venerdì 15 dicembre 2017

GLIFOSATO E MONSANTO: IL CANCRO E LA METASTASI

Faccio completamente mio questo articolo del CETRI che rivela dove si possa arrivare con la lobby aggressiva delle multinazionali della chimica. I più informati avevano già visto il film: Il Mondo secondo Monsanto. Adesso sappiamo anche che dopo quel film l'aggressività della multinazionale americana non è affatto diminuita. 

Glifosato: facciamo un po’ di chiarezza:

è di ieri la notizia che quattro medici rinomati, gli oncologi Annibale Biggeri,   Franco Merletti,  Benedetto Terracini e l’epidemiologo Paolo Vineis hanno scritto una lettera congiunta alla Senatrice Cattaneo per la sua presa di posizione a favore del Glifosato strombazzata con gran fragore mediatico da La Repubblica il primo dicembre scorso in un articolo intitolato “Gli equivoci sul glifosato“.  Sempre su Repubblica l’agro Ecologo Stefano Bocchi aveva confutato seriamente le affermazioni della Cattaneo su un piano rigorosamente scientifico (vedere: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/12/08/le-alternative-sostenibili-in-agricoltura45.html?ref=search )
La lettera dei medici mira invece a confutarle sul piano politico, specialmente in relazione alle affermazioni della Senatrice secondo cui la valutazione negativa  sul Glifosato da parte dello IARC (l’istituto per la Ricerca sul Cancro dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità -OMS) sarebbero basate sul conflitto di interessi di alcuni membri dello IARC, (Mentre, sempre secondo la Senatrice, possiamo tranquillamente fidarci  l’EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma, e continuare a ingerire alimenti contenenti Glifosato.

Adesso, per capire i reali termini del contrasto fra i quattro medici e la nota senatrice bisogna tenere presente il contesto nel quale questa polemica è maturata.
GLIFOSATO: IL PROCESSO AUTORIZZATIVO.
In vista del rinnovo dell’autorizzazione sul mercato europeo del noto diserbante della Monsanto che ha giustificato e accelerato l’ingresso sul mercato americano di semi OGM resistenti alla sua azione) si sono espressi lo IARC (Istituto mondiale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, con sede a Lione, che ha decretato sulla base delle evidenze scientifiche e del principio di precauzione la probabile cancerogenicità del glifosato, e subito dopo, in senso diametralmente opposto, la EFSA, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma che invece ha escluso tassativamente la cancerogenicità del Glifosato. Due alte autorità che si esprimono in modo diametralmente opposto sulla stessa sostanza: e qui , scusate, gatta ci cova.
MONSANTO: UNA IMPRESA RECIDIVA.
Ricordiamo che la Monsanto è assurta all’onore delle cronache mondiali dopo che Rifkin, nel suo libro del 1998, rivelò che la Monsanto aveva introdotto un nuovo modo di far lobby, passando dal tradizionale tentativo di influenzare il legislatore a quello più efficace di sostituirsi a lui con una spregiudicata politica di revolving doors (porte girevoli) per cui funzionari della Monsanto si facevano nominare da politici https://www.youtube.com/watch?v=KvJhGeeI9iU&list=PL06DD9BFD26D4C449
compiacenti nelle autorità decisionali dove prendevano decisioni favorevoli alla diffusione degli erbicidi o degli OGM prodotti dalla Monsanto per poi abbandonare le pubbliche istituzioni e ripercorrere la porta girevole in senso inverso andando a rioccupare posizioni dirigenziali in Monsanto. Su questo c’è un film bellissimo che vi prego di cercare in rete: “il mondo secondo Monsanto, il trailer lo potete vedere a questo link dove Rifkin parla al minuto 0:30 
LE RIVELAZIONI DEL GUARDIAN SULLA MONSANTO
Fedele alla sua strategia spregiudicata, anche in occasione della discussione in sede europea del rinnovo dell’autorizzazione al Glifosato, la Monsanto è riuscita a influenzare il processo decisionale sostituendosi al legislatore e influenzandolo pesantemente con una strategia da premio Nobel. Vista la malaparata dopo che lo IARC (ossia l’OMS) aveva preso posizione contro il Glifosato, la Monsanto è riuscita a scrivere materialmente la decisione dell’EFSA. Ci sono intere pagine copiate dal position paper della Monsanto nella decisione che dichiara innocuo e non cancerogeno il Glifosato. La rivelazione viene dal Guardian in un coraggiosissimo articolo dello scorso settembre (questo: https://www.theguardian.com/environment/2017/sep/15/eu-report-on-weedkiller-safety-copied-text-from-monsanto-study ) in cui il Guardian afferma che la decisione dell’EFSA che mirava a contro bilanciare quella sfavorevole dello IARC, è uno sfacciato copia e incolla.
Infatti il Guardian,  dopo aver confrontato uno studio “pro domo sua”  della Monsanto con la valutazione dell’EFSA che ha spianato la strada al rinnovo dell’autorizzazione europea per la sostanza erbicida più diffusa al mondo, scrive che «L’autorità europea per la sicurezza alimentare ha basato la raccomandazione su una relazione dell’UE (la relazione RAR o Renewal Assessment Report)  che copia e incolla analisi da uno studio Monsantopresentato per conto della Glyphosate Task Force, una lobby di imprese agrochimiche guidata proprio dal colosso statunitense».
L’EFSA ha ribadito che la l’affidabilità e la rilevanza di ogni ricerca sono state vagliate prima di emettere il parere. Ma decine di pagine del documento sono identiche a passaggi contenuti nella domanda di rinnovo presentata da Monsanto. Quel testo analizzava gli studi condotti sui legami tra il glifosato e la genotossicità, la cancerogenicità e il danno al sistema riproduttivo, tentando di smontarne le conclusioni. L’Agenzia europea, dal canto suo, sostiene che valutazione e opinione finale siano due cose separate: se quest’ultima spetta agli esperti dell’EFSA, la prima è prodotta da un organismo terzo, l’Istituto federale per la valutazione del rischio (BfR), con sede in Germania. Da quell’organo escono i documenti su cui l’EFSA basa le sue conclusioni.
Uno scaricabarile che non regge, e che secondo Greenpeace «mette in discussione l’intero processo di approvazione dei pesticidi nell’Unione. La maggior parte dei paragrafi che si occupano di riassumere le ricerche vagliate per l’opinione finale, infatti, sarebbero stati copiati parola per parola, modificando alcune parole utilizzate nell’inglese americano e cambiando la fonte di titoli e tabelle e alimentando il sospetto che i regolatori europei abbiano cercato di costruire la valutazione su una decisione già presa da altri e in questo caso dall’industria stessa» precisava il Guardian.
MISSIONE COMPIUTA: IL GLIFOSATO E’ RI AUTORIZZATO
Va precisato che, come indicato anche dalla lettera di medici citata all’inizio, anche il prestigioso quotidiano francese Le Monde aveva pubblicato uno dossier mirante a dimostrare il lavoro di disinformazione e di influenza della decisione europea sul Glifosato da parte della Monsanto (i Monsanto Papers, consultabili qui, http://www.lemonde.fr/planete/article/2017/10/04/monsanto-papers-desinformation-organisee-autour-du-glyphosate_5195771_3244.html )
Lo scoop del prestigioso quotidiano inglese e di quello francese, mettono in dubbio ancora una volta l’indipendenza delle istituzioni comunitarie preposte alla salvaguardia della salute umana, proprio negli ultimi due mesi decisivi per la decisione finale per la riautorizzazione del Glifosato, che infatti è puntualmente arrivata nonostante l’opinione contraria del Parlamento Europeo, tanto che l’Eurodeputato Dario Tamburrano aveva intitolato un suo articolo del maggio scorso “LE IMPRONTE DIGITALI DELLA MONSANTO NELL?AUTORIZZAZIONE UE AL GLIFOSATO  https://www.dariotamburrano.it/monsanto-efsa-ue-autorizzazione-glifosato/ ),
il 27 novembre scorso, per soli 5 anni rinnovabili per altri 5, quindi di fatto il Glifosato è stato autorizzato per altri dieci anni (per approfondimenti si veda questo articolo: https://www.teleambiente.it/glifosato-ue-autorizza-rinnovo/ ).
In altre parole: nel processo di approvazione per altri dieci anni del veleno della Monsanto, il Glifosato, la decisione dell’Unione Europea è stata presa sulla base di un rapporto della Autorità pubblica EFSA copiato di sana pianta dai documenti della Monsanto stessa! Un capolavoro!!! 
L’INTERVENTO DELLA SENATRICE CATTANEO
Ma c’è un ma… lo IARC, che non sono proprio gli ultimi peracottari sul pianeta, essendo l’agenzia ufficiale contro il cancro dell’organizzazione ONU per la salute (OMS), non sono affatto d’accordo e il mondo scientifico si presenta quantomeno spaccato in due sulla cancerogenicità del Glifosato.
E questo mette in discussione la credibilità della decisione di rinnovare l’autorizzazione al Glifosato.
E allora, dopo neanche una settimana vediamo comparire l’articolo della Senatrice Cattaneo, che quando c’è un OGM, un Glifosato o un’altra schifezza cancerogena da difendere, è sempre in prima fila per sostenere  le ragioni della “ricerca”, che in realtà celano quelle degli avvelenatori. Rimane ancora scolpita nella memoria la puntata di Presa Diretta dell’anno scorso in cui, intervistata dallo stesso Iacona, difese pancia a terra la possibilità di introdurre gli OGM nell’ambiente in nome della libertà di ricerca, ridicolizzato il principio di precauzione e facendo precipitare verticalmente la credibilità del programma che da allora non si è più riavuto: Qui una critica ragionata a quella trasmissione da parte del Deputato Mirko Busto, un ingegnere ambientale molto competente http://mirkobusto.net/omg-spot-presa-diretta/ ).
Ma l’interrogativo rimane. Perchè la Senatrice Cattaneo si spende senza pausa in favore del Glifosato, prima comparendo in una puntata di Matrix su Canale 5 in cui, in assenza di qualunque contraddittorio, insieme alla Cattaneao se la cantano e se la suonano Confagricoltura, Barilla e vari “ricercatori” pro Glifosato (la puntata per chi gli regge lo stomaco è visibile a questo link: http://www.video.mediaset.it/video/matrix/full/puntata-del-13-settembre_753040.html ), e poi approfittando della gentile ospitalità del Giornale La Repubblica?
A questo punto siamo nel regno delle ipotesi. La più probabile è che la lobby pro Glifosato, consapevole di averla fatta davvero grossa tanto da dover operare una forzatura inaudita anche per gli standard molto spregiudicati della Monsanto denunciati da Rifkin fin dal 1998 con la Commissione d’inchiesta al Congresso americano contro la Monsanto (si veda questo articolo https://www.washingtonpost.com/archive/business/1999/12/15/6-farmers-in-class-action-vs-monsanto/5930d4e7-cadd-4977-8eb5-4d3f2f27ce96/?utm_term=.5af760f8a58d ),  e soprattutto paventando nuove azioni giudiziari in tribunali nazionali come quelle che si prospettano contro l’EFSA e contro i loro corrispondenti tedeschi, l’agenzia BfR, intentate dalle organizzazioni ambientaliste  Global 2000 e Pesticide Action Network (PAN)  (per maggiori informazioni si veda http://www.rinnovabili.it/ambiente/tribunale-agenzie-glifosato-333/ ), si potrebbe essere autorizzati a pensare che sia si tratti di una controffensiva di immagine per screditare i propri avversari da parte dei sostenitori delle multinazionali della chimica e degli OGM,  che forse smear campaign” (= macchina del fango) orchestrata contro di loro dalla potentissima lobby della Monsanto. E’ una possibile chiave di lettura dello “strano” intervento a gamba tesa della Senatrice Cattaneo in una questione nella quale la Monsanto ha vinto comunque essendo riuscita ad ottenere il rinnovo del Glifosato in Europa.
cominciano a rendersi conto che  questa volta la loro spregiudicatezza li ha portati un po’ troppo lontano nella loro azione di influenza verso i decisori europei, incarnandosi in essi come una vera e propria cellula metastatica per ottenere il risultato voluto. Da qui nasce probabilmente la preoccupazione espressa  dai dottori Biggeri, Merletti, Terracini e Vineis il cui intervento a difesa della correttezza degli scienziati dello IARC che hanno ammonito contro i rischi di cancerogenità del Glifosato e contro di cui si è scatenata  quella che sembra a tutti gli effetti una “

Il problema dunque si sposta dalla salute dei consumatori alla salute della nostra democrazia. In altre parole a questo punto non sappiamo esattamente se e soprattutto quanto il Glifosato provochi il cancro,  ma è comunque chiaro che, cancro o non cancro, la Monsanto  sia ormai diventata una vera e propria metastasi della democrazia moderna.




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giovedì 15 dicembre 2016

Grillo e l'energia: critiche giuste e critiche "interessate".

Dopo la pubblicazione del video di Beppe Grillo sull'Energia come primo punto del programma del M5S in vista delle elezioni che prima o poi seguiranno al referendum che ha bocciato la proposta di revisione della Costituzione voluta a colpi di maggioranza dal governo Renzi, si è scatenata una polemica non del tutto disinteressata sull'argomento.
In particolare, Grillo è stato accusato da molti esperti di non aver capito nulla di energia, di aver proposto un NON programma in quanto non individua obiettivi chiari e non fa proposte concrete. Nell'articolo pubblicato su Linkiesta da Luca Longo, (si veda in fine articolo) il programma dei 5 Stelle per l'energia così come illustrato dal video di Grillo viene demolito e descritto come il trionfo della superficialità, della approssimazione, del luogo comune, e come "un insieme di speranze utopiche e datate che non affronta i veri problemi con i quali ci troviamo a fare i conti che lo vogliamo o no"
Grillo viene esortato a studiare l'argomento energia che è troppo importante e deve essere trattato con competenza e divulgato con precisione.
In effetti, certo, molte delle affermazioni del video di Grillo sono iperboliche, approssimative, superficiali, mal documentate ed esposte in modo sciatto e confuso.
Per esempio Grillo confonde energia con potenza e da l'impressione di non sapere esattamente cosa sia una smart grid, confonde Uzbekistan con Azerbajan come Paese da cui origina il gasdotto TAP, scade nella eccessiva semplificazione e faciloneria quando illustra l'idea dello scambio notturno dell'energia accumulata nella batteria dell'auto a prezzi tripli che in effetti è presentata da Rifkin fin dal libro "L'Economia all'Idrogeno", ma è un'altra cosa che ha più a che fare con la sharing economy che con la speculazione sul differenziale del prezzo dell'energia fra giorno e notte.
Lo stesso quesito su cui il blog invita a votare gli iscritti è di una ovvietà allucinante: chi può votare NO, alla domanda se vogliamo sopprimere il petrolio? Sarebbe come domandare se vuoi bene alla mamma o no... Ma Beppe lo conosciamo e sappiamo che è così
Capisce le cose a modo suo le riferisce a modo suo, ma normalmente ci azzecca, anche se poi si decredibilizza per lo stile comico giullaresco con cui presenta argomenti maledettamente seri. Va però dato atto a Beppe Grillo di aver sempre dato spazio sul tema dell'energia alle visioni dei grandi pensatori come Rifkin, Amory Lovins, Lester Brown e effettivamente pochi come lui sono stati in grado, nel tempo, di sviluppare una visione complessiva alternativa sul tema dell'energia. Ritengo perciò inaccettabile che l'autore di questo commento su Linkiesta mescoli il sacro col profano rilevando le contraddizioni del messaggio di Grillo ma facendo affermazioni allucinogene che (e qui c'è una forte complicità di Grillo per come lui si è espresso e ha presentato le cose nel famoso video) mirano a seminare scetticismo sulle possibilità delle tecnologie solari di far fronte ai bisogni energetici di una economia moderna e a ripristinare, invece, fiducia in quelle fossili. Infatti tutto diventa più chiaro quando nell'articolo su Linkiesta si leggono affermazioni come: "Se fosse passata la riforma costituzionale, allora sarebbe stato possibile creare e fare rispettare un piano energetico nazionale organico. Ma ora rimarremo alla paralisi anche su questo: il piano per trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale è bloccato dall’opposizione della regione Puglia all’abbattimento di 124 piante di ulivo" (!!!)
Pierferdinando Casini esci da questo corpo e manifestati in tutto il tuo satanico splendore!
20 settembre 2014: presento Beppe Grillo sul palco della Manifestazione
NO TAP / NO FOSSILI
Non ritornerò alla polemica sulla totale inutilità del gasdotto TAP, contro di cui ho contribuito a creare il Comitato interprovinciale NO TAP/NO FOSSILI che il 20 settembre 2014 organizzò una memorabile manifestazione con la Marcia San Foca - Melendugno (si veda il link in fondo pagina). Voglio però sottolineare una notevole contraddizione di questa critica a Grillo. L'obbligo dello Stato di elaborare un piano energetico nazionale era già previsto dalla competenza concorrente dell'articolo 117 della Costituzione nella sua formula vigente. Anzi, era tutto quello che lo Stato doveva fare, e che si è dimostrato totalmente incapace di fare. L'ultimo piano energetico nazionale risale al 1988 (il giurassico dell'energia). Le strategie energetiche dei vari governi che si sono succeduti sono state solo marchette ai produttori di fossili e gas in particolare. Ricordiamo in tal senso la SEN (Strategia Energetica Nazionale) in epoca Monti Passera, che vedeva l'Italia come l'"hub del gas" di tutta l'Europa (il gasdotto TAP nasce da questa impostazione: devastiamo pure i nostri territori e il nostro mare per andare a vendere il gas azero ai tedeschi, gli austriaci e gli svizzeri facendo fare profitti stratosferici a una multinazionale svizzera che apre un ufficio nel centro di Lecce. Francamente se la strategia nazionale deve essere "trasformare il Mezzogiorno nel crocevia per le fonti di energia di tutta l’Europa meridionale", allora è molto meglio rimanere senza alcuna strategia nazionale, e bene fa il governatore Emiliano a opporvisi anche se dovrebbe farsi consigliare meglio, perché continua a parlare a vanvera di "decarbonizzazione dell'ILVA" confondendo il carbonio con il carbone, ma questo è un fronte polemico che apriremo a tempo debito).
Quindi è assurdo pretendere maggiori poteri (competenza esclusiva) in campo energetico per lo Stato, quando esso non è stato in grado di far fronte neanche agli obblighi derivanti dalla competenza concorrente.
Disinnescata la favoletta dell'immobilismo energetico dovuto alla mancata riforma costituzionale, vorrei concentrarmi sugli ultimi due aspetti di queste critiche che facendo di ogni erba un fascio, finiscono per scadere in quelle fanfaronate che imputano a Grillo. Mi riferisco innanzitutto alla questione dei sussidi alle fonti fossili (sulla quale il commentatore de Linkiesta diventa imporvvisamente afono e che nel mondo ammontano a oltre 700 miliardi di dollari (più del doppio di quelli per le rinnovabili, e che nella sola Unione Europea, come ricordava con un suo magistrale intervento in aula l'Eurodeputato Dario Tamburrano proprio ieri, ammontano a 300 miliardi di euro l'anno (600 euro a persona neonati inclusi-per chi fosse interessato il link a questo intervento è nelle note). La seconda questione è quella dell'accumulo di energia rinnovabile e della presunta insufficienza delle fonti rinnovabili a fare massa critica per coprire i bisogni di una economia moderna per cui ci sarebbe ancora molto da investire in ricerca e innovazione, e quindi (concludono) per il momento, non ci sarebbe alternativa ai fossili. Bisogna non aver mai letto Rifkin per lasciarsi andare a simili banalità. Perchè se è vero che le batterie e le auto elettriche sono per il momento fuori mercato (anche a causa di un sistema di incentivi che privilegia il modello fossile), le tecnologie dell'idrogeno (appena "sdoganate con il recepimento della Direttiva DAFI-Carburanti Alternativi - si veda in fondo articolo) permettono di far fronte in modo molto più economico ed energeticamente vantaggioso la problema dell'intermittenza delle fonti rinnovabili come Jeremy Rifkin ha dimostrato fin dal 2001 con il suo libro Economia all'Idrogeno e poi ha portato a sintesi con i 5 pilatri della Terza Rivoluzione Industriale nell'omonimo libro del 2011, e con il Commons collaborativo e l'internet dell'energia nel libro "La Società a costo marginale zero" del 2014).
L'ENERGY UNION della Commissione Europea propone  nuove regole per
una transizione verso l'energia pulita con il consumatore protagonista.
Infatti il problema degli accumuli non si risolve con le batterie (per cui non c'è abbastanza litio sul pianeta) ma appunto con le tecnologie dell'idrogeno che ormai cominciano ad arrivare sul mercato nonostante una legislazione sfavorevole le abbia relegate per troppo tempo nel limbo della ricerca e sperimentazione. Infatti se è vero che la ricerca nel settore delle fonti alternative deve andare avanti perchè gli investimenti in questo settore non sono mai abbastanza (il 95%della ricerca energetica dagli anni 30 ad oggi è andata a fossili e nucleare!), è rivoltante che questo argomento venga usato in modo strumentale come un alibi per non introdurre nel mercato tecnologie ormai consolidate in grado di accelerare la transizione energetica dal modello fossile centralizzato a quello decentrato e basato sul prosumer (al quale si rivolge la nuova legislazione Europea: si veda nelle note). E' vero esattamente il contrario dunque! Le fonti rinnovabili stanno mettendo profondamente in crisi il modello fossile ad alti costi marginali perchè sono a costi marginali ZERO, tanto che i produttori di energia fossile non si vergognano a domandare allo Stato il pagamento di una sovvenzione mascherata da "Capacity Payment" come rimborso per i loro investimenti sbagliati negli impianti fossili (carbone, turbogas e oli combustibili). La realtà è che da quando sono entrate in funzione le rinnovabili (specialmente il fotovoltaico) si è invertito il momento del picco dei costi della produzione energetica, da mezzogiorno (quando ci pensa il sole che è gratis) alla sera (quando il sole non c'è più e allora bisogna andare con i fossili che gratis non sono, si veda diagramma sotto). Purtroppo questo non si è tradotto in un beneficio in bolletta da parte dei produttori e distributori che preferiscono "chiagnere e fottere", lamentando costi eccessivi alle rinnovabili, quando invece i loro problemi economici nascono tutti dai costi delle fonti fossili dal prezzo volatile e imprevedibile, e comunque a più alti costi marginali del sole e del vento. Se avessimo una autorità Garante per il Gas e l'energia saprebbe lei come metterli a posto. Come dite?!? Ce l'abbiamo?! Noooo dai! Mi state prendendo in giro!

Inversione del picco del costo dell'energia 2005-2013

Purtroppo queste cose l'articolo de Linkiesta non le dice (e ci può stare), ma il vero problema è che non le dice nemmeno Grillo (e questo di può stare un po' di meno).
Eppure nel M5S ci sono parlamentari bravissimi (tanto per citarne solo due, il Senatore Gianni Girotto e il già citato Europarlamentare Dario Tamburrano) che su queste cose sono impegnati pancia a terra ogni giorno e che se fossero stati consultati prima di diffondere il video-pietra dello scandalo, avrebbero certamente evitato una serie di imprecisioni, approssimazioni, errori e figuracce.

Se Grillo non ha il loro numero di telefono, posso darglielo io...


Riferimenti:
Ecco il video di Grillo:
(http://www.beppegrillo.it/2016/12/il_programma_di_governo_del_movimento_5_stelle_lenergia.html)

ed ecco l'articolo de Linkiesta:
(http://www.linkiesta.it/it/article/2016/12/08/ecco-perche-sullenergia-beppe-grillo-non-ha-capito-niente/32664/)

Ecco uno dei video relativi alla manifestazione contro il Gasdotto TAP del 20 settembre 2014 con Beppe Grillo: https://www.youtube.com/watch?v=ezN4qmu48MQ

Ecco il link all'intervento di Dario Tamburrano nel Parlamento Europeo contro gli incentivi all'energia fossile:
http://www.ilblogdellestelle.it/ogni_cittadino.html?utm_medium=push_notification&utm_source=rss&utm_campaign=rss_pushcrew

Ecco le informazioni sulla direttiva DAFI: http://cetri-tires.org/press/2016/un-grande-passo-avanti-verso-lidrogeno-recepita-la-direttiva-europea-per-i-carburanti-alternativi-dafi/).

E infine ecco le informazioni sulle nuove strategie europee:
(https://ec.europa.eu/energy/en/news/commission-proposes-new-rules-consumer-centred-clean-energy-transition)
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