso libro "DEBITOCRAZIA", che tutti dovrebbero leggere) è dovuto solo in parte alla cattiva burocrazia e alla pubblica corruzione. La maggior parte del debito è privata. Perchè la Grecia non dispone di materie prime e dunque dipende da politiche di approvvigionamento di filiera lunga ad altissimi costi marginali di fossili, risorse minerarie etc. E quando una economia è basata su costi marginali molto alti, l'intensità di capitali necessaria viene ottenuta contraendo debito, e dunque indebolendo il paese fino a metterlo nelle condizioni di debitore insolvente, costretto a svendere i gioielli di famiglia ai tedeschi e ai cinesi. Che è esattamente quello che hanno fatto Papandreu e Samaras sotto dettatura della troika. Dunque se oggi il governo Tsipras
Varoufakis e Tsipras
vuole spezzare le catene della dipendenza greca dal debito, oltre a ridurre il debito passato deve anche garantirsi che non si creino i presupposti per un indebitamento futuro e per questo è necessario varare un piano di terza rivoluzione industriale per dare al paese la sovranità energetica, alimentare e economica che gli permetta di fare economia abbassando i costi marginali e dunque (appunto) riducendo la necessità di futuri indebitamenti. In questo senso mi sia permesso di esprimere una certa perplessità per le relazioni pericolose instaurate con Putin. Che lui si compri il debito in un gioco delle tre carte geopolitico in cui si sostituisce il creditore ci può anche stare. Ma che tutto questo venga ottenuto al prezzo di concedere alla Russia fossile di Putin permessi di trivellazione, gasdotti e altre attività che infogneranno la Grecia nella dipendenza da fossili sempre di più, mi pare miope e scellerato. Come ho detto nella mia conferenza a Patrasso il 25 aprile scorso, "La Grecia non deve uscire dall'Euro! Deve uscire dal petrolio!" 

Il pubblico ha dimostrato d apprezzare con entusiasmo. Tsipras invece va per la sua strada disinteressandosi con incoscienza delle implicazioni a lungo termine per il suo Paese dell'abbraccio mortale con il fossile Putin; 
infine torniamo all'Italia e alla sua frammentatissima e smandrappata sinistra. Già verso la fine degli anni 90, quello che  si supponeva essere il primo governo di sinistra della storia nazionale, il governo D'Alema, oltre a macchiarsi del peggiore crimine immaginabile per un politico, ossia l'"intelligenza con il nemico", (perpetrato negando le frequenze di Rete 4 alla televisione dell'imprenditore abruzzese Francesco Di Stefano, Europa 7 che le aveva
L'imprenditore televisivo Francesco Di Stefano, Europa 7
legittimamente conquistate tramite regolare procedura di evidenza pubblica, regalando al presunto avversari Berlusconi, 30 anni di dominio totale sull'informazione televisiva), il governo di D'Alema si diede come mai prima di allora alla finanza speculativa (i Capitani Coraggiosi, il caso Telecom, etc) tanto da meritare la sarcastica affermazione di Guido Rossi che  Palazzo Chigi era ormai diventata l'unica Merchant Bank in cui non si parla l'inglese. Dopo D'Alema alla guida della sinistra italiana si sono avvicendati personaggi sotto il limite della decenza, dal Fassino che telefona a Consorte con la famosa affermazione "Allora abbiamo una banca?" (peraltro ce l'avevano già. Era il Monte dei Paschi di Siena, da alcuni ribattezzato Monte dei Pasti, per la moltitudine di fondazioni locali e nazionali d pseudo sinistra a cui ha dato da mangiare), al Veltroni che, non appena eletto segretario dl PD si butta in pasto a Berlusconi pugnalando alle spalle tre  milioni di elettori che lo avevano votato alle primarie, e il governo Prodi, al Bersani che si spende per TAV e grandi opere, e prende finanziamenti dall'ILVA per far fuori gli Eco Dem dal Parlamento (è ormai storia assodata). In queste condizioni di allegro tradimento, nel 2005 emerge l'astro di Vendola, nel quale tutti abbiamo creduto perchè le sue affabulazioni  suonavano come il necessario riscatto per una sinistra burocratico-sindacale di comitati d'affari locali e nazionali piddini collusi con quelli piddiellini, sponsor di personaggi improbabili come l'asso pigliatutto Bertolaso, e espressione di torbidi ambienti collusi con mafie locali dai Crisafulli e Crocetta in Sicilia ai De Luca e Bassolino in Campania,  al Lazio dove il capo di gabinetto del Sindaco Veltroni, Luca Odevaine, è stato arrestato per i suoi rapporti pericolosi con
le cooperative mafiose di Buzzi e Carminati. 

LA METEORA VENDOLA
Vendola si staglia luminosamente nel firmamento della sinistra italiana con affermazioni che lasciano sperare. Dice che bisogna ricominciare dalla biosfera, e dalla valorizzazione del territorio. Che bisogna riscattare il peso del compromesso degli anni bui con la luminosa legittimazione popolare di una nuova classe politica libera dalle collusioni del passato, che bisogna slegare le mani alla società civile e permetterle di entrare nella stanza dei bottoni, che bisogna battere la grammatica del dolore e dell'oppressione con un nuovo alfabeto di democrazia dal basso e di protagonismo della cittadinanza attiva. Purtroppo l'astro si
Così si presentava Vendola nel 2005...
rivelerà una meteora e discenderà alla velocità della luce perpetrando forse il tradimento più stridente dei millantati ideali di giustizia sociale, apprendendo con grande velocità i metodi di quel passato che si voleva superare, e formando nuove clientele di segno diverso ma sempre clientele. La Sanità pugliese, da diritto per tutti, è stata trasformata in un privilegio per pochi, paradiso delle cliniche private e della speculazione farmaceutica. Lo scellerato progetto di finanziare con centinaia di milioni Don Verzè perchè costruisse un San Raffaele a Taranto, si fermò solo per l'arresto (e poi la morte) del diretto interessato. Come se gli operatori sanitari degli ospedali tarantini, qualora adeguatamente finanziati, non sarebbero stati in grado di esprimere la stessa eccellenza (se non di più) delle cliniche private dell'oscuro prete milanese. Ancora peggiore è quello che è successo nel campo dell' l'energia rinnovabile, che è diventato terreno di caccia dei grandi speculatori finanziari (gratificati del titolo di "investitori"), e ha escluso la piccola e media impresa locale a vantaggio di tutti i grandi gruppi. Memorabile in questo senso, la reprimenda di Carlo Petrini in prima pagina su Repubblica del 17 aprile 2010 in cui si invocava una inversione di tendenza del modello fotovoltaico centralizzato che arricchiva pochi grandi investitori e impoveriva il terreno e le risorse agricole, per realizzare un modello distribuito di piccoli impianti integrati nelle aziende agricole allo scopo di coadiuvarne la decarbonizzazione con applicazioni specificamente pensate per l'agricoltura come l'irrigazione fotovoltaica e la refrigerazione solare, cofinanziati con appositi bandi per usare fondi europei altrimenti inutilizzati.

(si veda http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/04/17/pannelli-solari-via-dalle-campagne-via-dalle.html) . 
Archinà e Vendola
Si chiusero così le stalle a buoi scappati (ormai i grandi impianti a terra erano centinaia, con gravi danni per l'agricoltura e l'idrogeologia della regione) e si aprirono le porte al modello distribuito. Ma siccome Vendola pensa in grande, snobbò la piccola impresa pugliese e passo direttamente a fare accordi con i grandi gruppi perchè il fotovoltaico su tetti lo mettessero solo ENEL Green Power e Beghelli, sollevando la furia delle associazioni della piccola e media impresa pugliese. Una furia che è niente rispetto a quella dei Tarantini quando vennero rese note le conversazioni telefoniche fra Vendola e Archinà, sulle quali stendo un velo pietoso anche perchè presumo che non ci sia nessun dei lettori che non le abbia sentite almeno due volte,  la prima per superare lo sbigottimento e l'incredulità e la seconda per superare i conati di vomito. 
Ma per chi come me aveva vissuto i tradimenti e i voltafaccia di Vendola, (a cominciare dalla inqualificabile maleducazione di far venire Rifkin per una conferenza sulla terza Rivoluzione industriale al Castello Svevo di bari nel 2006 e alzarsi e andar via prima che Rifkin prendesse la parola), la telefonata con Archinà è stata solo una terribile conferma e non certo una sorpresa! 

E qui, il cerchio si chiude e ritorniamo al punto d partenza, ossia alle ragion invocate da Barbara Spinelli, epigona di una grande tradizione democratica e libertaria inaugurata con la rivoluzione europea che suo padre Altiero e altri visionari come Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, avevano avuto il coraggio di immaginare e scrivere a Ventotene in piena guerra mondiale nel 1941/2.

LA SINISTRA E IL MANIFESTO DI ALTIERO SPINELLI

Si legge in questo testo ispirato e visionario, una anticipazione di quello che è successo alla sinistra italiana (e europea e mondiale)...

"La linea di divisione tra partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopreranno in primissima linea come strumento per realizzare l'unità internazionale"
Spinelli a Ventotene nel film Rai "Il Mondo Nuovo"

Sul piano propositivo, il Manifesto di Ventotene esprime proposte chiarissime:
"Un'Europa libera e unita è premessa necessaria per il potenziamento della civiltà moderna, di cui l'éra totalitaria rappresenta un arresto. La fine di questa era farà riprendere immediatamente in pieno il processo storico contro le disuguaglianze e i privilegi sociali. Tutte le vecchie istituzioni conservatrici, che ne impedivano l'attuazione, saranno crollanti o crollate, e questa loro crisi dovrà essere sfruttata con coraggio e decisione. La rivoluzione europea, per rispondere alle nostre esigenze, dovrà essere socialista, cioè dovrà proporsi la emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita".

"La rivoluzione Europe dovrà essere socialista... dovrà cioè proporsi la emancipazione delle classi lavoratrici e la creazione per esse di condizioni più umane di vita".

Mi domando quale parte di questa frase chiarissima non sia stata compresa dalle classi dirigenti della sinistra venduta e compromissoria dei comitati d'affari dalemian/fassinian/bersanian/vendoliani....

Aggiungiamo che l'Europa di Spinelli era basata su un modello economico in cui :   "non si possono più lasciare ai privati le imprese che, svolgendo un'attività necessariamente monopolistica, sono in condizioni di sfruttare la massa dei consumatori (ad esempio le industrie elettriche); le imprese che si vogliono mantenere in vita per ragioni di interesse collettivo, ma che per reggersi hanno bisogno di dazi protettivi, sussidi, ordinazioni di favore, ecc. (l'esempio più notevole di questo tipo di industrie sono in Italia ora le industrie siderurgiche); le imprese che per la grandezza dei capitali investiti ed il numero degli operai occupati, o per l'importanza del settore che dominano, possono ricattare gli organi dello stato imponendo la politica per loro più vantaggiosa (es. industrie minerarie, grandi istituti bancari, industrie degli armamenti). È questo il campo in cui si dovrà procedere senz'altro a nazionalizzazioni su scala vastissima, senza alcun riguardo per i diritti acquisiti"
Spinelli e compagni vanno ancora più nello specifico e arrivano ad affermare che  "diritto di proprietà e il diritto di successione hanno permesso di accumulare nelle mani di pochi privilegiati ricchezze che converrà distribuire, durante una crisi rivoluzionaria, in senso egualitario per eliminare i ceti parassitari e per dare ai lavoratori gl'istrumenti di produzione di cui abbisognano, onde migliorarne le condizioni economiche e far loro raggiungere una maggiore indipendenza di vita. Pensiamo cioè ad una riforma agraria che, passando la terra a chi la coltiva, aumenti enormemente il numero dei proprietari, e ad una riforma industriale che estenda la proprietà dei lavoratori, nei settori non statizzati, con le gestioni cooperative, l'azionariato operaio, ecc"
Spinelli al Parlamento Europeo nel film "Il Mondo Nuovo"

E non finisce qui! C'è perfino l'intuizione della necessità democratica di un reddito di cittadinanza quando si afferma che : "La solidarietà sociale verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica dovrà perciò manifestarsi non con le forme caritative, sempre avvilenti, e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori;"

Voglio sottolineare quel "Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori" Non è stupefacente come le parole dei padri fondatori dell'Europa descrivano perfettamente non solo la realtà del capitalismo nazifascista violento e spietato degli anni 40, ma anche l'Europa ultraliberista della troika? 
Il manifesto di Ventotene identifica in una Europa che applicherà rigorosamente i principi di eguaglianza, il possibile antidoto al ripetersi di queste tragedie storiche. E non si tratta  di un egualitarismo di facciata ma di una eguaglianza realizzata concretamente,  "...i giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare la possibilità effettiva di proseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi; e dovrà preparare, in ogni branca di studi per l'avviamento ai diversi mestieri e alla diverse attività liberali e scientifiche, un numero di individui corrispondente alla domanda del mercato, in modo che le rimunerazioni medie risultino pressappoco eguali, per tutte le categorie professionali, qualunque possano essere le divergenze tra le rimunerazioni nell'interno delle categorie, a seconda delle diverse capacità individuali;

Si tratta di una Europa creatrice di "un nuovo ordine nell'interesse di un larghissimo strato di cittadini per dare alla vita politica una consolidata impronta di libertà, impregnata di un forte senso di solidarietà sociale. Su queste basi le libertà politiche potranno veramente avere un contenuto concreto e non solo formale per tutti, in quanto la massa dei cittadini avrà una indipendenza ed una conoscenza sufficiente per esercitare un efficace e continuo controllo sulla classe governante".

E per essere ancora più chiari...
"la liberazione delle classi lavoratrici può aver luogo solo non lasciandole ricadere nella politica economica dei sindacati monopolistici, che trasportano semplicemente nel campo operaio i metodi sopraffattori caratteristici specialmente del grande capitale. I lavoratori debbono tornare ad essere liberi di scegliere i fiduciari per trattare collettivamente le condizioni a cui intendono prestare la loro opera, e lo stato dovrà dare i mezzi giuridici per garantire l'osservanza dei patti conclusi; ma tutte le tendenze monopolistiche potranno essere efficacemente combattute, una volta che saranno realizzate quelle trasformazioni sociali."

Ecco il background culturale che dobbiamo tenere presente se vogliamo comprendere appieno le critiche di Barbara Spinelli alla Lista Tsipras dalla quale è appena uscita. 
Una tale nobiltà di visione non è compatibile in alcun modo con la sinistra stracciona ipocrita e velleitaria disposta a svendersi per uno stipendio da parlamentare o un vitalizio da Presidente di Regione. 
Invece la visione Spinelliana anticipa e trova profonda  trova rispondenza nell'intuizione rifkiniana che il capitalismo sta gradualmente cedendo il passo a una economia della condivisione dal basso nella quale i cittadini interagiscono in Commons Collaborativi che rispettano le regole della biosfera, le risorse naturali e le leggi della termodinamica. E infatti Quando Barbara Spinelli e Rifkin si sono incontrati, l'intesa sul nuovo modello di società per il quale conviene battersi è stata totale. 


Mentre nessuna intesa può esserci con la sinistra vendoliana del compromesso con i poteri forti economici e finanziari, e se errore c'è stato, è stato forse all'origine, nell'accettare di continuare a rimanere in lista con chi di questo questo compromesso puzzava perchè ne era espressione più o meno consapevole. 

Ma adesso che Barbara Spinelli è nel Parlamento Europeo, più che domandarsi se dovrebbe dimettersi in conseguenza della sua presa di distanze dalla lista Tsipras, la vera questione che si pone è a mio avviso ben diversa.

Può il suo contributo e la sua stessa presenza  aiutare questa istituzione ormai allo sbando a riscoprire il proprio ruolo di guida ispiratrice dell'integrazione europea e l'Europa stessa a riscoprire quella anima sociale che l'ha giustificata dalle origini fino a Jacques Delors e che ancora oggi dispiega tutta la sua forza attrattiva quando si leggono le profetiche parole del Manifesto di Ventotene? 

Ecco, marzullianamente mi son fatto una domanda e, probabilmente, mi sono anche dato una risposta...


Allegato 1. L'Intervista su Repubblica a Barbara Spinelli.

ROMA - Barbara Spinelli, la sua decisione di lasciare la lista in cui era stata eletta all'europarlamento, "L'Altra Europa con Tsipras", ha scatenato le polemiche. Il coordinatore di Sel, Fratoianni, la accusa di essere incoerente, rimproverandole di aver voluto tenere il seggio proprio per garantire la tenuta di quel progetto di cui oggi dichiara il fallimento. E sui social network c'è addirittura chi la accusa di tradimento. Come risponde?
"Io non trovo che ci siano né incoerenza né tradimento. Il motivo per cui, da tempo ormai, ho preso le distanze da "L'Altra Europa" è che secondo me è stata la lista ad abbandonare il progetto originario, che era quello di creare un insieme di forze della sinistra molto costruito dal basso, basato sull'associazionismo, sulla società civile. E soprattutto non dominato dai vecchi partiti della sinistra radicale. In questo anno e mezzo, piano piano ho avuto invece l'impressione di un predominio dei piccoli partiti che avevano promesso di sciogliersi ma non si sciolgono mai".

Cosa è successo? Siete in tre, a Strasburgo: non andavate più d'accordo?
"Gli altri deputati de "L'Altra Europa" sono al tempo stesso in un partito: Curzio Maltese, sia pure come indipendente, è entrato nel comitato direttivo di Sel, Eleonora Forenza è nella segreteria di Rifondazione. Io ero espressione solo della Lista, ma nel frattempo "L'Altra Europa" è stata monopolizzata da Sel e Rifondazione. Nell'assemblea del 18 aprile è stata resa nota una lettera aperta di buona parte dei militanti, firmata anche da me, che si sono dissociati e sono praticamente usciti da "L'Altra Europa". Tra questi: Luciano Gallino e Guido Viale".

Provo a mettermi nella testa di un elettore di sinistra, che forse si starà chiedendo: ma come, in Grecia ha vinto Tsipras, in Spagna il consenso di Podemos cresce, e in Italia la sinistra frana?
"Non si può dire che sia solo colpa della nostra lista se in Italia non c'è Tsipras né Podemos. Sicuramente c'è un difetto: "L'Altra Europa" si è rivelata un'aggregazione di mini-partiti, non è riuscita a rappresentare strati più ampi della società. Però in Italia c'è anche il Movimento 5 Stelle, che prende una gran parte dell'elettorato antigovernativo di sinistra".

Lei considera di sinistra il Movimento 5 Stelle?
"Nel Movimento 5 Stelle ci sono molte componenti. Una è senz'altro quella che fa importanti battaglie sociali che sono tradizionali della sinistra. La battaglia che stanno facendo i Cinquestelle sul reddito di cittadinanza è una battaglia che secondo me avrebbe dovuto fare "L'Altra Europa". Ma non l'ha fatta. Quando al Parlamento europeo il M5S ha fatto un'iniziativa sul reddito minimo, ho aderito".

Lei crede che ormai la sinistra fuori dal Pd sia condannata alla frammentazione?
"Non necessariamente. Io sono favorevole all'idea di Landini di una "coalizione sociale". È un progetto ancora timido, che deve strutturarsi, ma proprio la sua nascita segnala che l'esperienza della lista Tsipras è ormai superata. Sicuramente bisogna pensare a qualcosa che non sia un partito classico. Prima che Syriza diventasse un partito sono passati anni. Podemos non è un partito. Il M5S non è un partito. Il peso degli apparati deve ridursi al minimo, e lasciare spazio ai movimenti, alla società".

Ha letto i commenti su Facebook? Molti le chiedono: ma se hai lasciato la lista, perché non ti dimetti da europarlamentare?
"Perché in Europa continuo a battermi per le idee che ho difeso in campagna elettorale, per il programma che ho in parte scritto. Sono stata eletta dagli elettori, non dagli apparati ".

Sotto quale bandiera?
 Ha detto che non intende fondare un altro partitino.
"L'Italia ha una nobile tradizione di indipendenti, soprattutto in Europa. Molti eurodeputati, tra cui mio padre, sono stati indipendenti di sinistra. O lo sono, come Sergio Cofferati. Lo sarò anch'io".

http://www.repubblica.it/politica/2015/05/13/news/barbara_spinelli_la_lista_tsipras_e_finita_tutta_colpa_di_sel_e_rc_ma_io_non_mi_dimettero_-114230727/?ref=HRER2-2




Allegato 2. Il mio email di commiato dal leader dell'Internazionale Socialista e allora neo primo ministro George Papandreu. 

From: Angelo Raffaele Consoli <XXX@gmail.com>
Date: 2010/9/9
Subject: a message from Angelo Consoli on the Mediterranean climate change initiative in Athens
To: "XXX@politicalforum.gr" <XXXXX@politicalforum.gr>


Dear George,
I have just been informed about the Mediterranean Climate Change initiative you are hosting on the 22nd of October in Athens and it surprises me that Jeremy has not been considered at all for that. 
It also surprises me that his last deeply felt message to you  (here below) remains still  unreplied since the 8th of July. 
 As you certainly recall, Jeremy's vision has based the bold 20 20 20 European strategy of the Commission, as well as the Third Industrial Revolution Industrial long term plans of Chancellor Merkel in Germany. It is also encompassed in the EU legislation after the Thrid Industrial Revolution Written Declaration was approved in May 2007 by the European Parliament, with the unanimous support  of the Greek Socialist delegation (as well as the signature of all the Group Presidents and Committee leaders). 
It would have done no harm to recall this powerful and prestigiuos background to your initiative on the 22nd of October. I am sure that Jeremy would have enthousiastically supported your initiative, had he been required. Furthermore,  his vision fully complements the deserving work of his very good friend Rejandra Pachouri, with whom he has been called to share the Herald Tribune Climate Conference in Lisbon. The many prominent EIB representatives would have certainly benefitted from a the awareness that there is a Third Industrial Revolution economic long term game plan supporting the financial commitments of Greece (and of Europe).
In any case I fail to understand how it is possible that we not been consulted nor informed of this initiative after all the time spent talking with you about introducing this new powerful narrative and economic strategy in Greece, (last with his interview to TO VIMA on the 4th of July), in Europe and in the world, as it was the case when Jeremy addressed, on your invitation the International Socialist in Lagonissi. 
I need to understand what happened and why, because Jeremy is for sure going to ask me, as soon as the Greek media will  approach him to have his comments on his absence from such an important event. 
I would not like him to jump to the wrong conclusions. 
I myself  tend to jump to the wrong conclusions when I think that Tina Birbili has never returned not even one of my emails to her since she became Minister. Not one. And that she declined the dinner meeting with Jeremy and yorself last December, chosing to be represented by Dimitri Lalas who spent the whole evening putting Jeremy down, interrupting him sometimes rudely, and contraddicting his vision, and yours. 
Dear George, I don't want to sound paranoid, but I know how much Jeremy cares for you and the difficult task you are facing, and how hard Jeremy has been trying to help you provide your compatriots with a new hope based on jobs and redistribution of the wealth generated by a new, distributed energy model, in an empathic manner.
And I know he will be disapponted when he will see that his concern has been disregarded without even the courtesy of informing him. Disappointed as a friend can be. Especially at a time when his vision is being implemented in Rome, Sicily, and other regions with whose leaders Jeremy cannot claim the same commong feeling and shared history as with you.
I would greatly appreciate your thoughts on this.
With unchanged consideration
Angelo 

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martedì 10 marzo 2015

Il mugnaio dei Castelli Romani e la speranza greca



Silvio Paoselli

Il suo corpo è stato ritrovato ieri nelle acque del Lago di Salto vicino Rieti dove viveva e lavorava. 
Si chiamava Silvio Paoselli, ed era un mugnaio a km zero,  che molti affezionati clienti del Mercato contadino dei Castelli Romani conoscevano per le sue farine, preparate con cura e consegnate con amore a molti panificatori locali.
Si è tolto la vita dopo la messa all'asta del suo antico mulino che era tutta la sua vita, ma purtroppo gli era stato tolto per difficoltà economiche.
Prima di togliersi la vita ha inviato un sms alla sua famiglia e ai colleghi del mercato contadino per chiedere di prendersi cura dei suoi asinelli.  “Anche la vita di Silvio è stata venduta all’asta”, hanno scritto i suoi amici contadini del Mercato Contadino che lo hanno voluto ricordare sporcandosi il volto di farina per omaggiarlo, mentre impastavano la sua farina.
Chiediamo che gli speculatori che hanno comprato all’asta il mulino di Silvio non debbano fare del manufatto aziendale un utilizzo diverso da quello per cui Silvio ha sacrificato la sua vita. Chiediamo che non vengano consentiti cambi di destinazione d’uso di quel manufatto. Chiediamo che la triste vicenda della morte di Silvio sia dibattuto dal Consiglio comunale, da convocare con urgenza in seduta straordinaria per trovare un modo per impedire qualunque speculazione su quel manufatto”. Così Elisa Di Gennaro, presidente dell’Associazione km0, soggetto gestore del Mercato Contadino, che  sì è mobilitata assieme a tutti i produttori che ogni settimana portano cibo fresco e buono nelle nostre case, e, a nome di tutti i produttori del Circuito ColtivEndo dei Mercati Contadini,in un appello al Sindaco del Comune di Contigliano, in cui si trova il mulino di Silvio.
Non deve più accadere - dichiara  l’allevatore Erminio Latini - che si perdano terre e beni aziendali per aver saltato qualche rata di mutuo. Deve essere immediatamente istituito un fondo di solidarietà per salvare le piccole aziende in crisi. Non si pignorano intere vite".
Oreste Molinari, consigliere del Consorzio Tutela Frascati, ricorda che “analoghi gravi problemi li viviamo anche nel settore vitivinicolo, dove la crisi continua a mietere vittime. Chiediamo anche al Ministro dell’Agricoltura di contribuire per l’istituzione di un fondo di solidarietà per sostenere i piccoli imprenditori agricoli che rischiano di veder pignorati e venduti all’asta i beni aziendali ”.
Qui dobbiamo però fare un passo indietro e analizzare la situazione con occhiali completamente nuovi.
La piccola agricoltura (e la piccola impresa in generale) sta vivendo sulla propria pelle una situazione debitoria ormai insostenibile,  anzi in un reversal of responsibilities degno di Matrix, sta pagando colpe non sue. La classica vittima che paga le colpe del suo carnefice. Ma procediamo con ordine.

LA LOGICA DEL DEBITO E L'ERA DEL PETROLIO.
Il debito e la sua logica sono nati con l'economia della seconda rivoluzione industriale, basata sul petrolio, ossia una fonte energetica che per raggiungere economie di scala e profitti astronomici ha necessitato una altissima intensità di capitali. Chi è stato in grado di fornire tali capitali, oggi domina il mondo e impone le sue regole come se fossero le tavole della legge scolpite da Dio nelle tavole di marmo di Mosè sul Sinai!
Ed è così che con il tempo, nell'economia fossile è stato totalmente capovolto il rapporto fra finanza e economia. Inizialmente nata in funzione delle esigenze di finanziamento delle imprese nell'economia reale, la finanza oggi si trova a dominare l'economia reale in un gioco di specchi in cui il virtuale domina il reale nell'interesse di pochissimi gruppi finanziari mondiali che hanno permesso la realizzazione delle infrastrutture dell'economia fossile conquistando un ruolo di preminenza (vedi prevaricazione) verso chi produce beni e servizi reali nell'economia.

L'ASSERVIMENTO DELL'ECONOMIA REALE ALLA FINANZA SPECULATIVA.
Questo processo di asservimento dell'economia reale all'economia finanziaria speculativa, è stato graduale e non brutale (altrimenti avrebbe causato rivoluzioni) e ha prodotto un mondo estremamente diseguale in cui le 300 persone più ricche del mondo possiedono un patrimonio pari alla ricchezza dei 4 miliardi di persone più povere, costrette a vivere sotto la soglia di sussistenza (identificata dall'ONU in 2 dollari al giorno). 
Certo, l'era del petrolio ha anche garantito uno sviluppo tecnologico in grado di facilitare la vita, il benessere di una minoranza di esseri umani, e una compressione dello spazio tempo con viaggi e comunicazioni molto più veloci e una vertiginosa accelerazione dei ritmi vitali e professionali, (cosa che non è ancora stato dimostrato sia positiva per l'essere umano), ma ha comportato una devastazione ambientale e climatica senza precedenti, perché si è trattato di un processo storico ad altissima entropia in grado di mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa genere umano.
E comunque questo modello fossile ha oggi ha raggiunto i limiti della sua efficienza, e non funziona più perché presuppone un mercato senza regole in cui alla fine il potere di acquisto del lavoratore medio viene eroso fino all'impoverimento, e una economia di mercato senza consumatori finisce per morire. Nella jungla in cui vige la legge del più forte, arriva sempre il momento in cui il leone ha mangiato anche l'ultima delle gazzelle e poi o diventa erbivoro o muore di fame.
Ma usciamo dalla metafora zoologica e torniamo all'analisi dei meccanismi di funzionamento del capitalismo finanziario predatorio e senza regole che uccide i piccoli imprenditori.
Bisogna capire che allo sfruttamento delle fonti fossili si è affiancato un imponente apparato ideologico che, forte dell'analisi pseudo scientifica dei "Chicago boys" (la scuola di Chicago dove è nato l'ultraliberismo economico), è riuscita a imporre scelte scellerate ad una politica asservita e corrotta, legata ideologicamente al carro dell'ultraliberismo economico sia nelle sue espressioni di "destra" che in quelle di "sinistra".
E' così che durante la seconda rivoluzione industriale la libertà di commercio internazionale promossa in modo dittatoriale da organismi internazionali come FMI, WTO, e quella Troika responsabile del disastro greco è diventata di fatto un Totem intoccabile.
Questo commercio internazionale premia la filiera lunga e i suoi profitti stratosferici, e punisce i piccoli agricoltori di qualità come Silvio.
E infatti, appena arrivata nel Paradiso dei Giusti, il nostro buon mugnaio romano si sarà incontrato con migliaia di suoi colleghi che parlano la lingua di Aristotele e Platone. Tutti scomparsi negli ultimi anni a causa di quella nefanda politica di rientro da un debito puramente nominale e artificiale imposta con disumane regole internazionali e europee dettate non da cittadini e nell'interesse dei cittadini ma da gruppi di potere finanziario internazionali nel loro esclusivo interesse.

LA CRISI DELLA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE E UN GRUPPO DI PSICOPATICI ALLA GUIDA DEL MONDO.
I grandi speculatori finanziari che dirigono le grandi banche d'affari sono solo dei volgari scommettitori incalliti e malati, dei veri e propri psicopatici del gioco d'azzardo che i media mainstream generosamente continuano a chiamare “mercati finanziari" e che per vivere hanno bisogno di dominare e distruggere l'economia reale determinando quello che il grande sociologo torinese Luciano Gallino ha chiamato la "redistribuzione del reddito dal basso verso l'alto".  (Luciano Gallino La Lotta di Classe dopo la lotta di Classe - Edizioni Laterza, pag 104 e seguenti.) 
Questa è la crisi della seconda rivoluzione industriale, ed è una crisi terminale. I fondi di solidarietà per le vittime della crisi sono un palliativo/placebo totalmente inefficaci se vogliamo agire sulle cause della crisi anziché sui suoi effetti. 
Non ci sono possibili cure nè rimedi all'interno delle logiche interne al modello economico che questa crisi ha generato (fra cui, appunto, la logica del debito).
Le grandi banche d'affari mondiali, (principalmente americane ma non solo americane), hanno imposto le loro regole e i loro parametri decisi a tavolino dai suddetti economisti di Chicago, la banda guidata dall'economista-gangster (altro che Al Capone), Milton Friedman, ispiratore delle politiche della Thatcher, di Reagan, Pinochet e tutte le più vergognose gerarchie politiche degli ultimi 40 anni.
Milton Fridman con il dittaotre Augusto Pinochet in immagini di repertorio
tratte dal film "Shock Economy di Naomi Klein
Le regole economiche stabilite da questi economisti, espressione della grande finanza speculativa non hanno assolutamente nessun riscontro nella realtà né recano alcun vantaggio ai cittadini comuni che però le accettano perché bombardati costantemente da media compiacenti che presentano la logica del debito e il capovolgimento del rapporto economia/finanza come normale invece che come una aberrante deviazione.

PARAMETRI ECONOMICI ARBITRARI IMPOSTI COME VERITA' ASSOLUTE.
Ad esempio l'idea che la stabilità economica di un paese debba giudicarsi a partire dal rapporto fra il suo PIL e il suo debito/deficit, e addirittura la sua quantificazione in percentuali totalmente arbitrarie inventate da oscuri funzionari quasi per scherzo (si veda al riguardo la puntata di Presa Diretta sul debito di domenica 1 marzo su Rai 3), è solo una rispettabilissima opinione
E ci sono anche opinioni opposte come quelle del gruppo di economisti che fanno capo alla scuola di premi Nobel Joseph Stiglitz e Paul Krugman in America o degli economisti francesi Philippe Askenazy, Thomas Coutrot, André Orléan e Henri Sterdyniak, autori del "Manifesto degli Economisti Sgomenti (2010 edizioni Les Liens Qui Libèrent per la Francia e Minimum Fax per l'Italia), firmato da altri 150 economisti francofoni fra i quali il mio amico, il professore belga Eric Toussaint, coordinatore del gruppo di lavoro che ha dichiarato illegittimo in quanto immorale il debito dell'Ecuador per il Presidente Rafael Correa, e ha curato la costituzionalizzazione del divieto di indebitamento per il Paese sudamericano, sulla qualcosa, proprio Toussant ha scritto un saggio per il libro Manifesto Territorio Zero curato da me e Livio de Santoli nel 2013 (Territorio Zero – Edizioni Minimum Fax 2013 - pagg. 101 e seguenti) .
E dunque una opinione nemmeno maggioritaria in dottrina economica, che vede nel contenimento dell'inflazione e della spesa pubblica e nella limitazione dei redditi e dei diritti dei lavoratori un segnale di benessere dell'economia, è diventata la base ideologica per la costruzione dell'Euro in Europa e per le pratiche disumane su scala planetaria del Fondo Monetario Internazionale a vantaggio esclusivo della grande speculazione finanziaria internazionale.

DALLO SCHIAVISMO ALLA SCHIAVITU' DEL DEBITO.
Si è costruita la logica dell'indebitamento come leva per impossessarsi delle risorse naturali di paesi che non potevano più essere sfruttati tramite strumenti quali il colonialismo, l'imperialismo e prima ancora lo schiavismo.
Questa spoliazione oggi assume la forma delle cosiddette privatizzazioni autorevolmente "suggerite" dai medesimi organismi finanziari che creano il debito come ricetta per la stabilizzazione finanziaria dei paesi "a rischio", su tutto il pianeta.
Purtroppo questa verità non viene mai raccontata, perché i media di tutto il mondo (e principalmente quelli italiani) preferiscono raccontare in modo assolutamente acritico, la favola del debito, dei mercati finanziari, della inevitabilità dell'energia da fonti fossili della filiera lunga agroindustriale, degli OGM e del consumismo esasperato come misura della modernità e del benessere di un paese.
Questa ardita fabbricazione che non resisterebbe a nessun testo di logica e coerenza, è purtroppo diventata la base per la costruzione dell'Unione Monetaria Europea, e non è mai stata messa in discussione da nessun leader europeo né di destra né di sinistra.

IL NEW DEAL DI ROOSEVELT NON CI HA INSEGNATO NIENTE.
Eppure già dal 1929, dopo il grande crack di Wall Street, il presidente Franklin Delano Roosevelt, aveva identificato nell'ingordigia delle grandi banche d'affari (=speculative), il nemico principale della felicità dell'uomo, e aveva cercato di metterle un freno con il suo New Deal ispirato alle politiche visionarie ma efficaci dell'economista britannico John Maynard Keynes, ossia delle politiche di intervento massiccio dello Stato nell'economia per creare lavoro e modernizzare le infrastrutture.
Un esempio particolarmente pregnante di queste politiche fu l'istituzione della R.E.A. (Rural Electric Administration), firmata da Roosevelt nel 1935, con l'obiettivo specifico di portare energia idroelettrica (quindi rinnovabile) a tutta l'America rurale.

Questa impresa epocale ottenne risultati stupefacenti in pochissimo tempo. In meno di due anni vennero elettrificate 300.000 fattorie con l'estensione di 117.000 km di cavi elettrici, il tutto gestito non dalla società elettrica (che era recalcitrante e remava contro), ma da migliaia di cooperative elettriche promosse dagli stessi agricoltori in perfetta linea con il modello distribuito (che si sta affermando solo oggi), agricoltori che "si procuravano le competenze necessarie sia per gestire le cooperative sia per costruire le linee elettriche. L'investimento nell'elettrificazione procurò alle comunità rurali vantaggi incalcolabili. Esso permise di prolungare l'attività produttiva giornaliera, di compiere con meno fatica i lavori più pesanti, di aumentare notevolmente la produttività agricola, e di migliorare il benessere fisico ed economico di milioni di famiglie. Nei primi 5 anni del programma R.E.A. furono collegate alla rete elettrica oltre 12.000 scuole rurali. Con l'arrivo della luce elettrica gli allievi furono in condizione di estendere la propria giornata di studio, potendo svolgere i compiti assegnati anche la sera dopo aver sbrigato le faccende quotidiane" (Jeremy Rifkin, La Società a Costo Marginale ZERO Mondadori 2014 - pag. 294 e seguenti)
Sul piano legislativo la più grande conquista del New Deal Roosveltiano fu il "Glass-Steagall Act, che impose la separazione fra banche di affari e banche di risparmio in modo da evitare, come era accaduto nel 1929, di coinvolgere i piccoli risparmiatori nelle spericolate operazioni finanziarie dei grandi speculatori.
Nacque così la più potente limitazione legislativa delle speculazioni finanziarie di tutti i tempi, ed è divertente considerare che il Glass Steagalll Act è stato abolito non da accaniti leader dell'ultra destra come Reagan o Bush, ma da una amministrazione "di sinistra" come quella di Bill Clinton, nel 1996, (con la pretestuosa argomentazione che "l'eccesso di regolamentazione avrebbe impedito lo sviluppo adeguato dell'innovazione finanziaria", un mantra dell'ultra liberismo economico) e questo ha dato la stura alle speculazioni finanziarie e le frodi che avverranno nei decenni successivi e che culmineranno nella crisi del sub prime del 2008" (Damien Millet-Eric Toussaint, DEBITOCRAZIA, pag. 80). Con l'abrogazione del Glass Steagall Act si è realizzato un modello di creazione e vendita di prodotti derivati senza nessuna affidabilità perché ottenuti dallo “spacchettamento” di crediti ormai inesigibili in quanto generati per sostenere "a debito" i consumi americani che altrimenti non sarebbero mai ripartiti a causa del trentennio di follia ultraliberista Reganiana, che ha distrutto il mercato interno detassando i profitti astronomici delle multinazionali e permettendo loro di rilocalizzarsi in paesi dove la forza lavoro costava meno che in America. Questi prodotti finanziari tossici (gli ormai tristemente famosi subprime) hanno intossicato tutta la finanza mondiale e sono alla base del crack del 2008. Al riguardo fanno notare sempre Millet e Toussaint nel già citato Debitocrazia (pag.85) "Nell'era dei prodotti derivati, le banche cumulano migliaia di crediti in pacchetti finanziari denominati CDO (Collateralized Debt Obliogations che sono in pratica giochi di prestigio che un debito lo fanno diventare un credito e quindi lo rendono vendibile ndr). Dopo di che vendono questi pacchetti ad altri investitori e fanno utili intascando le commissioni. Le convenienze dunque sono cambiate e spingono ormai ad assicurarsi la vendita del massimo numero di pacchetti di derivati. La qualità delle attività su cui poggiano questi derivati, come il credito ipotecario delle famiglie a basso reddito è divenuta una preoccupazione secondaria. In fin dei conti se questi crediti non venissero rimborsati, le perdite non sarebbero assunte dalle banche ma dagli investitori che hanno acquistato dei CDO. E' importante sottolineare che tutti gli anelli della catena del credito erano legati da un elemento comune: la frode. Dalla sottoscrizione dei crediti ipotecari da parte delle famiglie passando per l'elaborazione dei CDO con la benedizione delle agenzie di rating, fino alla vendita a investitori istituzionali, tutte le tappe del processo sono caratterizzate dall'assenza dei documenti necessari o dalla loro falsificazione con l'inganno sistematico dei clienti da parte delle istituzioni finanziarie. Nonostante l'FBI abbia dato l'allarme fin dal 2004, sulla natura endemica della frode nel mercato dei crediti ipotecari, nessuna autorità competente ha cercato di regolamentare questa attività".

I BANKSTERS AMERICANI E IL CONTAGIO DELLA FINANZA MONDIALE.
Questi Banksters non erano dunque poche mele marce isolate e poi neutralizzate. Essi erano i principali protagonisti dei cosiddetti mercati finanziari internazionali e avevano il potere di condizionare le scelte legislative e amministrative dei governi. Tanto è vero che essi riuscirono a imporre a George Bush prima e a Obama poi, il famoso T.A.R.P. (Troubled Asset Relief Program) che con la scusa di tutelare gli interessi dei piccoli risparmiatori ha sprecato 7.800 miliardi di dollari dei contribuenti americani per salvare istituzioni finanziarie che dovevano fallire (vedete l'interesse di ripristinare il Glass Steagall Act per impedire a questi banditi di giocare con i risparmi dei cittadini?).
E i Banksters riuscirono anche a farla franca. Infatti, ci ricordano ancora gli autori di Debitocrazia (pag. 87), che "malgrado questo massiccio aiuto finanziario accordato alle principali banche e istituzioni finanziarie, il governo americano non ha preso nessuna iniziativa per portare in giudizio i responsabili di questa gigantesca frode e recuperare così i fondi pubblici spesi, e ancor meno per cambiare le pratiche e il modo di operare di queste istituzioni al contrario di quanto era avvenuto durante la Grande Depressione".
Le grandi banche d'affari responsabili della grande crisi del 2008, sono le stesse che hanno imposto (direttamente e indirettamente) i parametri folli di governance dell'EURO, ottenendo favori inauditi. Uno per tutti: il divieto previsto dall'art. 101 del trattato di Maastricht (poi ripreso all'art. 123 del trattato di Lisbona) per la Banca Centrale Europea di essere "prestatrice di ultima istanza" ossia di assumere direttamente i titoli del debito dei paesi della zona Euro. La BCE questi titoli può solo comprarli prestando le somme necessarie a banche d'affari private a tassi ridicolmente bassi, perché esse li prestino ai paesi in difficoltà a tassi scandalosamente alti, che innescano la spirale di un debito fuori controllo (esattamente quello che è successo in Grecia, come vedremo) .
Una norma che non ha nessuna spiegazione logica se non quella di mettere i governi UE alle dipendenze delle banche d'affari e dei mercati finanziari per sovvenire alle proprie esigenze di finanziamento.

NON PER LA GRECIA MA PER L'EUROPA.
Varoufakis e Tsipras sono i primi a ribellarsi a questa logica finanziaria che nasconde una vera e propria dittatura dei mercati, e a mettere a al centro dell'azione comunitaria l'interesse del cittadino e dell'essere umano invece che il profitto della grande finanza mondiale.

Prima di Varoufakis non era mai stato dato di ascoltare un ministro delle finanze che pronuncia le parole "In Grecia siamo di fronte a una vera e propria catastrofe umanitaria."
E la sua contestazione delle politiche di austerità imposte dalla troika è giustificata sulla base del fatto che esse sono sbagliate per l'Europa intera non solo per la Grecia.
Infatti, l'eccessiva enfasi sul taglio del debito ha prodotto maggior debito perchè ha generato un aumento più che proporzionale dei tassi di interesse in una spirale disastrosa in cui si contrae debito solo per pagare una parte degli interessi del debito pregresso, e quindi la massa di debito invece di diminuire aumenta. Al tempo stesso le sciagurate e fallimentari ricette della troika hanno prodotto effetti negativi sul piano macroeconomico: ossia la depressione causata dai tagli di bilancio ha provocato una diminuzione del PIL in misura più che proporzionale rispetto alla riduzione del debito, di fatto peggiorando il rapporto fra debito/deficit e PIL anziché migliorarlo.
Effetti negativi ma prevedibilissimi, e infatti tutti gli economisti non accecati dall'ultraliberismo di Chicago, li avevano ampiamente previsti.

GERMANIA E GRECIA UNITE NELLA LOTTA.
Sostiene Varoufakis che le politiche deflazionistiche di austerità imposte in tutta l'Europa non funzionano, in Grecia come in Germania, dove la disoccupazione c'è, anche se è uscita dalle statistiche e dove i lavoratori sono stati costretti ad accettare riduzioni di salario e diritti umilianti dalla famosa riforma del lavoro di Schroeder (toh! ancora un leader di sinistra che fa le riforme per la destra ultraliberista  e speculatrice finanziaria... ma che strano!).
Peraltro la cosa ci riguarda da vicino perché alla riforma tedesca del mercato del lavoro, che ha portato misera, disperazione e sottoccupazione anche nella virtuosa e civilissima Germania si ispira il famigerato Jobs Act renziano. Il servizio di Presa Diretta del 1 marzo su Rai 3 svela realtà occultate fino ad ora sull'economia tedesca e rimane uno dei pochi momenti di grande televisione in questo sventurato paese.
A un certo punto perfino il Fondo Monetario Internazionale, membro della troika, ha messo in dubbio l'efficacia delle ricette imposte alla Grecia, ma senza nessun risultato a causa dell'intransigenza proprio del Commissario agli affari economici e finanziari Olli Rehn (ciò che è paradossale visto che la Commissione doveva in principio mostrare maggiore sensibilità per i propri cittadini rispetto a un FMI legato a interessi finanziari internazionali).

LA MESSA IN STATO D'ACCUSA DELLA COMMISSIONE BARROSO PER CRIMINI CONTRO L'UMANITA'.
A questo stadio è impossibile prevedere come finirà il braccio di ferro fra il governo greco e la troika, ma è altrettanto impossibile non rendersi conto che un fallimento del tentativo greco condannerebbe tutta l'Europa a un ritorno verso strategie finanziarie disastrose.
Diventa quindi interesse di tutti coloro che si oppongono alla "dittatura dei mercati" (imposta con zelo sospetto dalla Commissione Barroso), sostenere i greci in tutti i modi e in tutte le istanze. In particolare, per appoggiare il tentativo greco, mi sento di ritornare a suggerire quanto avevo proposto (senza alcun riscontro) più di un anno fa:
1) Battaglia immediata per il ritiro delle proposte della Commissione sull'Unione Bancaria Europea (che dovrebbe istituzionalizzare quella vergogna legalizzata che è il salvataggio delle banche con i soldi pubblici), e sua sostituzione con un Glass Steagall Act Europeo per proibire qualunque confusione fra banche di risparmio e banche d'affari, e dunque impedire che le speculazioni finanziarie possano distruggere i risparmi dei cittadini.
2) Adesione all'ICE (proposta di legge popolare su scala europea) per un Green New Deal for Europe mirante a far ottenere la sovranità economica, energetica e alimentare ai cittadini d'Europa, tramite il riorientamento degli investimenti infrastrutturali verso le tecnologie della Terza Rivoluzione Industriale (internet delle cose, energie rinnovabili, smart grid, finanziamento a fondo perduto e su parametri non coercitivi dei distretti europei della stampa 3D). Integrazione di queste proposte con una battaglia per il reddito di cittadinanza europeo.
3) Battaglia politica senza quartiere in sede di Parlamento Europeo per la messa in stato d'accusa non di Juncker, ma della Commissione Barroso.
Qualcuno potrebbe obiettare che Barroso è ormai stato ormai sostituito da Juncker e che il vero bersaglio della battaglia contro quest'Europa delle banche e della grande finanza speculativa dovrebbe quindi essere quest'ultimo.
Mi permetto però di insistere con la mia idea.
E' vero che Juncker si è inventato per anni regimi fiscali di comodo a vantaggio di tutti i peggiori grandi evasori del mondo nel suo Lussemburgo, sottraendo miliardi alle finanze pubbliche del resto d'Europa, ma è altrettanto vero che la Commissione Barroso, imponendo con furore integralista le ricette ideologiche sbagliate della troika, si è macchiata di crimini contro l'umanità (oltre che di manifesta incompetenza in materia economica per le ragioni splendidamente indicate da Varoufakissul suo blog e non da oggi. Me ne sono occupato proprio il mese precedente alla sua nomina nel governo Tsipras, in questo mio articolo del 24 dicembre:  http://angeloconsoli.blogspot.it/2014/12/benvenuti-in-matrix-verita-e-menzogna.html).).
Barroso e Rehn, ancora oggi vanno predicando rigore e austerità. Il primo da superpagatissimo conferenziere in giro per il mondo, e il secondo da Vice Presidente del Parlamento Europeo, carica alla quale ha potuto accedere solo grazie al patto scellerato fra gruppi politici che ha escluso il molto più degno Fabio Massimo Castaldo, reo solo di essere parte di un gruppo impresentabile e totalmente decredibilizzato, il notorio EFDD di Nigel Farage (e mi fermo qui per non spostare su altro l'oggetto dei questo post).

Questa Europa partigiana di un  integralismo ultra-liberista disfunzionale è, come ricorda il mio amico blogger Alessandro Visalli (http://tempofertile.blogspot.it/) "antropologicamente distruttiva. Essa vede i rapporti umani solo in termini di competitività ed è incapace di riconoscere che il valore si crea quando gli uomini lavorano insieme e cooperano, e si distrugge quando si separano e lottano gli uni contro gli altri. In quel caso si ha solo trasferimento e cattura di energie, inibizione e distruzione di natura in noi e fuori di noi".

I due principali interpreti di questo integralismo europeo sono stati Barroso e Rehn. Le loro mani sono sporche del sangue di Silvio Paoselli, e di quello di migliaia di altri piccoli imprenditori italiani, greci, spagnoli, portoghesi, ma anche tedeschi, francesi e di tanti altri paesi, morti per le loro sciagurate ricette economiche imposte col ricatto e la forza.
Non possono passarla liscia. Sarebbe anti pedagogico nei confronti della Commissione Juncker, che verrebbe così incoraggiata a proseguire su questa strada criminale e fallimentare. E non si renderebbe giustizia a chi ha perso tutto a causa loro. Anche la vita.
Non vale dunque la pena di provare ad affermare in modo inequivocabile i valori e i principi di una Europa che si doti di regole inflessibili contro i grandi speculatori e le grandi banche d'affari e invece sia capace di dimostrare comprensione e flessibilità e al limite (perché no, visto che abbiamo le famose “radici cristiane”) misericordia verso i piccoli imprenditori europei senza costringerli al suicidio, come il povero Silvio Paoselli?

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PS
di seguito il testo completo della proposta per la messa in stato di accusa della Commissione Barroso da me consegnato a Grillo e Casaleggio il 23 novembre 2013. Il documento è storicizzato al novembre 2013, ma è utile a capire come si sarebbe potuto (e si potrebbe ancora) istruire un atto di accusa contro questi due miserabili eurocrati che hanno convertito il sogno europeo di Spinelli dopo 50 anni nell'incubo dell'Europa esattrice del debito degli ultimi 5 anni di follia integralista ultraliberista. Non è per questo ch l'Europa è stata creata e e condannare chi ha commesso questo Europicidio, dovrebbe essere sentito come un dovere etico superiore da parte di chi si richiama alla politica dei e per i cittadini e non per le banche e gli speculatori.

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LA MESSA IN STATO DI ACCUSA DELLA COMMISSIONE BARROSO
Riflessione politica riservata (grezza) ----------------------------------

PREMESSA
E' notizia di oggi che Barroso sta intervenendo per domandare ulteriori tagli alla spesa pubblica nella legge di stabilità italiana. Perchè lo fa? Perchè ha istruzioni precise e deve mandare segnali a chi glie le ha date. Così facendo si insiste in ricette ultraliberiste totalmente disastrose per le economie europee, specialmente per il Mediterraneo. Ma facciamo un passo indietro.
In Europa, (come in Italia, ma in modo meno esplicito), c'è una confusione di obiettivi e di mezzi fra i principali gruppi. In particolare c'è il PPE che è un gruppo molto composito di cui fa parte anche Berlusconi, come ne fa parte la Merkel che Berlusconi non lo può nemmeno sentire nominare, o l'UMP francese che fa riferimento al movimento Chiracchiano post gollista di cui Sarkozy è capo riconosciuto (anche lui non esattamente amico di Berlus).
A sinistra abbiamo dai new laburisti alla Tony Blair (persone convinte che il problema sia il costo del lavoro... :-( a socialisti vecchio stampo stile gli spagnoli e buona parte dei tedeschi, a socialisti green (tipo i nordici, una parte dei tedeschi, e una parte dei francesi) a socialisti "inciucioni" tipo gli italiani e i greci e una parte dei francesi. 
Il Presidente, Martin Schulz, (il "Kapò") continua a ripetere che questo è il fallimento non dell'Europa, ma della visione che la Destra Europea ha imposto alle politiche europee, e tuona contro le banche, contro la finanza speculativa, e contro l'attacco ai diritti dei lavoratori.
Dopo aver tuonato, però, non piove e le chiacchiere tornano a zero, perchè sia socialisti che PPE, continuano a rimanere prigionieri della logica del debito con una sua supina accettazione acritica che perde di visto il vero problema, e cioè che la privazione di sovranità monetaria dei cittadini è solo la parte più evidente di una strategia precisa mirante a privarli di sovranità economica a partire dalla sovranità energetica e alimentare. Questo rende davvero passivo e arrendevole l'essere umano. E questo spiega anche il perchè della segretezza che circonda i relativi trattati (TITP, TISA etc)

BARROSO NON PUO' CAVARSELA COSI
La Commissione Barroso si è trovata a gestire una crisi politica enorme originata dal referendum francese del 2005 (vedere nota in fondo alla pagina). Un secondo tentativo di far passare una Costituzione naufragò per l'opposizione degli olandesi. 
Alla fine, sotto presidenza portoghese si riuscì a far passare un testo molto annacquato (che non si chiamava nemmeno più Costituzione) che fu sottoposto a referendum in Irlanda e passò per il rotto della cuffia. Entrò così in vigore il trattato di Lisbona (che regge le sorti dell'Europa attualmente).

Questo trattato praticamente non da alcun potere all'Europa politica e però al tempo stesso deve gestire l'Euro e una politica finanziaria Comune.

Per non farla troppo lunga, mancando una controparte politica (basti pensare che le sorti della (non) politica estera comune dell'Europa sono state affidate a un cosiddetto "Alto Rappresentante" come la baronessa Catherin Ashton, una aristocratica antieuropeista che non si vede mai in nessuna crisi internazionale), le banche d'affari e i grandi gruppi finanziari hanno preso il sopravvento, imponendo visioni e criteri ultra liberisti per la stabilizzazione delle economie della zona euro.
Basti pensare all'imposizione alla BCE di non fare da prestatore di ultima istanza ai governi in difficoltà ma di dover passare dalle banche private prestando loro il danaro a interessi ridicoli perchè loro lo riprestino agli stati in difficoltà a tassi usurai, il che conferisce loro un ruolo (parassitario) centrale.
Secondo i criteri imposti all'Euro dalle banche d'affari, i paesi della zona euro si devono attenere ad alcuni parametri per assicurare una convergenza fra le varie economie, che sono unicamente finanziari e ispirati ai famosi studi di due economisti ultra liberisti, Reinhart e Rogoff, che (come è noto) sono stati sbugiardati da uno studente universitario.
Questi parametri prevedono fra l'altro che il rapporto fra deficit (il disavanzo annuale) e PIL di ogni Paese non debba superare il 3% e il rapporto fra la massa complessiva del debito pubblico e il PIL non vada oltre il 60%. Se tali parametri sono "sforati" i paesi "sforatori" sono sottoposti a procedure di infrazione, a meno che non ottengano delle esenzioni. E qui vai col Festival dei due pesi e due misure! Infatti Quando ne avevano bisogno loro nel 2004, la Francia e la Germania ottennero tali esenzioni e tutti zitti!77
Invece, quando è toccato alla Grecia, massima rigidità e applicazione totale anche delle sanzioni pecuniarie, che aggravano ancor di più la situazione del PIL. Insomma siccome le regole dell'EURO non prevedono la possibilità del Bail-out cioè la BCE non può finanziare il debito pubblico degli Stati membri, (il che è davvero assurdo, come dicevamo prima), la Grecia è stata abbandonata a se stessa e spremuta come un limone con applicazione ferrea delle ricette prescritte dalla troika BCE/COMMISSIONE/FMI.
Tali ricette erano non solo inique e stupide, ma anche sbagliate tecnicamente e frutto esclusivo di pregiudizi ideologici e accettazione acritica della visione ultra liberista coi suoi parametri di stabilità rigidissimi.
Ma siccome la rigidità eccessiva in natura non esiste, quelle ricette hanno avuto degli effetti indesiderati e dei risultati opposti a quelli voluti. In altre parole hanno provocato una caduta del PIL più che proporzionale rispetto alla compressione del deficit, e dunque il rapporto deficit e debito / PIL lungi dal migliorare con queste ricette incompetenti e in malafede è peggiorato facendo fare miliardi agli speculatori che avevano gli Swaps della Grecia (titoli derivati) e facendo perdere miliardi ai vari governi che adesso devono rimborsarli prendendoli dalle tasche dei cittadini con draconiane misure di austerità, e privatizzazioni (che significano svendita di asset strategici come il porto del Pireo ai cinesi, e sono la vera spiegazione del perchè di tanta follia finanziaria).
Perfino il fondo monetario internazionale si è dissociato dalla eccessiva rigidità della Commissione sul caso greco ammettendo l'errore dell'eccesso di attenzione al debito e di disattenzione alla crescita. In altre parole il vero colpevole che ha distrutto l'economia del sud Europa è la Commissione. Infatti Pittella (che è un politico scafato) da  Vice Presidente del PE si è subito affrettato a chiedere le dimissioni di Olli Rehn, il Commissario Finlandese che era venuto a Roma per commissariare la finanziaria. Ma così è troppo comodo! Se hanno le palle, i socialisti Europei devono chiedere le dimissioni di tutta la Commissione, perchè Olli Rehn non ha fatto altro che applicare direttive decise collegialmente con la responsabilità ultima del Presidente Barroso. 
Va dunque fatta la guerra alla Commissione Barroso nel suo complesso e non solo a Rehen, e va richiesta la sua messa in stato di accusa per manifesta incompetenza o anche peggio.

IL PRECEDENTE SANTER
C'è un precedente: nel 1999 la Commissione Santer, che si era insediata nel 1995, venne sfiduciata per un contratto di consulenza di 20.000 euro concesso dalla Commissaria socialista Francese Edith Cresson al suo dentista (vedi: 
http://www.europarltv.europa.eu/it/player.aspx?pid=dbe22c65-f3ed-4b9e-a023-cdbb02275a54  e in caso in rete trovi molto altro).
Adesso mi pare che la distruzione dell'economia della Grecia, del Portogallo, della Spagna e dell'Irlanda, e l'aver determinato la mancanza di liquidità che ha portato al suicidio migliaia di imprenditori e lavoratori sia leggermente più grave che concedere una consulenza non meritata di 20.000 euro. O no?
E la cosa peggiore è che questi incompetenti e disgraziati la stanno facendo franca! nessuno sta portando l'attacco al cuore del sistema. Se non lo facciamo noi chi lo farà?
Ecco: sull'attacco alla Commissione Barroso secondo me il M5S può costruire una campagna politica radicale per costringere i responsabili del disastro a fare i conti con i cittadini prima di andare a godersi la loro dorata (e immeritata) pensione. 

Questo servirebbe anche a creare un gran movimento europeo per  riaffermare la rivoluzione europea di Spinelli e riprendere la bandiera della sua Rivoluzione Europea, precocemente imbalsamata dalle eurocrazie parassitarie, e dunque sterilizzata in vuoti rituali federalisti a cui possono partecipare anche i peggiori esponenti della casta che Spinelli odiava non meno di Grillo), di cui ho parlato nel mio post l'Europa a 17 Stelle che ho linkato sopra, passando così dalla pars destruens alla pars construens.
Si tenga anche presente che i socialisti abbaiano ma non possono mordere. Nella Commissione Barroso ci sono anche molti Commissari socialisti e non possono sfiduciarli. Inoltre con Fabius in Francia devono stare molto attenti. Insomma gli unici che possono fare una battaglia politica per l'incriminazione di questa Commissione che si è macchiata di una incompetenza criminosa siamo noi! E possiamo far divampare l'incendio su scala europea! Perchè non dovremmo farlo?

CONCLUSIONI
Il Parlamento Europeo è una cassa di risonanza internazionale molto più importante del parlamento nazionale e là si possono far danni colossali al vecchio sistema. E si possono ottenere risultati inimmaginabili se comparati con quelli nazionali. In pratica
(incredibile ma vero!) il "mandiamoli tutti a casa" è molto più facile a livello europeo, dove le regole vengono rispettate e non eluse o distorte a piacimento dei potenti. Facciamolo giocare a nostro vantaggio.

Nota sul referendum francese:
L'Europa delle banche e della speculazione sta vincendo su quella dei cittadini perchè si è arrestato il processo di integrazione politica dell'Europa, a causa dell'esito negativo del referendum sulla Costituzione Europea in Francia, un risultato che è dovuto prevalentemente all'attacco dei socialisti francesi in primo luogo quel Laurent Fabius che oggi è il ministro degli esteri di Hollande. (Si tenga presente che tutto questo per me non è sentito dire ma esperienza diretta del mio lavoro con Rifkin negli ultimi 12 anni).
In pratica, la Costituzione Europea, essendo stata elaborata da una "Convenzione" Europea che era stata fortemente voluta da Chirac (all'epoca potentissimo Presidente eletto con l'80% dei voti al ballottaggio contro Le Pen), che era stata presieduta da un altro gollista francese DOC (Giscard d'Estaing), sarebbe stato vissuto in Francia come una sconfitta domestica della sinistra dunque sia i socialisti che i comunisti fecero le barricate contro la Costituzione europea "di Chirac" esagerando gli aspetti ultra liberisti della mobilità dei lavoratori (il famoso mito dell'idraulico polacco) e sminuendo i vantaggi di una unione politica in termini di estensione dei diritti e delle tutele a livello mondiale sia con quello che all'epoca era considerato il "modello sociale europeo, che con una legislazione ambientale avanzatissima. Si veda per esempio un articolo dell'epoca sul referendum francese che sottolinea come la sinistra abbia avversato la Costituzione Europea  http://www.marxismo.net/europa/referendum_fra_0505.html
Per maggiori informazioni sulla Costituzione Europea:  http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_europea



PPS
Gli amici di Silvio (i cui funerali si sono svolti il 9 marzo 2015 a Rieti alle ore 15,30 presso la Chiesa Regina Pacis) si stanno organizzando per una raccolta pubblica di fondi che serva a salvare quel mulino venduto all’asta, per donarlo alla famiglia.
Per maggiori informazioni:
http://castelli.romatoday.it/albano/suicidio-silvio-paoselli-mugnaio-buono.html


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